Il Signore del Caos di Robert Jordan. Il prologo

Il signore del caos neIn un’occasione David Eddings ha consegnato a Lester del Rey un romanzo contenente un prologo che sfiorava le 30 pagine. Lester non ha gradito e gli ha detto che avrebbe tagliato pesantemente qualsiasi prologo che avesse superato le otto pagine. Mi sa che Harriet McDougal, editor di Robert Jordan, ha criteri un po’ diversi, altrimenti non si spiega la lunghezza dei prologhi di La Ruota del Tempo a partire da Il Signore del Caos in poi. Non che lei non conosca il valore della sintesi, una volta ha provato a dire a colui che sarebbe diventato suo marito che il romanzo che aveva scritto era troppo lungo, e ha pure provato a indicare alcune scene che potevano tranquillamente essere tagliate. Quando lui le ha spiegato l’utilità che avrebbero avuto quelle scene un certo numero di libri più avanti – Jordan può essere criticato sotto tanti aspetti, ma certo vedeva le cose in grande – lei ha optato per un’altra soluzione: tagliare tre parole (o erano tre frasi? Non ricordo, e ritrovare la frase originale sarebbe troppo lungo) in ogni singola pagina del romanzo. Se vi sembra che La Ruota del Tempo sia troppo lunga, pensate alla sua lunghezza senza la cura Harriet. E pensate che io sono riuscita a scrivere un bel po’ di righe senza neppure entrare nel prologo. Sono proprio una fan di Jordan!

Rilettura di Il signore del caos di Robert Jordan.

I leoni cantano e le colline prendono il volo.

La luna di giorno e il sole di notte.

Donna cieca, uomo sordo, corvo stolto.

Lasciamo che il Signore del Caos governi.

Cantilena tratta da un gioco infantile

sentita a Gran Aravalon

Epoca quarta

Che bello, posso citarvi la Ta’kiena?

Quando il fuoco errante

Colpirà il cuore della pietra,

Lo seguirai?

Quando il fuoco errante

Colpirà il cuore della pietra,

Lo seguirai?

Lascerai la tua casa?

Quando il fuoco errante

Colpirà il cuore della pietra,

Lo seguirai?

Lascerai la tua casa?

Lascerai la tua vita?

Quando il fuoco errante

Colpirà il cuore della pietra,

Lo seguirai?

Lascerai la tua casa?

Lascerai la tua vita?

Prenderai… la Strada più Lunga?

Anche questa è la cantilena di un gioco infantile, che alcuni bambini cantano in La strada dei re di Guy Gavriel Kay. Solo che più che un gioco questa è una memoria antica, e quando il fuoco errante colpirà davvero il cuore della pietra qualcuno sarà costretto a lasciare la sua vita per incamminarsi sulla strada più lunga. Mai sottovalutare i giochi dei bambini. In La Ruota del Tempo per esempio non bisogna sottovalutare Serpenti e Volpi, ed è meglio non lasciare troppo spazio al Signore del Caos.

Prologo: Il primo messaggio

Demandred. Quanto a lungo ci siamo interrogati su cosa stesse facendo? Alla fine lo scopriamo, e non è una sorpresa piacevole. Se volete saperne di più l’antologia Unfettered comprende il racconto River of Souls, dedicato proprio alle attività di Demandred dopo l’uscita dal Foro. Queste pagine si limitano a preoccuparci alquanto, a presentarci Shaidar Haran e a dirci che non è stato Demandred ad ammazzare Asmodean.

A Salidar Nynaeve ed Elayne hanno ripreso la loro vita da Ammesse, con la prima che è convinta di poter guarire anche la quietatura e la seconda che vorrebbe andare da Rand. Almeno i battibecchi hanno più senso ora che nel periodo intercorso fra Tanchico e Salidar, e la presenza di Siuan e Leane movimenta il tutto.

Ecco com’è che Min va da Rand, lo avevo dimenticato. Le Aes Sedai che compongono l’ambasciata sono Merana Ambrey (verde), Kairen Stang (blu), Rafela Cindar (blu), Seonid Traighan (verde), Faeldrin Harella (verde), Demira Eriff (marrone), Berenicia Morsad (gialla), Masuri Sokawa (marrone) e Valinde Nathenos (bianca), tutti nomi che non mi dicono nulla o quasi. Moghedien almeno in questo periodo si rivela utile.

Faile e Perrin tornano in scena dopo un intero romanzo in cui non li abbiamo visti, con la scena che ci fa vedere come si sono assestate le cose. I problemi per i Fiumi Gemelli sono finiti, ora è tempo di riunirsi alla storia più grande.

L'occhio del mondo neGawyn per certi versi è un problema. Mi è subito piaciuto come fratello di Elayne, e non ho mai dimenticato la prima impressione positiva, ma al momento del colpo di stato di L’ascesa dell’Ombra si è schierato dalla parte di Elaida commettendo un errore gravissimo. Certo, aveva le sue ragioni, ma questo non diminuisce la portata del danno che ha provocato. E ora vuole uccidere Rand. Guardare con diffidenza un personaggio che comunque piace non è semplice, certo Gawyn mi ha inquietata meno, per dirne uno, di Tyrion Lannister, anche perché l’importanza del giovane Trakand all’interno della storia è inferiore rispetto a quella del Folletto in Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin. Gawyn non ha l’intelligenza di Tyrion, ma non fa neppure parte di una famiglia a dir poco inquietante. Va bene, neanche il padre di Gawyn era un simpaticone (Taringail, avete presente? Avrebbe ammazzato Morgase per la sua sete di potere se Thom non fosse stato più veloce), ma Gawyn prova a fare del bene. A volte prende cantonate mostruose ma ci prova, mentre il Folletto per parecchio tempo mi ha fatto temere per il suo lato Lannister. Decidere di uccidere il Drago Rinato sapendo che è il Drago Rinato? Complimenti per il progetto! Non per la fattibilità, certo è difficile ma può essere bello vedere qualcuno che pensa in grande, solo che qui forse il pensiero si è interrotto troppo presto. Se qualcuno uccide il Drago, chi affronta il Tenebroso?

Katerine Alruddin che complotta con Sevanna, che bello! E tanto per gradire scopriamo che lei e Galina Casban sono due Nere. Il Signore del Caos si è veramente messo al lavoro. Comunque se le Nere con annessa Elaida vogliono fare un bel po’ di danni, che comprendono anche la morte di Gawyn, è interessante notare la diffidenza fra le Aes Sedai e le Sapienti. Fra i motivi conduttori del romanzo ci sono la difficoltà, quando non impossibilità, di reperire informazioni corrette, la necessità di dover agire sulla base di informazioni incomplete o inesatte, la diffidenza di tutti nei confronti di tutti, il gran numero di segreti che tutti tengono e gli intrighi che tramano, anche quando sono teoricamente dalla stessa parte.

Morgase sta cercando di riprendersi da quel che le ha fatto Rahvin. Ricordiamolo, è stata sotto l’effetto della Compulsione per parecchio tempo, a fatica è riuscita a venirne fuori e si è trovata in un mondo per molti versi diverso da quello che conosceva perché privata di tutta la sua autorità. Attenzione ai personaggi, il leale suddito, Paitr Conel, è in realtà un Amico delle Tenebre. Lo avevamo incontrato già in L’Occhio del Mondo, quando gli spaesati Rand e Mat si stavano recendo a Caemlyn.

Pedron Niall pianifica. Odio i Manti Bianchi, anche quando, come Niall, sono onestamente convinti di fare la cosa giusta. Nel mio odio c’è certamente la consapevolezza che le sue mosse, se pure fatte con l’intento di sconfiggere il Tenebroso, finiscono con l’ostacolare Rand & Co, ma la parte più importante la fa la sua convinzione che il fine giustifica i mezzi, cosa che io non condivido.

I Reietti complottano. Subito dopo c’è la presentazione di Osan’gar e Aran’gar, alias Aginor e Balthamel resuscitati e con un nuovo corpo. Preferivo la vecchia versione, almeno non avevano l’apostrofo nel nome. Per fortuna entrambi avranno un ulteriore nome con cui è più facile chiamarli. L’unica fortuna della nuova condizione, avete presente sotto quali spoglie si presentano? Almeno il prologo è finito e il Signore del caos può governare.

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5 risposte a Il Signore del Caos di Robert Jordan. Il prologo

  1. Raffaello ha detto:

    La ta’kiena e di conseguenza la storia di Finn è stata, a mio modo di vedere, la parte più emozionante del secondo libro di Fionavar. Mi è davvero dispiaciuto per Finn…molto più che per Kevin…strano,neh?
    I prologhi infiniti di Jordan non li ho mai amati molto, perché mi separavano dal vero inizio del libro, ovvero la grande attesa di scoprire da dove si sarebbe alzato questa volta il vento che “non era l’inizio, ma era Un inizio.

    • Finn… per ora non posso parlarne, la sua storia comunque è una di quelle capaci di donare forti emozioni. Dei cinque quello che mi piace di più è Paul, la scena in cui scopriamo cosa significhi per lui il Canto di Rachel è di unì’intensità per me difficile da sopportare. Al secondo posto c’è Kim. Kevin, con tutta la sua esuberanza iniziale, non è un personaggio con cui sono stata capace di legare più di tanto, anche se quello che fa è notevole.

      Fino a quando non leggo la frase iniziale non mi sembra davvero di essere nel libro. I prologhi sono interessanti, ma la percezione di un vero inizio c’è con quella frase.

  2. Mattyss ha detto:

    Dato che è citato non andrò off-topic: ti farà probabilmente piacere sapere che mi hai incuriosito davvero tanto riguardo Kay, e sono riuscito a trovare su E-Bay i volumi della trilogia di Fionavar! 🙂
    Era da un po’ che volevo provare a leggere qualcosa di suo, e ho deciso di partire dalle sue opere, per così dire, più ‘classiche’. Ovviamente poi ti farò sapere eheh

    • Ok, sono curiosa di conoscere anche la tua opinione. Comunque nei miei articoli, almeno in quelli del blog, io sono la regina degli off-topic, se c’è qualcosa che mi interessa perché non parlarne? E poi non ho abbastanza tempo per scrivere tutto quel che vorrei…

  3. Livio C ha detto:

    Gawyn è senza dubbio un personaggio molto interessante.
    E’ il principe bello, coraggioso, pieno di principi positivi, bravissimo con la spada.
    Dovrebbe essere il protagonista del libro, e ne è consapevole, e proprio per questo non accetta di essere relegato ad una figura di secondo piano.
    Fa tutto per essere rilevante .. e non ne azzecca una.
    Ironico e triste allo stesso tempo.

    Per certi versi è un personaggi che non accetta il suo ruolo, e combatte fino alla fine per cambiarlo, soffrendo e non riuscendoci mai davvero. Dovrebbe essere per Egwene quello che Min è per Rand, ma non lo accetta, lui è un principe, si merita di più e deve fare di più. Non può limitarsi ad essere il ‘sostegno’ di qualcuno. Vuole di più.

    Non so giudicarlo. E’ doloroso vederlo schierare per undici libri abbondanti dalla parte sbagliata, e con le migliori intenzioni. E’ doloroso vederlo fare più e più volte le scelte sbagliate. Ed è doloroso anche vedergli fare le scelte giuste, visto che si portano sempre dietro effetti negativi. Ad esempio il salvataggio di Egwene dai Seanchean.
    E morire sul campo nell’ultima battaglia è la cosa più stupida che potesse fare. Ma poteva anche essere la migliore, se avesse avuto successo.
    vorresti amarlo ma non riesci. vorresti odiarlo ma non riesci. Credo sia un bel personaggio, anche se non posso non pensare che forse l’ultima battaglia sarebbe andata diversamente anche per Egwene, se lui fosse rimasto al suo fianco.

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