Tempesta di spade di George R.R. Martin. Capitolo 10: Davos

Davos torna finalmente a Roccia del Drago, ma tutto è cambiato. La flotta orgogliosa che si era recata ad Approdo del Re, e che non è andata tanto lontana dal conquistare la città, non esiste più, e con lei sono scomparsi i suoi quattro figli maggiori (Dale, Allard, Matthos e Maric, mentre sono ancora vivi Devan, Stannis e Steffon, anche se chi si è limitato a guardare la serie televisiva Il trono di spade può essere perplesso nel leggere tutti questi nomi. Ma Le cronache del ghiaccio e del fuoco sono la serie di romanzi scritta da George R.R. Martin, non l’adattamento televisivo) e le pretese di Stannis Baratheon al trono. O no? Stannis non ha più un esercito, ma è capace di riconoscerlo e piegarsi?

Siamo ancora all’inizio del libro (il capitolo inizia a pagina 154), non dimentichiamo che A Storm of Swords (Tempesta di spade, I fiumi della guerra e Il portale delle tenebre) è il più lungo dei romanzi scritti fino a ora da Martin, per una manciata di pagine supera anche A Dance with Dragons (I guerrieri del ghiaccio, I fuochi di Valyria e La danza dei draghi), quindi queste sono pagine di assestamento. Davos, appena tornato in contatto con Salladohor Saan, ha bisogno di essere aggiornato su quanto è successo, dalla morte dei figli al disastro totale per Stannis. Fra un commento e l’altro viene citato Illyrio Mopatis, e viene da chiedersi che rapporti abbia con lui il pirata lyseniano, apprendiamo che lord Alester Florent, zio di Selyse, è il nuovo Primo Cavaliere di Stannis, e vediamo Davos ipotizzare di ammazzare Melisendre, anche se il Cavaliere delle cipolle ricorda molto bene la fine fatta da mastro Cressen all’inizio di Il regno dei lupi.

Arrivato a Roccia del Drago Davos incontra Edric Storm, uno dei tanti bastardi di Robert Baratheon. Sarà anche un illegittimo, ma in lui scorre il sangue di un re, e sappiamo come per certe magie il sangue di un sovrano sia fondamentale. Come se la passerà Edric nella sua nuova casa? Chi non se la passa bene è Davos, arrestato per tradimento a causa del suo progetto di uccidere Melisandre.

Sotto la foto spoiler da I fiumi della guerra.

Macchia il giullare è folle, così pensano tutti. Ma nel fantasy bisogna sempre prestare attenzione alle parole dei folli, specie quando non le si capisce.

«Sangue del giullare» cantò. «Sangue del re, sangue sulla coscia della vergine, ma catene per gli ospiti e catene per il promesso sposo, oh, oh, oh.»

Sono le Nozze rosse. Sangue del re, e infatti Robb viene ammazzato. Sangue sulla coscia della vergine, e infatti Roslin Frey perde la verginità la sera del suo matrimonio. Catene per gli ospiti – quelli che non vengono ammazzati, ovvio. Catene per il promesso sposo, Edmure Tully rientra nel numero di coloro che vengono fatti prigionieri. Quanto al giullare, ne ero quasi certa ma ho controllato i nomi. Si tratta di Aegon Frey, figlio ritardato di Stevron Frey (validissimo comandante di Robb fino a quando è vissuto) e nipote di lord Walder feh feh Frey. Soprannominato Campanello, viene ammazzato da Catelyn. Non so se Campanello abbia mai detto parole importanti, ma a quello che dice Macchia bisogna prestare molta attenzione.

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