Roberto Gerilli: Vietato leggere all’inferno

Di Roberto Gerilli avevo già letto Questo non è un romanzo fantasy!, divertente presa in giro dei tanti scribacchini convinti di aver scritto un capolavoro fantasy ma anche degli appassionati del genere. Considerando che io amo poco i libri umoristici, e che il romanzo di Gerilli rientra a pieno titolo nella categoria, il fatto che mi sia piaciuto è un risultato notevole. Per questo ho deciso di leggere anche la sua ultima opera, Vietato leggere all’inferno. Il titolo è legato a un incubo fatto dal protagonista nelle prime pagine del romanzo, la storia è una distopia molto vicina a noi in cui la lettura è proibita.

Che leggere sia ritenuto pericoloso lo hanno sempre confermato tutti quei governi dispotici che hanno fatto roghi di libri, o quelle organizzazioni che hanno proibito la lettura di determinati libri. E se pensate che siano episodi del passato vi ricordo che anche Harry Potter è stato accusato d’indirizzare i lettori al satanismo e ne è stato chiesto il veto in alcune scuole americane, mentre solo un anno e mezzo fa il sindaco di Venezia ha stilato una lista di 49 libri vietati nelle scuole materne comunali. Un resoconto della vicenda lo potete trovare qui: https://storify.com/retebscr/i-49-libri-proibiti-dal-sindaco-di-venezia, mentre una carrellata delle copertine dei libri si trova qui: http://www.corriere.it/foto-gallery/scuola/medie/15_luglio_08/libri-censurati-venezia-ecco-lista-49-titoli-c3c09d92-2571-11e5-85c7-ee55c78b3bf9.shtml. Per la cronaca alcuni di quei libri io li ho comprati e letti alle mie bimbe quando avevano l’età giusta per apprezzarli. Quanto alla narrativa, il caso più famoso è Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, in cui compito dei pompieri non è spegnere il fuoco ma bruciare i libri. Ricordate l’incipit?

Era un piacere bruciare tutto.

Era un piacere veder le cose divorate, annerite, trasformate.

Non è l’unico romanzo in cui i romanzi sono proibiti, solo il più famoso. Anni fa avevo letto anche un fumetto di Martin Mystère in cui a essere stati proibiti erano i fumetti, e certo anche i fumetti in passato sono stati messi sotto accusa dalla nostra società. Roba che rovina il cervello e che dà assuefazione.

Con queste premesse sarebbe dovuto essere ovvio che Vietato leggere all’inferno sia un libro più cupo rispetto a Questo non è un romanzo fantasy!, ma fino ai primi morti ammazzati io non mi ero davvero resa conto di questo cambio di registro, e non posso dire di averlo apprezzato. Il modo leggero di Gerilli di prendere le cose secondo me non si adatta bene a una vicenda in cui sono presenti spietati assassini e mi impedisce di prenderla sul serio. Non ho gradito nemmeno la presenza di un certo numero di volgarità. Non ho la pretesa che lo scrittore scriva “porca puzzola!”, come esclamo io quando non sono davvero arrabbiata in modo da poter richiamare le mie bambine quando dicono parolacce senza essere accusata d’incoerenza, un “porca puzzola!” in un romanzo sarebbe ancor più fastidioso di una vera imprecazione perché assolutamente non credibile. Insomma, chi esclama così? A parte me ovviamente. Però alcune cose mi sembrano troppo un’ammiccatina al lettore che un commento davvero necessario. Certo, Gerilli ammicca continuamente al lettore, ma a tratti mi ha dato fastidio. Va bene scherzare, non prendersi troppo sul serio, ma a volte esagera, anche perché con questo tipo di trama il libro vorrebbe essere preso sul serio.

Il testo è pieno di citazioni letterarie e anche se alla fine viene spiegato sempre da dove provengono il gioco, per qualsiasi lettore, è riconoscerle. Non possiamo resistere alla tentazione data da un libro che parla di libri, vero? Sotto certi aspetti siamo proprio drogati, come i personaggi di Gerilli. Gerilli cita pure sé stesso, anche se in questo caso non lo spiega e se ne accorge solo chi conosce Questo non è un romanzo fantasy!. E poi ci sono cose che mi lasciano perplesse, come la nascita di un capolavoro scritto a tavolino. Ma dai, può un capolavoro essere scritto così? Ok, a Gerilli serviva per giustificare i successivi sviluppi della trama, ma la mia incredulità è forte.

Allora perché non boccio il romanzo? Perché tutto sommato quasi sempre scorre via bene e perché mi piacciono le riflessioni sul ruolo della letteratura. Sul tipo di libri che si pubblicano, o che si pubblicherebbero, in una società come la nostra, in cui la letteratura non è proibita e anzi viene tenuta in grande considerazione (da qualcuno almeno…) Ecco, il paragone fra la società in cui vive lo sniffalibri di Gerilli e la nostra è interessante perché ci chiede di soffermarci meglio su cosa viene pubblicato e sulla sua considerazione e ci parla dei rischi connessi alla presenza, o assenza, di una letteratura.

Vietato leggere all’inferno non è un capolavoro, come ho visto affermare da qualcuno, in alcuni punti mi lascia anche abbastanza perplessa, ma funge da specchio di un aspetto della nostra società in modo interessante e fornisce buoni spunti di riflessione.

Il sito ufficiale del romanzo (in vendita in versione cartacea, scaricabile gratuitamente come ebook): http://www.vietatoleggere.it/

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