I fuochi del cielo di Robert Jordan. Dal capitolo 19 al capitolo 24

Rilettura di I fuochi del cielo di Robert Jordan.

19: Ricordi

Morgase mi era piaciuta fin da subito, quando in L’Occhio del Mondo aveva deciso di lasciar andare via Rand perché era la cosa giusta da fare, indipendentemente dall’opinione di Elaida. In seguito avevamo avuto l’opinione di chi l’aveva conosciuta a ricordarci che era una grande regina. Qui vediamo la forza della donna. Rahvin non è Graendal, certo, la sua Compulsione non è altrettanto devastante, ma sempre Compulsione è. E se all’inizio del capitolo spiace vederla manipolare e sminuire dal Reietto, lei trova comunque la forza di disubbidire alla sua volontà e ha la lucidità necessaria a capire quali siano le uniche due persone in grado (e intenzionate) di aiutarla: Lini e Tallanvor. Il capitolo riporta in scena anche Basel Gill e Lamgwin, già visti a Caemlyn da Rand e compagnia in L’Occhio del Mondo e da Mat in Il Drago rinato. Quanto a Breane, l’avevamo già incontrata a casa di quell’Amico delle Tenebre che era Barthanes Damodred in La grande caccia.

Padan Fain si riprende il pugnale e stringe amicizia con Alviarin.

20: Il Passo Jangai

Rand e gli Aiel inseguono Couladin, abbiamo nuovi aggiornamenti sugli usi Aiel e Moiraine continua a insegnare.

21: Il dono di una lama

Siamo ancora in fase di assestamento, con Egwene che vorrebbe proteggere Rand e Rand che vorrebbe proteggere Egwene. Subito dopo che lui si è preoccupato che lei potesse vedere i morti, lei gli manifesta la sua comprensione. Peccato siano entrambi così testoni, se si fossero mostrati un po’ di più a vicenda quanto tenevano l’uno all’altro (l’uno all’altra? l’una all’altro? dove piazzo il maschile e dove il femminile, visto che le cose sono perfettamente equilibrate?) avrebbero sofferto meno e secondo me anche dovuto affrontare meno difficoltà. Testoni, entrambi, ma quando mai non siamo testoni? Quante volte io non ho detto una cosa perché la persona con cui stavo parlando avrebbe dovuto saperlo senza che io glie lo dicessi? E quanti significati ha la parola niente? Si vogliono bene, farebbero di tutto per aiutarsi, eppure riescono a irritarsi continuamente a vicenda e spesso a peggiorare le cose. Rand poi ha iniziato il suo preoccupante cammino di autoflagellazione:

Rand si raddrizzò in sella, arrossendo. Perché aveva cercato di origliare le loro conversazioni? Si stava comportando come uno sciocco. Questo però non gli impedì di guardarle torvo mentre si allontanavano. Si prendeva la responsabilità solo di ciò che poteva controllare. Per cui poteva fare qualcosa. E per quello per cui avrebbe dovuto fare qualcosa.

E per quello per cui non può fare niente ma che gli sembra ingiusto. Piantala Rand!

Aviendha dona a Rand la spada di Laman, ecco il perché dell’icona di Cairhien. Mi sembra giusto, lui era rimasto senza spada, a parte quella che può creare con il Potere, ma una vera è un’altra cosa. E poi così può eseguire un’altra figura contro un temibilissimo cuscino:

assunse una versione da seduto della posizione di scherma chiamata ‘Il vento basso si alza’. Cadde una pioggia di piume quando la lama trapassò il guanciale.

22: Versi di uccelli nella notte

Icona del Trolloc=Trolloc presenti all’appello. E pure due Dragkar. Comunque alla fine i morti sono tutti nel gruppo dei cattivi, e se ce n’è qualcuno fra i buoni quel qualcuno non conta.

23: «Il quinto ve lo concedo.»

Altro capitolo necessario a costruire l’ambientazione, con Rand che è sempre più al comando e Aviendha che si sente in trappola. Ingresso in scena di Sorilea. Riassunti così sembrano quasi capitoli insignificanti, ma a leggerli l’effetto è completamente diverso. Questi capitoli sono fondamentali per i personaggi, per la loro interiorità, solo che io ho poto tempo e non ho preso appunti, e quindi taglio corto. In altre occasioni mi sono dilungata, e mi dilungherò ancora in futuro.

24: Un messaggio inviato

Incontro nel Mondo dei sogni fra Egwene ed Elayne, con la prima che mente alle Sapienti sul suo girovagare in quel luogo.

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