Hobbitologia: gli inizi

Ieri sono arrivate le mie copie di Potterologia. La pubblicazione è di novembre, ma solo ora sono riuscita ad avere in mano il secondo libro a cui ho collaborato. 168 pagine di testo, che diventano 182 se contiamo anche le bibliografie finali, con dieci autori che parlano di Lo Hobbit. Come avevo scritto a suo tempo in un articolo per FantasyMagazine genericamente firmato “Redazione”,

Dopo Potterologia. Dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling, pubblicato nel 2011 (e in una versione aggiornata nel 2015, con il nuovo titolo Potterologia. Dieci as-saggi + 1 dell’universo di J.K. Rowling) e Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi. Luci e ombre di 10 serie di successo Marina Lenti torna a coordinare un gruppo di saggisti per Hobbitologia. L’intento dichiarato della Lenti è di “accrescere la riflessione accademica sul Fantastico, fiorente da decenni in Gran Bretagna ma assai sporadico in Italia. Per far questo in Hobbitologia ha chiamato al suo fianco Paolo Gulisano, che, in qualità di esperto di J.R.R. Tolkien, ha ricoperto anche il ruolo di “continuity editor”, Paola Cartoceti, Chiara Codecà, Silvana De Mari, Cristina Donati, Pia Ferrara, Martina Frammartino, Livia Rocchi e Chiara Valentina Segré.

Durante la presentazione di Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi avvenuta a Stranimondi lo scorso ottobre Marina aveva parlato del suo progetto di accrescere la riflessione accademica sul Fantastico citando proprio Potterologia, il libro che stavamo presentando al momento, e questo Hobbitologia, che in ottobre non era ancora stato pubblicato. Il video però è stato accorciato dall’editore tagliando questa parte introduttiva dedicata anche a due testi pubblicati da un altro editore e quindi per lui poco interessante. Il progetto però c’è. Se in Gran Bretagna, ma anche negli Stati Uniti, opere fantasy vengono studiate nelle università e docenti universitari non si fanno alcun problema a scrivere articoli o anche interi saggi sul fantasy, perché da noi le cose sono diverse? Lamentarsi per lamentarsi però serve a poco, meglio fare qualcosa. Ecco allora che Marina, una volta che ha trovato gli editori, ha messo insieme due gruppi di autori solo in parte sovrapponibili e ci ha chiesto di scrivere. Analizzare ciascuno di noi una data saga in Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi, provare a guardare un po’ in profondità Lo Hobbit in Hobbitologia. Questo il sommario del volume:

  • Lo Hobbit come romanzo di formazione – Paolo Gulisano
  • Lo Hobbit e le spade – Cristina Donati
  • Bilbo Baggins: dal libro al film – Chiara Codecà
  • Le avventure di Bilbo Baggins, Scassinatore, Esperto Cacciatore di Tesori: l’oro e la menzogna nello Hobbit – Silvana De Mari
  • Oltre Smaug: gli animali nello Hobbit – Martina Frammartino
  • Lo Hobbit e Tauriel: una prospettiva femminista? – Pia Ferrara
  • Essere o non essere… un libro per bambini? – Livia Rocchi
  • La presenza del cibo nello Hobbit – Marina Lenti
  • Lo Hobbit dal libro al film: missione impossibile? – Paola Cartoceti
  • Lo Hobbit fra di noi: quando letteratura e realtà si compenetrano – Chiara Valentina Segré
  • Bibliografia

L’editore, Camelozampa, non ha pubblicato nessun estratto, così ho deciso di fare un piccolo gioco. L’estratto, davvero mini, lo pubblico io. Una sola frase, la prima, a cui si aggiunge l’eventuale citazione che apre ciascun saggio, e siamo in tanti ad aver iniziato con una citazione. Sul contenuto del libro non rivela granché, ma l’effetto complessivo secondo me è interessante.

Lo Hobbit come romanzo di formazione

“In un buco nella terra viveva uno hobbit”. Questa strana frase venne improvvisamente alla mente del giovane professore che in un caldo pomeriggio estivo, nella sua casa di Oxford, correggeva i compiti di ammissione all’università.

Lo Hobbit e le spade

Nell’elsa la gloria, nel centro il coraggio

Alla punta, la paura del tuo nemico

Sulla lama, un serpente insanguinato

La sua coda avvolge la guardia

The Poetic Edda – Lee M. Hollander

Che si tratti di mito, folklore o narrativa fantastica, la spada ha una valenza simbolica che travalica la semplice arma, incarna un valore capace di risvegliare sensazioni ancestrali, è emblema di ardimento, potere, virtù.

Bilbo Baggins: dal libro al film

Quando Peter Jackson ha scelto di portare sul grande schermo Lo Hobbit, la prima decisione che si è trovato a prendere è stata quale tono dare al suo adattamento, considerando che, anni dopo la pubblicazione, persino J.R.R. Tolkien non sembrava particolarmente soddisfatto del risultato ottenuto con il libro originale:

“[Lo Hobbit] in realtà è stato concepito, purtroppo, come storia per bambini e, dato che all’epoca non avevo molto buonsenso e che i miei figli non erano abbastanza grandi per correggermi, contiene alcuni sciocchi manierismi presi senza riflettere dal tipo di roba che mi era stata proposta da piccolo […].

Le avventure di Bilbo Baggins, Scassinatore, Esperto Cacciatore di Tesori: l’oro e la menzogna nello Hobbit

La prima cosa che da sempre mi viene in mente davanti alle parole “buco nella terra” sono le trincee della prima guerra mondiale.

Oltre Smaug: gli animali nello Hobbit

Eccolo lì, un enorme drago di un rosso sfumato d’oro, profondamente addormentato; dalle sue fauci e dalle narici usciva solo un borbottio accompagnato da sbuffi di fumo, perché quando dormiva le sue fiamme erano basse.

È questa la prima immagine che Bilbo ha di Smaug il drago, colui che ha rubato il tesoro un tempo appartenuto a Thrain, re dei nani che vivevano sotto la Montagna Solitaria.

Lo Hobbit e Tauriel: una prospettiva femminista?

L’inserimento di Tauriel nella trilogia cinematografica di Peter Jackson Lo Hobbit ha destato, sin dal primo annuncio, preoccupazione e irritazione tra i fan del Signore degli anelli.

Essere o non essere… un libro per bambini?

Nel 1937 l’uscita dello Hobbit diede il via a un numero considerevole di recensioni che, per la maggior parte, ne esaltavano la grandezza definendolo senza esitazioni “libro per bambini”.

La presenza del cibo nello Hobbit

“Se più persone, fra noi, tenessero cibo e buonumore e canto in maggior considerazione rispetto all’oro accumulato, avremmo un mondo più felice”

Thorin Scudodiquercia (Lo Hobbit, capitolo 18)

Il fantasy, genere in cui convengono gli spunti di epica e fiaba, non di rado mutua da queste una compiacenza verso il cibo e, in particolare, verso la sua abbondanza.

Lo Hobbit dal libro al film: missione impossibile?

La trilogia cinematografica di Peter Jackson Lo Hobbit (2012-2014) ha diviso gli spettatori e ha avuto minor successo del Signore degli Anelli, ma non è priva di valore; la si può apprezzare come l’interpretazione di un appassionato, a tutti gli effetti una fan fiction.

Lo Hobbit fra di noi: quando letteratura e realtà si compenetrano

Fantasia e realtà: un binomio che, di primo istinto, pare antitetico e ben separato, ma intimamente connesso a uno sguardo più approfondito al punto che, talvolta, l’una anticipa l’altra.

Già da una sola frase si percepisce la differenza di stile dei dieci autori, ma cambiano anche gli elementi su cui ci siamo focalizzati e il modo di guardarli. La citazione scelta da me, su Smaug, mi fa venire i brividi, quella scelta da Marina, sul cibo, porta un tono goliardico ma anche un ammonimento a notare quanto sia scarsa la capacità di divertirsi, ma il contrasto più forte c’è fra Paolo e Silvana, con entrambi che hanno ripreso la prima frase ma guardandola in modo molto diverso. Tre saggi sono legati ai film, due parlano di libri per bambini, e nonostante questo appaiono, nelle parole che ho riportato, molto diversi come taglio e come interessi. Non ho ancora letto i testi, non ne ho avuto il tempo, e quindi non so come i vari autori vadano avanti, ma ho l’impressione che sarà una lettura interessante. Più che il mio parere però, conta il vostro, che mi piacerebbe leggere nei commenti.

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2 risposte a Hobbitologia: gli inizi

  1. Martina Volonté ha detto:

    Interessante.
    Spero di averlo presto tra le mani!

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