I fuochi del cielo di Robert Jordan. Dal capitolo 6 al capitolo 12

the fires of heaven ebookRilettura di I fuochi del cielo di Robert Jordan. Spoiler su tutta La Ruota del Tempo.

6: Passaggi

Rand inizia a combattere sotto (in questo caso fisicamente sopra, ma è un dettaglio) l’antico simbolo Aes Sedai:

‘Sotto questo simbolo egli conquisterà.’ Questo diceva la Profezia del Rhuidean su di lui.

Ormai le sue capacità con la spada sono notevoli, e io noto che

In un batter d’occhi, la tecnica del Turbine sulla montagna divenne Il vento soffia oltre il muro, e quindi L’apertura del ventaglio.

Con queste creature però non basta. In passato Moiraine aveva già balefirizzato alcuni Segugi Neri, ora tocca a lui. Rand corre in soccorso di Mat e riduce senza saperlo lo schizzo di saliva sul braccio dell’amico. Forse sono io che vedo troppo, ma forse Jordan ha iniziato a dirci che, con lo scherzetto del fuoco malefico, proprio alla fine di questo romanzo Rand riporterà in vita Mat. Comunque le implicazioni del disfare il filo prima che sia tessuto sono da brividi.

«Qualsiasi cosa venga distrutta dal Fuoco Malefico cessa di esistere a partire dal momento della distruzione, come un filo che brucia a partire dal punto in cui la fiamma lo ha toccato. Più grande è il potere del Fuoco Malefico, più indietro nel tempo cessa di esistere la vittima. Io al massimo posso cancellare alcuni secondi di esistenza dal Disegno. Tu sei molto più forte di me. Molto.»

«Ma se non esiste prima che tu lo distrugga…» Rand, confuso, si passò le dita fra i capelli.

«Incominci a vedere i problemi, i pericoli? A Mat sembra di aver visto uno dei Segugi Neri sfondare la porta a morsi, ma non c’è nessuno squarcio adesso. E se sul braccio di Mat fosse finita tutta la saliva che lui ricorda, sarebbe morto prima che io potessi raggiungerlo. Perché qualsiasi cosa la creatura avesse fatto nell’arco temporale che tu hai cancellato ora non esiste più. Rimangono solo i ricordi di quelli che hanno visto o sperimentato la presenza di quella bestia. Solo quello che i Segugi hanno fatto prima del periodo da te eliminato è ancora vero. Restano solo alcuni piccoli buchi nella porta e una goccia di saliva sul braccio di Mat.»

«Mi sembra ottimo» rispose Rand. «Mat è vivo grazie a tutto questo.»

«È terribile, Rand.» L’ansia trapelò dalla voce di Moiraine. «Perché credi che anche i Reietti avessero paura a usarlo? Pensa agli effetti sul Disegno se un singolo filo, le ore o i giorni della vita di un uomo, viene rimosso da ciò che era stato già tessuto, come un filo tolto parzialmente da un pezzo di stoffa. Frammenti di manoscritti rimasti dai tempi della Guerra del Potere narrano di intere città distrutte dal Fuoco Malefico prima che entrambe le fazioni si rendessero conto del pericolo. Centinaia di migliaia di fili rimossi dal Disegno, cancellati anche nel passato: qualsiasi cosa quelle persone avevano fatto era stata azzerata, e anche tutto quello che gli altri avevano fatto in conseguenza di quelle azioni. Rimasero i ricordi, ma non le gesta. Le increspature furono incalcolabili. Il Disegno stesso fu quasi disfatto. Si rischiò la distruzione di tutto. Del mondo, del tempo, della Creazione stessa.»

Io, con la mia mentalità pratica, ho sempre avuto altri tipi di dubbi. Insomma, questi (e pensiamo anche a Rand con Ishy alla fine di Il Drago rinato e a Nynaeve con Jeaine Caide alla fine di L’ascesa dell’Ombra) vanno avanti a colpi di fuoco malefico, e nessuno distrugge accidentalmente una trave o un muro portante e si fa crollare tutto l’edificio in testa? Dannatamente improbabile, anche se quando ci sono di mezzo ta’veren e Mat le probabilità vengono un po’ alterate. Ora torniamo qualche pagina indietro.

Moiraine scopre il potere del medaglione di Mat e naturalmente se ne interessa subito. Per fortuna Rand la blocca prima che possa allungare le sue manine rapaci. Ne ha di gente da tenere a bada, quel Car’a’carn che non è un re, pure le Fanciulle hanno la tendenza a fare quel che vogliono:

«Se vi rifiutate di andare via quando ve lo dico io, cosa farete quando dovrò usarvi in battaglia?»

Dettaglio da chiarire subito, nei momenti di frenesia non c’è tempo. Jordan è stato in guerra e sa bene di cosa parla. A me viene in mente anche una scena in La via del fuoco, secondo romanzo della Trilogia di Fionavar di Guy Gavriel Kay, in cui un personaggio prova a discutere con il suo diretto superiore invece di ubbidire all’ordine appena ricevuto e Diarmuid risolve l’incidente in un modo che fa un effetto notevole, non necessariamente positivo, appena lo si legge, e che è l’unico giusto quando arrivano le spiegazioni. E oltre alle Fanciulle c’è Moiraine, che è stata nel Rhuidean e quindi sa:

«Non starò con te per sempre»

Quanto dev’essere difficile per lei chiedere? Per fortuna Rand sceglie comunque di fare di testa sua e la accetta solo fino a quando vuole lui, perché per quanto la conoscenza dell’Aes Sedai sia importante lei sarebbe caduta dritta nella trappola dei Reietti.

Finito il pericolo di cui tutti sono a conoscenza arriva Lanfear, e la sua presenza contribuisce a ridestare il Lews Therin che è in Rand.

«Sei sempre stata ambiziosa, Mierin.» Rand trovò fastidiosa la sua stessa voce. «Perché credi che mi sia allontanato da te? Non è stato per Ilyena, qualsiasi cosa ti piaccia pensare. Eri fuori dal mio cuore da molto prima che la incontrassi. Per te conta solo il potere. Non hai mai voluto altro. Mi disgusti!»

Ambiziosa. È questa la parola chiave da ricordare su di lei. Lanfear vuole il potere a tutti i costi, vuole sempre essere al di sopra degli altri, e chi le è vicino non è che uno strumento. La sottile Compulsione che usa su Perrin in Memoria di luce arriva quasi a garantirle la vittoria, alla fine lei è andata più vicina al successo di quanto non abbia fatto Demandred.

Couladin si muove: è tempo di tornare oltre il Muro del Drago.

7: Una partenza

Egwene sta imparando a entrare nei sogni a piacimento, Rand dona l’acqua a una fontana e Moiraine ripensa al Rhuidean.

La prima prova, la prima scrematura, prima ancora di iniziare l’addestramento, consisteva appunto nel passare attraverso uno di quei tre anelli. Non importava quale, o forse la scelta era dettata dal destino. Quel varco portava la donna in questione a rivivere la sua vita innumerevoli volte, con il futuro dispiegato davanti a lei, tutti i possibili futuri, a seconda delle scelte che avrebbe preso nel corso della sua esistenza. E tra queste possibilità c’era anche la morte. Alcune donne non erano in grado di affrontare il futuro, come a molti succede di non reggere il peso del passato. L’insieme di tutti i possibili futuri era troppo grande per la mente umana. Si trasformava in un unico ricordo che finiva con lo svanire quasi del tutto, ma una donna acquisiva una sorta di sensazione di ciò che le sarebbe accaduto, di ciò che doveva e poteva accadere. Di solito anche questa percezione restava sopita fino al manifestarsi dell’evento vero e proprio. Non sempre però. Moiraine era passata attraverso quegli anelli.

Ricordiamo che c’è stata anche Aviendha. Il suo rapporto con Rand si basa anche su questa conoscenza.

8: Oltre il confine

Nynaeve, Elayne, Thom e Juilin sono diretti alla Torre Bianca. Per ingannare il tempo bisticciano su sciocchezze.

9: Un segnale

Juilin si mostra interessato ad Amathera, cosa che darà i suoi frutti molto più avanti. Quello in cui ci imbattiamo ora è la radice biforcuta. L’uso che Elaida ne farà nella trama di Egwene è importante, ma la cosa più importante è come reagirà Egwene, dopo essersi drogata da sola per avere libertà di movimento, durante l’attacco Seanchan.

10: Fichi e topi

Elayne e Nynaeve vengono salvate un’altra volta, per fortuna gli uomini intorno a loro sono abbastanza propensi ad agire con la propria testa.

Non ho idea di dove sia andato il piccione di Avi Shendar, dettaglio da tenere a mente sperando di avere una risposta in futuro.

11: L’attacco a nove cavalli

Non proprio nel modo che le sarebbe piaciuto Siuan trova l’informazione che stava cercando: Salidar. Ora ha una direzione.

12: Una vecchia pipa

Gareth Bryne ancora all’inseguimento.

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