L’ascesa dell’Ombra di Robert Jordan. Dal capitolo 53 al capitolo 58

Non fate caso all'immagine, ieri ho visto Animali fantastici e dove trovarli, ho una figlia fan di Hermione Granger/Emma Watson, mi serviva una mano alzata e così...

Non fate caso all’immagine, ieri ho visto Animali fantastici e dove trovarli, ho una figlia fan di Hermione Granger/Emma Watson, mi serviva una mano alzata e così… No, in tutto il testo non parlo della saga di Harry Potter.

Rilettura di L’ascesa dell’Ombra di Robert Jordan. Spoiler fino a Presagi di tempesta.

53: Il prezzo di una partenza

Alzi la mano chi avrebbe preferito restare nella Terra delle Tre Piegature (Triplice Terra? Nuova traduzione, io non ti riconosco. Non per questo almeno) invece di spostarsi su Perrin. Anche se poi quel che avviene è interessante.

Perrin fa il leader, un ragazzo muore troppo presto – no, lui non lo conto – i Manti Bianchi sono sempre antipatici e Loial e Gaul hanno chiuso la porta delle Vie. Ah, già, c’è anche quel simpaticone di Luc che arriva, e Perrin che va a farsi un pisolino.

Egwene era in piedi in mezzo a una folla di donne, gli occhi colmi di paura, le donne si inginocchiavano lentamente attorno a lei. Nynaeve era una di loro, e pensò di aver visto anche i capelli rosso oro di Elayne.

Egwene eletta Amyrlin, in Il signore del Caos.

Mat era in piedi, nudo e legato, e ringhiava. Una strana lancia con l’asta nera era stata incastrata dietro la sua schiena fra i gomiti e un medaglione d’argento, una testa di volpe, gli pendeva sul petto.

Io ho presente un Mat impiccato con tanto di lancia e medaglione, ma nudo e legato? E da quando ringhia?

Perrin pensava che fosse Rand. Indossava degli stracci e un mantello rozzo, aveva gli occhi bendati.

Il momento peggiore di Rand in Presagi di tempesta quando vaga dalle parti di Ebou Dar? Anche se, se il momento è quello, Perrin avrebbe dovuto notare che a Rand manca una mano. O indossava un mantello che copriva il dettaglio?

quando portò la mano alla cintura trovò il martello e non l’ascia

Dicotomia che ho già segnalato (non sempre però, alcune volte ho lasciato correre) e che ci porteremo dietro a lungo.

Con una seconda freccia mezza tesa Perrin mandò un sospiro, rilasciando la tensione sull’arco. Si moriva così in questo posto? Semplicemente svanendo, via per sempre?

«Almeno l’ho finito» mormorò. E nel frattempo si era lasciato distrarre.

Regola numero 1 del fantasy, viene ancora prima di quella che dice “tutti i luoghi disegnati sulla mappa dovranno essere visitati da almeno uno dei protagonisti”: “nessuno è morto fino a quando non c’è un cadavere riconoscibile”. Vedi un cadavere, Perrin? No cadavere, no party. Almeno Luc ha dovuto tagliare la corda per non far vedere di essere stato ferito.

Matrimonio, e non c’è neppure Rand nei paraggi come era capitato a Jarra in Il Drago rinato.

54: Nel palazzo

Elayne salva Amathera e – più o meno – l’aggiunge alla sua squadra, Nynaeve dimostra a Moghedien che l’Unico Potere non è tutto, prende l’a’dam per uomini e il sigillo e gioca ai fuochi d’artificio e a “vediamo chi è più rapido a buttar giù il castello” con Jeaine Caide, che ha l’indubbio vantaggio di non essere stanca morta e di avere in mano un ter’angreal. È tempo di tagliare la corda.

55: Nelle profondità

Ultimi assestamenti su questa trama. Dopo aver avuto tutti i protagonisti riuniti per la conclusione dei primi tre romanzi ora lo schema cambia, e ciascuno procede per conto suo incrociando solo occasionalmente gli altri. Nynaeve vince i suoi pregiudizi.

Nynaeve desiderava che non avesse menzionato l’a’dam. Ma non aveva mai portato un bracciale. E aveva lasciato andare quella povera donna di cui aveva parlato. Povera donna. Lei – questa Bethamin – era una di quelle che controllava le donne con un a’dam. Egeanin aveva mostrato più pietà di quanto avrebbe fatto Nynaeve. «È un a’dam come io e te siamo simili, Egeanin» proseguì Nynaeve. La donna sembrò stupita, ma dopo un momento annuì. Non così diverse. Due donne, ognuna che faceva del proprio meglio.

Non solo, probabilmente a causa dei suo odio per Moiraine capisce che l’a’dam non deve essere inviato alla Torre, e questo senza neppure sapere che ora alla guida c’è Elaida e non Siuan.

Se questi finissero alla Torre, le Aes Sedai avrebbero potuto decidere di usarli proprio come l’Ajah Nera voleva fare. Per controllare Rand. Lo avrebbe fatto Moiraine? Siuan Sanche? Non avrebbe corso quel rischio.

Fallito il tentativo di distruzione, Nynaeve prova un’altra tattica.

«Mastro Domon, conosci una parte molto profonda del mare?»

«La conosco, Signora al’Meara» rispose lentamente.

Con circospezione, cercando di non sentire le emozioni, Nynaeve mise il collare e i braccialetti sul tavolo davanti a lui. «Allora buttaci questi dentro, dove nessuno potrà mai pescarli.»

Ma possibile che Nynaeve non abbia mai letto Il signore degli anelli di J.R.R. Tolkien? E si che la facevo un personaggio istruito, nei limiti del possibile per un abitante di Emond’s Field. Dovrebbe essere una lettura obbligatoria per tutti i personaggi fantasy. Prima Perrin che non sa che un morto senza cadavere non è davvero un morto, e ora lei…

«Poiché le cose stanno così», disse Glorfindel, «lanciamolo negli abissi, trasformando in realtà le menzogne di Saruman. Ormai è chiaro che durante il Consiglio egli era già sulla via della malvagità. Sapeva che l’Anello non era perso per sempre, ma desiderava che noi credessimo il contrario, poiché lo bramava per sé. Eppur spesso nelle menzogne la verità è latente: nel Mare l’Anello sarebbe al sicuro».

«Ma non al sicuro per sempre», disse Gandalf. «Vi sono parecchie cose nelle acque profonde, ed i mari e le terre potrebbero tramutarsi. Il nostro compito oggi non è di prendere una decisione valida soltanto per una stagione, o per poche vite di Uomini, o per un’effimera era del mondo.

Dovremmo cercare una conclusione definitiva a questa minaccia, anche se non speriamo di riuscirvi».

Come il fucile di Cechov, l’a’dam tornerà in scena a creare problemi.

56: Occhiodoro

I Manti Bianchi rimangono, ma alla fine non fanno altro che guardare, da quegli ipocriti fanatici e pericolosi che sono. Chi è affascinante è Verin, sempre alla ricerca d’informazioni o impegnata a mettere assieme i pezzi.

La donna si protese per ruotare l’ascia di Perrin nel gancio e osservarla. «Quando rinuncerai a questa per il martello?»

Fissando l’Aes Sedai fece arretrare Stepper di un passo, togliendole l’ascia di mano, prima di rendersene conto. Cosa significava aver sposato Faile? Rinunciare all’ascia? Cosa voleva dire? Cosa sapeva?

«ISAM!»

In La lama dei sogni scopriamo che martello e ascia sono citati nel Ciclo Karaethon, mentre la menzione di Isam è un infodump ingiustificato fornito dai Trolloc, ma non per questo è meno affascinante. Quanto ci siamo interrogati su quell’Isam prima di scoprire la verità?

Verin e Alanna creano un tipo rudimentale di bombe, Faile porta la cavalleria – secondo consolidata tradizione giusto all’ultimo istante – e Perrin inizia a capire cosa voglia dire prendersi cura dei viventi.

Stavolta non vide i volti mancanti, solo quelli ancora presenti.

Stavolta i morti non li conto, non solo perché non ne conosco il numero ma soprattutto perché Perrin è capace di superare la loro morte senza esserne traumatizzato.

La fine del capitolo è per Padan Fain. Blah!

57: Una rottura nella Triplice Terra

Fuori scena Asmodean ha donato a Couladin un paio di draghi gemelli, giusto per incasinare un po’ le cose. Il Predestinato si rivela dall’alto della montagna, con tanto di contorno di apparizione di quella simpaticona di Sevanna e di diversi capiclan Aiel. Bael, Han, Erim, Jheran… La cosa affascinante del confronto è che Rand distrugge gli Aiel dicendo loro la verità, una verità amara che i capiclan conoscono e che Couladin è troppo stolto e pieno di sé per vedere sui loro volti. Asmodean non si è nemmeno preoccupato d’istruirlo, a lui interessava solo il diversivo per Rand.

«Perché?» sussurrò Rhuarc accanto a Rand. «Non hai capito perché non parliamo del Rhuidean? Per non affrontare il fatto che una volta eravamo così diversi da qualsiasi cosa in cui crediamo, che eravamo uguali ai disprezzati Perduti che voi chiamate Tuatha’an. Il Rhuidean uccide quelli che non possono sopportarlo. Non più di un uomo su tre sopravvive quando si reca nel Rhuidean. E adesso hai fatto in modo che tutti sentissero. Non può fermarsi qui, Rand al’Thor. La voce si spargerà. Quanti saranno abbastanza forti da sopportarlo?»

Vi riprenderà e vi distruggerà, pensò Rand. «Io porto il cambiamento» rispose tristemente Rand. «Non pace, ma tumulti.»

La distruzione mi tallona ovunque, aggiunse mentalmente. Ci sarà mai un luogo che non spaccherò in due? «Quel che sarà, sarà, Rhuarc. Non posso cambiarlo.»

«Quel che sarà, sarà» mormorò l’Aiel dopo un momento.

Couladin ancora camminava avanti e indietro, gridando agli Aiel di glorie e conquiste, inconsapevole degli sguardi dei capiclan. Sevanna non guardava affatto Couladin, gli occhi verde chiaro erano concentrati sui capiclan con le labbra tese in una smorfia, il petto saliva e scendeva al ritmo del respiro ansioso. Doveva aver capito cosa significassero quegli sguardi silenziosi.

«Rand al’Thor» proclamò Bael ad alta voce, il nome si sovrappose alle grida di Couladin, interrompendo il boato della folla come una lama. Si fermò per schiarirsi la gola, voltando la testa come a cercare una via d’uscita da tutto questo. Couladin si voltò incrociando le braccia spavaldo, aspettandosi senza dubbio una sentenza di morte per l’abitante delle terre bagnate. L’alto capoclan respirò profondamente. «Rand al’Thor è il Car’a’carn. Rand al’Thor è Colui che viene con l’Alba.»

Nemmeno il tempo di gioire (o di rinfrescarsi un po’) e già è il momento di andare a caccia di Asmodean.

58: Le trappole del Rhuidean

Battaglia. Non c’è possibilità che io riesca a renderle giustizia nel commento, perciò mi limito a notare che Rand sconfigge Asmodean e che Lanfear dà il suo piccolo contributo a far assumere al Reietto il suo nuovo ruolo d’insegnante.

«Voglio che non venga fatto del male a nessuno. Ho ancora bisogno di loro. Posso usarli.» Dire una cosa simile era doloroso, doloroso per la quantità di verità che conteneva. Ma se serviva per tenere le zanne di Lanfear lontano da Egwene, Moiraine, Aviendha e chiunque altro fosse vicino a lui, allora valeva la pena soffrire un po’.

Rand si indurisce. Queste parole sono necessarie a placare Lanfear, ma quanta verità contengono? Quanta di più ne conterranno in futuro? Rand torna indietro e scopre che la tetraggine ha avuto inizio, anche se ancora non ha idea di cosa comporterà. Nell’ultima profezia ha pure un momento-Giasone. Per comodità riporto un breve brano di Wikipedia relativo alle prove chieste a Giasone da re Eeta prima di consegnargli il Vello d’oro:

Nella prima Giasone doveva arare un campo facendo uso di due tori dalle unghie di bronzo che spiravano fiamme dalle narici e che doveva aggiogare all’aratro. Medea gli diede una pomata che lo protesse dalle fiamme dei tori, consentendogli di superare la prova.

Nella seconda Giasone doveva seminare nel campo appena arato i denti di un drago, i quali, germogliando, generavano un’armata di guerrieri.

Gli Aiel sono il Popolo del Drago, potremmo dire nati da lui e da lui seminati nella terra, visto che sono sempre stati legati al Drago e alla promessa fatta alle Aes Sedai, e che queste cose, unite alle avversità da loro affrontate, li hanno trasformati (fatti nascere) in guerrieri.

E quando il sangue fu versato sul terreno dove nulla poteva crescere, i Figli del Drago si sollevarono, il Popolo del Drago, armato per danzare con la morte. Lui li ha chiamati a farsi avanti dalle terre deserte e loro hanno fatto tremare il mondo con la battaglia.

da La Ruota del Tempo di Sulamein Bhagad

Capo Storiografo della Corte del Sole,

Epoca Quarta

 

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2 risposte a L’ascesa dell’Ombra di Robert Jordan. Dal capitolo 53 al capitolo 58

  1. Raffaello ha detto:

    Libro capolavoro di Jordan, e ora diamo inizio ad un secondo libro capolavoro…I fuochi del cielo. Questi due libri, più Il signore del caos, sono probabilmente la vetta più alta che ha raggiunto Jordan con La Ruota del tempo.

    • Io aggiungerei al gruppo l’undicesimo romanzo. Comunque al di là di qualche scena che avrei un po’ accorciato (oltre all’intero Popolo del Mare) io reputo straordinario quasi tutto quel che ha scritto Jordan. Mi ha catturata fin dalle prime righe del prologo di L’Occhio del Mondo, tutto il resto è stato solo un lungo e bellissimo viaggio compiuto insieme. E comunque La Ruota del Tempo è un solo romanzo. Suddiviso in più volumi perché l’editore non sarebbe riuscito a rilegare le pagine tutte assieme, ma un unico romanzo. 😀

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