Contro l’ebook (ovvero perché oggi non parlo di Robert Jordan)

DSCN2275Sto litigando con il lettore ebook. L’ho sempre detto che preferisco la carta, ma nella rilettura di La Ruota del Tempo di Robert Jordan stavolta ho optato per il digitale. Avevo poca voglia di portarmi dietro il peso dei romanzi, suppongo. Ma a quanto pare, al di là della facilità d‘inserimento delle citazioni e dell’ingombro in borsa che a volte rende complicato portarsi dietro altri oggetti (io comunque da anni compro borsette in cui posso inserire un romanzo di Jordan – non Nuova primavera, quello non è un romanzo, è un raccontino di sole 350 pagine, come tutti i veri appassionati di fantasy epica ben sanno – e/o un foglio di formato A4), le controindicazioni hanno il loro peso.

Non ho la stessa visione d’insieme del romanzo. Sì, posso fare ricerche – sul computer, sul lettore non so come si fa né, per la verità, se si possano fare – su una singola parola o su una singola frase, e se in molti casi è comodo e mi fa risparmiare un bel po’ di tempo, c’è anche il rovescio della medaglia. Io i libri non mi limito a leggerli, li percepisco anche a livello fisico. Ricordo, con un’approssimazione abbastanza ridotta, quante pagine avevo nella mano destra e quante nella mano sinistra mentre leggevo un determinato passaggio. Ricordo se ero sulla pagina di destra o su quella di sinistra, se in alto oppure in basso. La ricerca a computer mi fa ritrovare le parole, quella manuale le emozioni. Non solo, con l’ebook non vado mai a consultare la mappa, con mio enorme dispiacere perché io adoro le mappe, perché è scomodo farlo. Allo stesso modo non vado mai a leggere le note, e chissà cosa mi perdo. E non salto da un punto all’altro (in rilettura, ma poi rileggo tutto nel giusto ordine) per il puro piacere di farlo.

Vantaggi dell’ebook: niente ingombro in casa, perché anch’io inizio ad avere seri problemi di spazio. Quando si inizia a guardare non dove mettere il ripiano aggiuntivo ma quali libri posso portare in solaio e quali regalare al mercatino scolastico significa che lo spazio sta davvero diventando poco. Forse posso cacciare fuori di casa i dischi di mio marito, o i Lego delle mie bimbe, ma devo valutare gli innegabili pro dell’operazione con i rischi nel caso di quasi certa scoperta.

L’ebook costa meno, specie perché quasi sempre compro ebook in super offerta. Di solito doppioni di roba che ho già in cartaceo, quindi a essere onesti diventa difficile parlare di risparmio. Jordan lo avevo già tutto in cartaceo, alcuni libri anche in due/tre/quattro edizioni, perché ho comprato gli ebook? E se è un libro a cui tengo lo voglio in cartaceo. Punto.

Svantaggi: se il lettore si scarica ho finito di leggere.

Non ho la visione d’insieme di ciò che ho. Non dimentico mai di avere un libro in cartaceo, spesso dimentico di avere gli ebook. In un’occasione ho comprato un doppione, cosa che non ho mai fatto con i cartacei, proprio per questa dimenticanza. Ora controllo. Però a volte dimentico persino di leggerli, gli ebook.

E poi…

Ieri il lettore mi ha detto che non aveva più spazio per inserire le note e che avrei dovuto cancellarne qualcuna inutile. Come, inutile? Io non prendo note inutili, è tutta roba necessaria. Avete pesente gli articoli su Jordan? Avrei voluto pubblicarne uno pure oggi ma il lettore mi ha sabotata. Non mi ha consentito di prendere note, e non sono tante. Giusto quelle indispensabili. Le citazioni che voi vedete non sono neppure la metà di quello che mi appunto, ma è tutta roba che serve. Neppure un terzo. A dirla tutta mi sa che quelle che vedete voi non sono neppure un quarto, ma certo non sono troppe. Va bene, rassegnata all’assurda rigidità della tecnologia ne ho cancellato un certo numero. Ho fatto un lavoro serio, piantatela di ridere. La maggior parte in quel pezzo di Il Drago rinato e L’ascesa dell’Ombra che ho controllato le ho tolte. Mi sono fermata lì, a due sole sezioni di libro, serve tempo anche per queste cose.

Oggi il lettore ha deciso di dimenticarsi tutto. Le note che avevo lasciato, ma anche le pagine a cui ero arrivata in quei tre libri che sto leggendo contemporaneamente sul lettore. Se siete curiosi gli altri due sono I pittori italiani del Rinascimento di Bernard Berenson e Senza filtro. Chi controlla l’informazione di Alessandro Gazoia. Ha anche deciso, ora che mentre scrivo sto controllando se tutto funziona, di essersi dimenticato di avere in memoria Questo non è un romanzo fantasy! di Roberto Gerilli, per fortuna ce l’ho anche nella memoria del computer e lo posso rimettere nel lettore. Spero che non sia saltato altro. Sto controllando.

Conseguenza del litigio con il lettore? Oggi niente articolo che avevo pensato di scrivere, domani chissà. E mi sa che torno al cartaceo, che comunque non avevo mai abbandonato davvero. Ora, secondo voi se minaccio il lettore di buttarlo nella vasca piena d’acqua, ritirerà fuori le mie note da dove le ha nascoste?

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4 risposte a Contro l’ebook (ovvero perché oggi non parlo di Robert Jordan)

  1. Max Contini ha detto:

    Dipende dal caso che si tratti o meno di uno di quei lettori resistenti all’acqua! 😀
    La penso come te su tutto ma anche io leggo sul digitale, sui mezzi pubblici. E magari la sera tardi, a letto, quando mia moglie già dorme. Per il semplice motivo che sulla linea Milano-Pavia spesso e volentieri le luci dentro l’autobus o sono spente oppure sono di quelle di un piacevolissimo colore blu. Hai presente di quelle che non permettono di trovare le vene…?
    Quindi, o mi rassegno a fissare il vuoto per quaranta minuti o, almeno in questo periodo, sono costretto a passare al digitale.
    Perché per me un viaggio senza lettura non è un viaggio!

    • Concordo: un viaggio senza lettura non è un viaggio, è una noia infinita. Comunque io non leggo mai vicino all’acqua, di conseguenza il lettore non può sopravvivere a un’immersione. Quando faccio una minaccia di solito sono molto concreta, anche se nel caso del lettore dubito che mi abbia sentita.

  2. Simone Fileni ha detto:

    Anch’io preferisco il cartaceo però avendo l’app Kindle sul telefono mi capita spesso di usarlo in giro nelle attese o in pausa lavoro. Davvero scomodo per leggere fumetti, che sia tablet o ebook reader, lì il cartaceo è d’obbligo.

    • Dopo un certo periodo di sperimentazione direi che preferisco il cartaceo per la lettura, e chi se ne frega del peso e dell’ingombro. Il 24 sono riuscita a infilare in borsetta, accanto al cartaceo di L’ascesa dell’Ombra, e alla camicia della divisa di lavoro che ho riportato a casa per lavarla, una bottiglia di spumante regalatami dal mio capo per Natale. Peso? Ingombro? Ma neanche per sogno, basta comprare la borsa giusta. E il libro non stava in mano perché ero andata al lavoro in bici quindi non potevo leggere rientrando a casa. Non potevo neppure mettere il libro sul portapacchi della bici: lì avevo legato la scatola contenente panettone+spumante datami dal direttore del negozio. Lo dico sempre: non importa quanta roba uno si debba portare dietro, uno spazietto per un Robert Jordan si trova sempre.
      Le uniche cose per cui l’ebook è meglio sono alcuni tipi di ricerche e la possibilità di portarsi in vacanza un’intera libreria.

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