L’ascesa dell’Ombra di Robert Jordan. Dal capitolo 25 al capitolo 32

L'ascesa dell'ombra neRilettura di L’ascesa dell’Ombra di Robert Jordan. Spoiler su tutta La Ruota del Tempo.

25: Il cammino verso la lancia

La storia degli Aiel è molto interessante ma non intendo riproporla qui. L’ha scritta Jordan, non ha senso che la ritrascriva io, e dai brani isolati non è possibile capire la grandiosità di quel che viene raccontato. Io all’inizio ero in difficoltà: fino a quando Jordan non lo ha scritto chiaramente non avevo capito che stavamo andando indietro nel tempo. A rileggere il tutto sapendo, però, la sequenza è da brividi. Non per nulla in un’occasione Robert ha commentato che era questo il passaggio di cui era più orgoglioso. Ora tutto diventa chiaro, la profezia, l’avversione degli Aiel per la spada, Cairhien, le abilità dei guerrieri, le Fanciulle della Lancia, il fatto che chiamino perduti i Girovaghi, il cadin’sor, gli angreal, il Canto, la prigionia solo parziale di Ishamael, la brama degli Ogier, l’ultimo dei Nym, Avendesora, la Caduta grazie a Eva/Mierin/Lanfear. Il fatto che alcuni aspiranti capoclan non possano sostenere le visioni e arrivino a morirne, come Muradin.

26: I dedicati

Idem. Visto che so essere sintetica?

Scherzavo. Rivedremo una sequenza analoga, ma ribaltata, con il secondo viaggio di Aviendha. La Ruota è circolare, e Jordan usa pù volte gli stessi strumenti ma arricchendoli, segno delle sue grandi capacità come scrittore.

Il capitolo prosegue con Rand che salva Mat, un Mat che ha ottenuto un medaglione, un’asharandei – anche se ancora non conosciamo il nome dell’arma – e la conoscenza della Lingua Antica. Poi arriva una nuova bolla di male e Rand si muove d’istinto con

la luna sorge dalle acque

Non potevo non citare la figura.

27: All’interno delle Vie

Avrei fatto volentieri a meno di questo cambio di scena. Quello che stava accadedo nel Rhuidean era davvero interessante, perché passare su quei due bambini capiricciosi di Faile e Perrin?

Viaggio nelle Vie con tanto di Trolloc, neppure nei luoghi contaminati si può stare in pace! Ecco come i Trolloc sono arrivati, non visti, a Emond’s Field.

Appena fuori Perrin nota qualcuno che si diverte ad ammazzare falchi. È Isam/Luc, naturalmente, anche se ancora non lo conosciamo.

28: Alla torre di Ghenjei

Perrin sta tornando a casa, ma non sempre tornare è possibile. Lui è cambiato, e anche Manetheren Emond’s Field non è più lo stesso posto.

Quanto era cambiato da quando era andato via? Lui, Rand e Mat? Non i suoi occhi e i lupi, o Rand che incanalava; non si riferiva a tutto ciò. Quanto di ciò che avevano dentro era rimasto invariato? Mat era il solo che sembrasse ancora sé stesso, anche di più.

Perrin si è giusto perso un pezzo su Mat. Al di là dell’alternativa ascia/martello, un vero e proprio tormentone, Perrin fa un sogno abbastanza movimentato.

Rand era in piedi fra mulinelli e turbinii, ridendo selvaggiamente, forse anche follemente, con le braccia rivolte verso l’alto e sul vento cavalcavano piccole sagome, dorate e scarlatte, come la strana immagine sullo Stendardo del Drago; degli occhi nascosti osservavano Rand e non c’era modo di dire se l’amico lo sapesse.

Rand nel Rhuidean. Ma chi è che lo osserva? Le antiche Sapienti? Lanfear? Asmodean? Fra poco arriverà anche lui.

Nynaeve ed Elayne andavano caute in un paesaggio insano di palazzi ritorti e ombreggiati, a caccia di qualche bestia pericolosa. Perrin non avrebbe saputo dire come facesse a sapere che era pericolosa, ma lo sapeva.

Tanchico, e la bestia è l’Ajah Nera.

Mat era in piedi davanti a una strada che si biforcava di fronte a lui. Lanciò in aria una moneta, si incamminò in una direzione e improvvisamente stava indossando un cappello dalle falde ampie e camminava impugnando un bastone con applicato in punta un pugnale.

Mat che lancia una moneta per decidere cosa fare? Ma quando mai! A quanto pare ha già l’Asharandei.

Egwene e una donna con lunghi capelli bianchi lo fissarono sorprese mentre alle loro spalle la Torre Bianca crollava, pietra per pietra.

Mentre Egwene trascorre il suo tempo con Amys Elaida e Liandrin fanno quello che gli pare.

Tornato ai suoi problemi Perrin trova tracce dell’Assassino. Per forza l’uomo gli è familiare, l’Assassino altri non è che l’unione di Lord Luc di Casa Mantear e Isam Mandragoran. Istruzioni: prendere due tizi, portarli dal Tenebroso, shekerarli bene e poi sguinzagliarli nel mondo reale e in quello dei sogni. Luc è il fratello di Tigraine, la mamma di Rand, il che significa che è lo zio di Rand, a volte i parenti è meglio perderli che trovarli. Isam è cugino di Lan, quello scomparso nella Macchia ancora infante dopo che suo padre ha causato la rovina del Malkier. La torre dove sparisce l’assassino, la torre di Ghenjei, potrebbe derivare il suo nome da un famoso romanzo giapponese, The Tale of Genji, o almeno Leigh Butler ha fatto quest’accostamento e visto che di solito dice cose molto interessanti io tengo presenti le sue parole e mi riservo di meditarci un po’. La torre è quella intravista da Rand, Mat e Thom durante la loro fuga da Shadar Logoth in L’Occhio del Mondo, quando ancora sono sulla barca di Bayle Domon. Mat ce ne mette di tempo, ma alla fine entra nella torre. In Le torri di mezzanotte, tredicesimo romanzo di La Ruota del Tempo. Io avevo quasi perso le speranze, ma questo la dice lunga sull’anticipo con cui a volte Jordan preparava le sue scene. L’Assassino comunque non entra nella torre, lui non ha nulla a che vedere con Aelfinn ed Eelfinn, si è limitato a uscire dal Mondo dei Sogni e a sperare che Perrin si cacciasse nei guai da solo. A impedirlo arriva Birgitte, che i serpenti e volpi li conosce per esperienza personale.

«Ascolta, se entri attraverso i portali, sei bloccato dagli accordi. Ti proteggono fino a un certo punto, ma ti limitano anche. Non arriverai mai a nulla di utile dopo essere entrato da uno di quei portali.»

«E se ci entri dall’altra parte?» chiese Mat. «Tu hai detto a Olver come aprire la Torre.»

«Perché gli stavo raccontando una storia della buonanotte! Luce, non ho mai pensato che uno di voi gente con la resina nel cervello avrebbe davvero tentato di entrare!»

«Ma se entriamo a quel modo, possiamo trovarla?»

«Forse» disse Birgitte. «Ma non ci riuscirete. Gli accordi non avranno effetto, perciò Aelfinn ed Eelfinn potranno spillare sangue. Di norma devi solo preoccuparti di trucchetti con fosse o corde, dal momento che non possono…» Lasciò morire la frase, lanciandogli un’occhiata. «Come hai fatto a essere impiccato, comunque?»

Lui arrossì, abbassando lo sguardo nella sua bevanda. «Dovrebbero mettere delle folgorate spiegazioni su quei portali. ‘Varca questa porta e possono dannatamente impiccarti. E lo faranno. Idiota.’»

Birgitte sbuffò. Avevano parlato dei ricordi che lui aveva. Lei avrebbe dovuto collegare le cose. «Se entri dall’altra parte, probabilmente proveranno anche quello. Spargere sangue nel loro regno può avere strani effetti. Cercheranno di romperti le ossa con una caduta o drogarti per farti addormentare. Evinceranno, Mat. È il loro mondo.»

«E se imbrogliamo?» chiese Mat. «Ferro, musica, fuoco.»

«Quello non è imbrogliare. È essere svegli. Chiunque entri lì dentro e abbia solo mezzo cervello porta quelle cose. Ma solo uno su mille riesce a uscire di nuovo, Mat.»

Lui esitò, poi tirò fuori una piccola manciata di monete dalla sua tasca. «Quali pensi che siano le probabilità che, se getto queste in aria, verranno tutte teste? Una su mille?»

«Mat…»

Lui le gettò sopra il tavolo. Ricaddero in una pioggia, colpendo la superficie. Nessuna di esse rimbalzò o rotolò dal tavolo sul pavimento.

Mat non guardò le monete. Incontrò gli occhi di Birgitte mentre quelle rotolavano e tremolavano fino a fermarsi. Lei lanciò un’occhiata alle monete. Due dozzine. Tutte a faccia in su.

«Una su mille è una buona probabilità» disse lui. «Per me.»

«Dannate ceneri. Sei terribile quanto Elayne! Non capisci? Tutto quello che basta è un tiro sbagliato. Perfino tu ne sbagli uno ogni tanto.»

«Correrò il rischio. Che io sia folgorato, Birgitte, so che è stupido, ma lo farò. Come sai così tanto sulla Torre, comunque? Ci sei stata dentro, giusto?»

«Giusto» ammise lei.

Mat parve tronfio. «Be’, tu ne sei uscita! Come ce l’hai fatta?»

Lei esitò, poi prese infine il suo boccale di latte. «Quella leggenda non è sopravvissuta, suppongo?»

«Io non la conosco» disse Mat.

«Entrai lì dentro per chiedere loro di salvare l’amore della mia vita» disse lei. «Accadde dopo la battaglia delle Colline Lahpoint, dove guidavamo la ribellione Buchaner. Gaidal era ferito orribilmente: un colpo alla testa che gli rendeva impossibile pensare a dovere. Si dimenticava chi io fossi, a volte. Mi straziava il cuore, così lo portai alla Torre per essere Guarito.»

«E come ne uscisti?» chiese Mat. «Come li ingannasti?»

«Non lo feci» disse Birgitte piano.

Mat rimase di sasso.

«Gli Eelfinn non lo Guarirono mai» continuò lei. «Ci uccisero entrambi. Non sopravvissi, Mat. Questa è la fine di quella particolare leggenda.»

Ok, ho fatto un piccolo salto avanti nel tempo. Questo è un pezzo del capitolo 22 di Le torri di Mezzanotte. Ho avvisato che avrei fatto spoiler, perché mettere l’avviso se non per piazzare tutte le citazioni e i riferimenti che mi pare?

Torniamo indietro a Perrin e Birgitte.

«Anche Hopper ha detto che è pericoloso. La Torre Ghenjei? Che cos’è?»

La donna sgranò gli occhi e lanciò un’occhiata a Hopper, che era ancora sdraiato nell’erba ignorandola e osservando Perrin. «Puoi parlare con i lupi? Questa sì che è una cosa andata perduta nella leggenda da molto tempo. Così questa è la ragione per cui ti trovi qui. Avrei dovuto saperlo. La torre? È una soglia, arciere, per accedere ai reami degli Aelfinn e degli Eelfinn.» La donna pronunciò quei nomi come se lui avesse dovuto riconoscerli. Quando Perrin la guardò inespressivo, la donna proseguì: «Hai mai giocato a quel gioco chiamato serpenti e volpi?»

«Tutti i bambini lo hanno fatto. Almeno nei Fiumi Gemelli. Ma smettono quando sono abbastanza grandi da capire che non c’è modo di vincere.»

«A meno che non violi le regole» rispose la donna. «Coraggio per rinforzare, fuoco per accecare, musica per stordire, ferro per legare.»

«Quella è una frase del gioco. Non capisco. Cosa ha a che fare con questa torre?»

«Questi sono i vari sistemi per vincere contro i serpenti e le volpi. Il gioco è una rievocazione di antiche relazioni. Non importa finché ti tieni alla larga dagli Aelfinn e dagli Eelfinn. Non sono cattivi allo stesso modo dell’Ombra, eppure sono talmente differenti dall’umanità che potrebbero anche esserlo. Non bisogna fidarsi di loro, arciere. Tieniti alla larga dalla Torre Ghenjei. Evita il Mondo dei Sogni, se puoi. Cose oscure vi camminano.»

È meglio che la smetto prima di trascrivere l’intero libro. O anche l’intera saga. Io però adoro Birgitte, e anche le scene legate alla Torre di Ghenjei. La conversazione viene interrotta da Gaidal Cain, che fa notare alla sua dolce metà che lei nondovrebbe andarsene a spasso ad aiutare i ta’veren solo perché sono ta’veren.

29: Ritorno a casa

Oh, Perrin!

Suo padre, sua madre, le sue sorelle e il fratello più piccolo. Adesso Paetram aveva nove anni, senza dubbio si opponeva sempre più strenuamente a essere chiamato bambino, Deselle era una paffuta dodicenne e Adora una sedicenne, probabilmente pronta a intrecciarsi i capelli. Lo zio Eward, il fratello del padre, e la zia Madge, corpulenta e somigliante allo zio, con i loro bambini. La zia Neain, che andava a visitare la tomba dello zio Carlin ogni mattina, e i loro bambini, e la prozia Ealsin, che non si era mai sposata, con il naso affilato e gli occhi acuti in grado di scoprire cosa qualcuno stesse combinando a distanza di chilometri.

Perrin viene a sapere della loro morte più avanti nel capitolo, io ho preferito inserire questo ricordo pieno d’amore. Non abbiamo mai visto questi personaggi nella saga, eppure la loro morte, per mano di Padan Fain anche se questo Perrin lo verrà a sapere molti libri più avanti, è importante. Lo è perché ci ricorda che nessuno è al sicuro, e perché colpisce profondamente Perrin. Possiamo ricapitolare, facendo la lista dei morti come Rand la farà più avanti anche se lui si limiterà alle donne.

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. Uno.

Dena in La grande caccia. Due.

Ingtar in La grande caccia. Tre.

Leya, la Girovaga in Il Drago rinato. Quattro.

Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. Cinque.

La bambina che Rand prova a riportare in vita nel decimo capitolo di questo romanzo. Sei.

La donna che Egwene vede sgozzare nell’undicesimo capitolo di questo romanzo. Sette.

Il padre di Perrin. Otto.

La madre di Perrin. Nove.

Il fratello di Perrim, Paetram, nove anni. Dieci.

La sorella di Perrin, Deselle, dodici anni. Undici.

L’altra sorella di Perrin, Adora, sedici anni. Dodici.

Zio Edward, fratello del padre di Perrin. Tredici.

Sua moglie, zia Madge. Quattordici.

I loro figli, e visto che viene usato il plurale sono almeno due. Quindici e sedici.

Zia Neain, vedova. Diciassette.

I figli di zia Neain, almeno due. Diciotto e diciannove.

La prozia Ealsin. Venti.

I parenti di Perrin in questo momento dominano la lista. Il capitolo però non è tutto qui, e quello che dice la madre di Egwene è inquietante.

Marin al’Vere si chinò in avanti, corrucciata «Perrin, abbiamo bisogno dei Manti Bianchi. Sì, hanno incendiato la fattoria di Tam e Abell e hanno arrestato qualcuno, e se ne vanno in giro come se possedessero tutto quello che vedono, ma Alsbet, Natti e gli altri sono illesi, solo trattenuti, e questo in qualche modo si può risolvere. La Zanna del Drago è stata scarabocchiata su alcune porte, ma nessuno tranne i Coplin e i Congar vi presta attenzione e probabilmente sono loro a disegnarle. Tam e Abell possono rimanere nascosti fino a quando i Manti Bianchi se ne andranno. Devono andarsene prima o poi. Ma, finché ci sono i Trolloc, abbiamo bisogno di loro. Ti prego di capire. Non è che preferiamo avere loro piuttosto che te, ma ne abbiamo bisogno e non vogliamo che ti impicchino.»

«Questo lo chiami essere protetti, padrona di casa?» domandò Bain. «Se chiedi al leone di proteggerti dai lupi, hai solamente scelto di finire nello stomaco di uno invece che di un altro.»

È il piano di Pedron Niall all’inizio di Il Drago rinato, solo che Niall all’epoca stava parlando della Piana di Almoth.

«Sai come conquistare la gente alla tua causa, Figlio Carridin? Il modo più veloce? No? Libera un leone – un leone rabbioso – nelle strade. E quando il panico ghermisce la gente, una volta che gli ha ridotto le budella in acqua, con calma di’ a tutti che te ne occuperai tu. Allora lo ucciderai, e ordinerai al popolo di appendere la carcassa bene in vista. Prima che qualcuno abbia il tempo di pensare, dài un altro ordine, e ti obbediranno. E se continuerai a dare ordini, continueranno a obbedire, poiché li hai salvati, e chi potrebbe essere miglior guida?»

30: Oltre la quercia

Cenn Buie sospetta che Perrin sia un Amico delle Tenebre per via della tempistica dei due attacchi dei Trolloc, sembra quasi che anche lui abbia ascoltato troppo a lungo Vermilinguo perché ripropone le stesse argomentazioni di Theoden

«Sei sempre stato messaggero di sventura. Le disgrazie ti seguono come corvi, e sempre più frequenti e più gravi. Non t’ingannerò: quando seppi che Ombromanto era tornato senza cavaliere, mi rallegrai del suo ritorno, ma ancor più dell’assenza del cavaliere; e quando Éomer ci portò la notizia che ti eri infine ritirato nella dimora eterna, non ti rimpiansi. Ma è raro che le notizie giunte da lungi corrispondano alla realtà. Eccoti di nuovo qui! E porti teco, com’era da aspettarsi, dei mali peggiori di prima. Perché dovrei darti il benvenuto, Gandalf Corvotempesta? Dimmi, perché dovrei?»

Come fa notare Gandalf, però,

«vi sono due motivi per i quali un Uomo può giungere accompagnato da cattive notizie. Può essere egli stesso artefice di malvagità, o far parte invece di coloro che non molestano chi sta bene, e vengono solo a porgere il loro aiuto nel momento del bisogno».

Si tratta, ovviamente, de Il signore degli anelli di J.R.R. Tolkien. Tornando a Jordan la Santa Inquisizione mascherata da Manti Bianchi sequestra sei libri, e se già non avessimo saputo che tipi sono anche solo la censura sui libri la dice lunga.

31: Certezze

Verin! L’Aes Sedai più difficile da decifrare, una delle più in gamba e probabilmente la più intelligente. Peccato per la sua fine, ma la inserirò nella lista al momento giusto. Con lei c’è Alanna, che Egwene ha accostato a Elaida nella sua sfiducia. Entrambe, Elaida e Alanna, in un certo senso cattureranno Rand, ma questo è l’unico punto in comune che hanno. Fra l’altro Alanna lega a sé Rand probabilmente a causa della morte di Owein, quindi conto anche lui.

L’uomo verde, l’ultimo dei Nym, alla fine di L’Occhio del Mondo. Uno.

Dena in La grande caccia. Due.

Ingtar in La grande caccia. Tre.

Leya, la Girovaga in Il Drago rinato. Quattro.

Dailin, la Fanciulla della Lancia guarita da Nynaeve in Il Drago rinato. Cinque.

La bambina che Rand prova a riportare in vita nel decimo capitolo di questo romanzo. Sei.

La donna che Egwene vede sgozzare nell’undicesimo capitolo di questo romanzo. Sette.

Il padre di Perrin. Otto.

La madre di Perrin. Nove.

Il fratello di Perrim, Paetram, nove anni. Dieci.

La sorella di Perrin, Deselle, dodici anni. Undici.

L’altra sorella di Perrin, Adora, sedici anni. Dodici.

Zio Edward, fratello del padre di Perrin. Tredici.

Sua moglie, zia Madge. Quattordici.

I loro figli, e visto che viene usato il plurale sono almeno due. Quindici e sedici.

Zia Neain, vedova. Diciassette.

I figli di zia Neain, almeno due. Diciotto e diciannove.

La prozia Ealsin. Venti.

Owein, custode di Alanna. Ventuno.

«Moiraine mi aveva detto che usavano le Vie. Prima o poi rappresenterà un vero e proprio problema per noi.»

Ma Verin ha letto la saga prima di noi per sapere già dell’invasione di Caemlyn? Credo che sia troppo presto perché l’invasione sia stata già programmata, e lei sa. Ancor prima che il Tenebroso faccia i suoi piani Verin sa. Intanto Alanna parla di legare tutti come Custodi, Jordan si diverte a dirci le cose in anticipo sapendo che noi non vedremo la trappola fino a quando non sarà troppo tardi.

Arrivano Tam e Abell, e se Tam mi piaceva fin da L’Occhio del Mondo, ora scopro di apprezzare molto anche Abell. Sono contenta che Tam non sia sparito semplicemente nel passato, come avevo temuto alla prima lettura. Ero anche convinta che non sarebbe sopravvissuto a Memoria di Luce, e invece…

Nel capitolo ci sono anche due sezioni dedicate a Bornhald e Fain, ma su di loro non mi voglio soffermare. Li voglio morti e basta.

32: Domande da porre

Perrin nota che Verin sembra perplessa riguardo al suo martello. Ma Verin non è perplessa, sta riflettendo e si sta interrogando sul futuro. Come ci dice Tylee in La lama dei sogni parlando del Ciclo Karaethon

«Sono lieto che non ti abbia chiamato Re dei Lupi, mio Signore» biascicò il Generale di Stendardo. Dal modo in cui strascicava le parole, Perrin doveva ascoltare con attenzione per distinguere quello che lei stava dicendo. «Altrimenti penserei che Tarmon Gai’don fosse su di noi. Conoscete le Profezie del Drago? ‘Quando il Re dei lupi porterà il martello, gli ultimi giorni si approssimeranno. E quando la volpe si sposerà al corvo, trombe di battaglia allor squilleranno.’ Io non ho mai capito quella seconda frase. E tu, mia Signora? Sur Paendrag. Quello significa da Paendrag?»

Noi la capiamo quella frase, e anche le precedenti. E Tarmon Gai’don incombe sui personaggi.

Perrin inizia il suo viaggio nei Fiumi Gemelli e nota che sono strani, più da Manti Bianchi che da Trolloc. Ma di chi ci si può fidare?

Ecco uno dei problemi con le Aes Sedai: potevano proporti una serie di ‘se’ e ‘ma’ fino a quando eri sicuro che ti avevano detto chiaramente ciò che avevano solamente suggerito.

Non solo nella narrativa, questo vale anche con le persone reali. Il linguaggio è sempre più un’arma, solo che troppe persone non se ne rendono conto e si lasciano manipolare. Il discorso è troppo lungo, specie in questo contesto e con il poco tempo a mia disposizione, ma vale la pena riflettere su questa frase e sulla sua validità ora.

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2 risposte a L’ascesa dell’Ombra di Robert Jordan. Dal capitolo 25 al capitolo 32

  1. Raffaello ha detto:

    L’ascesa dell’ombra si gioca le sue carte migliori in questi capitoli…e che carte. Il capitolo 24 e 25 li ricordo ancora con i brividi, non mi stupisco che Jordan ne fosse orgoglioso. Sarebbero da riproporre per intero, e naturalmente tu non puoi farlo nel tuo blog, ecco perché non mi stupisce vederli sintetizzati più di qualche capitolo di Perrin. A mia volta mi lascio trasportare dai ricordi e non mi soffermo più di tanto in commenti, non per mancanza di interesse, anzi… rischierei di non finire mai di scrivere.

    • La lunghezza dei miei commenti dipende anche dal tempo che ho a disposizione per scrivere, nello scorso fine settimana si sono ammalate entrambe le mie bimbe e il tempo libero è calato. Probabilmente trascrivo – in realtà copio e incollo dall’ebook – fin troppo, ma sono davvero tanti i passaggi che per un motivo o per l’altro mi colpiscono. La loro bellezza, l’impatto emotivo, l’importanza che un determinato dettaglio avrà molto più avanti nella serie… Ho sempre amato Mat oltre le soglie, i capitoli di Rand sono un po’ più complicati, ho avuto bisogno di rileggerli per capirli e amarli davvero. E visto che non potevo riproporli in versione integrale ho tralasciato tutto per non fare uno scempio. Chi li ha letti sa di cosa sto parlando e può rileggerli quando vuole, chi non li ha letti non dovrebbe neppure leggere questi articoli.

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