L’ascesa dell’Ombra di Robert Jordan. Dal capitolo 21 al capitolo 24

DSCN2275Rilettura di L’ascesa dell’Ombra di Robert Jordan. Spoiler su tutta La Ruota del Tempo, anche se oggi ho deciso di essere estremamente sintetica per problemi di tempo. Tempo che non è circolare, scappa via e non torna mai, per quanto io possa desiderarlo. E un’introduzione così lunga è indice di quanto io sappia essere sintetica.

21: Nel cuore

Capitolo incentrato su Moiraine, e la voglia di strozzarla è tanta visto che in questo caso vediamo la sua anima manipolatrice. Ok, lei crede di agire per il bene del mondo, ma di errori ne fa, e uno di questi è non fidarsi abbastanza dei ragazzi di Emond’s Field.

Errore di Moiraine: non crede che Elayne e Nynaeve troveranno qualcosa a Tanchico.

Errore di Moiraine: crede che sia necessario bloccare il piano legato a Mazrim Taim, piano di cui non vedremo mai alcun elemento concreto e che proprio per questo forse non esiste neppure. Tanto Taim viene liberato, quello che può fare o non fare Siuan in questo caso è ininfluente.

Errore di Moiraine: crede di aver informato Siuan, ma i suoi messaggi vengono intercettati.

Errore di Moiraine: vuole che Rand inizi una guerra con Illian. Ha ragione sul fatto che Rand si debba muovere, non sulla direzione.

Errore di Moiraine: crede di dover guidare Rand fino a Tarmon’gai don.

Vediamo le conseguenze delle lettere di Thom, e come Rand finisce di gestire la faccenda di Alteima. Thom sarà molto utile anche con Nynaeve ed Elayne, peccato solo che non si sia potuto clonare per stare anche al fianco di Rand, ne avrebbe avuto bisogno. Noto comunque che Moiraine lo ha allontanato proprio perché Thom aveva influenza su Rand e lei vuole avere l’esclusiva sull’influenza, se non la strozzo è perché l’unico effetto che otterrei sarebbe quello di rovinare la mia copia del romanzo. Una delle mie copie del romanzo, ne ho due con le due traduzioni diverse. Più quella digitale, ma se strozzo l’ebook perdo parecchie decine di titoli.

Sintetica.

Il trattato con Mayene voluto da Rand.

«Il Sommo Signore Sunamon» esordì improvvisamente Rand, forte, facendo sobbalzare il tipo grassoccio, «mi ha garantito un trattato con Mayene, seguendo strettamente le mie direttive. Me lo ha garantito con la sua vita.» Rise, quasi avesse fatto una battuta, e la maggior parte dei nobili rise con lui. Non Sunamon, che sembrava chiaramente malato. «Se fallisce» annunciò Rand «ha acconsentito a essere impiccato, e verrà accontentato.»

E scommetto che Rand non ha fatto neppure un briciolo di pressione per convincere Sunamon ad acconsentire. No no.

Quanto al grano inviato a Tear, è grazie a questa decisione, ricambiata più avanti, che eviterà la carestia, e che farà sì che a Rand venga offerta la corona di Illian al termine di La corona di spade. Magari chi si lamenta che La Ruota del Tempo è lunga – in effetti è lunga, l’ho notato anch’io – avrebbe fatto a meno del trattato o dei discorsi sul grano, inutili sulla trama a breve termine. Però sulla trama a lungo termine molte delle cose che a prima vista appaiono inutili tornano e dimostrano la loro importanza.

So chi intendo mettere sul Trono del Sole. Non vai per conquistare, Meilan, ma per restaurare l’ordine e la pace. E per sfamare gli affamati.

Di già? Va bene, è già innamorato cotto, ha già capito che Elayne ha un cervello politico di prim’ordine, ma di già la vuole incoronare? Non pensa certo in piccolo.

«La Pietra ha vegliato su Callandor prima del mio arrivo. La Pietra lo farà nuovamente, fino al mio ritorno.»

Di colpo la spada trasparente fiammeggiò fra le mani di Rand. Roteando l’elsa verso l’alto, affondò la spada verso il basso. Nel pavimento di pietra. Una luce bluastra si inarcò selvaggiamente verso la cupola. La Pietra rombò fragorosamente e tremò, danzando, sollevando la gente urlante.

La spada nella roccia, e stavolta nella posizione corretta, con la punta infilata nel pavimento e non sospesa lì a svolazzare per aria. Così, caso mai qualcuno non avesse colto il riferimento arturiano alla fine di Il Drago rinato. E ora sappiamo pure cosa ha causato il terremoto che ha sconvolto i due gruppi nei capitoli precedenti. Decisamente Rand non fa le cose in piccolo.

Ha fatto i suoi piani, ma ci sono ancora cose che lo sorprendono, come la decisione di Egwene di recarsi fra gli Aiel. E non si è ancora indurito, ha solo preso coscienza di chi è.

«C’è giustizia in qualsiasi cosa io faccia? Sunamon verrà impiccato se fallisce. Perché l’ho deciso io. Se lo merita, dopo il modo in cui ha cercato di avvantaggiarsi della situazione, senza nemmeno curarsi che il suo popolo fosse affamato, ma non andrà alla forca per quello. Verrà impiccato perché ho detto che sarebbe successo. Perché l’ho detto io.»

C’è molto altro in quello che è appena successo, come la necessità di Rand di allontanarsi per un po’ da Callandor. A livello narrativo è fondamentale farlo: se il predestinato ha in mano l’arma più potente al mondo e può usarla come e quando gli pare, dove va a finire la trama? Dove le difficoltà? Rand in questo caso viene guidato dalle profezie.

Nel cuore affonda la spada,

nel cuore, per dominare i loro cuori.

Chi la estrarrà, gli succederà,

quale mano può impugnare quella temibile lama?

Narishma, nel 24° capitolo di Il sentiero dei pugnali (Un tempo per il ferro). Considerando che per un certo tempo è stato Dashiva l’Asha’man più vicino a lui, possiamo considerarci fortunati che Rand non abbia deciso di recuperare Callandor prima. E ora tutti pronti per un simpatico viaggio.

22: Fuori dalla Pietra

Fuori dalla Roccia, accidenti. Lo so che la traduzione è stata rivista, e ne aveva bisogno, dal Save Moiraine Team, li ho pure intervistati: http://www.fantasymagazine.it/19163/save-moiraine-team-una-revisione-per-la-ruota-del-tempo. Però ci sono cose che non avrei toccato (la Triplice Terra, io non cambierei mai i nomi una volta che sono entrati nella mente dei lettori in un certo modo) e altre che invece avrei cambiato. Errori che ho scoperto dopo, o anche riferimenti mancati, come in questo caso.

Sintetica, sì.

Rand decide di recarsi nel Rhuidean usando le Pietre Portali. Per aiutarsi un po’ usa un piccolo angreal, la statuina di un uomo calvo seduto a gambe incrociate con una spada sulle ginocchia, mentre Mat, l’unico che ha già provato l’esperienza a parte Rand e che sa quanto possa essere spiacevole, dimostra un coraggio notevole nell’andare avanti nonostante tutto. E ci scherza pure sopra.

23: Oltre la Pietra

Rand porta tutti all’incontro con le Sapienti e quasi si ammazza nel farlo, deve davvero imparare a non prosciugarsi totalmente quando usa l’Unico Potere. Bello l’incontro fra Amys e Ruarc, se i cinque di Emond’s Field hanno tutti storie d’amore del cavolo, in cui spesso loro o i loro partner si dimostrano altamente immaturi, le Sapienti sanno cosa sia un matrimonio solido, basato sull’amore e sul reciproco rispetto.

«Suladric è morto» rispose l’uomo. «Muradin è entrato nel Rhui­dean. Se dovesse fallire, entrerò io.»

«Non lo hai chiesto, Couladin» intervenne la Sapiente che ricordava una nonna con quella sua esile, ma forte voce. «Se Muradin dovesse fallire, chiedi allora. Siamo in quattro, abbastanza per dire sì o no.»

«È mio diritto, Bair» rispose arrabbiato Couladin. Aveva l’aspetto di un uomo che non era abituato a essere contraddetto.

«È tuo diritto chiedere» replicò la donna con la voce sottile. «È nostro diritto rispondere. Non credo che ti sarà concesso di entrare, qualunque cosa accada a Muradin. Tu non sei adatto, Couladin.»

Peccato. Lo facevate entrare, lui crepava e tutti ci saremmo risparmiati un bel po’ di problemi. Va bene, in certi casi sono per le soluzioni rapide.

Rand chiede di entrare nel Rhuidean usando una formula antica, secondo me l’ha letta su qualche libro. E visto che anche Mat vuole entrare infrange le regole e se lo porta appresso. Il suo ruolo prevede che cambierà le regole, perché aspettare per iniziare a farlo?

«Sono vincolati al Rhuidean» proseguì formalmente Amys, guardando sopra le teste degli uomini, e le altre tre risposero in coro: «Il Rhuidean appartiene ai defunti.»

«Non potranno parlare ai viventi fino al loro ritorno» intonò Amys, e le altre risposero ancora una volta: «I defunti non parlano con i viventi.»

«Non li vedremo fino a quando non torneranno fra i viventi.» Amys si tirò lo scialle davanti agli occhi, e, una dopo l’altra, le altre fecero lo stesso. Con i volti nascosti, parlarono all’unisono. «Abbandonate i viventi e non perseguitateci con i ricordi di quanto è andato perduto. Non parlate di cosa vedono i morti.»

Potente come cerimonia. Non capirò mai l’umorismo Aiel e le loro parentele, ma per certe cose hanno stile.

Il Rhuidean si fa affollato, entra anche Aviendha, e si spiegano così l’affinità fra lei ed Egwene e anche perché Amys si sia sognata nelle vesti di una Fanciulla. Però che rottura questa storia della nudità. Capisco fortificare una persona, ma farla ustionare dal sole del deserto?

Tel’aran’rhiod è un’altra cosa complicata.

«Il presente è molto più chiaro del futuro, anche nel Tel’aran’rhiod» osservò la Sapiente dai capelli rosso dorato. «Ciò che sta accadendo, o sta iniziando ad accadere, si vede con maggiore chiarezza di quanto accadrà, o potrebbe accadere. Non abbiamo visto affatto Egwene o Mat Cauthon. Non era più di una vaga possibilità che il giovane uomo che si fa chiamare Rand al’Thor sarebbe venuto. Se non lo avesse fatto era certo che sarebbe morto e con lui gli Aiel. Eppure è venuto e, se sopravvive al Rhuidean, anche alcuni degli Aiel sopravviveranno. Questo lo sappiamo. Se non fossi venuta, sarebbe morto. Se Aan’allein non fosse venuto, saresti morta tu. Se non attraversi gli anelli…» Si interruppe come se si fosse morsa la lingua.

Lan la salva da Lanfear? Devo rileggere il passaggio. Quando ci arrivo. O magari è qualcos’altro che non ricordo. Comunque le profezie (e la conoscenza) non sono mai cose facili, o con cui sia possibile scherzare.

«Ti abbiamo già detto troppo, Moiraine. Ciò che vede una camminatrice dei sogni è ciò che probabilmente accadrà, non è però certo. Coloro che si muovono con troppa consapevolezza del futuro finiscono inevitabilmente nel disastro, fosse anche per lo sforzo nel tentativo di cambiarlo.»

«È per la grazia degli anelli che si dimentica» aggiunse Amys. «Una donna sa alcune cose – alcune – che accadranno; altre non le riconoscerà finché non si troverà di fronte alla decisione, se mai accadrà. La vita è incerta e combattuta, fatta di scelte e cambiamenti; una donna a conoscenza dell’ordito della sua vita nel Disegno, come dell’intreccio di un filo in un tappeto, condurrebbe la vita di un animale. Se non impazzisse. L’umanità è fatta per le incertezze, gli sforzi, le scelte e i cambiamenti.»

Coloro che si muovono con troppa consapevolezza del futuro finiscono inevitabilmente nel disastro, fosse anche per lo sforzo nel tentativo di cambiarlo, chiedete, se avete dei dubbi, a Laio, il padre di Edipo.

24: Rhuidean

Adoro questo capitolo. Lo preciso nel caso qualcuno se lo stesse chiedendo.

«Che io sia folgorato, no, non voglio. Devo entrare. Cosa mi dici tu? Non è abbastanza essere il maledetto Drago Rinato per te? Devi anche essere un maledetto capoclan aiel? Perché ti trovi qui?»

«Devo Mat, devo.» La rassegnazione trapelò secca dalla sua voce, ma anche qualcos’altro. Un accenno di brama. L’uomo era davvero pazzo; voleva farlo.

«Rand, forse è una risposta che danno a tutti. Voglio dire quelle persone serpente, di recarsi nel Rhuidean. Forse dopotutto non dobbiamo essere qui.» Non ci credeva, ma con quella nebbia che lo fissava in volto…

Rand voltò il capo per guardarlo, senza parlare. Alla fine disse: «Non mi hanno mai menzionato il Rhuidean, Mat.»

Va bene, possono non essere risposte piacevoli ma non sono risposte preconfezionate a uso e consumo di tutti. Rand si è recato nel Rhuidean seguendo il ragionamento. Nella città incompiuta trovano un bel po’ di ter’angreal, comprese

Due statuette alte forse trenta centimetri, un uomo e una donna, ognuna con una sfera di cristallo sul palmo della mano.

Sono le chiavi d’accesso dei Choedan Kal. E poi c’è Avendesora. Questo è un nome che mi piace molto, sarà che è senza apostrofi, sarà per l’importanza dell’albero (alberi! anche loro meriterebbero valanghe di articoli), ma mi piace davvero.

«Avendesora» mormorò Rand. «L’Albero della Vita. Si tro­va qui.»

Sotto ai rami distesi, Mat balzò per prendere una di quelle foglie; le dita allungate arrivarono appena a tre passi di distanza da quella più bassa. Si accontentò di camminare sotto a quel soffitto di foglie e appoggiarsi contro lo spesso tronco. Dopo un momento scivolò per sedersi. Le vecchie storie erano vere. Si sentiva… appagato. In pace. Bene. Anche i piedi non gli davano più tanto fastidio. Rand si sedette vicino a lui a gambe incrociate. «Ora posso credere alle storie. Ghoetam, seduto sotto l’albero di Avendesora per quarant’anni allo scopo di ottenere la saggezza. Adesso ci credo.»

Le vecchie storie sono vere, come ha scritto anche J.R.R. Tolkien in un passaggio di Il Signore degli Anelli che ho già citato in passato:

«Pensandoci bene, apparteniamo anche noi alla medesima storia, che continua attraverso i secoli! Non hanno dunque una fine i grandi racconti?».

«No, non terminano mai i racconti», disse Frodo.

E Goetham è Siddhartha Gautama, meglio conosciuto come Gautama Buddha, che trova l’illuminazione mentre è seduto sotto un albero di fico a Bodhgaya. Forse non quarant’anni, quello è il tempo trascorso da un certo popolo a girovagare nel deserto, ma l’albero e l’illuminazione ci sono.

Rand va, e lo lascio ai prossimi commenti visto che ho fatto tardi anche stavolta (e con i commenti sono indietro di una settimana!), ed entriamo con Mat oltre la soglia. A incontrarlo non un serpente ma una volpe, dagli Aelfinn siamo passati agli Eelfinn, anche se le avversioni sono le stesse.

«Ti attieni ai trattati e agli accordi? Hai con te del ferro, strumenti musicali o congegni per fare luce?»

Le stesse cose che danno fastidio agli abitanti di Faerie, e come in Faerie il tempo scorre diversamente e accadono cose impossibili nel nostro mondo. Pensiamo ai paesaggio esterno. Secondo l’enciclopedia

In response to a fan letter Robert Jordan wrote, “The world on the other side of the doorway has a radically different set of natural laws. The odd optical effects witnessed in that other world are not artificially produced artifacts.”

Mat vuole risposte, è ciò che crede di poter avere, ma la volpe dice che gli darà tutt’altro, anche se lui non lo nota

«Non devi andare via. Vieni. Ti accompagnerò dove puoi trovare ciò di cui hai bisogno. Vieni.»

Ciò di cui hai bisogno, non ciò che vuoi. Bisogna sempre fare attenzione alle parole. Ovviamente non arriva nessuna risposta alle domande, e Mat finisce, ancora una volta, con il perdere il controllo e non presta attenzione alle parole che usa. Chissà perché finisce con il cacciarsi nei guai…

«Dovreste rispondermi» osservò Mat. Silenzio. «Che le vostre ossa inceneriscano, rispondetemi! Chi è la Figlia delle Nove Lune e perché devo sposarla? Come farò a morire e vivere nuovamente? Che cosa significa che devo rinunciare a metà della luce del mondo? Queste sono le mie domande. Dite qualcosa!»

Silenzio mortale. Poteva sentire il proprio respiro, il sangue che gli pulsava nelle orecchie.

«Non ho intenzione di sposarmi. E non ho nemmeno intenzione di morire, che debba vivere nuovamente o no. Me ne vado in giro con i buchi nella memoria, nella mia vita, e voi mi fissate come degli idioti. Se le cose dovessero essere fatte a modo mio, vorrei che quei buchi venissero colmati, ma almeno le risposte colmeranno quelli del futuro. Dovete rispondermi…»

«Fatto» ruggì uno degli uomini, e Mat batté le palpebre.

Le memorie del passato. Non le sue, quelle di altri uomini, ma i buchi sono stati riempiti. Mat non è stato abbastanza specifico ma, tanto per cambiare, la fortuna lo aiuta, perché le memorie che riceve sono molto più utili di quelle che ha perso.

Fatto? Cosa? Era stato fatto? Che cosa volevano dire? «Che vi brucino gli occhi» borbottò. «Che brucino le vostre anime! Siete cattivi come le Aes Sedai. Be’, voglio trovare il modo di liberarmi delle Aes Sedai e del Potere, e voglio essere lontano da voi e di nuovo nel Rhuidean, se non volete rispondermi. Aprite la porta e lasciatemi…»

«Fatto» rispose un altro uomo, e una delle donne gli fece eco. «Fatto.» Mat ispezionò le pareti, quindi assunse un’espressione furiosa con l’intenzione di comprenderli tutti, sui loro piedistalli mentre lo fissavano. «Fatto? Cosa è fatto? Non vedo alcuna porta. Voi, bugiardi figli di capra…»

Per liberarsi delle Aes Sedai gli danno il medaglione, e sappiamo quanto sarà importante (e saranno importanti pure le copie imperfette fatte da Elayne!), per liberarsi di loro l’Asharandei, anche se non capiamo a cosa serva davvero fino a Le torri di mezzanotte.

«Sciocco» sibilò una delle donne e le altre lo ripeterono. Sciocco. Sciocco. Sciocco.

«È saggio chiedere il permesso di prendere congedo, quando non hai stabilito un prezzo, o dei termini.»

«Eppure sciocco a non aver prima concordato il prezzo.»

«Lo stabiliremo noi.»

A me viene di nuovo in mente Daenerys nella Casa degli Eterni. Mat impiccato? Lasciamo stare Pwyll Nato Due Volte, il discorso sarebbe troppo lungo, ma Odino si è fatto impiccare su Yggdrasill (nove giorni e nove notti, dubito che Mat potesse resistere così tanto) per conoscere i segreti delle Rune. Questo gli dona maggiore potere. Mat impara a parlare l’Antica Lingua, e certo come personaggio esce accresciuto dall’esperienza. Non felice, un po’ a corto di fiato, ma molto più affascinante e pericoloso.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in citazioni, Robert Jordan rilettura e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...