L’ascesa dell’Ombra di Robert Jordan. Dal capitolo 9 al capitolo 12

Rilettura di L’ascesa dell’Ombra di Robert Jordan. Spoiler su tutta La Ruota del Tempo.

9: Decisioni

In attesa di fare qualcosa i personaggi rifiatano e cercano di vivere la loro vita. Si intrecciano relazioni, si rinsaldano quelle preesistenti, con i personaggi che sono persone comuni sospese nell’intervallo fra due crisi.

Due e due volte verrà marchiato,

due volte per vivere, e due volte per morire.

Una volta l’airone, per definire il Disegno,

una seconda volta l’airone, per dichiararlo autentico.

Una volta il Drago, per le memorie perdute,

una seconda volta il Drago, per il prezzo che deve pagare.

Il primo airone nel mondo oltre la Pietra Portale, quando inizia a condurre, anche se coloro che lo seguono sono solo due. Il secondo a Falme, quanto chissà quante persone vedono il Drago combattere l’Ombra nel cielo.

I due draghi nel Rhuidean, il primo che gli dona le memorie ancestrali degli Aiel, il secondo che lo proclama car’a’carn e che spinge parte di loro prima a seguire Couladin e poi verso la tetraggine.

L’idillio finisce nel momento in cui Lanfear va a trovare Rand e gli rivela finalmente il suo nome.

«Ero profondamente sepolta in un sonno privo di sogni dove il tempo non scorre. I giri della Ruota mi hanno oltrepassata.»

È su questo che gioca Egwene quando affronta Mesaana. È vero che Meesana, come tutti i Reietti, ha imparato ad attingere alll’Unico Potere nell’Epoca Leggendaria, quando la conoscenza era molto maggiore, ma al di là di quella manciata di secoli in cui hanno vissuto all’epoca gli altri tremila anni per i Reietti non contano un accidente. Dormivano, a parte Ishy che di tanto in tanto andava a spasso a fare casini, prima che il guinzaglio a cui era legato lo riportasse indietro.

«Ucciderti?» rispose incredula. «Ucciderti! Intendo averti per sempre. Eri mio molto prima che quella femminuccia dai capelli chiari ti rubasse. Prima che ti vedesse. Mi amavi!»

«E tu amavi il potere!» Per un momento Rand si sentì stordito. Le parole sembravano vere – sapeva che lo erano – ma da dove erano venute?

È Lews Therin Telamon che inizia a fare capolino, e qui si manifesta chiaramente per la prima volta. Probabilmente è la sua conoscenza della scherma che ha aiutato Rand a diventare un Maestro spadaccino in così breve tempo, ma questo è il primo contatto nella mente. E Rand dovrebbe evitare di scandalizzarsi all’idea che uno dei Reietti possa insegnargli qualcosa, è esattamente quel che farà Asmodean. A proposito, chi ha ucciso Asmodean? Lo sapete tutti, vero? Io sì, ma solo perché mi è stato spiegato.

«Inginocchiati al Sommo Signore, e ti eleverà al di sopra di tutti. Ti lascerà libero di regnare come vuoi, se solo ti inginocchierai davanti a lui una sola volta. Per riconoscerlo. Niente di più. Me lo ha confessato. Asmodean ti insegnerà a manipolare il Potere senza che ti uccida, ti mostrerà cosa puoi fare con esso. Lascia che ti aiuti. Possiamo distruggere gli altri. Al Sommo Signore non importa. Possiamo distruggerli tutti, anche Asmodean, una volta che ti avrà insegnato quello che c’è da sapere. Tu e io possiamo governare il mondo insieme, agli ordini del Sommo Signore, per sempre.»

Quindi non è un piano improvvisato cogliendo l’occasione del momento.

Lasciò vagare gli occhi come se stesse pensando. Callandor era alle sue spalle, lontano dalla sua portata come l’altro lato dell’Oceano Aryth. Il pugnale era appoggiato su un tavolo vicino al letto, assieme a una volpe quasi terminata che stava scolpendo. Le masse informi di metallo che lo prendevano in giro da sopra la mensola del camino, un uomo sciatto che scivolava fra le porte con un pugnale in mano, i libri sparsi ovunque. Rand si voltò verso Lanfear, teso.

L’avete visto alla prima lettura? Io no, non nel 2004. Forse ora mi è più facile notare i dettagli, anche quando non li ricordo, perché ricordo la trama generale, e in questo caso ricordavo Trolloc che attaccavano la Pietra. Ma l’Uomo Grigio lo avevo dimenticato, anche se è lì. un uomo sciatto che scivolava fra le porte con un pugnale in mano. È il momento di agire, anche se Rand non può fare nulla contro Lanfear.

10: La Pietra resiste

Caos totale, e come potrebbe essere altrimenti?

La figura di scherma chiamata la lucertola fra i rovi sarebbe dovuta bastare per gli altri due

ma visto che non basta perché Rand scivola, a salvarlo provvede, con suo sommo stupore, un Trolloc. Il mancato assassino è Sammael, come ci spiega lui stesso nel sesto capitolo di Il Signore del Caos:

Avrei avuto la sua testa nel Cuore della Pietra se qualcuno non avesse inviato i Myrddraal e i Trolloc a salvarlo! Sono sicuro che si trattasse di Lanfear. Ho chiuso con lei. La prossima volta che la incontro, la uccido!

Solo che non è stata Lanfear a inviare il secondo gruppo di Trolloc, è stata Semirhage, come viene spiegato molto più avanti nello stesso capitolo:

La loro scomoda alleanza – se poteva essere definita con un termine tanto forte – era durata a lungo, ma nessuno dei due le avrebbe detto se avevano o meno ricevuto degli ordini in segreto dal Sommo Signore, come lei non li avrebbe messi al corrente dei comandi che l’avevano portata in quel luogo, o di quelli che le avevano fatto inviare Myrddraal e Trolloc alla Pietra di Tear contro quelli di Sammael.

Se il Sommo Signore voleva fare di al’Thor un Nae’blis, lei si sarebbe inginocchiata al nuovo padrone – e avrebbe atteso che commettesse un errore finendo per cadere nelle sue mani.

Rand insomma non è ancora morto perché il Tenebroso non ci si mette d’impegno, anzi sabota i suoi stessi Prescelti. Anche se nel cuore della Pietra l’attacco ha tutta l’aria di essere mortalmente pericoloso.

Vide Perrin e Faile, l’amico con l’ascia in mano, la ragazza che gli guardava le spalle con i pugnali

Quando odiate Faile – e lo so che siete in tanti – ricordatevi anche questo. A volte è saccente, snob, prepotente, la lista dei suoi difetti potrebbe andare avanti a lungo. Ma quando serve è lì, con i pugnali in mano, a combattere fianco a fianco col suo uomo.

Lanfear, per quanto pericolosa, fa notare a Rand un dettaglio importante: mai lasciare Callandor incustodita. Lui la prende ed esagera, e non è, o non è solo, colpa della follia che attende tutti coloro che possono toccare saidin. No, qui emerge anche il difetto di Callandor, il motivo per cui è meglio non adoperare la spada che non è una spada, anche se questo difetto lo scopriremo più avanti. Ma se dai al tuo eroe un’arma superpotente devi anche mettere un limite, altrimenti la vittoria diventa troppo facile.

Rand si fermò di colpo circondato dai cadaveri, in un ampio corridoio. Doveva fare qualcosa, qualcosa di più. Il Potere gli scivolò lungo le ossa, pura essenza di fuoco. Qualcosa di più. Il Potere gli gelava il midollo. Qualcosa che li uccidesse tutti contemporaneamente. La contaminazione di saidin rotolò sopra di lui, una montagna di sudiciume putrescente che minacciava di seppellirgli l’anima. Sollevando Callandor, attinse alla Fonte, fino a quando non gli sembrò di dover mandare grida di fiamme ghiacciate. Doveva ucciderli tutti.

E se il desiderio di morte non fosse stato sufficiente, subito dopo arriva un insano desiderio di vita

Le mani di Rand tremavano così tanto sull’impugnatura di Callandor che poteva appena tenerla. «Con questa posso fare tutto.» Sentiva la propria voce severa. «Qualsiasi cosa!»

«Rand!» esclamò Moiraine agitata.

Non voleva starla a sentire. Il Potere lo colmava. Callandor divampava e Rand ‘era’ il Potere. Incanalò, dirigendo i flussi nel corpo della bambina, cercando, provando, brancolando; la piccola barcollò, e mentre la sollevava le braccia e le gambe erano innaturalmente rigide e spasmodiche.

«Rand, non puoi farlo. Non questo!»

Respira. Deve respirare, pensava Rand. Il torace della piccola si sollevò e ridiscese. Il cuore. Deve battere. Il sangue, già denso e scuro, colava dalla ferita sul petto. Vivi. Vivi, che tu sia folgorata! Non volevo arrivare troppo tardi, pensava ancora Rand. Gli occhi della bambina lo fissavano velati. Senza vita. Le lacrime scesero inosservate sulle guance di Rand. «Deve vivere! Guariscila, Moiraine. Non so come. Guariscila!»

«La morte non può essere Guarita, Rand. Non sei il Creatore.»

Posso dire che sono dispiaciuta del fatto che Nynaeve non ha resuscitato Rand? Sarebbe stato in linea con il carattere di entrambi i personaggi. Nel 2009 ho scritto un articolo che ventilava quest’ipotesi. All’epoca Brandon Sanderson aveva già pubblicato The Gathering Storm, dodicesimo romanzo de La Ruota del Tempo e primo di quelli ultimati dopo la morte di Robert Jordan, ma io ero arrivata solo all’ultimo tradotto in italiano fino a quel momento, il decimo: Crocevia del crepuscolo. C’erano un bel po’ di cose che non sapevo, la mia ipotesi è stata contraddetta dalla storia, ma la maggior parte di quel che ho scritto mi sembra comunque interessante: http://www.fantasymagazine.it/11533/oggi-ee-nato-un-salvatore.

Ci sono alcuni episodi, e questo passaggio è uno di loro, che mi riportano in mente le parole che J.R.R Tolkien fa pronunciare a Gandalf ne Il Signore degli Anelli:

«Non riesco a capirti; vuoi dire che tu e gli Elfi l’avete lasciato continuare a vivere impunito, dopo tutti i suoi atroci crimini? Al punto in cui è arrivato è certo malvagio e maligno come un Orco, e bisogna considerarlo un nemico. Merita la morte».

«Se la merita! E come! Molti tra i vivi meritano la morte. E parecchi che sono morti avrebbero meritato la vita. Sei forse tu in grado di dargliela? E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi: sappi che nemmeno i più saggi possono vedere tutte le conseguenze.»

Rand vorrebbe dare a vita e non può, Bilbo vorrebbe dare la morte, e il romanzo ci dimostra che sarebbe stato un errore. Due facce della stessa medaglia.

Lan ci spiega come il trascurare certi dettagli – le chiatte, la carovana – abbiano consentito il quasi successo dell’attacco. E sono sempre i dettagli non visti ciò che contribuirà al successo del colpo di stato contro Siuan.

11: Cosa è nascosto

A proposito di vita e morte Egwene è ancora lievemente sconvolta per ciò che è accaduto

Aveva lo stomaco in subbuglio come quando aveva visto quel primo Trolloc la sera stessa, che teneva quella povera donna per i capelli mentre le squarciava la gola come un coniglio. La donna gridava come un coniglio. Uccidere il Trolloc non le aveva fatto un gran bene; la donna era comunque morta.

Lei e le altre stanno crescendo, sono determinate a fare ciò che devono fare e le loro capacità aumenteranno con il tempo, ma ancora non hanno perso tutta la loro ingenuità iniziale. Prima di entrare nel Mondo dei Sogni – ho già usato più in su la mia quota di apostrofi per articolo, ora li evito come meglio posso – Egwene ha alcuni sogni… normali? Mica troppo, visto che sono profetici.

Recentemente i suoi sogni erano stati brutti, per la maggior parte. C’era Rand, naturalmente. Rand alto come una montagna che camminava attraverso le città, che schiacciava gli edifici sotto i piedi, con la gente che gridava e fuggiva come formiche. Rand in catene, ed era lui a gridare. Rand che costruiva un muro con lui da un lato e lei, Elayne e altri che non riusciva a riconoscere dall’altro. «Deve essere fatto» spiegava Rand mentre accatastava le pietre. «Non lascerò che mi fermiate adesso.» E non erano i soli incubi. Aveva sognato gli Aiel che si combattevano fra di loro, e gettavano via le armi fuggendo come se fossero impazziti. Mat che lottava con una donna seanchan che lo aveva legato con un guinzaglio invisibile. Un lupo – era certa però che si trattasse di Perrin – che combatteva un uomo che cambiava continuamente sembianze. Galad avvolto in qualcosa di bianco come se stesse mettendosi addosso il proprio sudario, e Gawyn con gli occhi colmi di dolore e odio. Sua madre che piangeva.

A Tanchico Egwene vede gli scheletri di animali sconosciuti, un elefante e una giraffa senza dubbio, e pure una stella a tre punte da cui può percepire orgoglio e vanità, niente meno che lo stemma di una Mercedes. Del fatto che Randland sia in realtà il nostro mondo ho parlato nell’articolo Un solo mondo, mondi diversi per Robert Jordan pubblicato nel sesto numero di Effemme.

Egwene s’interroga sulle sapienti Aiel e si ritrova nel deserto in compagnia di Amys, quando si dice la Necessità! C’è pure una fuggevole comparsa di Birgitte.

12: Tanchico o la Torre

Al risveglio di Egwene si inizia a parlare del dividersi un uomo fra sorelle mogli, primo semino per non sconvolgere troppo il lettore con le tre donne che vedremo più avanti. Io la parentela Aiel comunque non la capirò mai.

Amico e Joiya sono state uccise da Isam/Luc, come ricorda lui stesso nel capitolo 22 di Il cuore dell’inverno.

Aveva gradito in modo speciale quelle due Aes Sedai nella Pietra di Tear. L’incredulità sulle loro facce quando era apparso dal nulla, l’orrore quando si erano rese conto che non era venuto per salvarle: erano ricordi che conservava gelosamente.

La lettera delle Sapienti obbliga Aviendha a tornare indietro per iniziare una nuova vita, ma non solo. È la lettera a indirizzare Moiraine stessa verso le Sapienti, forse per questo Moiraine a breve entrerà nel ter’angreal, cosa che prima era riluttante a fare. Nel capitolo 23 di questo stesso libro dice

«Mi avete inviato una lettera a Tear» cambiò discorso Moiraine «prima ancora che vi giungessi. Mi avete detto molte cose, alcune delle quali si sono rivelate vere. Incluso che avrei… dovuto… incontrarvi qui oggi; mi avete quasi ordinato di essere presente. Prima però avete detto ‘se’ fossi venuta. Quanto di ciò che avete scritto sapevate essere vero?»

Qualcuno che riesce a dare ordini a Moiraine? Davvero notevole.

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