Tempesta di spade di George R.R. martin. Capitolo 7: Jon

A quanto pare sto cercando di imitare George R.R. Martin. No, non nello scrivere una saga fantasy, non ne sono capace. Nei tempi di scrittura. Quanto tempo è passato fra A Storm of Swords e A Feast for Crows? Cinque anni, dal 2000 al 2005. Quanto tempo è passato fra A Feast for Crows e A Dance with Dragons? Sei anni, dal 2005 al 2011. Quanto tempo è passato fra A Dance with Dragons e The Winds of Winter? Impossibile dare una risposta precisa visto che non abbiamo idea di quando sarà pubblicato The Winds of Winter, ma cinque anni sono già passati.

Quanto tempo è trascorso dall’ultimo capitolo di Tempesta di spade che ho commentato? Ho dovuto controllare, ho parlato di Sansa il 16 settembre. Quasi due mesi fa. Quando avevo commentato il capitolo precedente? Ho parlato di Davos il 27 agosto. E prima ancora? Per il capitolo di Tyrion devo risalire fino al 28 giugno. Spero che nessuno stia leggendo il libro parallelamente ai miei commenti, perché un ritmo così è insostenibile. Questa settimana però la rilettura de La Ruota del Tempo di Robert Jordan è ferma – anche se io non me ne sono accorta e ho letto in anticipo parte della prossima tappa – e posso riprendere in mano Le cronache del ghiaccio e del fuoco.

Jon.

Dov’eravamo rimasti?

Alla fine di La regina dei draghi Jon si era forzatamente unito ai Bruti. Siamo oltre la Barriera, e questo è davvero un altro modo di vivere, un altro mondo. Jon deve reimparare tutto da capo, nascondendo dentro di sé il segreto dell’incarico affidatogli da Qhorin in Monco: guardare, sentire, imparare. E poi tornare a riferire.

Siamo in un capitolo di ambientazione in cui rivediamo Ygritte e conosciamo un po’ di personaggi nuovi, i comprimari della nuova trama: Rattleshirt, il lord delle Ossa, Tormund Veleno dei giganti e Styr, il maknar dei Thenn. C’è una rivelazione interessante, Mance Rayder era a Grande Inverno durante la visita di Robert. Rileggendo il capitolo in questione in Il trono di spade i musicisti vengono menzionati solo di sfuggita, secondo me all’epoca del primo romanzo Martin non aveva ancora deciso di portare Mance dentro Grande Inverno, si tratta di un’idea successiva che rende più affascinante il personaggio e più solida la storia. L’episodio più importante però riguarda il motivo per cui disertare. Mance spiega il suo, ed è convincente. Jon… nella serie televisiva Il trono di spade David Benioff e D.B. Weiss gli fanno blaterare sciocchezze sul voler combattere dalla parte giusta. Sì, molto nobile voler combattere dalla parte giusta, ma il Mance Rayder di Martin avrebbe ammazzato Jon senza pensarci due volte se avesse sentito quelle sciocchezze, perché avrebbe capito che erano tutte menzogne. No, l’invidia, la voglia di rivalsa, sono motivi molto più convincenti.

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