Il Drago rinato di Robert Jordan. Dal capitolo 51 alla conclusione

Rilettura di Il Drago rinato di Robert Jordan, spoiler su tutta La Ruota del Tempo.

51: Esche per la rete

Sapevamo che Egwene, Elayne e Nynaeve sarebbero cadute nella trappola, ora vediamo lo svolgimento, con Liandrin che ha usato la Coercizione su Juilin Sandar. Evidentemente però non è tanto brava nell’usarla perché più avanti Sandar farà del suo meglio per riscattarsi, e non ce la vedo Liandrin a lasciare la sua presa su una persona solo perché obbligare qualcuno a fare qualcosa contro la sua volontà non è etico. Semplicemente la Coercizione di Liandrin non è permanente.

52: In Cerca di un rimedio

Per fortuna Thom si ammala e Mat lo porta in una casa che noi conosciamo bene, e che lui riconosce. Ha mancato le amiche di quasi tre ore, ma non è troppo tardi per organizzare un bel salvataggio. I dadi iniziano a rotolare nella sua testa.

53: Un flusso di Spirito

Voci, avvenimenti strani, sogni… stiamo arrivando al dunque. Due donne dell’Ajah Nera – i nomi non vengono rivelati nella serie – piazzano un piccolo riccio nel salottino di Moiraine e Faile cade nella trappola al suo posto. Lo stesso riccio che, quando era stato menzionato nella lista di ter’angreal rubati alla Torre, era stato giudicato innocuo. Nulla è innocuo in sé, dipende dall’uso che se ne fa.

Perrin entra deliberatamente nel sogno dei lupi per salvare Faile, e preferisce il martello all’ascia.

54: Nella pietra

Ma quanto sono frenetici questo capitolo e il successivo? Quanto si sente il bisogno di correre, di sapere, quanto è alta la tensione? Jordan si prendeva il suo tempo per narrare le storie che voleva narrare, ma quando decideva di accelerare ben pochi potevano tenere il suo ritmo.

Siamo nella Pietra di Tear. The Stone of Tear in inglese. A volte l’uso dell’inglese è importante perché è la lingua dello scrittore. Rand sta andando a prendere Callandor, la spada che non è una spada. Callandor, sappiamo, è sospesa per aria nel cuore della Pietra, è protetta dall’Unico Potere e può essere impugnata solo dal Drago rinato. Prendere la spada, al di là del fatto che chi riesce a farlo entra in possesso di un oggetto incredibilmente potente (difettoso, ok, ma questo lo sanno in pochi), è anche un gesto simbolico, una proclamazione, perché il Drago è destinato a guidare eserciti e governare popoli. Si parla di lui anche in funzione del confronto con il Tenebroso e con il timore del ricordo della Frattura del Mondo, ma questi sono aspetti che al momento non mi interessano.

Callandor è la spada nella Pietra in italiano, the Sword in the Stone in inglese. La spada nella roccia. E solo colui che è destinato a governare la può estrarre dal luogo in cui si trova. Callandor-Excalibur sono parenti tanto quanto sono parenti il giovane al’Thor e un certo Re Artù. Harriet McDougal, editor del marito per tutta la sua carriera, ha detto di aver notato il riferimento solo quando è arrivata alla fine della lettura di Il Drago rinato. Non ricordo le parole con cui ha commentato la scoperta di aver avuto questo riferimento sotto il naso tutto il tempo e di non averlo notato fino alla fine, ma certo è stata molto colpita dall’abilità del marito. E se qui Callandor è sospesa per aria, quando Rand partirà da Tear lascerà la spada conficcata nel pavimento!

Perrin sta cercando di salvare Faile, e combatte nel Mondo dei sogni. Devo davvero scrivere quel nome pieno di apostrofi? Tel’aran’rhiod. Mon’do dei s’ogni. Sono ancora alla ricerca di un diminutivo, sullo stile di Ishy. Sì, sono un po’ infastidita anche dalle h di cui non vedo una funzione chiara. Tutti gli altri si trovano nella Roccia, cioè nella Pietra, ed è l’ultima volta. Non ci saranno più incontri di gruppo come questo di Tear, dal quarto romanzo in poi i personaggi saranno molto più autonomi e seguiranno strade differenti, anche se di tanto in tanto s’incontreranno a piccoli gruppi.

Mat. L’ho già detto che è lui il personaggio più divertente da leggere? Si chiede se scalare la Pietra, poi decide che è troppo alta e che nemmeno Rand sarebbe tanto matto da provarci, quindi vede Rand che sta facendo esattamente quello. Anche se lui non capisce che è Rand. Quindi incontra gli Aiel, poi Sandar, partecipano tutti al gioco di chi ha catturato chi, rischia di cacciarsi in guai seri parlando di danzare con le Fanciulle, conosce Ruarc e Gaul, mica due Aiel qualsiasi, e poi gioca con i fuochi d’artificio. E se noi sappiamo riconoscere roba esplosiva quando la vediamo in un romanzo, specie se si chiama fuochi d’artificio, Mat non ha le nostre conoscenze scientifiche e non poteva immaginare la potenza dell’esplosione simultanea, nemmeno avendo sentito (ma non ascoltato) gli ammonimenti di Aludra. Per fortuna è fortunato (…!) e cade sullo stretto passaggio invece che poco più in là e molto più in basso. E, fra uno sguardo a cosa sta combinando Rand, uno a Egwene e uno a Perrin, riesce pure a stendere il Sommo Signore Darlin, uno che non ama essere interrotto da un bifolco quando parla. Lo stesso Darlin che in seguito governerà Tear per conto di Rand.

Egwene, che ha sognato Rand e Callandor, Mat e Perrin in forma di lupo, si rimette a sognare.

55: Ciò che è scritto nella Profezia

Che bello, l’icona del drago!

Confronto fra Rand e Be’lal, uno dei pochi Reietti che dopo essere morto ci fa la cortesia di rimanere tale. Per forza, Moiraine lo ha balefirizzato, e nemmeno il Tenebroso può riportare in vita qualcuno che è morto prima di quando è morto. Lo so, detta così è assurda, ma se il Fuoco Malefico brucia i fili del Tessuto prima che siano tessuti, anche se noi abbiamo già visto la tessitura, Be’lal è morto prima di morire, e il Tempo circolare che si morde la coda nell’eterno ritorno non può tornare indietro fino a questo punto. Caotico? Prendetelo come un articoli di Fede, ci si crede e basta. Ma quanto è straordinaria Moiraine in questa scena? Be’lal perde tempo a chiacchierare, come tutti i cattivi poco previdenti e incapaci di non leggere il copione e che per questo non si rendono conto che se perdono tempo a spiegare o a gongolare a un certo punto arriva qualcuno che li fa fuori. Ma torniamo indietro, ci sono alcune frasi che non posso perdermi.

Il Taglio della Seta. L’Acqua Scorre a Valle. Vento e Pioggia. La lama di fuoco nero incontrò quella di fuoco rosso e piovvero scintille, con un fragore come quello del metallo incandescente fatto a pezzi.

Quello che non potevano mancare erano le Figure della scherma, ma i colori non sono sbagliati? È Darth Vader ad avere la spada rossa, quella di Luke Skywalker è azzurra. Chi ce l’ha verde? Confesso di essere rimasta un po’ indietro con i film di Star Wars, ma un duello con le spade laser ha sempre un suo perché.

I dubbi di Rand sono grossi come una montagna.

Aveva permesso alla gente di proclamarlo tale per un centinaio di motivi che sul momento non sembravano avergli offerto una scelta. Ma era davvero il Drago Rinato? Se avesse tentato di toccare sul serio Callandor, non in un sogno, la sua mano avrebbe incontrato una parete invisibile mentre Be’lal lo colpiva alle spalle?

Affrontò il Reietto con la spada che conosceva, la lama di fuoco modellata con saidin. E fu respinto. La Foglia Cadente parò la Seta Bagnata. Il Gatto Danza sul Muro parò il Cinghiale Corre a Valle. Con il Fiume che Erode la Sponda perse quasi la testa e dovette lanciarsi poco elegantemente da un lato, con la fiamma nera che gli sfiorava i capelli, rotolando e rimettendosi in piedi per parare la Pietra Cade dalla Montagna. Metodico, determinato, Be’lal lo faceva arretrare in spirali che si stringevano lentamente intorno a Callandor.

E quando la situazione diventa complicata arriva Moiraine. La scena è troppo bella per passare oltre.

Be’lal sollevò la lama di fuoco nero, ringhiando, «Prendila! Prendi Callandor e difenditi! Prendila, o ti ucciderò in questo momento! Se non la prenderai, ti ammazzerò!»

«No!»

Anche Be’lal sobbalzò nel sentire il tono perentorio di quella voce femminile. Il Reietto fece un passo indietro per uscire dall’arco della spada di Rand e girò la testa per guardare contrariato Moiraine, che avanzava a grandi passi attraverso la battaglia, gli occhi fissi su di lui, ignorando le grida dei morti introno a sé. «Pensavo di essermi liberato di te, donna. Non importa. Sei solo una seccatura. La puntura di una mosca. Un mordimi. Ti chiuderò in gabbia con le altre e ti insegnerò a servire l’Ombra con i tuoi poteri inconsistenti» concluse con una risata sprezzante, e sollevò la mano libera.

Mentre l’uomo parlava, Moiraine non si era fermata né aveva rallentato. Era a non più di trenta passi di distanza quando il Reietto mosse una mano e lei sollevò entrambe le sue.

Vi fu un istante di sorpresa sul volto di Be’lal, che ebbe il tempo di gridare «No!» Poi l’Aes Sedai rilasciò una barra di fuoco bianco più calda del sole, una verga accecante che scacciò ogni ombra. Davanti a essa, Be’lal si trasformò in una sagoma di granelli brillanti, puntini che danzarono nella luce per meno di un istante, granelli che si consumarono prima che il grido svanisse.

Chi è stato a dire “quando si spara si spara, non si chiacchiera”? Clint Eastwood? Aveva ragione. Neanche il tempo di capire cosa sta accadendo e arriva Ishamael in veste di Ba’alzamon (notato niente nel nome?). Inizia l’inseguimento nel Mondo dei Sogni (in inglese scrivono TAR, ma in italiano suona decisamente male).

Egwene passeggia ancora in un mondo che conosce ben poco e fa cose che non capisce e che sono meno efficaci di quel che vorrebbe, per fortuna arriva Mat. Mat non ha idea di quel che sta accadendo, prova persino compassione per Amico Nagoyin, e le ragazze non hanno tempo di spiegarli tutto. Il fatto che loro lo abbiano aggredito chiedendogli cosa ci facesse lui nella Pietra in quel momento è comprensibile vista la forte tensione a cui erano state sottoposte e l’urgenza di agire, però poi avrebbero dovuto avere la decenza di scusarsi davvero. Forse Egwene sarebbe riuscita a liberare il terzetto – per esempio uccidendo Amico in TAR, cosa che in precedenza non si era sentita di fare – ma non è detto.

Perrin libera Faile e vissero per sempre insieme felici e contenti. Dopo altri 11 romanzi e non so quanti casini e ammazzamenti.

Rand che divide in due il Fuoco Malefico con Callandor? Ma quant’è ganzo? Anche se non sono sicura che la cosa sia fattibile. Va bene che Callandor è un ter’angreal potentissimo, ma quando il Fuoco Malefico la tocca non la dovrebbe incenerire o rispedire indietro a dov’era prima di essere stata colpita e incenerire quel che c’è dietro, cioè Rand? Dovrei piantarla di soffermarmi sui paradossi, non se ne viene fuori. Però mi divertono tantissimo. Comunque sono convinta che qui sotto c’è nascosta qualche legge della fisica, sulla luce che si divide, sulle particelle, sulla meccanica quantistica o roba del genere. Fisica non è stata esattamente la materia più importante nel mio corso di studi, ok? Se a voi viene in mente qualcosa leggo volentieri le vostre spiegazioni.

Vaga, tremolante come la fiamma di una candela in una tempesta, c’era in lui la certezza che impugnando Callandor avrebbe potuto fare qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa.

Ecco, andiamoci piano, perché qualsiasi cosa può anche essere sinonimo di distruzione totale.

Ci sono riuscito, pensò Rand. Ho ucciso Ba’alzamon, ho ucciso Shai’tan! Ho vinto l’Ultima Battaglia! Luce, sono davvero il Drago Rinato! Il distruttore delle nazioni, il Distruttore del Mondo. No! Porrò fine alle distruzioni, alle uccisioni! Le farò finire!, si disse.

Sollevò Callandor sopra la testa. Un fulmine argentato eruppe dalla lama, linee frastagliate che si inarcarono verso la grande cupola sopra le loro teste. «Fermatevi!» gridò. La battaglia cessò; gli uomini lo fissarono meravigliati, da sopra i veli neri, dai bordi degli elmi rotondi. «Io sono Rand al’Thor!» gridò lui, e la sua voce echeggiò nella sala. «Io sono il Drago Rinato!» Callandor splendeva nella sua presa.

Uno per uno, gli uomini velati e quelli con l’elmo si inginocchiarono davanti a lui gridando: «Il Drago è Rinato! Il Drago è Rinato!»

Considerando che già due volte aveva creduto di aver ucciso il Tenebroso ormai avrebbe dovuto imparare ad andarci piano con queste manifestazioni di gioia. Ma forse è Callandor che, come suo solito, è un po’ inebriante e gli fa perdere il senso della misura. E gli Aiel si inginocchiano, wow!

56: Il popolo del Drago

Alcuni necessari chiarimenti prima della fine. Il Drago è stato proclamato, stavolta definitivamente perché Rand lo ha infine accettato, abbiamo un quarto sigillo di Cuendillar, stavolta intero, e Ruarc ci parla del Rhuidean.

Incisa nella carne come se ne facesse parte, avvolta in due spire attorno al braccio, c’era la stessa figura rossa e oro che garriva sulla bandiera sopra la Pietra.

L’Aiel lasciò ricadere le maniche sospirando. «È un nome che non viene pronunciato se non fra i capiclan e le Sapienti. Noi siamo…»

Si schiarì di nuovo la voce, incapace di dirlo in quel luogo.

«Gli Aiel sono il Popolo del Drago.» Moiraine aveva parlato con calma, ma sembrava vicina allo stupore come Mat non l’aveva sentita mai. «Questo non lo sapevo.»

Dico spesso che i Reietti sono divisi, e che questa è la loro rovina, ma anche nello schieramento della Luce ci sono divisioni e poca comunicazione. Moiraine è stupita di una cosa che invece la sua migliore amica, Siuan, sapeva. Nel capitolo 27 di I fuochi del cielo c’è questo brano:

«Forse, ma ho letto alcune cose sugli Aiel quando ero un’Ammessa. Gitara Moroso riteneva che alcune delle Sapienti Aiel fossero in grado di incanalare.» All’epoca, Gitara era la Custode degli Annali. «Uno dei libri che mi diede, una vecchia reliquia presa dall’angolo più polveroso della biblioteca, riportava che gli Aiel si definiscono il Popolo del Drago. Mi è tornato in mente solo quando ho provato a capire dove fosse scomparso Rand. La Profezia dice che la ‘Pietra di Tear non cadrà mai fino alla venuta del Popolo del Drago’, e durante la presa della Pietra vi erano Aiel. Su questo concordano tutte le dicerie e i racconti.»

Come fa notare Moiraine, il cadavere del Tenebroso non può puzzare, quindi il cadavere non è il suo. Il nome di Ishamael ce lo fornisce Egwene che ricorda una profezia che le aveva fatto leggere Verin. Prima della fine facciamo in tempo a intravedere Berelain e a informare Ruarc del fatto che Mat ha suonato il Corno di Valere.

E fu scritto che nessuna mano tranne la sua avrebbe impugnato la spada custodita nella Pietra, ma egli la sguainò, come fuoco fra le mani, e la sua gloria bruciò il mondo. Così ebbe inizio. Così cantiamo la sua Rinascita. Così cantiamo l’inizio.

Tratto da Do’in Toldara te, Canti dell’Epoca Ultima,

nono quarto: La Leggenda del Drago,

composta da Boanne, Signora delle Musiche a Taralan,

Epoca quarta.

Una nota: l’immagine che si trova in cima è quella della prima copertina dell’edizione rilegata di Il Drago rinato. Peccato che quando Rand impugna Callandor Mat non sia in vista, Perrin non sia nemmeno nella Pietra e che tutti e tre nell’illustrazione indossino abiti assurdi. Però è vero che ci sono le colonne, che Callandor svolazza nell’aria, che il posto pullula di Aiel e che Ishy ha occhi e bocca fiammeggianti.

 

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