Brandon Sanderson: Il Ritmatista

Brandon Sanderson è in Italia, invitato da Lucca Comics & Games. Dopo un po’ di indecisioni, e con un certo dispiacere, ho deciso di non andare per non complicare la gestione della famiglia. Per quanto mi sarebbe piaciuto incontrarlo, però, la cosa più importante per me è ciò che scrive, e i suoi libri posso leggerli comunque. Ieri ho pubblicato su FantasyMagazine la recensione di Calamity, il suo romanzo che, fino a questo momento, mi è piaciuto meno. Non che non mi sia piaciuto, mi sono divertita molto a leggerlo, solo che ho troppe perplessità sulla conclusione per poterlo amare davvero. Qualche perplessità ce l’ho anche su Il Ritmatista, più che altro su come viene risolto nel finale il conflitto fra Joel e il suo antagonista. Il duello conclusivo però è grandioso, e i disegni, realizzati da Ben McSweeney, lo stesso illustratore che ha realizzato i bozzetti di Shallan in La via dei re e Parole di luce. mi hanno procurato un divertimento notevole lungo tutto il corso della lettura.

I disegni, già. La prima cosa che si nota aprendo Il Ritmatista di Brandon Sanderson, prima ancora di iniziare a leggere, sono i disegni. Ce ne sono di grandi, schemi di difese e informazioni sul funzionamento della ritmatica, prima dell’inizio di ogni capitolo, e ce ne sono di piccoli, legati a particolari episodi della storia, inseriti lungo tutto il volume. Le linee sono volutamente grezze perché i disegni che compaiono in queste pagine sono quelli che un Ritmatista potrebbe tracciare sul suolo usando il gesso, strumento fondamentale di ogni attività ritmatica. McSweeney ha dimostrato una notevole abilità nell’adattare il suo stile a opere tanto diverse come Il Ritmatista e Le cronache della Folgoluce, cogliendo in pieno lo spirito di entrambe le opere.

Come ha spiegato lo stesso Sanderson , di questo romanzo sono nati prima i disegni e poi la storia, e l’importanza dei disegni per la storia non potrebbe essere più evidente.

Joel ha la passione per la Ritmatica, conosce tutti gli schemi, le variazioni, i punti di forza e le debolezze, ha studiato i grandi duelli, sa tracciare cerchi perfetti… ma non è un Ritmatista. In un mondo in cui la capacità di dar vita alle linee ritmatiche si ha o non si ha, ma non si può apprendere, Joel può solo fare da spettatore di un’attività che lo attrae con una forza irresistibile.

Il romanzo, ideato nei suoi elementi fondamentali da Sanderson prima ancora del suo coinvolgimento ne La Ruota del Tempo, è stato completato dall’autore molti anni più tardi, quasi come intervallo di riposo fra due saghe epiche. La collocazione dell’opera fra Memoria di Luce Parole di luce riflette il suo desiderio di dedicarsi a qualcosa di più leggero, il che non significa che Sanderson non abbia scritto un ottimo romanzo. La trama è lineare, con la descrizione della vita di Joel all’Accademia e l’indagine su alcune misteriose sparizioni, e il numero dei personaggi molto ridotto: Joel stesso, Melody, una studentessa di Ritmatica incapace di disegnare correttamente gli schemi, due professori, non sorprendentemente uno simpatico e uno antipatico, un ispettore e alcuni degli altri abitanti dell’Accademia fra studenti, burocrati e la madre di Joel.

il-ritmatistaCiò che a Sanderson riesce meglio, e che non cessa di stupire, è la sua capacità di creare mondi molto diversi fra loro ma perfettamente convincenti, con un uso della magia rigoroso, dotato di ben precise regole, che diventa spettacolare nelle scene d’azione. Ne Il Ritmatista gli avvenimenti tutto sommato sono pochi, con le indagini che proseguono fra mille interrogativi e spiegazioni su come tracciare le varie difese o sull’uso dei gesseri. Eppure gradualmente nelle pagine emergono la personalità dei protagonisti e le loro motivazioni e fanno capolini inquietanti domande su avvenimenti che sembravano conclusi nel passato.

Le pagine scorrono veloci, in un crescendo che culmina con due duelli finali dalla posta in gioco molto diversa ma perfettamente bilanciati. L’ultima parola è un Continua… che promette di occuparsi dei problemi lasciati in sospeso da questo romanzo, perché anche se all’Accademia le cose sembrano tornate alla normalità Joel sa che non è davvero così e che presto dovrà tornare a dare battaglia.

Non vedo l’ora di poter leggere The Aztlanian, il seguito che Sanderson pubblicherà in un imprecisato futuro. Per ora lo scrittore sta lavorando a un altro libro che attendo con una certa curiosità, Oathbringer, il terzo romanzo di Le cronache della Folgoluce:

27 ottobre

For you Italians, I DID write some of Stormlight Three in your country yesterday, before going out to see Roman ruins.

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14 risposte a Brandon Sanderson: Il Ritmatista

  1. Raffaello ha detto:

    Sono, proprio in questi giorni, impegnato nella lettura delle ultime 100pag di Parole di Luce. 2 o 3 giorni e l’avrò finito. Chissà che si inventerà il buon Sanderson in questo finale. Di certo il libro mi è piaciuto molto già così. Un po’ lento nelle prime 600pag, poi l’ho divorato.
    Peccato che quest’anno non sono potuto andare a Lucca. Mi sarebbe davvero piaciuto incontrare Sanderson ed Erikson.
    E tu c’eri a Stranimondi settimana scorsa? Quello è un altro evento che ho perso purtroppo. C’ erano Dario Tonani (autore del ciclo di racconti Mondo9) e Altieri e li avrei conosciuti con gran piacere. Mondo9 è stata una bella scoperta per me l’anno scorso.

    • Parole di Luce mi è piaciuto tantissimo, ma Sanderson riesce sempre a lasciarmi con una certa inquietudine perché il rischio di un’Apocalisse imminente è davvero molto alto. Magari quando ho finito con Jordan mi lancio un una rilettura integrale di Sanderson, o semi-integrale se mi limito al Cosmoverso.
      Sono andata a Stranimondi sabato, domenica lavoravo. Con il mio lavoro devo sempre vedere quando riesco a essere presente. Ho incontrato brevemente Tonani un paio di anni fa, ma quando gli ho detto che avevo abbandonato Mondo9 lui ha perso ogni interesse in una conversazione e si è allontanato, anche se va detto che con tutte le persone che ci sono si riesce a parlare davvero con pochissimi. In Mondo9 c’era troppo sangue per i miei gusti, lo stomaco non ha retto, anche se lo stile di Tonani non è male.
      Quanto ad Altieri, quando mi ha vista ha commentato con un sorriso “ma fanno entrare proprio tutti qui…” Anche se anni fa io mi ero scagliata ferocemente contro la sua traduzione di Martin lui non se l’è presa. Non dico che siamo amici, ma qualche scambio di battute lo facciamo, ormai ci siamo incrociati quattro o cinque volte e lui è sempre molto simpatico e disponibile.
      Però visto che c’era l’editore di Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi io ho passato la maggior parte del tempo al suo stand. Ho partecipato alla presentazione del libro, se ti va di vedere il video che ha fatto l’editore il link è questo: https://www.youtube.com/watch?v=LU8Ub1oRycg
      Ci sarà un’altra presentazione il 20 novembre nell’ambito di Boockcity, ma proprio quel giorno le mie bimbe avranno una gara di pattinaggio. Indovina dove sarò io…
      A me è spiaciuto non poter incontrare Sanderson, ma anche se fossi andata a Lucca so che il mio inglese parlato fa schifo. Ho imparato la lingua da autodidatta testadura, perciò ora non ho problemi a leggere ma la mia pronuncia non esiste e non capisco quel che dicono gli altri. Alla fine io mi limito a riconoscere le parole che vedo, ma anche costruire una frase che non sia troppo sgrammaticata è un’impresa, perciò tutto quel che sarei stata in grado di fare sarebbe stato dirgli che amo i suoi libri e strappargli una foto e un autografo. Considerando le difficoltà nel far quadrare gli impegni familiari ho deciso che non valeva la pena fare il viaggio per questo.
      Erikson era già venuto nel 2011, se non sbaglio c’eri anche tu quel giorno ai Delos Days.

      • Raffaello ha detto:

        Eh già, c’ero anche io nel2011…ma sono passati davvero così tanti anni, già?😵
        To a i ha uno stile che mi piace molto. Purtroppo non amo i racconti, preferirei si cimentasse in un romanzo vero e proprio. Il mondo che ha inventato è valido e affascinante. Chissà se prenderà coraggio e scriverà di più!

        • Raffaello ha detto:

          Intendevo Tonani

          • Sì, avevo capito. Con le tastiere a volte ci ritroviamo a scrivere cose assurde. Io, che sulle mie cose so essere abbastanza pignola, quando mi accorgo di un refuso entro nel testo e modifico.
            Non so se sia solo questione di coraggio o di idee più adatte alla forma breve o ancora di mancanza di tempo, in generale ho visto che Tonani è piuttosto apprezzato. Magari prima o poi il romanzone arriva. Anche Martin ha pubblicato il suo primo romanzo sei anni dopo aver iniziato a pubblicare racconti, e solo diciannove anni più tardi ha iniziato una certa saga…

  2. francesco ha detto:

    Luccacomincs comincia oggi, la tavola rotonda con Sanderson, Erickson, Terry Brooks (e Philip Reeve e Joshua Khan) ci sarà il giorno 1. Io purtroppo non potrò assistervi, però andrò a Lucca domenica e spero di riuscire a farmi autografare qualche libro da Sanderson e da Brooks. Martina, puoi per favore suggerirmi quale libro portarmi?

    • Quello che ti piace di più? Se io fossi andata probabilmente mi sarei portata dietro il libro meno pesante, quindi o La legge delle Lande o uno degli Eliminatori, ma se avessi dovuto scegliere pensando al divertimento della lettura avrei optato per il primo delle Cronache della Folgoluce. Il primo prevale sul secondo solo perché la saga inizia da lì, anche con Martin ho fatto la stessa scelta e mi sono fatta autografare Il trono di spade (e, già che c’ero, pure Il portale delle tenebre, che era l’ultimo pubblicato fino a quel momento). Di Brooks io ho solo La spada di Shannara e l’autobiografia A volte la magia funziona, anche se ne ho letti parecchi altri.

      • francesco ha detto:

        grazie molte, gentile come sempre!

      • francesco ha detto:

        Sono stato a Lucca e posso confermarti che Brandon Sanderson oltre ad essere uno scrittore di enorme talento è una persona veramente disponibile e gentile. Mi sono fatto firmare La legge delle lande, Presagi di Tempesta e per mio figlio il primo degli Eliminatori. Gli ho potuto fare qualche domanda e mi ha risposto che delle Cronache della Folgoluce non pensa di riuscire a scrivere un libro l’anno, ma è confidente di mettercene al massimo due.

        • Ho letto il resoconto di Chiara Crosignani per FantasyMagazine e anche lei ha parlato della gentilezza di Sanderson, a me spiace non essere venuta ma la gestione familiare non sempre è semplicissima. Spero che tornerà ancora in Italia, lui è uno che fa tantissimi viaggi promozionali.
          Un libro delle Cronache della Folgoluce all’anno mi sembra un obiettivo quasi impossibile, per quanto lui sia rapido a scrivere, e anche se ne pubblicasse uno ogni due anni sarebbe un’impresa notevole. Io comunque non ho fretta, ormai mi sono abituata ad aspettare i libri. Ciò che conta davvero è la qualità.

  3. Gianluca ha detto:

    Ciao Martina! Sono stato anch’io alla conferenza su I maghi del Fantasy a Lucca! Il mio primo Lucca comics & games!
    Esperienza stupenda, ho apprezzato molto la simpatia di Terry Brooks, la profondità di Steven Erikson, ma più di tutti Brandon Sanderson: questo scrittore è brillante, ho letto Elantris e la saga di Mistborn e sono davvero incuriosito dalla conclusione della Ruota del Tempo, sono convinto che non mi deluderà. A Lucca ho portato per gli autografi soltanto una vecchia edizione del libro Hook, di Terry Brooks (lo stesso del film, di cui Brooks ha scritto una “novelization”. La mia scelta è caduta su questa copia molto rara del libro). Di Sanderson purtroppo non avevo copie cartacee, in quanto ho letto i suoi libri in e-book, così ho comprato allo stand Fanucci Il conciliatore (Warbreaker), che non ho ancora letto e che mi incuriosisce davvero molto. Alla mia affermazione di non aver ancora letto il Conciliatore, poichè sto leggendo il quarto libro della Ruota del Tempo, Sanderson mi ha risposto: “Completa allora la Ruota del Tempo!”…
    Insomma…. mi tocca proprio adesso!🙂 E’ un imperativo categorico :-))
    Cosa puoi dirmi, intanto, del completamento della Ruota del tempo di Sanderson? Ha mantenuto lo stile di Jordan oppure se ne è discostato, adottando un suo metodo personale? Ciao

    • Sai che anch’io ho letto Hook? All’epoca di ho letto diversi romanzi basati da un film, cosa che ora non faccio più, ma una volta era davvero difficile trovare fantasy al di fuori di tre-quattro autori, e Brooks era uno che si trovava.
      Il conciliatore mi piace, ma visto che mi piace tutto Sanderson non sto srivendo nulla di sorprendente. Non è il suo migliore, per me le opere più belle sono i due delle Cronache della Folgoluce, ma ho letto volentieri Il Conciliatore e prima o poi lo rileggerò. Al momento però sono impegnata nella rilettura della Ruota del Tempo…
      La differenza maggiore fra Jordan e Sanderson è che Sanderson fa più salti da un personaggio all’altro. All’inizio la storia è molto compatta, con i personaggi vicini per la maggior parte del tempo o che comunque sono diretti tutti verso lo stesso posto. Dal quarto romanzo in poi il protagonista è il mondo, con i personaggi che aumentano e che si sparpagliano molto di più. Jordan a un certo punto inizia a dedicare lunghe sezioni a un solo personaggio, trascurando gli altri, e poi quando si sposta su un altro rimane su di lui per parecchio. Sanderson cambia molto più spesso. Per il resto non ho notato differenze significative, del resto Sanderson ha riletto tutto Jordan prima di mettersi a scrivere proprio per restare il più fedele possibile alla sua visione, e aveva ben tre consiglieri – Harriet, Alan e maria – ad aiutarlo a mantenere la direzione e il tono giusti. L’unica pecca riguarda un paio di trame che svaniscono un po’ nel nulla, secondo me perché Jordan non aveva lasciato abbastanza materiale per quei personaggi e Sanderson non sapeva come gestirli. Sono comunque trame minori, il più è grandioso.
      Imperativo categorico, eh? Mi piace, devo iniziare a usarlo anch’io come scusa per leggere determinati libri.

  4. Gianluca ha detto:

    Grazie:-) Devo dire che di Terry Brooks mi ha colpito molto la sua umiltà. Credo che sia abbastanza consapevole che i suoi ultimi libri (ma anche tanti altri un po’ più datati) non riescano a raggiungere la profondità di altri scrittori, tuttavia è un autore molto amato (c’era la fila allo stand Mondadori per gli autografi, tra cui tante persone con vecchie edizioni degli anni ’70), probabilmente perchè ha reso molto popolare il genere fantasy. A detta di molti ragazzi in fila allo stand (tra cui tanti delle nuove generazioni), la stessa serie televisiva su Shannara non è un granchè (e concordo). Sul libro Hook, Terry Brooks mi ha detto di non aver apprezzato il film all’epoca: aveva letto la sceneggiatura e ne era rimasto favorevolmente colpito, ma poi il film si è dimostrato non all’altezza delle aspettative. Il libro invece gli è piaciuto tanto (e certo!!!🙂 l’ha scritto lui!)
    Mi è molto piaciuta l’atmosfera del Lucca Comics; sono rimasto colpito dai tanti appassionati, non solo di fumetti, ma anche di libri del nostro amato fantasy, dai più giovani ai più vecchi, nerd e genitori con bambini al seguito. Sono morto dal ridere sentendo un genitore dire al proprio figlio: “Ti stai annoiando?” Lui non si annoiava affatto, rispetto a suo figlio…..:-)

    • Io ho sentito parlare molto bene di Terry Brooks – intendo come persona, senza alcun riferimento al valore dei suoi libri – in diverse occasioni, e proprio per questo mi spiace non averlo mai incontrato. Ormai non è più uno degli autori più importanti, ma è anche grazie a lui che il fantasy è diventato ciò che è diventato in termini di popolarità e ampiezza di pubblicazioni, e questo glie lo dobbiamo riconoscere.
      Ricordo i suoi commenti su Hook in A volte la magia funziona, in quel caso si è trovato davvero male con la produzione del film.
      Io sia a una festa medieval-fantasy a Soncino che alla fiera del fumetto di Novegro ho chiesto alle mie bimbe se si stavano annoiando. Conciliare il divertimento dei piccoli con quello dei grandi a volte non è semplice, anche perché noi sappiamo cosa ci interessa e andiamo avanti, accettando di stancarci pur di divertirci, loro vedono solo le sensazioni del momento.
      Prima o poi tornerò a Luca anch’io, al momento si sono stata solo nel 2005, quando ospite d’onore era un certo George R.R. Martin.

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