J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne: Harry Potter e la maledizione dell’erede

Harry Potter e la maledizione dell’erede. A volte basta anche solo il titolo di un’opera per provocare una forte reazione. Harry Potter e la maledizione dell’erede è, mi ha detto un cliente, il libro più atteso di sempre, e io prendo atto delle sue parole e rimango perplessa. Lui mi informava con il tono di chi voleva spiegarmi non solo l’importanza del libro ma anche farmi capire quanto sia meraviglioso il fantasy, io ho ascoltato senza contraddire o precisare nulla perché fin dall’inizio ho sempre avuto i miei dubbi sulle attese impazienti per un libro e su questo libro in particolare. Lo so che la saga di J.K. Rowling ha ottenuto un successo straordinario, i libri li ho letti anch’io, li vendo anche, e ho più o meno guardato i film, più che altro perché Ilaria voleva la mia compagnia per smorzare le sue paure nelle scene più spaventose. Scrivo pure di fantasy, come suppongo abbiate notato, il che significa che vedo di cosa parlano gli appassionati e ogni tanto rispondo alle loro domande. Perciò conosco la forza dell’impatto dei romanzi della Rowling sui lettori, e allora?

Harry Potter e i doni della Morte chiude la storia. Per non so quanti anni la Rowling ha sempre affermato che non ci sarebbero stati altri libri, che la storia finiva lì, che non avremmo mai visto Harry Potter adulto, poi pure lei deve aver sentito il detto dell’imperatore Vespasiano e ha cambiato idea. La storia finisce nel settimo romanzo, Voldemort viene sconfitto e i personaggi possono andare avanti con la loro vita. Già ciascun singolo romanzo risolveva i problemi di quella particolare trama, la pietra filosofale veniva trovata e il servo di Voldemort bloccato, il mistero della camera dei segreti svelato, il prigioniero di Azkaban neutralizzato e così via, anche se restava sempre da risolvere il problema di Voldemort, almeno fino a Harry Potter e i doni della Morte. Non è come una certa saga che amo in cui un imperatore che sembrava tanto in gamba viene ammazzato a poche pagine dalla fine del primo romanzo e i nostri eroi perdono la guerra. Lì ci sono rimasta male per la conclusione, e ho aspettato con una certa impazienza di poter leggere il seguito.

Con Robert Jordan per colpa di una traduzione che non arrivava ho dovuto aspettare nove anni per passare dal terzo al quarto romanzo, e La Ruota del Tempo è una saga molto più unitaria, con un maggior legame fra un romanzo e l’altro, rispetto alla saga di Harry Potter. Con George R.R. Martin non ho problemi di traduzione visto che ormai leggo con facilità l’inglese, ma la storia è ugualmente bloccata. Sono serviti cinque anni per passare dal terzo al quarto romanzo, sei per passare dal quarto al quinto, e visto che A Dance with Dragons è del 2011 e ancora non ci sono notizie sulla pubblicazione di The Wids of Winter probabilmente l’attesa per il sesto romanzo si rivelerà più lunga delle precedenti. Aspetto, e con me i milioni di persone che leggono Le cronache del ghiaccio e del fuoco. La saga di Martin è ben lungi dall’essere finita, e la situazione è molto più complicata di quanto non lo sia mai stata in Harry Potter. Si aspetta, tutto qui. Ho letto, e sentito, molte persone stufe di aspettare. Io leggo altro e non me ne preoccupo, quando avrò in mano The Winds of Winter lo leggerò. So cosa sia l’attesa di un libro che voglio leggere, ho stabilito che non vale la pena rodermi il fegato nell’attesa, e non dimentico di mettere in funzione il cervello solo perché ho sentito parlare di una saga che mi piace. E invece è quello che hanno fatto in molti.

Quelli che riporto sono alcuni commenti di lettori presi dal sito ibs.it.

PIETRO DURAZZI (30-09-2016)
Deludente, credevo fosse un romanzo invece è una sceneggiatura…lo butto nel bidone della carta !
Voto: 1 / 5

CRISTINA (03-10-2016)
Ho aspettato con ansia il 23 Settembre per poter ritirare il libro ordinato da mesi, l’ho letto in poche ore. Non mi aspettavo fosse una sceneggiatura…sono rimasta veramente delusa… La storia bella ma non ho apprezzato il tipo di scrittura.
Voto: 2 / 5

A questi commenti aggiungo i numerosi clienti che hanno comprato il libro, lo hanno portato a casa, e poi sono tornati in negozio a cambiarlo perché non erano interessati a una sceneggiatura. Ma guardare cosa stavano per comprare prima di arrivare alla cassa no? In molti lo hanno fatto, hanno aperto il libro, visto come era scritto, e sono venuti a chiedere spiegazioni. Al di là del tizio che avrei voluto mandare a quel paese quando, dopo avermi sentito dire che la Rowling non aveva pubblicato un romanzo e che Harry Potter e la maledizione dell’erede esisteva solo sotto forma di sceneggiatura, mi ha detto “non ci credo”, dandomi implicitamente dell’ignorante o della bugiarda, gli altri hanno ascoltato la spiegazione e, nella maggior parte dei casi, deciso di non acquistare il libro. Nessuno obbliga all’acquisto, ma se compri qualcosa chiediti cosa stai comprando. Chi ha fatto acquisti via internet poteva comunque sapere come era strutturato il libro. Gli articoli seri che ne hanno parlato lo hanno scritto, anche se la comunicazione della casa editrice ha deliberatamente parlato di ottava storia di Harry Potter in termini tali da lasciare dubbi e spingere i lettori all’acquisto. Sulla copertina del libro però c’è scritto chiaramente “Edizione speciale scriptbook”. Costa così tanta fatica guardare una copertina? E, sempre da ibs, riprendo l’inizio della descrizione:

Basato su una storia originale di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne. L’ottava storia della serie di Harry Potter è la prima a essere rappresentata a teatro. Uno spettacolo diviso in due parti.

Ce n’è abbastanza, secondo me, per farsi venire almeno qualche dubbio e provare a dare uno sguardo al libro prima di comprarlo. Certo, ho letto anche un commento di un appassionato di Martin che si lamentava perché aveva comprato Il mondo del ghiaccio e del fuoco. La storia ufficiale di Westeros e del trono di spade, cofirmato oltre che da Martin da Elio M. Garcia e Linda Antonsson, convinto che fosse il sesto romanzo di Le cronache del ghiaccio e del fuoco, segno che i geni che prima comprano senza guardare e poi si lamentano per essere stati imbrogliati non sono esclusiva di una saga sola.

Va bene, è una sceneggiatura.

heidi66 (15-10-2016)
se fosse stato sviluppato in una storia sarebbe stato molto molto meglio, ma così … E poi non mi piace come sono stati trattati i personaggi, specie Ron, che è diventato una specie di Homer, solo un po’ più tardo. E’ andato bene per rompere il digiuno. E basta
Voto: 3 / 5

Prima o poi dovrò parlare seriamente del significato delle parole, riprendo uno dei significati della parola storia riportato dal vocabolario online della Treccani (http://www.treccani.it/vocabolario/storia/):

  1. Racconto di un insieme di vicende e avvenimenti, reali o immaginarî

Harry Potter e la maledizione dell’erede non è un romanzo, ma è una storia. I termini sbagliati mi irritano profondamente, ma al di là di questo heidi66 si lamenta per la forma, di lettura più difficile rispetto a un romanzo. Vero, anche se pure tal William Shakespeare scriveva opere teatrali e si leggono benissimo, come si leggono benissimo le opere di Sofocle, Euripide e di non so quanti autori teatrali. Sto parlando di autori del passato, la cui capacità letteraria è riconosciuta unanimamente dalla critica? Nel secondo volume di I canti del sogno di Martin compaiono due sceneggiature. Una, Porte, a detta dello stesso autore non è rifinita, visto che in seguito ha apportato modifiche sostanziali. Della nuova versione è stato pubblicato il graphic novel, perciò lui nell’antologia ha scelto di far conoscere l’idea originaria, anche se non aveva ancora limato i dettagli. L’altra, nata come sceneggiatura di un episodio di Ai confini della realtà poi andato in onda in forma mutilata, si intitola L’altra strada ed è la versione definitiva del testo. Si leggono benissimo entrambe, soprattutto L’altra strada. Quando avevo recensito il libro avevo scritto

L’altra strada parla di bivi, di scelte che sono state compiute facendo svanire le altre opzioni nei reami dell’impossibile. Ma cosa accadrebbe se davvero qualcuno potesse vedere cos’avrebbe comportato una scelta diversa?

Essendo una sceneggiatura il testo è strutturato in modo diverso rispetto a un racconto, con descrizioni d’ambiente quasi inesistenti e la voce di chi parla introdotta dal solo nome. Manca cioè tutto ciò che rende piacevole la prosa ma, nonostante questo, la storia coinvolge. Riesce a farlo perché i personaggi sono veri, si sentono le loro preoccupazioni, e ancora una volta il fantastico è usato per parlare di temi importanti.

C’erano solo i dialoghi, non le descrizioni, eppure la storia è straordinaria, e mi ha coinvolta profondamente. È più bello leggere un testo nato per essere letto e non per essere rappresentato, ma anche un testo nato in funzione di una rappresentazione può essere bello se è strutturato bene. Comunque sono d’accordo con heidi66 sul fatto che i personaggi, Ron in particolare, sono stati stravolti e non fanno una bella figura.

I commenti su Harry Potter e la maledizione dell’erede si dividono, a grandi linee, in due gruppi: quelli che stroncano il libro perché è un copione – alcuni entrano comunque nel merito e motivano la delusione sulla base della trama e della caratterizzazione dei personaggi, come ha fatto pure heidi66 – e quelli che lo amano perché è una storia di Harry Potter. Quelli che restano su una valutazione intermedia sono la minoranza.

francesca (26-09-2016)
Se sono stati letti tutti i 7 libri della saga, non si può non leggerlo! divorato in meno di 24 ore! Dopo anni che non (ri)leggevo i libri di Harry Potter, questo testo mi ha fatto tornare indietro di 15 anni facendomi rivivere (con un velo di malinconia) il mondo potteriano.
Voto: 5 / 5

Mtomalino (26-09-2016)
Bella storia, ma se anziché stampare direttamente il copione, l’autrice si fosse sforzata di scrivere come in precedenza, sarei stata più contenta. Una delusione!
Voto: 1 / 5

Matteo (27-09-2016)
Non è un racconto, ma la raccolta di dialoghi senz’anima di una pièce de théâtre. Se amate la saga di HP, fatevi un favore, non leggetelo e tenetevi il ricordo di ciò che era.
Voto: 1 / 5

Scott (27-09-2016)
Peggior libro mai letto. Personaggi snaturati, incongruenze ABISSALI nella trama che solo un cieco non vedrebbe, e storia strappata a morsi da Ritorno al futuro. Non posso prendermela con la Rowling perché non l’ha scritto lei, ma mi domando come abbia potuto permettere che Harry diventasse un tale idiota, e che anzi a fargli la morale fosse proprio Malfoy, per dirne una tra tante.
Voto: 1 / 5

Diego dreteuna@yahoo.it (27-09-2016)
Ho acquistato il libro per pura e semplice curiosità,sinceramente mi aspettavo di meglio dalla Rowling dopo la saga che ho trovato meravigliosa.Riguardo a questo la delusione è appunto la forma avrebbe potuto scrivere un romanzo,io lessi a 18 anni l’amleto non è facile leggere una sceneggiatura.
Voto: 3 / 5

Giovanna (27-09-2016)
Sono una grande fan di Harry Potter, posseggo tutte le prime edizioni acquistate al momento della loro pubblicazione, quindi per me è stato obbligatorio acquistare l’ottavo libro. Premesso questo posso dire che, essendo il copione dello spettacolo teatrale, non mi ha entusiasmato molto, perché mancano assolutamente le descrizioni bellissime della Rowling. Per questo motivo non ho dato il massimo dei voti. È un libro scorrevole visto che ci sono solo dialoghi e una brevissima descrizione dell’ambientazione all’inizio di ogni atto. Nuova generazione di maghi in azione con flashback interessanti. La cosa che ho preferito è stata la presenza di “scenari alternativi”, molti Potterhead come me sicuramente si saranno chiesti cosa sarebbe accaduto se fosse morto un personaggio piuttosto che un’altro, qui abbiamo alcune risposte. Cosa ne penso in una sola frase: bella storia, peccato sia strutturata solo come un copione.
Voto: 4 / 5

Michela (28-09-2016)
Fantastico!
Voto: 5 / 5

Il giudizio di Michela, che più sintetico di così non potrebbe essere, dice chiaramente a chi è diretto il libro: ai fan che, al di là di tutto, sono fan. Basta dagli la loro dose di Harry Potter e loro sono felici. Non c’è analisi che tenga, non ci sono motivazioni, A loro piace e basta. Una conferma ce la da’ anche Olga:

Olga (29-09-2016)
Leggere questa “sceneggiatura teatrale” (perché di questo si tratta) mi ha dato la sensazione che si prova quando si esce a cena con dei carissimi amici che non vedevi o sentivi da tanto tempo. Morale della favola? sono ricascata nella trappola di “Harry Potter” e da domani inizierò a rileggermeli tutti perché è piacevole stare con dei vecchi e cari amici!!!!
Voto: 5 / 5

Martina O. (29-09-2016)
Non vedevo l’ora di leggere una nuova avventura dei miei eroi magici e cosa trovo? Un pastiche di nomi (alcuni tradotti male!) ed eventi messi insieme come in un frullatore. Sono davvero delusa, questo non è Harry Potter ma semmai una brutta, bruttissima idea che non doveva nemmeno essere pubblicata.
Voto: 1 / 5

Martina O. tira fuori uno dei problemi legati alla saga: la traduzione dei nomi. Evidentemente lei, come me, ha la vecchia traduzione. Di quella nuova ha parlato Maria Cristina Calabrese su FantasyMagazine: http://www.fantasymagazine.it/14548/harry-potter-e-la-pietra-filosofale-nuova-traduzione. Ci troviamo, noi lettori, divisi in due gruppi, chi parla di Minerva McGranitt e di Neville Paciock e chi parla di Minerva McGonall e di Neville Longbottom, e se da adulta ho provato un certo fastidio, e in un paio di casi ho avuto bisogni di diversi secondi per identificare il personaggio, per un lettore giovane la cosa può essere davvero spiazzante. Il problema è nato nel 2011, quando Salani ha deciso di cambiare nomi che ormai si erano impressi nell’immaginario dei lettori, ed è una cosa che continuerà a dare fastidio anche negli anni a venire visto che i film sono basati sulla vecchia traduzione.

Tralascio gli altri commenti, che volendo potete trovare sul sito (http://www.ibs.it/code/9788869187490/rowling-j-k/harry-potter-maledizione.html) e che con il tempo aumenteranno. Io trovo molto interessante leggerli perché mi fanno capire quale sia la percezione che i lettori hanno di un’opera. Non ho trovato qui, ma ho letto altrove, che il livello è quello di una fanfiction. Non ho mai letto una fanfction in vita mia, né intendo iniziare, ma mi sa che la definizione calza alla perfezione al libro. La Rowling ha fornito l’idea, smentendo le sue stesse affermazioni che non avremmo mai visto un Harry Potter adulto. La scrittura non è sua, la prima parte, con i vari anni condensati in un paio di scene, fa cadere le braccia per quanto è vuota, e i personaggi sono vuoti quanto la trama. Poi iniziano i veri problemi, parte una vicenda decisamente non originale con vari viaggi nel tempo e il ritmo diventa più frenetico. Alcune parti sono interessanti, con trovate che sorprendono o fanno riflettere, ma sono diluite fra episodi poco sensati e personaggi assolutamente non in linea con il loro carattere. Un libro leggibile, ma di cui potevamo tranquillamente fare a meno.

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4 risposte a J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne: Harry Potter e la maledizione dell’erede

  1. Simone Fileni ha detto:

    Mi sono fatto prestare Harry Potter E La Maledizione Dell’Erede e sono arrivato alla conclusione che gli autori da bambini devono aver subito violenze e hanno deciso di vendicarsi dopo 30 anni con questo libro. Ma ca**o, è uno dei libri più brutti che abbia mai letto, e non mi riferisco al fatto che è un copione e non un romanzo tradizionale ma veramente, qui i personaggi sono scandalosi (Harry in primis) e completamente stravolti, la trama è di quanto più forzata si può immaginare. Mi spiace ma stavolta la difesa “i gusti son gusti” non è attuabile.

    • Purtroppo io ho letto libri molto più brutti di questo, che in alcuni punti ha destato il mio interesse. Troppo pochi, e con troppe cose che mi hanno fatto storcere il naso, infatti sono contenta anch’io di non aver buttato via i miei soldi per un libro che non mi interessa avere né rileggere.
      Invece di limitarmi a qualche commento mio però stavolta ho ripreso i commenti di un sito di vendita, cosa che avevo già fatto in passato in un paio di occasioni. Quando lo faccio è perché sento il bisogno di confrontarmi con le opinioni degli altri, e se tu dici che in questo caso non si può dire “i gusti son gusti” puoi vedere che qui sopra c’è una parziale smentita alla tua affermazione. Diverse persone hanno apprezzato il libro, nel momento in cui scrivo ci sono 31 voti e il voto medio è 3,18, quindi positivo anche se non proprio esaltante. Possiamo dire che hanno letto il libro con i paraocchi, hanno letto Harry Potter in copertina, deciso a prescindere che era un capolavoro, scollegato il cervello e poi si sono tuffati nella lettura. Prova a leggere i commenti nei siti di vendita, se un libro vende, anche mediocre, troverai sempre qualcuno che ne parla in termini entusiastici. Secondo me si sono persi gli strumenti critici per analizzare ciò che si legge, o si è deciso di accantonarli per trasformarsi in fan a prescindere, però persone che apprezzano emerite ciofeche ce ne sono e questo dovrebbe spingerci a ragionare sulla cultura in cui viviamo.
      Ci sono anche critiche per il motivo sbagliato, come se ignari lettori fossero stati ingannati dal perfido editore, quando sarebbe bastato uno sguardo al libro che andasse oltre al solo titolo per capire di che genere di testo si trattasse.
      Purtroppo l’editoria sta andando sempre più sulla strada della vendita di massa che su quella della cultura o di opere che comunque hanno qualcosa da dire, anche solo a livello di far trascorrere un bel pomeriggio. Non dico che non si pubblichino più libri belli, ma la direzione presa dai bestsellers è preoccupante.

      • Simone Fileni ha detto:

        Effettivamente ho usato toni un po’ da estremista, di solito quando leggo qualcosa che non mi è piaciuto mi limito alla delusione e la cosa finisce lì, tipo la saga de La Torre Nera, che alterna momenti epici a momenti di prolissità e noia inauditi. Spesso prima di acquistare un libro guardo di più i pareri negativi rispetto ai soliti commenti entusiastici generici, l’importante è argomentare sempre, sia quando una cosa piace o non piace

        • Secondo me quando un libro è molto atteso e poi delude è facile esternare la delusione in modo un po’ forte. Quanta parte delle tue emozioni era investita in questo libro? A me Harry Potter piace ma sono parecchie le opere che mi piacciono di più, perciò sono riuscita a guardare questo testo con maggiore distacco.
          Anch’io leggo più i pareri negativi di quelli positivi per capire se ci sono problemi reali o se è solo un’opera che non incontra il gusto di chi l’ha letta. Quest’ultima opinione è legittima ma non mi influenza, a meno che non so che chi scrive ha gusti simili ai miei. Se invece ci sono problemi di trama di solito giro al largo. Stavolta non l’ho fatto perché Harry Potter è così importante nel mondo fantasy che ho ritenuto di dover conoscere il libro per poterne eventualmente scrivere.

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