Il Drago rinato di Robert Jordan. Dal capitolo 22 al capitolo 28

DSCN2275Rilettura di Il Drago rinato di Robert Jordan, spoiler su tutta La Ruota del Tempo.

22: Il prezzo dell’anello

Avevamo già visto Nynaeve passare attraverso il ter’angreal, una mera ripetizione del suo viaggio non avrebbe avuto la stessa forza. Nynaeve, ricordo, nel primo arco aveva affrontato un Reietto, nel secondo aveva dovuto abbandonare il suo ruolo di Sapiente e nel terzo la felicità con Lan. Tre situazioni molto diverse, con la prima che richiede solo coraggio e non un rinnegare sé stessa. Egwene invece si trova sempre a dover tradire Rand. Lui è ta’veren, è il Drago rinato, e la sua semplice esistenza influenza profondamente la vita di chi gli è vicino. Comunque ricordo anche che quando Rand aveva fatto il suo terzo viaggio usando una Pietra Portale, quello che lo aveva portato a Capo Toman, aveva vissuto un’infinità di vite, e un bel po’ di volte era stato sposato a Egwene. Il legame fra i due è davvero molto forte, anche se entrambi si innamoreranno di altre persone.

Il test di Egwene è complicato da un dettaglio non da poco, la risonanza che si crea fra gli archi della prova e l’anello che le ha dato Verin. Ma, anche senza l’anello, questo sarebbe stato un capitolo straordinario.

La prima prova è legata a quel che sarebbe potuto essere se nessuno, non Moiraine ma nemmeno i Trolloc, fosse mai giunto a Emond’s Field. Il passato, per quanto doloroso, è un capitolo chiuso. La seconda prova è ambientata a Caemlyn, e qui siamo su un altro piano. Noi ora sappiamo che Caemlyn sarà distrutta nell’Ultima Battaglia, e vedere la distruzione qui è un anticipo di quel che sarà, anche se la prima volta che abbiamo letto il brano non potevamo saperlo. Ogni descrizione di Caemlyn parla della sua bellezza, ed è presente nel cuore di diversi personaggi, da Elayne a Rand, perciò la sua devastazione crea immagini molto forti. Rand, nella seconda prova, tiene a bada la pazzia con tutte le sue forze, e questo è il romanzo in cui Rand è più vicino a perdere sé stesso. Avrà altri momenti difficili anche più avanti, ma saranno più legati al tradimento di chi gli è vicino, a una Callandor incontrollabile, al suo indurirsi sempre più, piuttosto che alla contaminazione di saidin. Tanto per gradire abbiamo anche un’informazione terribilmente inquietante.

«Mi possono trasformare, Egwene.» Il respiro di Rand era così affannoso che lei rimpianse di non poter più piangere. «Se mi prendono… il Myrddraal… i Signori del Terrore… mi possono convertire all’Ombra. Se mi coglie la pazzia, non posso combatterli. Non capirò cosa stanno facendo fino a quando non sarà troppo tardi. Se c’è anche un solo barlume di vita in me quando mi troveranno, possono farlo. Ti prego, Egwene. Per amore della Luce. Uccidimi.»

Quando Ishamael diceva a Rand che lo avrebbe servito comunque, indipententemente dalla sua volontà, credevo che stesse solo facendo lo sbruffone, e invece il rischio è molto concreto, come ci conferma quella Nera di Sheriam:

«Questo è qualcosa che solo poche sanno, bambina, anche nella Torre. Non dovresti venirlo a sapere ora, forse mai, ma te lo dirò. C’è una… debolezza insita nella capacità di incanalare. Quando impariamo ad aprirci alla Vera Fonte, possiamo aprirci anche ad altre cose.»

Egwene fu scossa da brividi.

«Calmati, bambina. Non è una cosa che si può fare con facilità. Per quanto ne so – e che la Luce voglia che ho ragione – non è più successo sin dai tempi delle Guerre Trolloc. E anche allora ci vollero tredici Signori del Terrore – Amici delle Tenebre in grado di incanalare – che intessevano i flussi attraverso tredici Myrddraal. Capisci? Non è facile da realizzare. I Signori del Terrore non esistono più. Questo è un segreto della Torre, bambina. Se altri sapessero, non li potremmo mai convincere che sono al sicuro. Solo chi può incanalare può essere convertito a questa maniera. La debolezza della nostra forza. Tutti gli altri sono al sicuro come in una roccaforte; solo le loro azioni e la loro volontà possono convertirli all’Ombra.»

Non si può fare con facilità ma si può fare e viene fatta. I Signori del Terrore alla fin fine non sono che Aes Sedai meno potenti dei Reietti, che servono un Reietto invece di prendere direttamente ordini dal Tenebroso. Un po’ come fanno i membri dell’Ajah Nera. La debolezza nella forza, mi piace l’immagine. E, forse perché ho letto da poco Calamity di Brandon Sanderson, mi fa pensare agli Epici. Tutti loro sono dotati di superpoteri, ma insieme ai superpoteri hanno anche una debolezza, ed è su questo elemento che lavorano gli Eliminatori.

La terza prova, ovviamente, è la peggiore. Ci sono incongruenze, per esempio il viso di Egwene che non mostra tracce d’età anche se non ha mai tenuto in mano il Bastone dei Giuramenti, e noi sappiamo che è il Bastone a donare l’aspetto senza età alle Aes Sedai. Probabilmente Jordan ha deciso questo dettaglio solo in seguito, il problema delle storie pubblicate in un lungo arco di anni è che se lo scrittore definisce meglio o modifica alcuni dettagli difficilmente può tornare indietro e correggere quanto ha già narrato. J.R.R. Tolkien ha rivisto il capitolo degli indovinelli in Lo Hobbit, per adattare meglio la storia di Bilbo a quanto narrato in Il signore degli anelli, ma è qualcosa che avviene raramente. Anche Jordan ha modificato alcuni dettagli, ma sono solo piccole cose. L’incongruenza, volendo, può essere giustificata dal fatto che questa non è la realtà ma una visione generata da un ter’angreal, e quindi non è detto che tutto torni.

Egwene è Amyrlin, evento che avverrà in futuro. La sua Custode degli Annali è Beldeine, e questo è un dettaglio falso, visto che il ruolo sarà ricoperto da Sheriam prima e da Silviana poi. Beldeine è una Verde che fa parte della spedizione di Elaida incaricata di catturare Rand. Imprigionata a sua volta ai Pozzi di Dumai, giura fedeltà a Rand e combatte nell’Ultima Battaglia, dove muore. Però è vero che Egwene se avesse potuto avrebbe scelto l’Ajah Verde.

Non ha senso. L’Ajah Nera è stata distrutta. Anche quello le sembrò un pensiero insolito. Una parte di lei si ricordava di qualcosa chiamata la Grande Purga. L’altra era certa che non fosse mai accaduto nulla del genere.

Non può ricordare l’episodio perché non è ancora avvenuto, questa è un’altra prefigurazione di ciò che accadrà. In un capitolo straordinario Jordan ci incuriosisce mescolando informazioni vere e false sul futuro in modo tale da non farci capire cosa è vero e cosa è falso fino a quando questi fatti non accadranno davvero. La nemica più acerrima di Egwene è Elaida, nel ter’angreal come nella realtà visto che per un certo periodo entrambe ricopriranno il ruolo di l’Amyrlin.

Allora chi è che indossa la stola adesso? si chiese, pur essendo certa che si trattasse di Elaida. Ma come ha potuto farsi accettare così velocemente dalle altre, senza che io fossi sottoposta a un processo o condannata? Non può esserci un’altra Amyrlin fino a quando io non vengo spogliata della stola e del bastone, si disse.

Siuan viene deposta in modo non proprio legale. Qui c’è una sfasatura rispetto alla realtà, ma il modo in cui Elaida prende il potere è più o meno lo stesso. Elaida non è una Nera, anche se nel ter’angreal lo è, ma anche negli avvenimenti reali la sua ascesa viene enormemente aiutata dalle Nere. Egwene che non ha mai impugnato il Bastone dei Giuramenti invece è la pura verità, visto il modo altamente insolito in cui è stata proclamata Amyrlin.

Ma sarebbe stato inutile anche se avesse spezzato il potere di Tar Valon per salvare Rand. Doveva salvarli entrambi.

L’unità, la voglia di tenere tutti insieme, è sempre stato uno dei punti fissi di Egwene. Lei vuole riunire la Torre, non frammentarla sempre più, e avrebbe lasciato il potere a Elaida se avesse pensato che lei potesse essere una buona Amyrlin. E l’unità è una delle cose su cui Jordan insiste di più.

23: Legata

Ok, Egwene è ufficialmente un’Ammessa. La cosa interessante è che qui, finalmente, iniziamo a capire un po’ meglio le Ajah.

«Hai appena ottenuto l’anello» rispose poi «e stai già cercando di decidere quale Ajah sceglierai? Prima di tutto devi amare gli uomini. Non esserne innamorata, ma amarli. Non come le Azzurre, che li apprezzano a malapena, fintanto che condividono la loro causa e non si intromettono nel loro cammino. Di certo non come le Rosse, che li disprezzano, come se ognuno di loro fosse responsabile della Frattura.» Alviarin, la sorella Bianca che era giunta con l’Amyrlin, le guardò con freddezza e passò oltre. «E neanche come una Bianca,» proseguì Alanna ridendo «che nella vita non ha spazio per nessuna passione.»

«Non è quello che intendevo, Alanna Sedai. Voglio sapere cosa significa essere una sorella Verde.» Non era certa che Alanna avrebbe capito, perché lei per prima non era sicura di cosa voleva sapere, ma l’Aes Sedai annuì lentamente come se invece avesse capito.

«Le Marroni cercano la conoscenza, le Azzurre si interessano alle cause, le Bianche cercano la verità con logica implacabile. Tutte noi facciamo anche queste cose, ovviamente. Ma essere Verdi significa soprattutto tenersi pronte.» Nella voce di Alanna si accese una nota d’orgoglio. «Durante le Guerre Trolloc, siamo state chiamate spesso l’Ajah da battaglia. Tutte le Aes Sedai aiutarono come e quando poterono, ma solo l’Ajah Verde era sempre presente a fianco degli eserciti, quasi in ogni scontro. Eravamo le avversarie dei Signori del Terrore. L’Ajah da battaglia. E ora ci teniamo pronte per il nuovo arrivo dei Trolloc a sud, per Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia. Saremo presenti. Ecco cosa significa essere Verdi.»

Mi sa che io avrei scelto la Marrone, ma quanto è entusiasmante la descrizione delle Verdi? Moiraine è una Blu, e inevitabilmente almeno all’inizio non possiamo che essere attratti da un’Ajah che comprende, oltre a lei, pure Siuan, anche se la loro vocazione è decisamente nebulosa, ma le Verdi sono quel che serve in preparazione di Termon gai’don.

24: Ricognizioni e scoperte

Mat scopre di non poter lasciare Tar Valon.

«No, non hai la faccia da ladro. Ma hai lo stesso sguardo del tizio che tre giorni fa ha cercato di vendermi il Corno di Valere. Diceva che era quello vero, tutto piegato e ammaccato. Anche tu hai un Corno di Valere da vendere? O stavolta sarà la spada del Drago?»

Magari era Totò che, dopo aver venduto la Fontana di Trevi, cercava un nuovo modo per mettere in tasca un po’ di soldi.

Poco dopo Mat incontra Else Grinwell, ma è davvero lei?

In quei grandi occhi sembrava esserci più saccenza di quanta ricordasse, e assai meno calore, ma Mat pensò che studiare per diventare un’Aes Sedai poteva avere simili effetti. «Qual è il problema, Else? Ti comporti come se non mi conoscessi.»

«Ti conosco» rispose lei. Nemmeno i suoi modi erano quelli che Mat ricordava; adesso sembrava che avrebbe potuto dare lezione a Elayne.

Il giorno dopo però – se non ricordo male, devo ancora rileggere il relativo capitolo (29) e controllare i tempi, Siuan dice a Nynaeve

«Per quanto riguarda Else Grin­well… Mi ricordo di quella ragazza. Avrebbe potuto imparare se si fosse applicata, ma non voleva fare altro che civettare con gli uomini e i Custodi al campo d’addestramento. L’abbiamo messa su un veliero mercantile e rimandata da sua madre dieci giorni fa.»

Quella vista da Mat qui e da Egwene poi in realtà è Lanfear sotto mentite spoglie.

Visto che non può andarsene Mat passeggia e come suo solito si caccia in situazioni difficili, in questo caso in un duello con Gawyn e Galad. Vince, naturalmente. Magari se non avesse scommesso avrebbe perso, ma per quanto debilitato dalla malattia lui coglie di sorpresa i suoi avversari, che hanno commesso l’errore di sottovalutarlo, e in mano ha un’arma più lunga delle loro. Dettagli che bastano ad assegnare a lui la vittoria.

Un uomo armato di bastone contro due uomini armati di spada. Jordan modifica un po’ i numeri, come quando fa innamorare Rand di tre donne diverse perché lui è stato innamorato di due pur senza essere ta’veren e quindi si è convinto che si possa amare più di una persona. Tornando ai duelli, l’uomo armato di bastone è Muso Gonnosuke, il suo avversario, molto più famoso, Miyamoto Musashi.

«Chi era il più grande spadaccino di tutti i tempi?»

Dalle gole di dozzine di studenti giunse all’unisono la risposta.

«Jearom, Gaidin.»

«Sì!» urlò Hammar, voltandosi per essere sicuro che tutti sentissero. «Durante la sua vita, Jearom combatté più di diecimila volte, in battaglia o in duello. Fu sconfitto una sola volta. Da un contadino con un bastone ferrato! Ricordatevelo. Ricordatevi ciò che avete appena visto.»

Gonnosuke e Musashi hanno combattuto un duello, o forse due. Le informazioni sono contraddittorie, non sappiamo con certezza cosa sia accaduto davvero e se in un’occasione Musashi sia stato sconfitto, ma per narrare l’episodio di un romanzo può bastare lo spunto fornito da una leggenda:

The outcome of the second duel, or even that a second duel occurred, is not conclusively known. The stick-fighting school he founded maintains that Gonnosuke, now armed with the jo, defeated Musashi through the use of the superior length of the jo to keep Musashi’s swords out of range of Gonnosuke and thus hinder him from using the X-shaped technique effectively. (https://en.wikipedia.org/wiki/Mus%C5%8D_Gonnosuke).

25: Domande

Egwene sogna, anche se ancora non sa come controllare i suoi sogni.

Aveva sognato anche i Seanchan, donne che avevano i fulmini ricamati sugli abiti, e mettevano il collare a una lunga fila di ragazze con l’anello del Gran Serpente, costringendole a evocare fulmini contro la Torre Bianca. Questo l’aveva svegliata in un bagno di sudore freddo, ma era solo un altro incubo. Come anche il sogno dei Manti Bianchi che legavano i polsi del padre. Un incubo, supponeva, provocato dalla nostalgia di casa.

I Seanchan sono solo un incubo o la prefigurazione dell’attacco in Presagi di tempesta? Quanto ai Manti Bianchi, non imprigionano suo padre solo grazie all’intervento di Perrin, non per scarsa volontà di creare problemi.

Aveva sognato Rand che si protendeva verso una spada che sembrava di cristallo, senza accorgersi della sottile rete che gli cadeva addosso.

Il cuore della Pietra a Tear, dov’è custodita Callandor, con la trappola di Be’lal.

L’aveva sognato che si inginocchiava in una stanza dove un vento arido soffiava polvere sul pavimento, e creature come quella sulla bandiera del Drago, ma molto più piccole, volavano in quel vento e gli si infilavano sotto la pelle.

Il Rhuidean, con i nuovi tatuaggi che lo proclameranno Colui che Viene con l’Alba, nome che preferisco all’altro perché privo di apostrofi.

Aveva sognato Rand che si addentrava in una grande cavità in una montagna nera, una voragine colma di una luce rossastra, come se sotto vi ardessero fuochi immensi

Memoria di luce. Ce lo ha detto fin da qui dove si sarebbe svolto lo scontro finale fra Rand e il Tenebroso.

e anche mentre si batteva con i Seanchan.

In Il sentiero dei pugnali.

Perrin con un falco su una spalla, e Perrin con uno sparviero. Solo lo sparviero aveva un guinzaglio fra gli artigli – Egwene era in qualche modo convinta che entrambi gli uccelli fossero femmine – e cercava di stringerlo attorno al collo di Perrin.

Faile e Berelain.

Perrin – con la barba! – che guidava un grande branco di lupi, che si estendeva a perdita d’occhio.

Perrin e i lupi, che cosa sorprendente!

Mat che metteva l’occhio sinistro sul piatto di una bilancia.

Per salvare Moiraine in Le torri di mezzanotte, evento già profetizzato da Min in L’Occhio del Mondo.

Mat che penzolava impiccato al ramo di un albero.

Odino. Davvero, prima o poi dovrò parlare di Odino. Óðinn. Wotan. Odin. Wodan. Pwyll Nato due volte. Comunque siamo in L’ascesa dell’Ombra.

Aveva anche sognato Mat con i Seanchan, ma era propensa a relegarlo nella categoria dei semplici incubi. Doveva esserlo per forza. Proprio come quello di Mat che parlava la lingua antica.

Certo, Mat non parla mai la Lingua Antica e non sposa nessuna imperatrice dei Seanchan. Incubi per forza. È bello notare come i nostri pregiudizi a volte ci impediscano di vedere le cose per quello che sono, anche se è vero che Egwene è ancora una Sognatrice molto inesperta.

Al di là dei sogni ci sono dati molto contreti, come la lista dei ter’angreal rubati. Tutti legati al sonno.

Oggetto. Un disco, in apparenza di semplice ferro ma immune alla ruggine, tre pollici di diametro, inciso finemente su entrambi i lati con una stretta spirale. Uso sconosciuto. Ultimo studio eseguito da Corianin Nedeal.

Consente di entrare nel Mondo dei Sogni, verrà recuperato nella Pietra di Tear e usato da Nynaeve ed Elayne in I fuochi del cielo.

Una scultura di legno raffigurante un porcospino, non più grossa dell’ultima falange di un pollice. Una cosa così semplice, e di sicuro innocua. Ogni donna che provava a incanalare il Potere attraverso quell’oggetto, cadeva addormentata. Mezza giornata di sonno pacifico e privo di sogni

Innocuo, certo. Dipende da come lo si usa. Nessun oggetto è mai innocuo per sé. Quel particolare porcospino verrà piazzato dalle Nere nella camera di Moiraine a Tear per metterla fuori gioco, e sarà solo fortuna se a cadere nella trappola sarà Faile.

una verga scanalata in pietra nera, lunga un passo, che produceva fuoco malefico.

A partire da L’ascesa dell’Ombra verrà usata in diverse occasioni.

Gruppo intagliato di sei dadi da gioco, uniti agli angoli, largo meno di due pollici. L’uso è sconosciuto, ma incanalando attraverso di esso si può per certi versi sospendere la causalità, o alterarla.

Un po’ quello che fanno i ta’veren, uno di loro in particolare.

A volte credo che Verin noti più cose di quanto ci faccia pensare.

Verin che nota più cose di quanto gli altri non credano? No, non capita mai…

«Non sono mai stata capace di farmi piacere Elaida,» disse Elayne «ma non riesco davvero a credere che appartenga all’Ajah Nera. E Sheriam? Impossibile.»

Ehm… però mi piacerebbe sapere da quanto tempo Sheriam è una Nera. Magari il Companion lo dice, solo che io non sono ancora arrivata alla S. La prima lettura è una pagina dietro l’altra, solo più avanti cercherò le singole voci.

Nynaeve decide di dormire con l’anello ed Egwene glie lo prende di mano. Ha ragione, la Sognatrice è lei ed è a lei che Verin ha dato l’anello, ma c’è un altro aspetto interessante. Egwene prende in mano la situazione contraddicendo Nynaeve e imponendosi su di lei, cosa che fino a qualche tempo fa non avrebbe fatto. Si è incamminata su quella strada che la porterà a diventare non solo Amyrlin, ma un’Amyrlin forte.

All’improvviso si accorse della presenza di una donna sulla soglia, con l’abito bianco delle novizie e i capelli raccolti in lunghe trecce.

«Nessuno ti ha insegnato a bussare, Else?» disse Nynaeve.

Else però non è più a Tar Valon, anche se il lettore e i protagonisti ancora non lo sanno. Siuan non sarebe mai stata così superficiale da affidare a lei un messaggio importante come quello sulle proprietà di Liandrin e delle altre, che fra l’altro non esistono più. Qui abbiamo Lanfear impegnata a fare i suoi giochetti e, in caso di necessità, a usare un po’ di Compulsione.

Una donna si voltò a fronteggiarla in fondo alle scale, ed Egwene si fermò confusa. Chiunque fosse, di sicuro non era Else. Era vestita di seta bianca e argento, e le fece nascere sensazioni che lei non aveva mai provato. Era più alta di lei, assai più bella, e l’espressione dei suoi occhi neri fece sentire Egwene piccola, scarna e non molto pulita. Probabilmente può incanalare più Potere di me, pensò.

Fra l’altro noto l’icona del capitolo, associata a Lanfear anche se non la si vede chiaramente. Ma alla prima lettura in quanti hanno capito il significato delle icone?

26: Dietro un lucchetto

Tutti gli indizi portano a Tear. Anche se chiaramente è una trappola è tempo di organizzare il viaggio.

27: Tel’aran’rhiod


Ovvero: troppi apostrofi in una parola sola. Suggerimenti su come potrei chiamare il Mondo dei Sogni? TAR? Sa troppo di Tribunale Amministrativo Regionale, ma quasi quasi… Comunque il nome lungo ha un suo perché, al di là degli apostrofi su cui si è espressa magnificamente Diana Wynne Jones nella sua Tough Guide to Fantasyland spiegando che, con l’eccezione dei protagonisti, pochi nomi sono considerati completi se non vengono interrotti da qualche parte da un apostrofo e aggiungendo dettagli come il fatto che chi ha i capelli rossi è sempre dotato di poteri magici molto forti e che qualsiasi città fortificata dotata di un’imponente cinta muraria sarà posta sotto assedio nel giro di poco tempo.

Un nome, Tel’aran’rhiod, che somiglia molto a quello di Arianrhod, la dea celtica della luna, del tempo, del fato e della morte, e il suo nome è composto dalle parole arian, argento, e rhod, ruota. Ruota d’argento.

Egwene sogna. In confronto agli altri Sogni questo è semplice, ma la fanciulla ha appena iniziato il suo cammino. S’imbatte in Perrin e Hopper, in Rand – e Rand si ricorderà di questo sogno – e in Silvie, altro travestimento di Lanfear.

Inveire contro i Reietti allontana il loro potere. Ti fa sentire bene, al sicuro.

Un po’ come ridere dei Mollicci.

28: Una via d’uscita

Le fanciulle hanno bisogno dell’aiuto di Mat perché lui consegni una lettera a Morgase, e Mat ha bisogno di loro per lasciare Tar Valon. Tutti felici, una volta tanto, se solo la piantassero di pizzicarsi su cavolate. Perché troppo spesso si dimenticano di volersi bene? Bello che la lettera che Siuan ha dato a Nynaeve per aiutarla nella sua missione sia stata usata per aggirare il volere della stessa Siuan.

Questa voce è stata pubblicata in citazioni, Robert Jordan rilettura e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...