Il Drago rinato di Robert Jordan. Dal capitolo 18 al capitolo 21

Rilettura di Il Drago rinato di Robert Jordan, spoiler su tutta La Ruota del Tempo.

18: Guarigione

Aes Sedai presenti alla guarigione di Mat:

Siuan Sanche, Amyrlin Seat (Blu), forza 13 (1) prima della quietatura, poi 35 (23)

Leane Sharif, Custode degli Annali (Blu), forza 14 (2) prima della quietatura, poi Verde, forza 36 (24)

Verin Mathwin, Narrone (Nera, più o meno), forza 17 (5)

Serafelle Tanisloe, Marrone, forza 23 (11)

Alanna Mosvani, Verde, forza 17 (5)

Anaiya Carel, Blu, forza 15 (3)

Brendas, Bianca, forza 16 (4)

due Gialle.

Nella guarigione Siuan usa un ter’angreal che ora appare molto familiare e che rivedremo in Presagi di tempesta:

l’Amyrlin prese una bacchetta bianca scanalata, lunga quanto il suo avambraccio. Poteva essere osso o avorio, ma non era né l’uno né l’altro. Nessuno sapeva di cosa fosse fatta.

Egwene non aveva mai visto quella bacchetta, ma la riconobbe in base alle lezioni di Anaiya alle novizie. Uno dei pochi sa’angreal, e forse il più potente, che la Torre possedeva. I sa’angreal non avevano potere in sé stessi – erano dei semplici congegni per concentrare e amplificare il Potere che un’Aes Sedai era capace di incanalare – ma con quella bacchetta un’Aes Sedai forte poteva essere in grado di sgretolare le mura di Tar Valon.

Mat urla delle frasi nella Lingua Antica e i fan hanno discusso a lungo sulla provenieza dei suoi ricordi. Anche una dele mie co-lettrici giusto ieri si chiedeva la fonte delle conoscenze militari di Mat. Per questo riporto prima un brano di L’ascesa dell’Ombra

«Non ho intenzione di sposarmi. E non ho nemmeno intenzione di morire, che debba vivere nuovamente o no. Me ne vado in giro con i buchi nella memoria, nella mia vita, e voi mi fissate come degli idioti. Se le cose dovessero essere fatte a modo mio, vorrei che quei buchi venissero colmati, ma almeno le risposte colmeranno quelli del futuro. Dovete rispondermi…»
«Fatto» ruggì uno degli uomini, e Mat batté le palpebre.

e poi quello di un’intervista rilasciata da Jordan

Mat’s “old” memories are not from his past lives at all. The “sickness” he got from the Shadar Logoth dagger resulted in holes in his memory. He found whole stretches of his life that seemed to be missing. When he passed through the “doorframe” ter’angreal in Rhuidean, one of the things he said—not knowing that the rules here were different than in the other ter’angreal he had used—was that he wanted the holes in his memory filled up, meaning that he wanted to recover his own memories. In this place, however, it was not a matter of asking questions and receiving answers, but of striking bargains for what you want. What he received for that particular demand was memories gathered by the people on that side of the ter’angreal, memories from many men, all long dead, from many cultures. And since not everyone passing by has the nerve to journey through a ter’angreal to some other world, the memories he received were those of adventurers and soldiers and men of daring.

19: Risveglio

Fine del Mat contaminato e impiastro, inizio del Mat divertente da leggere. Questa è la prima volta che siamo nella testa di Mat, giusto? I punti di vista si moltiplicano, con Mat mi sa che cominciamo qui. Ha pure la sua icona personale, i dadi. Direi che è davvero appropriata

Mat si rende conto che nella sua testa ci sono molti buchi, per fortuna verranno riempiti nel modo migliore, anche se non nel modo che avrebbe voluto lui. Riesce pure ad avere i brividi perché l’Unico Potere è stato usato su di lui, altra cosa di cui discute con i volpini Eelfinn.

20: Risveglio

Lanfear va a trovare Mat, giusto per seminare un po’ di dubbi e vedere che raccolto riuscirà ad avere in futuro. All’epoca della prima lettura mi era spiaciuto non vedere Tam, ma mi sono rifatta poi. Il padre putativo di Rand è persino più in gamba di quanto non avessi creduto in un primo momento.

Dopo Lanfear arriva Siuan, che ci parla del legame di Mat con il Corno.

«Im­maginavo che non lo sapessi. Sei stato il primo a suonare il Corno di Valere dopo che è stato trovato. Per te, evocherà gli eroi defunti dalla tomba. Per tutti gli altri sarà solo un corno… finché tu vivrai.»

Un finché bello grosso.

21: Il Mondo dei sogni

Egwene risponde alla convocazione di Verin e si sente leggere una simpatica profezia su Ishamael. Chi ha scritto quel brano doveva aver inalato fumi più potenti di quelli che inalava la Pizia.

E se anche Verin apparteneva all’Ajah Nera? Egwene si riscosse. Aveva viaggiato da Capo Toman a Tar Valon con lei, e si rifiutava di credere che quella paffuta studiosa fosse un’Amica delle Tenebre. «Mi fido di te, Verin Sedai.» Ma faccio bene?, si chiese.

Mi sono sempre fidata di Verin, a volte mi fido davvero troppo. Fidarsi di una Nera? Mai. A meno che non sia Verin. E comunque, chi lo sapeva che era una Nera?

Parliamo di Corianin Nedeal, delle Sognatrici e dei mondi differenti, prima o poi dovrò ragionarci su davvero. La spiegazione di Verin a ben vedere non regge, secondo lei il Tenebroso è imprigionato ovunque, ma Rand grazie alle Pietre Portali ha visitato un mondo in cui il Tenebroso ha vinto. Immagini belle… basta non voler guardare contemporaneamente tutti i dettagli, come in un nastro di Möbius.

«Non credo di capire» protestò Egwene.

«Paradosso, bambina. Il Tenebroso è la personificazione del paradosso e del caos, il distruttore della logica e della ragione, spezza ogni equilibrio, scombina ogni ordine.»

Anche la Caccia selvaggia della Trilogia di Fionavar di Guy Gavriel Kay è il caos, il portare disordine in un mondo altrimenti troppo ordinato, perché solo nel disordine c’è la libertà. Prima o poi proporrò il brano preciso ma, come potete immaginare, ho fatto tardi anche oggi e perciò per ora salto questa ricerca. Quello che ci interessa è che qui entra in scena il Tel’aran’rhiod, con ben due apostrofi al prezzo di uno. L’anello che Verin dà a Egwene – e sono sicura che la cosa sia altamente irregolare – è un altro nastro di Möbius. A proposito, il nastro viene usato anche da Harry Turtledove nel terzo romanzo del ciclo L’era dei disordini. Così, giusto per ricordare che se odiate la matematica vi perdete un bel po’ di cose molto interessanti.

Dovrei commentare altri tre capitoli, ma è tardi e li rimando a settimana prossima, magari insieme a qualcuno della nuova tappa di lettura.

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