Il Drago rinato di Robert Jordan. Dal capitolo 1 al capitolo 5

Il drago rinato neRilettura di Il Drago rinato di Robert Jordan, spoiler su tutta La Ruota del Tempo.

1: Attesa

La Ruota del Tempo gira e le Epoche si susseguono, lasciando ricordi che divengono leggenda; la leggenda sbiadisce nel mito, ma anche il mito è ormai dimenticato, quando ritorna l’Epoca che lo vide nascere. In un’Epoca chiamata da alcuni Epoca Terza, un’Epoca ancora a venire, un’Epoca da gran tempo trascorsa, il vento si alzò nelle Montagne di Nebbia. Il vento non era l’inizio. Non c’è inizio né fine, al girare della Ruota del Tempo. Ma fu comunque un inizio.

Ho sempre amato quest’inizio. È epico, e dona la giusta atmosfera alla saga. Si ripete libro dopo libro, e in una saga in cui il tempo è ciclico ed è destinato a ritornare le ripetizioni – con varianti, perché non in tutti i romanzi il vento si alza nelle Montagne di Nebbia – fanno parte del gioco e anzi rafforzano la storia, e catapultano immediatamente il lettore lì dove deve essere, in Randland. Nome inventato dai fan, non dallo scrittore.

Le attenzioni sono su Perrin, bloccato con Moiraine, Rand e gli Shienaresi sulle montagne, e per ora c’è ben poco da dire. Attesa.

2: Saidin

Arriva qualche spiegazione sulle visioni di Min. Vedere e non capire, o vedere eventi drammatici e non poter fare nulla, dev’essere terribile. Mentre ancora ci prepariamo per i grandi eventi di Il Drago rinato si parla di ta’veren e Loial ci confessa il suo desiderio di scrivere un libro.

Due e due volte sarà marchiato,

due volte per vivere, e due volte per morire.

Una volta l’airone, per iniziare il cammino,

una seconda volta l’airone, per dichiararlo autentico.

Una volta il Drago, per le memorie perdute,

una seconda volta il Drago, per il prezzo che deve pagare.

Una volta l’airone, per iniziare il cammino. In La grande caccia, quando con la Pietra Portale è andato in quel mondo parallelo in cui hanno vinto i Trolloc. Rand sapeva già che una vittoria del Tenebroso sarebbe stata disastrosa, in quei capitoli ha modo di vedere quanto. Poco dopo ha incontrato per la prima volta Lanfear.

Una seconda volta l’airone, per dichiararlo autentico. Alla fine di La grande caccia, quando combatte con Ishamael nel cielo di Falme e viene riconosciuto come il Drago, anche se lui ancora lo nega.

Una volta il Drago, per le memorie perdute. In L’ascesa dell’Ombra, nel Rhuidean, quando come tutti i capi clan riceve le visioni del passato perduto degli Aiel, le loro memorie.

Una seconda volta il Drago, per il prezzo che deve pagare. Perché Rand non è solo un capoclan ma il Car’a’can, il capo dei capi, Colui che Viene con l’Alba e che ha troppi apostrofi nel nome. Il che significa che rivela le memorie perdute e paga il prezzo nel conflitto con gli Shaido e negli Aiel che si fanno prendere dalla Tetraggine.

Rabbrividendo, si mise le mani sotto le braccia. «Ma non ci sono Draghi, non ancora.» Fece una risata amara. «Non ancora.»

Aspetta ancora un libro e poi ne riparliamo.

Perrin è giustamente preoccupato, ma se c’è una cosa che ha sempre contraddistinto i protagonisti, malgrado le divergenze, è la loro capacità di restare uniti.

Solo… era difficile smettere di vedere il ragazzo con cui era cresciuto. Come si fa a smettere di essere amico di qualcuno?

Anche se il ragazzo sta cambiando. Mi chiedo quanto James Rigney, quanto Vietnam, ci sia in Rand al’Thor e nel suo cammino.

«Il dovere» mormorò Rand. «La morte è più leggera di una piuma, il dovere è più pesante di una montagna. Così dicono nello Shienar. Il Tenebroso si sta agitando. L’Ultima Battaglia è vicina e il Drago Rinato deve affrontare il Tenebroso nell’Ultima Battaglia, o l’Ombra coprirà tutto. La Ruota del Tempo sarà spezzata. Ogni Epoca verrà ricostruita a immagine del Tenebroso. Ci sono solo io.» Cominciò a ridere, un rumore privo di qualsiasi gioia, scuotendo le spalle. «È un mio dovere, perché non c’è nessun altro, giusto?»

La pressione su Rand è fortissima, con Moiraine che dice meno di quel che sa, e che non sa tutto ciò che sarebbe necessario sapere, i fatti di Falme e la gente che lo proclama il Drago, con tutti gli annessi e connessi di speranza e preoccupazione, e saidin che colma Rand, lo sporca con la contaminazione ed è sempre in bilico fra farlo impazzire, domarlo o ammazzarlo.

3: Notizie dalla Piana di Almoth

Attese e notizie. Siamo ancora in fase interlocutoria, anche se piccoli dettagli ci ricordano l’umanità dei personaggi. Min ha visto che Leya morirà, e Moiraine commenta che la donna deve fare un lungo viaggio per tornare fra la sua gente.

La voce dell’Aes Sedai era una fredda canzone, incurante. Perrin emise involontariamente un verso gutturale. Luce, anche io ho parlato a quel modo?, si chiese. Non permetterò mai che una morte conti così poco per me.

Fra le notizie portate da Leya una riguarda l’omicidio di tre ragazzi più alti del normale e con gli occhi chiari.

«Come?» chiese Perrin. «Come hanno fatto a ucciderli se nessuno poteva avvicinarsi a loro?»

«Il Tenebroso ha dei sicari che non noti fino a quando non è troppo tardi» spiegò Lan.

Uno fu scosso da brividi. «I Senzanima. Non avevo mai sentito che uno di loro si fosse spinto così a sud delle Marche di Confine, prima d’ora.»

Se le creature che avevamo incontrato fino a ora non fossero state abbastanza, ecco arrivare in scena gli Uomini Grigi, anche se i dettagli arriveranno più avanti.

4: Ombre nel sonno

Perrin sogna, e spesso in La Ruota del Tempo sognare non è una bella idea. Ishamael si sofferma su un conflitto che tormenterà Perrin a lungo.

«Rinunciare a cosa?» chiese Perrin.

«A quella, naturalmente.» L’uomo fece cenno col capo verso l’ascia al fianco di Perrin.

L’ascia o il martello? Perrin alla fine rinuncerà davvero all’ascia, ma i suoi motivi saranno ben diversi da quelli di Ishy, che vuole semplicemente eliminare uno dei ta’veren.

«Tre fili intessuti insieme condividono lo stesso fato. Quando uno viene reciso, cadono anche gli altri. Il destino ti potrebbe uccidere, se non peggio.»

Subito dopo arriva Lanfear, che riprende a martellare sul tasto della gloria. Qualcosa mi dice che la fanciulla è un pochino fissata. Però mi ha fregata, non mi ero accorta che qui ha usato un briciolo di Compulsione, quel tanto che basta per prepararsi la strada in Memoria di Luce caso mai non fosse riuscita a portare dalla sua parte Rand. E quasi riesce nel suo piano.

«Sì» sospirò lui. Dentro di sé, lo stupore lottava con l’accettazione. Non sapeva che farsene della gloria. Ma dopo che la donna ne aveva parlato, Perrin non voleva altro. «Voglio dire…» Il mormorio scavava nel suo cranio. «No!» Era di nuovo sparito e, per un momento, era scomparsa anche l’accettazione. Quasi. Si portò una mano alla testa, toccò l’elmo dorato, se lo tolse. «Io… Non penso di volerlo. Non è mio.»

Poco più avanti Perrin intravede due uomini che discutono, Rhavin e Be’lal, e non posso che approvare il fatto che abbastanza in fretta ci libereremo definitivamente del Reietto con l’apostrofo nel nome.

Il sogno di Perrin sfuma in quello di Rand, e ci troviamo a contemplare Excalbur… ops, Callandor.

Callandor. Non sapeva se il nome gli era stato sussurrato all’interno della mente o da fuori; sembra echeggiare attorno alle colonne, delicato come il vento, ovunque allo stesso tempo, insistente. Callandor. Chi mi impugnerà, impugnerà il destino. Prendimi e inizia l’ultimo viaggio.

Nemmeno il tempo di goderci la scena che arrivano i Deformi.

5: Incubi viventi

Scene frenetiche da battaglia, con Perrin che rischia di perdere sé stesso e di diventare lupo. Lui un certo controllo riesce a mantenerlo, Masema inizia a farci capire che diventerà un fanatico di prima grandezza.

«Un segno a conferma della nostra fede. Anche i lupi sono venuti a combattere per il Drago Rinato. Nell’Ultima Battaglia, il Lord Drago evocherà gli animali delle foreste perché combattano al nostro fianco. È un segno, e dobbiamo procedere. Solo gli Amici delle Tenebre eviteranno di unirsi a noi.» Due degli Shienaresi annuirono.

Anche Rand ha combattuto, ma una battaglia di tipo diverso.

«Sai cosa ho fatto durante la battaglia?» Lo sguardo ancora perduto in lontananza, Rand si rivolse alla notte. «Niente! Niente che fosse utile. All’inizio, quando mi sono proteso verso la Vera Fonte, non sono riuscito a toccarla, non potevo afferrarla. Continuava a scivolare via. Poi, quando alla fine sono riuscito a prenderla, li volevo bruciare tutti, bruciare i Trolloc e i Fade. E tutto quello che sono riuscito a fare è stato dare fuoco agli alberi.» Rand fu scosso da una risata silenziosa, poi si fermò con una smorfia di dolore. «Saidin mi ha colmato fino a quando ho creduto che sarei esploso come un fuoco d’artificio. Dovevo incanalarlo da qualche parte, liberarmene prima che mi consumasse, e mi sono ritrovato a pensare di far crollare la montagna sui Trolloc. Ci ho quasi provato. Questa è stata la mia lotta. Non contro i Trolloc. Contro me stesso. Per impedirmi di seppellire tutti noi sotto la montagna.»

Brrr!

Moiraine guarisce Perrin, e visto che io sto rileggendo pure Harry Turtledove mi sono ritrovata a pensare che anche a Videssos la guarigione risucchia le energie del malato, che poi ha bisogno di mangiare parecchio. Ora che ci penso pure l’uso del laran nella serie di Darkover di Marion Zimmer Bradley lascia le persone affamate, forse è il caso di migliorare l’agricoltura perché i personaggi fantasy hanno bisogno di mangiare parecchio. Rand ripensa a vecchie profezie

«’Il sangue del Drago Rinato sulle pietre di Shayol Ghul libererà l’umanità dall’Ombra.’ Non è scritto così nelle Profezie del Drago?»

e Moiraine ci ricorda che è sempre bene diffidare delle profezie, anche se io le adoro.

«Se fosse così semplice,» ripose lei cupa «lo farei, in un modo o nell’altro, ma non tutto ciò che viene menzionato nel Ciclo Karaethon può essere preso alla lettera. Per ogni cosa che viene spiegata in modo chiaro, ce ne sono almeno dieci che potrebbero avere centinaia di significati diversi. Non credere di conoscere tutto riguardo a ciò che dovrà diventare, nemmeno se qualcuno ti ha declamato le Profezie per intero.»

La situazione non è per niente facile, per fortuna c’è Lan.

«Controllati, pastore» gli disse duro Lan. «Tutto il mondo cavalca sulle tue spalle. Ricordati che sei un uomo, e fai ciò che dev’essere fatto.»

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