Harry Turtledove: La legione perduta

Non rileggevo la tetralogia La legione perduta di Harry Turtledove da parecchi anni, anche se per un certo periodo è stata una delle opere per me più importanti. Mi sa che devo rivedere cose che ho accantonato da tanti anni, e non solo di Turtledove. Ormai le pagine di La legione perduta sono tutte ingiallite e macchiate, la durata dei libri limitata nel tempo mi preoccupa un po’.

La legione perduta è stato il primo romanzo di Turtledove tradotto in Italia. Protagonisti sono Marcus Emilius Scaurus e i suoi legionari, uomini appartenenti a una delle legioni che Caio Giulio Cesare aveva con sé in Gallia, finiti nel mondo alternativo di Videssos a causa di una magia che si è attivata in modo del tutto imprevedibile. Turtledove è laureato in storia bizantina, quindi per lui creare un impero alternativo rispetto a quello che conosciamo noi è stato piuttosto facile. Le conoscenze le aveva, qua e là ho colto anch’io dei riferimenti a cose accadute davvero, e sicuramente molti di più non li ho visti. Ma conoscere l’ambientazione, modificata in modo da poter lasciare ampio spazio alla fantasia dell’autore – e all’uso della magia, che in Videssos ha la sua importanza – non è sufficiente. Bisogna saper tratteggiare personaggi credibili, e Turtledove questo lo sa fare. Marcus, Gaius Philppus, Gorgidas, Viridovix, Quintus Glabrio, Mavrikios e Thorisin Gavras, Balsamon, Helvis… solo per citare i personaggi più importanti di questo libro, ma altri, magari qui visti solo di sfuggita, saranno importanti in futuro. Fra i nomi che ho scritto noto una sola donna, altre tre si sono viste per ora troppo poco, ma le cose cambieranno. Non saranno le protagoniste principali, ma in determinate occasioni saranno fondamentali. Più volte mi sono lamentata per l’assenza di figure femminili forti in un genere che tendeva – ora la situazione è migliorata – a occuparsi solo di metà del genere umano. In questo caso però Turtledove ha giocato con l’idea di portare personaggi del nostro mondo in un mondo parallelo. I protagonisti sono chiaramente i membri di una legione, e visto che la legione è composta solo da uomini, le donne possono trovare spazio solo in rapporto agli uomini. In altre occasioni, vedi la Ludmila Gorbunova della tetralogia Invasione, Turtledove ha creato personaggi femminili capaci di tenere testa a qualsiasi uomo. E Nevrat, che qui abbiamo visto davvero poco, non è una da sottovalutare.

All’inizio ho trovato il libro un po’ lento. È un’impressione di adesso, all’ennesima rilettura. Ora conosco quasi a memoria il credo di Phos, non dico che potrei recitarlo solo perché sono abbastanza refrattaria a qualsiasi tipo di credo, perciò per me le spiegazioni sono inutili, ma la prima volta che si ricevono sono necessarie per orientarsi. Quella lentezza è (o era, parlando di me) giustificata. Mi fa effetto, ora, vedere Sextus Minucius per la prima volta, e tanti piccoli dettagli mi anticipano quello che avverrà più avanti, anche se nel 1989, quando ho letto il romanzo per la prima volta, davvero tante cose mi avevano sorpresa. Stavo ancora scoprendo il genere, è vero, perciò non ero abituata a notare determinati dettagli, non conoscevo determinati tòpoi, ma anche a distanza di tanti anni la saga de La legione perduta continua a piacermi. Le cose entrano davvero nel vivo solo quando la Legione arriva a Videssos, e da quel momento in poi le informazioni, che pure continuano a essere presenti, lasciano la maggior parte dello spazio all’azione. Duelli, tentati omicidi, intrighi politici, contrasti religiosi, guerra, ma anche cambiamenti di tipo più personale toccano i protagonisti e li spingono a cambiare o a reagire a quel mondo in cui sono costretti a vivere.

Non so quanti libri ho letto dopo questo, quanti autori ho scoperto, ma questa saga rimane una di quelle che mi piace di più. Ora vado avanti, con Un imperatore per la legione.

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2 risposte a Harry Turtledove: La legione perduta

  1. francesco ha detto:

    Anche per me questa rimane una delle saghe più belle che abbia letto, anche se i ricordi sono un poco sbiaditi avendola io letta appena uscita nel 1987. Se l’altissima pila (anzi pile ) di libri da leggere non incombesse su di me la rileggerei con piacere, anzi prima o poi lo farò in ogni caso.

    • Leggere o rileggere? Io provo a fare entrambe le cose, ma è davvero difficile star dietro a tutti i libri interessanti, sia perché i miei interessi si sono allagati sia perché avendo letto molti libri belli aumentano pure i libri che vorrei rileggere. In effetti ho riletto diverse volte La legione perduta, ma parecchi anni fa, prima di scoprire Martin (riletto più volte), Sanderson (ancora tutto da rileggere), De Mari (pure lei da rileggere) e quando di Jordan erano stati pubblicati in italiano solo i primi tre romanzi (e quindi la rilettura era molto meno impegnativa) e di Kay ne erano stati pubblicati solo quattro (e visto che ancora non ero in grado di leggere in inglese non contemplavo neppure tutte le altre splendide opere che ha scritto). Per questo per ora con Turtledove ho deciso di limitarmi a Videssos, ma prima o poi dovrò rileggere pure Invasione+Colonizzazione e La guerra dei regni.

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