Harry Turtledove: Krispos l’imperatore

Anche se ogni tanto parlo della Trilogia di Krispos di Harry Turledove, i romanzi che lo scrittore californiano ha dedicato a Krispos non costituiscono esattamente una trilogia. L’ascesa di Krispos e Krispos di Videssos costituiscono una duologia perché sono nati insieme e sono strettamente legati. Alla fine del primo romanzo Krispos ascende al trono a causa dei suoi contrasti con Anthimos relativi ad Harvas Tunica Nera, e il secondo è dedicato da un lato alla guerra civile con Petronas, rinchiuso in un monastero grazie all’operato di Krispos in L’ascesa di Krispos, e dall’altro a quella con Harvas, già terribilmente minaccioso nei primo volume. La trama del secondo completa quella del primo.

Con Krispos l’imperatore però sono ormai trascorsi vent’anni. Dara è morta, e non ne sento la mancanza, Mammianos pure, cosa tutto sommato prevedibile, mi è spiaciuto per Savianos, che aveva le potenzialità per essere un bel patriarca con cui collaborare, ma considerando il percorso di Phostis era necessario un patriarca meno in gamba a capo della gerarchia ecclesiastica.

I problemi della duologia sono risolti, il trono di Krispos è solido e non dovrebbero esserci problemi. Ma nella vita di problemi ne sorgono sempre, anche nella vita di un imperatore. George R.R. Martin spiegando la differenza fra Le cronache del ghiaccio e del fuoco e Il signore degli anelli, nota che J.R.R. Tolkien si limita a dire che Aragorn regna saggiamente senza entrare nei dettagli, mentre lui mostra quali siano le difficoltà del regnare. Non è uno sminuire l’opera di Tolkien, sono opere diverse che si concentrano su cose diverse, e ciascuna è strutturata bene per le necessità di quella particolare storia. Turtledove è decisamente più vicino a Martin, probabilmente anche perché la sua è una formazione da storico.

Krispos regna, ma cosa significa regnare? Di problemi ce ne sono sempre, in questo caso sia a livello pubblico, civile e religioso mescolato insieme, che a livello privato. Il livello pubblico ci parla di un’eresia. Turledove è sempre stato attento agli aspetti religiosi in Videssos, con una gran quantità di forme di eresia che in più casi hanno influenzato notevolmente i romanzi. Nel fantasy in genere gli dei sono assenti, o intervengono a livello magico, uno scontro fra fazioni religiose è più raro ma non per questo meno interessante. E poi c’è il conflitto generazionale, anche questo una cosa rara. Sì, ci sono saghe che presentano le avventure di un personaggio, poi nel libro successivo narrano ciò che fa il figlio e nel libro dopo ancora ciò che fa il figlio di questi. Ma un libro che narra le vicende di padre e figlio contrapposti fra loro, ed entrambi convinti di essere nel giusto? Questo è decisamente più raro.

Turtledove ha un ritmo lento, si sofferma su tante piccole cose, e questo suo sguardo attento ai dettagli gli consente di rendere vivi i personaggi di cui narra, alle prese con problemi reali. Krispos si era dimostrato un ottimo personaggio già nei primi due romanzi, il suo ritorno in questa nuova storia è un altro tassello che rende più solido e affascinante il mondo di Videssos.

Questa voce è stata pubblicata in impressioni di lettura e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...