La grande caccia di Robert Jordan. Dal capitolo 33 al capitolo 40

La copertina dell'ebook di La grande caccia

La copertina dell’ebook di La grande caccia

Rilettura di La grande caccia di Robert Jordan, spoiler su tutta La Ruota del Tempo.

33: Un messaggio dalle Tenebre

A volte perdo una gran quantità di tempo dietro una singola frase, anche banale, che non mi piace. Scrivo, riscrivo, cancello, e quella che vorrei descrivere è una scena semplice, di quelle su cui non ci si dovrebbe soffermare. Eppure mi blocco. Dovrei pensare meno, forse così impiegherei meno tempo a scrivere.

Hurin e Rand si recano da Mat. Per strada il fiutatore rivela a Rand di aver visto Verin e Barthanes conversare. È un caso, la necessità di mantenere la copertura da parte di Verin, o i due si stanno scambiando messaggi in quanto entrambi Amici delle Tenebre?

Mat non si diverte a fare la parte del servo.

«Subito, mio signore. Come il mio signore desidera. Devo portare il tuo stendardo, mio signore?» Si avviò verso la residenza, e le sue lamentele si affievolirono con la distanza. «Adesso devo zoppicare. La prossima volta sarà il collo spezzato, oppure…»

Per lo stendardo possiamo aspettare la fine di questo romanzo, anche se in realtà a portarlo sarà Perrin, Mat si limiterà a suonare il Corno. E in L’ascesa dell’Ombra Mat il collo lo rischia davvero, ma per impiccagione. A fare le previsioni sbaglia un po’ la mira, forse è meglio se si mette a giocare a dadi.

Machin Shin era già abbastanza inquietante nelle Vie, vederlo che prova a uscire fa davvero paura. E sussurra Al’Thor, a quanto pare lui e Padan Fain si sono contaminati a vicenda. Si vede che fra folli si intendono bene. Del resto, se vuole essere seguito perché poi Fain ostacola Rand? Folle, non credo ci sia altra spiegazione. Barthanes, preso nella rete dei ta’veren, dice più di quel che avrebbe voluto e ci fa scoprire che Emond’s Field è in pericolo, anche se ben cinque dei suoi abitanti se ne sono andati.

«Dice che ti aspetterà a Capo Toman. Ha ciò che cerchi e, se lo vuoi, lo devi seguire. Se ti rifiuti di seguirlo, dice che perseguiterà i tuoi parenti, la tua gente e quelli che ami, fino a quando non lo affronterai. Sembra una follia, è ovvio, un uomo del genere che parla di perseguitare un Lord, eppure c’era qualcosa in lui. Io credo che sia pazzo – ha persino negato che tu sia un Lord, come invece chiunque può vedere – eppure in lui c’è qualcosa. Che cosa si sta portando dietro, per avere dei Trolloc che gli fanno la guardia? Cos’è quest’oggetto che stai cercando?» Barthanes parve stupito dalla schiettezza delle sue stesse domande.

34: La Ruota tesse

Thom torna nella sua camera e trova Dena morta. Assassinata.

Il conto dei morti sale a due, l’Uomo Verde alla fine di L’Occhio del Mondo e Dena qui. E non m’importa che Dena sia un personaggio minore, la sua morte ha un’enorme influenza nella trama di Thom e quindi in tutta la storia, perciò conta. Non solo, lei è innocente ed è stata ammazzata a causa di intrighi che nemmeno conosceva, e dov’è la giustizia quando qualcuno che vuole solo vivere la sua vita viene ammazzato per il capriccio di un altro, per mandare un messaggio o perché il mandante pensa di averne un vantaggio? Questa è davvero opera del Male, anche se magari il Tenebroso non è coinvolto direttamente nella vicenda.

Thom, che già avevamo visto sopravvivere all’attacco di un Fade a Whitebridge, e prima ancora sopravvivere a Shadar Logoth e all’attacco dei Trolloc a Emond’s Field, dimostra di cavarsela niente male con i pugnali e fa fuori due assassini professionisti. Un piccolo assaggio in modo che, quando lo vedremo brevemente all’opera in Memoria di Luce, sapremo senza ombra di dubbio che lui è l’uomo giusto al posto giusto. Altro che Moiraine, è Thom quello fondamentale per Rand a Shayol Ghul. Barthanes è morto, e non scopriremo mai i dettagli, Galldrian lo raggiungerà presto. Dovrei deplorare il regicidio, anche perché Cairhien piomba nel caos, ma proprio non ci riesco. Thom mi piace troppo, e Galldrian se lo è meritato. E se anche non fosse accaduto nulla ora, a breve arriveranno gli Shaido. Davvero tempi interessanti per Randland.

Padan Fain porta lo scrigno a Turak, al di là del creare confusione mi ha sempre stupito questo suo comportamento. Ordini del Tenebroso? Ishamael ha messo più di uno zampino nel far sì che i Seanchan siano ciò che siano, è stato lui a spedire Fain a Falme?

Sai che chi suona il Corno di Valere vi rimane legato da quel momento in poi? E fino a quando quella persona vivrà, per gli altri non sarà altro che un corno?

Informazione interessante, affascinante la prima volta che la si legge e ripetuta chissà quante volte, al punto da spingerci a dimenticare che Mat viene ammazzato, cosa che scioglie il suo legame con il Corno. Eppure avrei dovuto saperlo, anche in La trilogia di Fionavar, e siamo a metà anni ’80, Guy Gavriel Kay ammazza un personaggio e subito dopo lo riporta in vita, e la sua breve morte scioglie un legame contratto in passato da questo personaggio. Lo scrittore bravo però ti dice le cose e poi fa in modo che te ne dimentichi, sorprendendoti facendo esattamente quel che aveva detto che avrebbe fatto, o portando alle logiche conseguenze avvenimenti che all’inizio sembravano insignificanti.

Turak ci cita per la prima volta Tuon, Jordan ha impiegato tempo a portare in scena certi personaggi ma c’erano cose che aveva in mente fin dall’inizio. Solo non sapeva quanto spazio gli avrebbe preso la scrittura. Un po’ come la follia di Rand, in Il Drago rinato sembra che debba impazzire da un momento all’altro, poi le crisi si bloccano, evidentemente perché La Ruota del Tempo vendeva e Jordan si è reso conto di poter allungare la storia.

Ho visto accusare molte volte Jordan, e già che ci siamo anche George R.R. Martin, di aver deliberatamente allungato il brodo per poter guadagnare di più. Io penso che sia vero il contrario, se avessero venduto meno avrebbero contenuto la storia, altrimenti nessun editore li avrebbe pubblicati, ma noi avremmo avuto una storia monca, accorciata per rimanere in limiti di spazio accettabili. Il successo dei romanzi ha consentito agli autori di dare spazio alla loro fantasia e ci ha donato storie grandiose.

«Sommo Signore, questi sono pericolosi. Hanno dei Trolloc con sé. Sono guidati da un uomo che si fa chiamare Rand al’Thor. Un uomo giovane, ma spregevole nell’Ombra al di là di ogni convinzione, con una lingua bugiarda e subdola. In molti posti ha dichiarato di essere diverse cose, ma sempre i Trolloc arrivano quando c’è lui nei paraggi, Sommo Signore. I Trolloc arrivano sempre, e… uccidono.»

«Trolloc» rifletté Turak. «Non ci sono Trolloc a Seanchan. Ma gli Eserciti della Notte hanno altri alleati. Altre creature. Mi sono sempre chiesto se un Grolm sia in grado di uccidere un Trolloc. Farò mettere delle vedette per i tuoi Trolloc e i tuoi Amici delle Tenebre, se non sono un’altra bugia. Questa terra mi sta sfiancando con la noia.»

Le parole di Fain nella mia mente echeggiano con quelle che J.R.R. Tolkien fa pronunciare a Théoden ne Il signore degli anelli:

«Ti saluto», disse, «e forse aspetti il mio benvenuto. Ma a dire il vero dubito che qui la tua venuta sia ben accolta, Messere Gandalf. Sei sempre stato messaggero di sventura. Le disgrazie ti seguono come corvi, e sempre più frequenti e più gravi. Non t’ingannerò: quando seppi che Ombromanto era tornato senza cavaliere, mi rallegrai del suo ritorno, ma ancor più dell’assenza del cavaliere; e quando Éomer ci portò la notizia che ti eri infine ritirato nella dimora eterna, non ti rimpiansi. Ma è raro che le notizie giunte da lungi corrispondano alla realtà. Eccoti di nuovo qui! E porti teco, com’era da aspettarsi, dei mali peggiori di prima. Perché dovrei darti il benvenuto, Gandalf Corvotempesta? Dimmi, perché dovrei?».

Ma, come fa notare, Gandalf

«Ma vi sono due motivi per i quali un Uomo può giungere accompagnato da cattive notizie. Può essere egli stesso artefice di malvagità, o far parte invece di coloro che non molestano chi sta bene, e vengono solo a porgere il loro aiuto nel momento del bisogno».

Quanto ai grolm, il The World of Robert Jordan’s The Wheel of Time ci parla degli animali dei Seanchan informandoci che

These strange new creatures were not Shadowspan at all, but the descendants of beasts brought back from parallel wolrds, via Portal Stones, during the first thousand years after the Breaking, probably in an attempt to find aid against the real Shadowspawn. While the creatures’ effectiveness was not recorded, it was during this same period that all the remaining Shadowspawn on the continent were eradicated. The creatures remained.

35: Stedding Tsofu

Eravamo entrati nel nostro primo stedding con Perrin (punto di vista), un’Egwene non ancora addestrata ed Elyas. Qui vediamo l’effetto di uno stedding su qualcuno che può incanalare, e che lo ha fatto parecchie volte. Certo l’ingresso non passa inosservato. A proposito, l’uso degli stedding in Memoria di Luce è straordinario. Androl, o chiunque altro abbia avuto l’idea, è un genio.

Dalla descrizione delle case sembra quasi di essere nella Contea, e sono convinta che anche qui il richiamo tolkieniano sia del tutto voluto. La Brama invece mi ha preoccupata parecchio, non so quante volte ho provato a capire quanto tempo avesse trascorso in giro Loial e quanto stesse rischiando.

Il legame con gli Aiel si fa sempre più forte.

Avevano segato le radici che lui pensava d’avere, sia le Aes Sedai sia Tam, anche se Tam era troppo malato per rendersi conto di cosa stava dicendo. Lo avevano lasciato libero a ruzzolare nel vento, poi gli avevano offerto qualcosa di nuovo cui aggrapparsi. Un falso Drago. Aiel. Non poteva reclamare sue quelle radici. Non lo avrebbe fatto. «Forse non ho legami con niente e nessuno. Ma i Fiumi Gemelli sono l’unica casa che conosco.»

36: Fra gli Anziani

Chiacchiere, anime rubate dal Vento Nero e Vento Nero in attesa. Alla fine il gruppo decide di usare una Pietra Portale.

«Non capisco» disse Alar piano. «Le Pietre Portali non sono state più usate fin dall’Epoca Leggendaria. Non pensavo che ci fosse qualcuno in grado di farle funzionare.»

«L’Ajah Marrone sa molte cose,» rispose seccamente Verin «e io so come usare le Pietre.»

Certo che lo sa: sa che deve farla usare a Rand.

37: Ciò che potrebbe essere

Adoro le Pietre Portali, anche se l’idea di mondi paralleli sempre più distanti dal nostro cozza con l’idea di Tempo come Ruota. Jordan però fino a quando le ha usate – l’ultima volta è in L’ascesa dell’Ombra – se ne è servito benissimo. Le spiegazioni tecniche sono affascinanti, non dimentichiamo che anche se questo è un fantasy la formazione di Jordan è scientifica, lui era un fisico, quindi dove possibile dona una base solida alla sua fantasia. Mi limito a riportare che

Si crede che ci siano mondi dove un anno equivale a un nostro giorno, altri dove invece è il contrario. Dovrebbero esserci anche mondi dove la stessa aria potrebbe ucciderci, e mondi che hanno una realtà a malapena consistente.

La differente durata del tempo deriva da fiabe e leggende, l’aria irrespirabile e la realtà inconsistente danno una sensazione molto più scientifica. Ovviamente Rand non ha idea di cosa stia facendo e si ritrova a fare le cose nel modo più difficile. Le vite da lui vissute sono decisamente inquietanti, ma le lascio leggere a voi. Mi limito al brano finale.

Fu un soldato. Un pastore. Un mendicante, e un Re. Fu contadino, menestrello, marinaio, falegname. Nacque, visse e morì Aiel. Morì pazzo, morì marcendo, morì per la malattia, per un incidente, di vecchiaia. Fu giustiziato, e le folle applaudirono la sua morte. Si proclamò il Drago Rinato e fece sventolare la sua bandiera nel cielo; fuggì dal Potere e si nascose; visse e morì senza mai sapere la verità su sé stesso. Tenne a bada la pazzia e la malattia per anni; vi si arrese nel giro di due inverni. A volte Moiraine andò da lui e lo portò via dai Fiumi Gemelli, da solo o con i suoi amici che erano sopravvissuti alla Notte d’Inverno; a volte ciò non accadde. In alcune occasioni altre Aes Sedai si recarono da lui. Talvolta si trattò dell’Ajah Rossa. Egwene lo sposò; Egwene con volto severo e scialle dell’Amyrlin Seat, guidò le Aes Sedai che lo domarono; Egwene, con le lacrime agli occhi, affondò un pugnale nel suo cuore, e lui la ringraziò mentre moriva. Amò altre donne, sposò altre donne, Elayne, Min, e la bionda figlia di un contadino incontrata sulla strada per Caemlyn, e altre donne che non aveva mai visto prima di vivere quelle vite. Cento vite. Di più. Così tante che non poteva contarle. E alla fine di ogni vita, mentre giaceva nel letto di morte, mentre esalava l’ultimo respiro, una voce gli bisbigliava nell’orecchio. Ho vinto di nuovo, Lews Therin.

Oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione oscillazione.

Wow! Ma quante vite ha vissuto? Hanno vissuto, perché c’erano anche gli altri. Mi piace notare che pure Verin si sorprende, anche se si ferma prima di dirci qualcosa di davvero interessante

Tuttavia, non avrei mai immaginato che io… Be’, l’importante è che siamo qui. Anche se non come speravamo.

Prima di quel finto ingresso nel mondo personale di Verin però abbiamo la spiegazione seria, scientifica, per quanto possa essere scientifica una spiegazione fornita da un’Aes Sedai, cioè da una donna capace di attingere all’Unico Potere.

«Le linee di congiunzione tra i Mondi che Potrebbero Essere, tracciate da coloro che conoscevano i Numeri del Caos.» Verin rabbrividì; sembrava parlare a sé stessa. «Non ne ho mai sentito parlare, ma non ci sono ragioni per cui non dovremmo essere nati in quei mondi, eppure le nostre vite sarebbero state diverse. Ma certo. Vite diverse per i differenti sviluppi che gli eventi potevano seguire.»

Numeri del Caos. O forse Teoria del caos: https://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_del_caos.

Quanto alle vite diverse… prima della mia nascita mio padre ha avuto un incidente con la moto ed è stato dato per morto. Se un passante curioso non avesse sollevato il lenzuolo con cui la polizia lo aveva coperto, scoprendo che in realtà lui era ancora vivo, io non sarei mai nata. E di quanto è stato casuale, di quante circostanze hanno concorso, per far sì che io conoscessi mio marito, ne vogliamo parlare? Quante variazioni infinitesimali hanno contribuito a fare della nostra vita ciò che è?

Oscillazione oscillazione oscillazione…

Lo Shienarese sobbalzò quando lei gli toccò un braccio, e la guardò con occhi deliranti. «Io cammino nella Luce» disse rauco. «Troverò il Corno di Valere e annienterò il potere di Shayol Ghul. Lo farò!»

«Ma certo che lo farai» gli rispose lei con calma.

Ingtar è un Amico delle Tenebre. Secondo me il fatto che alla fine sia tornato a combattere per la Luce è dovuto proprio a ciò che ha visto in questo viaggio. Quanto a Mat

«Rand, non dirò mai a nessuno di… di te. Non ti tradirei mai. Mi devi credere!»

In diverse occasioni abbiamo temuto che Mat potesse, anche involontariamente, tradire Rand. Il tradimento avverrà, in un’altra realtà. In questa possiamo smettere di preoccuparci.

38: Esercitazioni

Addestramento alla Torre Bianca, va bene che le ragazze sono in gamba e imparano in fretta, ma qualche nozione la devono pur acquisire visto che all’inizio, specie Egwene e Nynaeve, sono davvero ingenue. Egwene non sogna di Rand mentre lui vaga fra i mondi paralleli, bel sistema per dare a lei e alle altre il tempo di imparare facendo comunque arrivare tutti a capo Toman nello stesso periodo.

Min non doveva aver abbassato abbastanza la voce, perché Nynaeve ringhiò. All’improvviso la porta si spalancò di nuovo, e un vento forte ululò nella stanza. Non sfiorò neanche le coperte sul letto di Egwene, ma Min e lo sgabello finirono a terra e rotolarono contro il muro. Subito il vento calò, e Nynaeve si fermò con un’espressione angustiata.

Se avevamo dubbi sul fatto che è meglio non far arrabbiare Nynaeve, ecco la prova. Anche se, a dirla tutta, in determinate circostanze una Nynaeve arrabbiata può essere molto utile. Min vede che le sue amiche sono in pericolo, ancora di più dopo la piacevole chiacchierata con Liandrin. Possibile che nessuna di loro si renda conto che è una trappola? Ok, noi abbiamo visto Liandrin in opera a Fal Dara, perciò abbiamo sempre saputo che Liandrin è fetente, anche se fino al tradimento non abbiamo le prove che sia una Nera. ma nessuna di loro ragiona? E Min non vede la sua vera identità? Boh.

«È un’Aes Sedai» disse asciutta Nynaeve. «Scommetto la mia migliore spilla d’argento contro un mirtillo che ogni parola che ha detto era vera. Quello che mi chiedo è se il loro vero significato sia quello che crediamo di aver sentito.»

Ecco, lo sai e nonostante tutto vai con lei. Ne hai ancora un po’ di cose da imparare…

39: Fuga dalla Torre Bianca

Se per un po’ abbiamo pensato che Elayne e Min avessero sbagliato a unirsi a Egwene e Nynaeve, ora sappiamo che hanno fatto la scelta giusta.

«Avevo organizzato le cose in modo che qualcuno si prendesse cura di voi, ma visto che siete qui… Quattro donne possono fare il viaggio bene quanto due.»

Sì, come no, una cura permanente. Però se della morte di Min si sarebbe preoccupata solo Siuan, che sa chi è, Elayne è l’erede al trono di Andor e la sua morte avrebbe provocato davvero un bel casino.

Torniamo nelle Vie, e se prima avevamo pensato che la presenza di un Ogier fosse indispensabile ora scopriamo che Liandrin si serve di una pergamena. Suppongo che l’Ajah nera abbia conoscenze che altre Ajah non hanno.

40: Damane

Voglio Liandrin morta. Prima di andare oltre, prima di qualsiasi cosa, voglio Liandrin morta. Lo so che fine fa alla fine, ma questo scherzetto, portare Egwene e Nynaeve qui sapendo cosa le aspetta, non glie lo posso perdonare. Damane. Damane? Bleah! L’idea stessa dell’esistenza delle Damane, di questa schiavitù istituzionalizzata e pure presentata come una cosa giusta, perfino necessaria, mi ha sempre fatto talmente schifo da farmi perdere il senso della durata. Per anni ho avuto la sensazione che i capitoli dedicati alle Damane e alla prigionia di Egwene fossero molti di più, invece qui c’è la cattura, se non mi sbaglio poi ce ne sarà uno sulla prigionia e infine avremo la liberazione. La mia memoria però insiste a dilatare la prigionia, perché è un concetto troppo forte per essere ridotto a poche pagine. E non m’importa che poi quest’esperienza sarà una di quelle capace di far crescere Egwene (questo e il periodo con le Aiel saranno determinanti nel suo scontro con Mesaana), odio le Damane e tutto ciò che rappresentano, e il motivo principale per cui mi spiace non avere il sequel con Mat a Seanchan è che avrei adorato vedergli smantellare tutto il sistema delle Damane.

Giusto per chiarire ancora un po’, vi riporto le parole di Leigh Butler, che esprimono esattamente il mio pensiero:

If I had to put a finger on why exactly the damane thing stirred me up so badly, I would say it’s not just the “being captured” part or even the “being tortured” part, though that’s plenty bad enough on its own. No, I think it’s Renna’s perfectly sincere conviction that this institutionalized enslavement, brainwashing, and rape of these women—and it is rape, in every way that matters, a violation of their bodies, minds, and souls—is a fucking GOOD THING.

Words cannot describe; there just isn’t vocabulary profane enough to express what I think of people who think this way. It literally made me see red.

Per fortuna Nynaeve è riuscita a fuggire.

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