La grande caccia di Robert Jordan. I capitoli 21 e 22

Rilettura di La grande caccia di Robert Jordan. Spoiler su tutta La Ruota del Tempo.

21: I nove anelli

Siamo in una locanda, giusto? E allora ci riposiamo un po’. Dopo che Lanfear evita di rivelare la sua identità scopriamo che ad aver commissionato gli scavi alla statua gigante è Galldrian, re di Cairhien. Al mattino Lanfear è sparita, lasciando dietro di sé solo una lettera sigillata con il marchio di una luna crescente.

22: Vedette

Moiraine. Considerando che lei è quella che sa più cose, e che lavora di più per far fare agli altri quello che vuole lei – lo so, c’è Verin, ma lei è un caso particolare – è notevole quanto poco riveli al lettore dei suoi progetti anche nelle parti incentrate sul suo punto di vista. Incontriamo Adeleas e Vandene, due sorelle che non termineranno mai di scrivere la loro storia perché entrambe saranno assassinate, ma questo avverrà molto più avanti. Qui, la prima volta, credevo che ci saremmo limitati a un incontro occasionale.

Moiraine, in vena di ricordi, rievoca il primo incontro fra lei e Lan. La grande caccia è del 1990, è solo nel 1999 che Jordan avrebbe pubblicato il racconto La nuova primavera, e nel 2004 la versione ampliata Nuova primavera, incentrati sul primo periodo da Aes Sedai di Moiraine e sull’incontro fra lei e Lan. Le poche righe di questo libro parlano di un rapporto conflittuale e di due volontà forti, anche se a tratti un po’ infantili. Gli ha rovesciato addosso uno stagno? Sì, ora so com’è andata, ma all’epoca ne ero stata sorpresa. Nuova primavera mi piace molto, penso che sia un ottimo prequel per La Ruota del Tempo, anche se credo che sia meglio iniziare a leggere la saga da L’Occhio del Mondo e pensare al prequel poi, almeno alla prima lettura. Quello che non mi piace è il fatto che Moiraine possa decidere così della vita di Lan, spostando il suo legame senza nemmeno consultarlo, come se lui fosse un pacco. L’intenzione è buona, salvargli la vita, ma l’idea che qualcuno possa decidere così della vita di un’altra persona perfettamente in grado di badare a sé stessa non mi piace neanche un po’. Fra l’altro in questo Moiraine va contro le consuetudini, e se molte consuetudini meritano di essere accantonate questa invece ha la mia approvazione.

Moiraine ci conferma che Nynaeve sta cambiando le fedeltà di Lan, che lui ora non è più solo un guerriero votato alla guerra contro il Tenebroso ma una persona con propri sentimenti, e io lo preferisco così. Anche se lui ha ancora paura di ammettere la verità anche a sé stesso.

«Tutti gli uomini sognano. Ma io riconosco i sogni per quello che sono. Questa» disse toccando l’impugnatura della sua spada «è la realtà.» Le mura erano state ricostruite, più alte e forti che mai.

Uscito Lan Moiraine riprende i suoi studi, anche se non ha le idee chiare neppure su cosa dovrebbe studiare.

«Così tanti argomenti. Le Guerre Trolloc. Le Vedette sulle Onde. La leggenda del Ritorno. Due trattati sul Corno di Valere. Tre sulle profezie oscure e… Luce, questo è il libro di Santhra sui Reietti. Brutto argomento. E lo stesso vale per questo su Shadar Logoth. E le Profezie del Drago, in tre traduzioni diverse e in originale. Moiraine, cosa stai cercando? Posso capire le Profezie, ci arrivano delle notizie qui, per quanto siamo lontane da tutto e da tutti. Abbiamo sentito qualcosa di quello che è accaduto a Illian. Nel villaggio gira pure la voce che qualcuno abbia già trovato il Corno.»

Le Guerre Trolloc. C’è il forte coinvolgimento di Ishamael, capire come lui avesse potuto toccare il mondo avrebbe potuto aiutare a combatterlo meglio. Fra l’altro è in questo periodo, se non ricordo male, che Ishy crea l’Ajah Nera.

Le Vedette sulle Onde e La leggenda del Ritorno. Ovviamente qui ci sono in ballo i Seanchan, e Ishy torna fuori prepotentemente visto che è stato lui a indurre Artur Hawkwing a mandare il suo esercito di là del mare in modo da creare i Seanchan e farli tornare a rompere abbondantemente le scatole.

Il Corno di Valere. Questo lo conosciamo bene, giusto?

Delle profezie oscure Jordan ci dirà ben poco, ma di Reietti in circolazione ne abbiamo già visti alcuni. Due all’Occhio del Mondo, temporaneamente fuori gioco ma noi sappiamo che torneranno, Ishy che manda gli incubi e Lanfear che prova a sedurre tutti.

Shadar Logoth. Ci siamo già passati, anche se non lo sappiamo ancora ci torneremo in… quante? tre occasioni? La storia di Liah, la pulizia di saidin… E poi c’è l’interesse per il pugnale di Mat e per ciò in cui si sta trasformando Padan Fain.

Le Profezie del Drago. Qui il motivo dell’interesse è ovvio.

Tranne per il fatto che il Corno deve essere trovato prima di Tarmon Gai’don e il Drago Rinato dovrebbe combattere l’Ultima Battaglia, non c’è nessun legame fra i due.

Forse perché non è Rand a suonarlo nessuna delle due volte?

«C’è un verso nell’originale che, tradotto letteralmente, significa ‘Cinque cavalcheranno in avanti, quattro ritorneranno. Al di sopra delle vedette si proclamerà, attraverso il cielo in fiamme col suo stendardo…’ Be’, poi continua. Il punto è la parola ma’vron. Io dico che non dovrebbe essere tradotta semplicemente come ‘vedette’, che per la precisione è a’vron. Ma’vron aggiunge una maggiore importanza. Secondo me indica le Vedette sopra le Onde, anche se loro si fanno chiamare do miere a’vron, naturalmente, non ma’vron. Adeleas sostiene che i miei sono solo cavilli. Ma io credo significhi che il Drago Rinato comparirà da qualche parte sopra Capo Toman, nell’Arad Doman o in Saldaea. Adeleas può anche pensare che io sia sciocca, ma ascolto ogni frammento di notizia che viene dalla Saldaea in questi giorni. Mazrim Taim può incanalare, così ho sentito dire, e le nostre sorelle non sono ancora riuscite a chiuderlo in un angolo. Se il Drago è Rinato e il Corno di Valere è stato trovato, allora presto ci sarà l’Ultima Battaglia. Potremmo non finire mai la nostra storia.»

Purtroppo la loro storia Adeleas e Vandene non la finiranno mai, anche se non incontreranno il Drago. Questo è un capitolo d’informazioni, ribadisco che non è infodump perché le informazioni che stiamo ricevendo non sono spazzatura ma nozioni importanti, e fornite in un modo che a livello narrativo ha senso. Il fantasy comunque è un genere un po’ a sé per quanto riguarda l’infodump. Da un lato siamo lettori fanatici, che vorremmo sapere tutto il possibile sul mondo di cui stiamo leggendo, che adoriamo appendici, alberi genealogici, mappe e quant’altro, altrimenti non si spiegherebbero le vendite di libri come The World of Robert Jordan’s The Wheel of Time, scritto da Jordan insieme a Teresa Patterson, o The Wheel of Time Companion: The People, Places, and History of the Bestelling Series, scritto da Harriet McDougal, Alan Romanczuk e Maria Simons, o, cambiando saga, Il mondo del ghiaccio e del fuoco. La storia ufficiale di Westeros e del trono di spade, scritto da George R.R. Martin, Elio M. Garcia e Linda Antonsson. Dall’altro visto che è un mondo creato dalla fantasia di un autore, le informazioni ce le può fornire solo lui, non fanno parte della nostra cultura. Se leggiamo del Re Sole non abbiamo bisogno di spiegazioni sulla vastità del suo impero o sul suo successore, se leggiamo di Artur Hawkwing queste informazioni da qualche parte Jordan ce le deve dare.

E se dopo il brevissimo commento al capitolo 21 qualcuno di voi avesse pensato che il mio stile di scrittura è cambiato e che ora sarò molto più sintetica, vi informo che non è cambiato nulla, e che quanto scrivo dipende dal tempo a mia disposizione e da quanto è ricco il capitolo. Non che il precedente capitolo non fosse bello da leggere, solo non conteneva informazioni che torneranno utili in futuro e su cui ho sentito il bisogno di fermarmi.

L’odio che uccise Shadar Logoth era un odio che i cittadini pensavano di usare contro il Tenebroso; distruggerebbe tanto la progenie dell’Ombra quanto quelli che camminano nella Luce. I Mezzi Uomini temono giustamente Shadar Logoth almeno quanto la temiamo noi.

A quanto pare Rand trova il modo di usare l’odio di Shadar Logoth contro il Tenebroso. Fra le tante cose impossibili che fa…

La voce di Vandene si abbassò, pensierosa. «Con tutto il potere che avrà il Drago, dobbiamo sopraffarlo prima che abbia l’opportunità di usarlo contro di noi, prima che possa impazzire e distruggere il mondo. Ma prima dovremmo lasciare che affronti il Tenebroso.»

Uno dei nuclei fondamentali della saga: Rand salverà o distruggerà il mondo? Chi gli è vicino lo deve aiutare, indirizzare o bloccare? La certezza non esiste, e chi reputa questa saga infantile trascura tutti i dubbi che attanagliano i personaggi. Abbiamo i Trolloc che sono chiaramente il Male, e una distinzione netta fra Bene e Male nella realtà è difficile, non è possibile dire solo dall’aspetto di una persona se è buona o cattiva. Ma abbiamo anche Amici delle Tenebre, che si nascondono perfettamente in mezzo agli altri, persone che non cercano deliberatamente il male, ma che con il loro egoismo lo provocano ugualmente, e persone che cercano il bene, ma che non sanno come fare a raggiungerlo e che sono continuamente attraversate da dubbi. E persone che cercano il Bene ma non sanno come fare per raggiungerlo, e che commettono errori. L’aspetto fantasy molto forte di questa saga la fa facilmente relegare come qualcosa di inventato e di poco significativo per noi, adatto solo a intrattenere. Sbagliato, ma per vedere la ricchezza dell’opera bisogna leggerla davvero, senza pregiudizi e senza farsi distrarre dalla presenza di esseri umanoidi dotati di becco e corna o da un uso a volte davvero spettacolare della magia.

Finite le chiacchiere arriva il pericolo in forma di Draghkar. Io sono convinta che lo abbia inviato Liandrin, in fondo pure lei è sparita dalla compagnia di Siuan e sappiamo che è una Nera, ma certezze non ce ne sono. Se qualcuno trova da brivido il concetto di bacio dei Dissennatori, i Draghkar sono arrivati prima. Per fortuna Lan e Jaem sono nei paraggi.

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