La grande caccia di Robert Jordan. I capitoli 11 e 12

Rilettura di La grande caccia di Robert Jordan. Spoiler su tutta La Ruota del Tempo.

11: Barlumi del Disegno

Il viaggio prosegue fra fugaci visioni di Lanfear, dubbi inquietanti e la consegna di una bandiera. La vita di Rand è davvero legata a essa visto che senza bandiera gli eroi del Corno non si muovono. Rand vorrebbe sfuggire da una situazione che non gradisce, ma non può.

«Tu farai il tuo dovere, Rand. Quando l’uomo in cima alla catena crolla, tutto ciò che gli sta dietro cade a pezzi. Troppe cose stanno già cadendo a pezzi. Troppe. Che la pace favorisca la tua spada, Rand al’Thor.»

Detto da un uomo che è sopravvissuto al Vietnam tornando a casa con diverse medaglie al valore. Per quanto tempo si può cercare di sfuggire a responsabilità non gradite?

Perrin non si era allontanato. Si era accovacciato con le possenti braccia poggiate sulle ginocchia e studiava Rand con gli occhi dorati. Nell’ombra della sera, sembrava che brillassero. «Se le Aes Sedai ti vogliono come falso Drago…» Fece una pausa, aggrottò le sopracciglia e si fermò per riflettere. Alla fine, disse con calma, «Rand, tu puoi incanalare?» Mat fece un respiro strozzato.

Anche Perrin è cambiato in un modo che non gli piace, e probabilmente proprio per questo è lui a capire il problema. Mat all’inizio della storia combina più casini che altro, anche se è fedele agli amici. Ma come si può rimanere fedeli a un amico destinato a impazzire e a distruggere tutto? Quali accomodamenti devono trovare i personaggi dentro di loro? Se non altro ora Mat e Perrin sanno perché Rand li ha trattati male.

«Non lo so, Rand. Tu sei lo stesso, eppure per certi versi non lo sei. Un uomo che può incanalare; mia madre lo diceva per spaventarmi quando ero piccolo. Davvero non lo so.» Allungò una mano e toccò un angolo della bandiera. «Penso che questa la brucerei, o forse la seppellirei, se fossi in te. Poi correrei così lontano e così veloce che nessuna Aes Sedai mi troverebbe mai. Su questo, Mat aveva ragione.» Si raddrizzò, guardando a occhi socchiusi il cielo verso occidente, che cominciava a tingersi di rosso per il sole calante. «È tempo di tornare al campo. Pensa a quello che ti ho detto, Rand. Io scapperei. Ma forse tu non puoi scappare. Rifletti anche su questo.» Sembrò guardare dentro sé stesso con i suoi occhi gialli, e la voce aveva un suono stanco. «A volte non si può scappare» disse, e poi se ne andò anche lui.

Robert Jordan con al fianco la moglie Harriet. Alle loro spalle ci sono io.

Robert Jordan con al fianco la moglie Harriet. Alle loro spalle ci sono io.

Quando Jordan è venuto in Italia, nel 2004, gli ho chiesto se i suoi personaggi non avessero la vita un po’ troppo facile visto che almeno fin dove ero arrivata io non era ancora morto nessuno d’importante. Lui mi ha risposto che era vero che i personaggi non erano morti, ma mi ha anche chiesto se erano felici. La sua idea era che per scrivere una storia drammatica non era necessario uccidere personaggi in continuazione. Altri autori lo fanno, e in alcuni casi con risultati notevoli, ma quel che interessava a lui era vedere come le persone reagivano a cambiamenti non graditi, come si adattavano a quel che la vita proponeva loro. Quanti dei personaggi hanno scelto il loro cammino? Quanti lo hanno accettato senza tentare di sfuggirgli? Quella che ci si avvicina di più è Egwene, gli altri hanno combattuto i cambiamenti. Ma a volte, come dice Perrin dagli occhi d’oro, non si può scappare.

Piccola nota su Padan Fain: anche lui sta cambiando, e quello è veramente un brutto cambiamento.

Lui era cambiato. L’inseguimento dei tre lo aveva portato a Shadar Logoth. Lui non ci sarebbe voluto andare, ma aveva dovuto obbedire. All’epoca. Poi, a Shadar Logoth…

Ogni tanto perde Rand, quando il nostro amico, come ha fatto addormentandosi, entra nel Vuoto.

12: Tessiture nel Disegno

Stavolta i protagonisti non si sono separati per sbaglio, come a Shadar Logoth. Qui c’è una precisa scelta, con cammini diversi che si intersecheranno solo di tanto in tanto. Come sempre i viaggi sono usati per spiegare qualcosa, o per insegnare. La prima che si preoccupa di farlo è Verin, che fornisce utili informazioni sulle Selvatiche e sui limiti di Nynaeve nell’utilizzo dell’Unico Potere, parla della conoscenza e riesce a manipolare Nynaeve inducendola a restare.

«Secondo ogni criterio,» intervenne Verin «tu sei una donna adulta, Nynaeve. Di solito, quanto più giovani sono le novizie, migliori sono i risultati che ottengono: non per come reagiscono all’addestramento, ma perché ci si aspetta che una novizia faccia quello che le viene ordinato, subito e senza fare domande. Questo ha la sua utilità solo quando si raggiunge un certo livello dell’addestramento – un’esitazione al momento sbagliato o un dubbio su quello che ti è stato detto di fare possono avere conseguenze tragiche – ma seguire la disciplina è sempre la cosa migliore. Dalle Ammesse, invece, ci si aspetta che mettano in discussione le cose, poiché si suppone che sappiano abbastanza bene cosa chiedere e quando. Quale tra questi due livelli pensi che preferiresti?»

Oh, Verin! Nel colloquio fra Rand e l’Amyrlin era intervenuta con una spiegazione sui pesci che volano per dar modo a Rand di riprendersi dalla valanga sotto cui lo stava sommergendo Siuan, facendo sembrare il suo intervento come la frase di una studiosa puntigliosa ma poco attenta alla politica, e qui raggira completamente l’ex Sapiente. Ogni volta che me la trovo di fronte la amo sempre più, perché è dovuta morire per rivelare a Egwene tutto ciò che aveva bisogno di sapere?

«Non lo puoi far accadere» stava dicendo l’Aes Sedai. «Lo devi lasciar accadere. Ti devi arrendere al Potere prima di poterlo controllare.»

Stai parlando con Nynaeve, ricordi? Non credo che il verbo lasciare appartenga al suo vocabolario. Si passa dal nulla all’incendio in un attimo, senza preavviso.

Le lezioni proseguono nei giorni successivi con le Aes Sedai presenti, anche se scopriamo che la presa di Siuan sulle sue Figlie è debole visto che ben tre di loro spariscono: Moiraine, che si è recata da Vandene e Adeleas, Liandrin, che le aizza contro il Dragkar, e Verin, che va a caccia di Rand. Egwene inizia a fare sogni, e Anaiya giustamente vede in lei una Sognatrice. La donna sognata da Egwene, ovviamente, è Lanfear. Quanto ad Anaiya, farà una brutta fine, uccisa da Halima: la percentuale di sopravvivenza delle prime Aes Sedai che incontriamo mi sembra abbastanza bassa, e anche chi sopravvive vede il suo potere decisamente ridimensionato. A proposito di morti… ieri è stato il nono anniversario della morte di Robert. Riposa in pace, James Oliver Rigney Jr…

Due capitoli soli commentati, ora è tardi e vado a dormire. Riuscirò domani a commentare fino al capitolo 20?

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