La grande caccia di Robert Jordan. Capitolo 5

Rilettura di La grande caccia di Robert Jordan. Spoiler su tutta La Ruota del Tempo.

5: L’Ombra nello Shienar

Prosegue la simpatica riunione fra Moiraine e Siuan, con nell’aria un pericolo terribile e molto personale:

Le donne quietate non vivevano meglio degli uomini domati.

Siuan e Leane verranno davvero quietate. Jordan ha spiegato che mentre è frequente la storia di una persona che parte dal basso e arriva ai vertici – e molti personaggi della sua saga seguono questo percorso – la storia inversa, di qualcuno che precipita, è meno indagata, e lui ha voluto raccontarla. Siamo in un fantasy, giusto? E quindi abbiamo le profezie.

«Le Profezie devono avverarsi. Ci hanno insegnato che è così, che deve essere così, eppure il loro adempimento tradisce tutte le altre cose che ci hanno insegnato. Alcuni direbbero che è contro tutto quello che noi rappresentiamo.»

In genere le profezie vengono comprese solo dopo che si sono verificate, e si verificano in modi sorprendenti. Jordan però ha un modo di renderle inquietanti davvero notevole. E se le profezie parlano del futuro non può mancare uno sguardo nel passato.

«Solo due volte, fin dai tempi della Frattura del Mondo, l’Amyrlin Seat è stata spogliata della stola e del bastone.»

«Tetsuan, che tradì il Manetheren per invidia dei poteri di Ellisande. E Bonwhin, che provò a usare Artur Hawkwing come una marionetta per dominare il mondo e così facendo quasi distrusse Tar Valon.»

L’Amyrlin continuava a studiare il giardino. «Tutte e due erano dell’Ajah Rossa, ed entrambe furono sostituite da sorelle dell’Ajah Azzurra. Il motivo per il quale non c’è più stata un’Amyrlin scelta fra le Rosse e quello per cui l’Ajah Rossa accetta ogni pretesto per contrastare un’Amyrlin presa tra le Azzurre sono, in concreto, la stessa cosa. Io non ho nessun desiderio d’essere la terza a perdere stola e bastone, Moiraine. A te, naturalmente, toccherebbe essere quietata e bandita dalle Mura Lucenti.»

Bingo! Tu, Siuan, sarai la terza a perdere stola e bastone, e questo avverrà grazie a una sorella Rossa (ci sono di mezzo anche le Nere, ma questo all’inizio non lo sa nessuno). L’amicizia fra le due Ajah si fa sempre più forte. Comunque… Tetsuan e Bonwhin, due episodi su cui avevamo avuto già accenni in passato. Man mano, quando Jordan pensa che possiamo accettarli perché abbiamo assimilato le altre informazioni che ci ha dato, approfondisce il mondo e ci fa conoscere meglio ciò che è avvenuto.

I venti del destino stanno soffiando, Siuan, e noi dobbiamo cavalcarli e vedere dove ci porteranno.

In effetti c’è sempre una certa arietta nella saga. Sì, non posso evitare di fare la scema, Robert Jordan mi piace troppo.

Improvvisamente rimise il Corno nella sua nicchia e richiuse lo scrigno, come se non potesse più sopportare la vista di quello strumento. «Agelmar me lo ha dato non appena la cerimonia di Benvenuto è terminata. Mi ha detto che aveva paura di andare nella sua camera di sicurezza, finché lo scrigno era ancora conservato lì. La tentazione era troppo grande, mi ha spiegato. La tentazione di suonare egli stesso il Corno e di guidare l’esercito che avrebbe risposto alla chiamata, portandolo a nord, attraverso la Macchia, per radere al suolo Shayol Ghul e mettere fine all’esistenza del Tenebroso. Bruciava per l’esaltazione della gloria, ed è stato questo, mi ha detto, a fargli capire che non era destinato a suonarlo, che non doveva essere lui. Non vedeva l’ora di liberarsene, eppure lo voleva per sé.»

Moiraine annuì. Agelmar conosceva la Profezia del Corno; la maggior parte di quelli che combattevano contro il Tenebroso la conosceva. «Fa’ che chiunque mi suoni non pensi alla gloria, ma solo alla salvezza.»

Una tentazione fortissima, il motivo per cui J.R.R. Tolkien ha deciso di non affidare l’Unico Anello né a Gandalf né a Galadriel. Cosa avrebbero fatto loro se ne fossero stati corrotti? Certo ben di peggio di quanto fa Gollum. I due suonatori del Corno, Mat e Olver, sono troppo impegnati a pensare alla salvezza per preoccuparsi della gloria. La scena di Olver mi ha colta completamente di sorpresa, ed è straordinaria.

Mai più di un falso Drago per generazione fin dai tempi della Frattura e adesso tre a piede libero per il mondo contemporaneamente, e altri tre negli ultimi due anni. Il Disegno esige un Drago perché sta per raffigurare il momento di Tarmon Gai’don.

Ci stiamo avvicinando davvero a Tarmon Gai’don, e questo è uno dei tanti segni. Poi ci sono voluti un bel po’ di libri per arrivarci, il successo dei romanzi ha consentito a Jordan di ampliare il suo mondo quanto voleva. Quasi quanto voleva, se non fosse morto forse non si sarebbe accontentato di 14 romanzi (più prequel, sequel, outrigger e quant’altro). Ho letto numerose critiche sul fatto che siccome vendeva ha allungato il brodo per guadagnare di più. Opinione legittima che io non condivido, per me siccome vendeva ha potuto lasciare spazio alla sua fantasia e realizzare un’opera grandiosa.

«Nessuno dei due è il prescelto, Siuan. Il Disegno non esige un Drago, ma il Drago. Fino a quando egli non si proclamerà, il Disegno continuerà a generare falsi Draghi, ma dopo quello vero non ce ne saranno altri. Se uno tra Logain e l’altro fosse stato il predestinato, non ce ne sarebbero stati altri.»

«’Poiché lui verrà come l’alba dirompente, frantumerà di nuovo il mondo con il suo avvento, e lo costruirà da capo.’ O andremo nudi nella tempesta, oppure ci aggrapperemo a una protezione che ci affliggerà. La Luce ci aiuti.»

Non spunteranno altri falsi draghi dopo questo romanzo, ma problemi in abbondanza sì. Verrà come l’alba dirompente, eh? Gli Aiel dicono Colui che viene con l’alba.

La conversazione si sposta sul cuendillar, la Pietra dell’Anima.

La fabbricazione del cuendillar era andata perduta con la Frattura del Mondo, ma ciò che era stato fatto con quel materiale era sopravvissuto al cataclisma. Anche gli oggetti ingoiati dalla terra o affondati nei mari erano ancora integri; dovevano esserlo. Nessuna forza poteva spezzare il cuendillar; anche l’Unico Potere, diretto contro la Pietra dell’Anima, la rendeva solo più forte. Eppure qualche potere aveva spezzato quell’oggetto.

Egwene scoprirà come fabbricare il cuendillar, una delle tante cose che saranno riscoperte. Quanto al distruggerlo, anche se dubito che Jordan lo avesse già creato, il sigillo potrebbe essere stato spezzato usando il Vero Potere.

Il segreto tenuto nascosto al mondo, se mai il mondo ci avesse pensato, era che fin dalle Guerre Trolloc nessuna Amyrlin Seat aveva mai saputo dove fosse anche uno solo di quei sigilli.

Spariti, proprio come l’Arca dell’Alleanza. Forse dovremmo mandare Indiana Jones a cercarli. Trolloc, nazisti… che problema c’è?

«Moiraine, lui risplendeva come il sole. Poche volte sono stata spaventata, in vita mia, ma la sua vista mi ha terrorizzata. Volevo scomparire, volevo gridare. Riuscivo a malapena a parlare. Agelmar ha pensato che fossi arrabbiata con lui, gli ho detto così poco. Quel giovane… è quello che stiamo cercando da vent’anni.»

Dai tempi di Nuova Primavera, anche se Jordan non aveva ancora in mente di raccontare quella storia. E, nonostante i vent’anni di ricerca, Siuan non può non essere spaventata perché lui, un uomo, può incanalare l’Unico Potere. Rand è in compagnia di diversi compaesani, fra cui Mat. Moiraine vorrebbe curarlo, peccato che il furto del pugnale renda la cosa impossibile.

Ho fatto bruciare tutti i loro vecchi vestiti. Ci sono state troppe occasioni nelle quali un pezzo dei loro indumenti poteva cadere nelle mani sbagliate. Li purificherò prima che partano; non se ne accorgeranno nemmeno. Non ci sarà nessuna possibilità che siano rintracciati a quel modo, e la sola altra cosa che li minaccia è chiusa sotto chiave qui, nelle prigioni.

Ecco il perché del cambio d’abiti, oltre al desiderio di nobilitarli. Rand ha consevato a sua insaputa il mantello di Thom, ma per fortuna questo non comporterà guai. Fain però non resterà a lungo sotto chiave.

«Ho i mezzi per farlo proclamare il Drago Rinato, che lui lo voglia o no. E se anche io dovessi fallire per qualche motivo, il Disegno stesso provvederà a farlo dichiarare il vero Drago. Ricordati che lui è ta’veren, Siuan. Non ha maggior controllo sul suo destino di quanto ne ha lo stoppino di una candela sulla fiamma.»

Chissà perché poi Rand cerca di fare di testa sua. Essere costretto così in una direzione sgradita spingerebbe alla ribellione anche persone meno testarde di lui.

Lasciata Fal Dara ci spostiamo fra i Manti Bianchi con il nuovo punto di vista di Geogram Bornhald, ormai il lettore è stato definitivamente agganciato e può accettare spostamenti su altri personaggi e ampliamenti sempre maggiori del mondo. Ci prepariamo a spostarci verso Ovest, e questo in tutte le trame, anche se all’inizio si fatica a capirlo (e la brutta mappa contenuta nelle edizioni Fanucci non invita alla consultazione):

Ci sono voci che circolano nelle strade. Dicerie insensate, per la maggior parte, riguardo al ritorno delle armate di Artur Hawkwing.

Molto insensate, davvero. E se i Manti Bianchi “comuni” non bastassero abbiamo pure gli inquisitori. Odio questi fanatici, anche se alla fine, sotto la guida di Galad, anche loro faranno qualcosa di buono.

Altro nuovo punto di vista, tornando a Fal Dara, è quello di Liandrin. La storia si fa sempre più ingarbugliata. La nostra amica va a intimidire lady Amalisa, e, in perfetto stile nazista,

Con noncuranza gettò il libro nel fuoco.

Neanche fossero state le 50 sfumature

I metodi di Liandrin sfiorano la coercizione, anche se ancora non sappiamo cosa sia.

Quello di Liandrin non era un talento completo, lei non era in grado di forzare gli altri a obbedirle – anche se ci aveva provato, oh se ci aveva provato –, però poteva aprirli ai suoi argomenti, fare in modo che volessero crederle, che più di ogni altra cosa volessero essere convinti che lei aveva ragione.

Qualcosa di simile lo fatà Verin, ma in modo meno aggressivo e con tutt’altro scopo. Liandrin, come tutte le Nere, può mentire, ma quando più preferisce parlare come una vera Aes Sedai:

«L’Ajah Nera è reale, Figlia mia. Reale, ed è qui, fra le mura di Fal Dara.»

Ultimo punto di vista per Padan Fain, che viene liberato da Ingtar. In realtà nella scena non si vede chi sia a liberarlo, è stato lo stesso Jordan a confermare l’identità in un’intervista.

Non ho più tempo per scrivere, quindi anche se ho già letto altri cinque capitoli per ora mi fermo qui. Il resto la prossima settimana.

Questa voce è stata pubblicata in citazioni, Robert Jordan rilettura e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...