Matt Kaplan: Scienza del magico

Matt Kaplan è un giornalista scientifico. Il suo lavoro consiste nel guardarsi intorno con curiosità, porsi domande sulla realtà, indagare a fondo grazie alla collaborazione di esperti nei vari rami della scienza e spiegare il tutto ai profani in forma comprensibile. Il suo unico libro disponibile in Italia, La scienza del magico, porta un titolo che a qualcuno potrebbe apparire paradossale. Come può la magia essere scientifica? Non sono due cose in contrapposizione? Partiamo dalla quarta di copertina:

Le migrazioni degli uccelli possono davvero predire il futuro? Esistono pozzi sacri in grado di curare? Come si prepara una pozione d’amore? La fluidodinamica può spiegare il miracolo dell’apertura delle acque del mar rosso? E cosa dire dei mutanti umani in grado di rigenerarsi come Wolverine? Da sempre l’uomo volge lo sguardo al soprannaturale per spiegare ciò che a volte è spiegabile. Questo libro fa esattamente l’opposto: attraverso la scienza, cerca di capire cosa ci può essere di vero e reale nei fenomeni, nei rituali, nei luoghi e negli oggetti magici più famosi, curiosi e affascinanti della mitologia antica e contemporanea. Dal santo graal alla stregoneria, dagli oracoli alla pietra filosofale, da Houdini agli X-Men, da Stonehenge a Capitan America, una lettura affascinante e divertente che dimostra come la verità scientifica a volte possa essere più sorprendente della fantasia.

Kaplan si interessa di episodi leggendari, mitologici, religiosi e storici, citando di tanto in tanto le derivazioni contemporanee dalle antiche credenze. Ci sono illusioni e credenze infondate alla base di molte presunte magie, ma sorprendentemente spesso ci sono basi scientifiche davvero solide, anche se le popolazioni che hanno dato origine ai miti e alle storie giunte fino a noi non conoscevano i principi scientifici spiegati da Kaplan. A proposito di storia, quella che si studia a scuola, c’è un episodio che non posso non citare:

Da bambino, dopo aver assistito all’atroce morte per avvelenamento del padre, nel 120 a.C., Mitridate fece di tutto per non cadere vittima dello stesso destino. Durante il suo regno fece centinaia di esperimenti su prigionieri, sudditi, amici e addirittura su se stesso. Cominciò col mescolare con il miele alcuni ingredienti, compresi veleni in piccole dosi, per creare un impasto che veniva poi trasformato in pastiglie masticabili. Per tutta la vita ingerì una di queste compresse al giorno ed è opinione condivisa che fosse realmente diventato immune ai veleni. E quando fu sul punto di essere catturato dai romani, nel 63 a.C., e cercò di uccidere se stesso e la figlia con un veleno, sua figlia morì sul colpo, mentre il corpo di Mitridate riuscì a sconfiggere le tossine.

Se questo vi fa venire in mente la frase: «Ho trascorso gli ultimi anni della mia vita a crearmi un’immunità alla polvere di iocaina», allora non siete soli. Quando l’avevo sentita per la prima volta, la storia di Mitridate mi era sembrata fantasiosa come quella del film La storia fantastica, eppure, molto probabilmente, contiene un fondo di verità.

La mitologista Adrienne Mayor, autrice di un libro su Mitridate dal titolo Il re veleno, fa notare che il corpo umano può sopportare l’ingestione di numerosi veleni in piccole dosi. Uno degli esempi da lei citati riguarda l’arsenico.

La spiegazione di Kaplan prosegue, io mi fermo qui, ma una citazione della iocaina non potevo proprio lasciarmela scappare. Se Mitridate è un personaggio storico, Odino con i suoi corvi proviene dalla mitologia norrena:

Secondo la mitologia vichinga, nel suo regno celeste di Asgard Odino possedeva due corvi. Chiamati Huginn, che significa “pensiero”, e Muninn, “memoria”, questi uccelli raccoglievano informazioni nel mondo mortale di Midgard e portavano messaggi ai seguaci di Odino. Dal canto suo, Odino era così legato ai suoi due corvi che spesso la gente si riferiva a lui con l’appellativo di Rafnagud, e cioè il dio corvo. Odino aveva anche due lupi come compagni, Geri, “l’avaro”, e Freki, “l’ingordo”. Per via della relazione con il loro dio, i vichinghi consideravano l’avvistamento di un lupo come un segno di buon auspicio, in quanto Odino doveva trovarsi nelle vicinanze.

Mi era sempre sembrato strano che i vichinghi vedessero i lupi sotto una luce positiva. I lupi si cibano dei grandi mammiferi che i nostri antenati cacciavano. Essi, dunque, erano in competizione con noi, non erano nostri alleati. Ecco perché a mio parere questo mito non aveva alcun senso. Poi, mentre il ranger spiegava le più recenti scoperte fatte a Yellowstone cominciai a capire.

Le spiegazioni di Kaplan spesso comprendono anche il modo in cui è arrivato a scoprire determinate cose, conversazioni con esperti del settore o esperimenti sul campo. In questo caso, trattandosi di animali selvaggi, il suo lavoro lo ha portato in un parco. Odino ha deciso di non farsi vedere, ma lupi e corvi non sono stati altrettanto timidi e gli hanno spiegato chiaramente il rapporto esistente fra loro, anche se io ho deciso di non pubblicare l’intera spiegazione e di rimandarvi al libro. Ma, a proposito di interpretazioni moderne…

Il concetto del corvo come guida divina sopravvive ancora oggi. Non sono sicuro che George R. R. Martin ne sia consapevole, ma nelle sue Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, meglio note nella trasposizione televisiva de Il Trono di Spade, prende in prestito la mitologia norrena quando abbandona Brandon Stark al suo destino in compagnia di un corvo.

Si tratta solo di brevi estratti, giusto per farvi capire di cosa si è occupato Kaplan e come scrive. Io non ho capito tutto quello che c’è in La scienza del magico, le mie conoscenze scientifiche sono pressoché inesistenti (mai studiato chimica in vita mia, per esempio), ma i punti ostici sono pochi e non durano a lungo. Quello che segue è il sommario, comprensivo delle citazioni che aprono ogni capitolo:

Introduzione

E alcuni fatti che non avrebbero dovuto essere dimenticati andarono perduti. La storia divenne leggenda e la leggenda un mito.

Galadriel, La Compagnia dell’Anello

Guarigione

Preghiere, piscine sacre, rigenerazione e sacro eyeliner

Il potere taumaturgico del Graal è l’unica cosa che ora può salvare tuo padre. Per te è arrivato il momento di chiederti in che cosa credi.

Walter Donovan, Indiana Jones e l’ultima crociata

Trasformazione

In animali, feroci guerrieri, supersoldati e altre stranezze

Lo sai, detesto dire: “Te l’avevo detto”, ma quel progetto del supersoldato era stato messo da parte per una buona ragione.

Tony Stark, L’incredibile Hulk

Immortalità e longevità

Elisir di lunga vita, Santi Graal e urina di alchimista distillata

Guarda chi la sa lunga. Si dà il caso che il tuo amico sia “quasi” morto.

Miracle Max, La storia fantastica

Cieli soprannaturali

Pietre solari, calamità, poteri dei pianeti e tempeste evocate

Una volta un filosofo chiese: “Siamo umani perché osserviamo le stelle, oppure osserviamo le stelle perché siamo umani?”

Domanda inutile, in realtà… “Le stelle ci osservano?”. È questa la vera domanda.

Voce narrante, Stardust

Animali e piante: presagi, guide e divinità

Lupi e corvi di Odino, gatti della morte, foreste parlanti e uccelli meteorologi

Eywa ti ha sentito!

Neytiri, Avatar

Profezia

Aruspici, alte sacerdotesse e apparecchi per la lettura della mente

Grazie alla forza vedrai molte cose. Altri luoghi. Il futuro, il passato, gli amici scomparsi da tempo.

Yoda, L’Impero colpisce ancora

Oltre la tomba

Cancelli dell’aldilà, guardiani dei defunti ed esperienze di pre-morte

Fai finta che non sia davvero morire, ma che sia una specie di partenza intelligente.

La morte, Buona Apocalisse a tutti!

Incantesimo

Filtri d’amore, sonniferi, frutti che alterano la mente e peni infilzati con aculei di pastinaca

Immergi la mela nell’infuso. Lascia che s’imbeva del sonno mortale

La Regina, Biancaneve e i sette nani

Super-umani

Savant, monaci buddisti, mangiatori di spade, camminatori sul fuoco e maghi da palcoscenico

Libera la mente.

Morpheus, Matrix

Conclusioni

Credo a ciò che voi chiamate magia; ma non capisco davvero che cosa significhi.

Galadriel, La Compagnia dell’Anello

A quale conclusione possiamo giungere?

L’antica magia dei nostri antenati nasceva spesso dal bisogno di dare una spiegazione fenomeni che andavano al di là della loro comprensione. In quelle circostanze, la magia sotto forma di stregoneria, divinità e altri elementi soprannaturali veniva usata per colmare un vuoto e dare un senso a qualcosa che altrimenti non ne aveva. La magia veniva usata per spiegare l’apparentemente impossibile.

E le spiegazioni di questo libro sono davvero affascinanti.

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