L’Occhio del Mondo di Robert Jordan. Dal capitolo 45 alla fine (ma c’è una fine?)

Rilettura degli ultimi capitoli di L’Occhio del Mondo di Robert Jordan, spoiler su tutta La Ruota del Tempo.

45: Pericolo nell’ombra

Il viaggio nelle Vie prosegue, con

una pietra sconnessa cadde nelle tenebre sottostanti. Se ci fu un tonfo, Rand non lo udì di certo.

A Pipino era andata meglio quando

Spinto da un impulso improvviso, cercò tastoni un sasso e lo lasciò cadere nel pozzo. Udì il proprio cuore battere parecchie volte prima che risuonasse alcun rumore. Poi da luoghi molto profondi, come se il sasso fosse piombato nelle acque abissali di qualche posto cavernoso, giunse un plunk, estremamente distante

lontano, ma il suono c’era stato. Sì, non posso proprio fare a meno di pensare anche a J.R.R. Tolkien e a Il signore degli anelli. Ora, alla sesta lettura di L’Occhio del Mondo. Alla prima avevo il cuore in gola e mi chiedevo come Rand e compagnia avrebbero fatto a uscire da Moria. No, nonostante tutto Moria è meno inquietante, lì ci sono solo orchi e Balrog, mica Machin Shin.

Intanto che viaggiamo io noto due errori di traduzione. Uno lo abbiamo quando salta fuori l’argomento Min, con conseguente rischio di scatenare la gelosia di Egwene.

«c’è stato davvero qualcosa, fra te e Min? Sono riuscito a darle appena un’occhiata. Era davvero graziosa, ma avrà sì e no l’età di Nynaeve.»

Da quando in qua Mat, che è più giovane di Nynaeve (e coetaneo di Rand, con cui sta parlando) può permettersi di dire una cosa del genere? Nynaeve è giovane secondo gli standard abituali delle Sapienti, ma è la più grande del gruppo di Emond’s Field ed è l’unica che, anche prima di partire, ricopriva un posto d’autorità, quindi solo un’Aes Sedai avrebbe potuto liquidarla come giovane. No, Mat dice

she was pretty, but she must be nearly as old as Nynaeve,

che potremmo tradurre con un “lei era carina, ma doveva avere per lo meno l’età di Nynaeve”. Insomma, l’idea di essere attratti da Min è improbabile non perché la ragazza è troppo giovane, ma perché è troppo grande. L’altro errore lo avevo notato la scorsa settimana, ma visto che non ero a casa non potevo fare controlli con il testo originale. Nel capitolo 41, Vecchi amici e nuovi pericoli, ipotizzando un assalto di Trolloc, Lan dice che

Forse questo assalto spingerà metà degli eserciti del Sud a marciare contro le Marche di Confine

come dire, visto che gli uomini delle Marche sono già in difficoltà, attacchiamoli pure noi e aiutiamo i Trolloc a massacrarli. Il passo originale è

that act may send half the armies of the south marching to the Borderlands,

cioè “Forse questo assalto spingerà metà degli eserciti del Sud a marciare verso le Marche di Confine”. La parola to può essere tradotta sia con contro, come ha fatto Gaetano Luigi Staffilano, che con verso, e solo il contesto può far capire quale sia la traduzione corretta. Io, a senso, e in un momento in cui stavo leggendo con calma perché conoscevo già il futuro dei protagonisti e quindi non ero distratta dalla trama, ho notato l’incongruenza, ma per quest’incongruenza che ho notato mi viene da chiedermi quanti altri errori non ho notato, e quante allusioni mi sono sfuggite semplicemente perché non sono state tradotte.

Tornando alle Vie, per quanto possano essere angoscianti i protagonisti vengono comunque pedinati. Gollum/Padan Fain è difficile da seminare, pure in un luogo che altera le percezioni di Lan. Lan vorrebbe indagare, ma Loial nota che la cosa non è fattibile:

«Se resti indietro, Custode,» disse Loial deciso «passerai nelle Vie il resto della tua vita. Anche se sai leggere la lingua ogier. Non mi risulta che un essere umano abbia mai trovato il percorso dopo la prima Isola senza una guida ogier. E sai leggere la nostra lingua?»

Non ci si può separare, pena lo smarrirsi per sempre – o comunque fino alla morte, che non sarà troppo lontana. Mat si ritroverà in questa situazione, solo un po’ peggio, quando andrà a salvare Moiraine in Le torri di mezzanotte. Un vecchio dubbio comunque viene svelato: i Trolloc sono giunti nei Fiumi Gemelli tramite le Vie.

Prima di uscire il gruppo incontra quancuno che potrebbe fare amicizia con Mashadar: Machin Shin.

«Un residuo del Tempo della Follia, forse» rispose Moiraine. «O perfino della Guerra dell’Ombra, della Guerra di Potere. Una cosa rimasta nascosta nelle Vie per tanto di quel tempo da non poterne piú uscire. Nessuno, nemmeno fra gli Ogier, sa fin dove si estendano le Vie, né a quale profondità. Il vento potrebbe essere parte delle Vie stesse.

«Come ha detto Loial, le Vie sono vive e tutti gli esseri viventi hanno parassiti. Forse si tratta addirittura di una creatura della corruzione stessa, nata dal marciume, che odia la vita e la luce.»

Che bello!

46: Fal Dara

Messo da parte il pericolo riprendiamo brevemente a costruire il mondo.

«Secondo le storie, l’Uomo Verde è difficile da trovare e nessuno lo trova due volte.»

«Due volte no» convenne Loial. «Ma io non l’ho mai incontrato e voi neppure. E lui non sembra evitare gli Ogier come evita gli esseri umani. Sa molte cose, sugli alberi. Perfino le Canzoni dell’Albero.»

Ricordo un rifugio sulle montagne presente ne La saga dei Belgariad di David Eddings, mi pare nel terzo romanzo, che può essere trovato solo una volta, e solo in caso di necessità, ma ho letto la saga troppi anni fa per poter ritrovare facilmente la citazione. E sicuramente c’è una base in qualche leggenda, ma al momento non riesco a focalizzare in quale e non ho voglia di perderci dietro troppo tempo. Un uomo vorrebbe veder ancora volare la Gru Dorata, e in effetti Lan porterà ancora quella bandiera prima della fine, anche se qui la cosa sembra del tutto improbabile. Intanto conosciamo alcuni personaggi, Ingtar, che come scopriremo in La grande caccia è un Amico delle Tenebre, e Agelmar, che credevo non avremmo più rivisto, quando ancora non sapevo che Jordan non dimentica mai un suo personaggio dopo averlo portato in scena.

Man mano che le chiacchiere vanno avanti scopriamo che Moiraine è già stata all’Occhio del Mondo, e questo solo fatto dovrebbe squalificarla nella ricerca visto che teoricamente lo si può raggiungere una volta sola, ma nessuno dice nulla in proposito. E Jordan non spiega mai perché Moiraine si sia recata all’Occhio in passato. Piccola incongruenza.

Fra una chiacchiera e l’altre i nostri fumano erba pipa, anche se per non far vedere che stanno contrabbandando fumo da un romanzo all’altro la chiamano Tabacco dei Fiumi Gemelli, mentre Lan si rivela un fine conoscitore degli haiku. Riprendo la poesia da lui recitata, mettendo gli a capo nei punti giusti:

Il petalo di rosa galleggia sull’acqua.

Il martin pescatore saetta sul laghetto.

Vita e bellezza turbinano tra la morte.

La prima volta che ho avuto a che fare con degli haiku è stata con la duologia (magicamente diventata una trilogia in italiano) dell’Impero Wa di Sean Russell. In seguito ho letto un libro di haiku, ho ritrovato questa forma poetica in La rinascita di Shen Tai di Guy Gavriel Kay e proprio perché il romanzo di Kay mi è piaciuto quanto mi è piaciuto ho letto anche Poesia cinese dell’epoca T’ang. Ben detto Lan, le tue parole non sfigurano al fianco di quelle di Wang Wei, di Li Po o di Tu Fu. Il tempo delle rose finisce in fretta con la cattura di Gollum/Padan Fain, che ha pure un momento da Vermilinguo quando si propone come consigliere di Agelmar. Prima che la situazione si incasini troppo Moiraine lo porta via.

47: Altri racconti della Ruota

Il primo racconto è la storia di Lan. Dopo tutto quello che abbiamo visto è sorprendente scoprire che, come un certo Aragon, è un re anche se non porta la corona? Continuo a fare riferimenti a Tolkien semplicemente perché Tolkien è stato, è e sarà un punto di riferimento imprescindibile per chi si occupa di fantasy, come scrittore ma anche come semplice lettore, e questo indipendentemente dal fatto che si ami o che si odii l’opera del professore di Oxford. Però il motivo di un bambino che si scopre essere più di quello che si credeva all’inizio, magari anche un re, è molto più antico di Tolkien. Restando in ambito fantasy-cavalleresco avete presente un certo re Artù? Anche se il semplice fatto che Lan sia un re non è sorprendente, la sua storia è affascinante. Jordan si dimostra bravissimo a donare passato e profondità ai suoi personaggi. La tragedia del Malkier comunque non si esaurisce nel passato.

Breyan fuggí, portando con sé il figlio neonato, Isam, e fu assalita dai Trolloc mentre cavalcava verso sud. Nessuno conosce con certezza la loro sorte, ma è facile immaginare quale sia stata. Provo pietà solo per il piccino. Quando si scoprì il tradimento di Cowin Cuordoro e costui fu catturato dal giovane Jain Charin, già soprannominato Jain Farstrider…

Isam è una delle due metà di Isam/Luc, l’Assassino che da L’ascesa dell’Ombra in poi renderà difficile la vita di Perrin. Quanto a Jain Farstrider, questa è solo una delle tante volte che il suo nome fa capolino nei romanzi e che fa nascere in noi il desiderio di conoscerlo davvero.

Finita la storia di Lan passiamo a quella di Fain, amico del Tenebroso da oltre quarant’anni e in caccia di Rand da tre. Questi racconti comunque non rendono bene in un riassunto, mi limito a una nota:

«Il Vento Nero lo raggiunse… e Fain sostiene d’avere capito le voci. Alcune lo salutarono come loro simile, altre ebbero paura di lui. E quando lo avvolse, il Vento Nero si affrettò a lasciarlo.»

Il Vento Nero si ritrae da Fain? Bel biglietto da visita, davvero. Finite le chiacchiere si parte per l’ultima tappa del viaggio, la più pittoresca, ed è tutto dire.

48: La Macchia

Ingtar accompagna il gruppo per un breve tratto, e tutto sembra tranne che un Amico delle Tenebre. È un ottimo attore o Jordan non aveva ancora deciso la sua sorte? Ricordiamo un dettaglio: quelli che noi conosciamo come i primi tre romanzi nelle intenzioni di Jordan sarebbero dovuti essere un libro solo, poi la storia è cresciuta narrandola (vi ricorda qualcuno?) e il primo romanzo si è trasformato in tre libri. Belli grossi. E per ciascuno dei primi due libri Robert ha dovuto trovare una conclusione, perciò se qualche dettaglio non è andato a posto alla perfezione è comprensibile.

Il paesaggio della Macchia è davvero malato, se Jordan voleva far vedere come il tocco del Tenebroso sia capace di devastare il mondo c’è riuscito in pieno. Brrr… E della creatura che, come Nessie, vive in un lago troppo più piccolo per lui, presso le Sette Torri, ne vogliamo parlare? No, Nessie lo lasciamo in pace, lui e le sue mani nei posti sbagliati, noto che le torri sono sette, come i sette colli, sette re di Roma e i sette regni, sette dei di George R.R. Martin. Prima o poi bisognerà parlare anche di numeri, non solo di quella fisica che ogni tanto Jordan ritira fuori:

«Una curvatura, in modo che lo sguardo non si posi su di noi ma giri intorno.»

Mi fa pensare a un trucco per non essere visti usato da Katharine Kerr nella sua Saga di Deverry, ma davvero non ho tempo per rileggere pure la Kerr. E dovrei anche andare avanti con Deverry, mi manca l’ultima serie. Comunque Jordan sicuramente aveva in mente principi fisici e non una scrittrice quando parlava di curvatura. NB: se fra voi c’è qualche fisico che si imbatte in una legge e la vuole spiegare è ben accetto, mi risparmia un bel po’ di fatica.

Buffo che Egwene dica a Rand che lo vuole come Custode, era stato il mio primo pensiero (al di là della negazione) quando Min aveva detto

‘Lei non è per te e tu non sei per lei’

Facendo i conti Egwene avrà due custodi, nessuno dei due sarà Rand. Rand sarà il custode di… due Aes Sedai, una Sapiente e una donna capace di vedere frammenti del disegno, e ovviamente nessuna di loro è Egwene. Le cose non andranno esattamente come i due potevano immaginare a questo punto. Una cosa che invece non cambia è Lan:

«Non sono un re, Nynaeve. Sono soltanto un uomo.»

Quanto abbiamo amato Lan in Memoria di Luce quando dice a Demandred di essere soltanto un uomo? Una delle scene più grandiose dell’intera saga, se anche non ci fosse altro varrebbe la pena rileggere tutti i libri solo per lei. Però c’è molto altro.

Chiudo con una frase di cui si è discusso nel gruppo di lettura dopo che la più avanti di noi l’aveva postata senza dire chi erano i protagonisti del dialogo. Ma a questo punto è ovvio chi siano:

«Odierò l’uomo da te scelto perché non sarò io e l’amerò se ti farà sorridere.»

49: Il Tenebroso si muove

Prima di tornare a cavallo c’è un episodio interessante, anche se Jordan si è dimenticato d’indicare che Rand percepisce l’utilizzo dell’Unico Potere da parte di Moiraine.

Moiraine si fermò al centro della spianata, chiuse gli occhi e parve non respirare nemmeno. Non accadde niente, escluso il fatto che Egwene e Nynaeve rabbrividirono nonostante il caldo e si strofinarono le braccia come se avessero freddo. All’improvviso Egwene si bloccò, a bocca aperta, e fissò Nynaeve. Prima che potesse parlare, anche la Sapiente si bloccò e le rivolse un’occhiata penetrante. Le due donne si guardarono, poi Egwene annuì e sorrise; dopo un attimo, Nynaeve la imitò, ma con un sorriso incerto.

Rand si passò le dita fra i capelli già umidi più per il sudore che per l’acqua con cui si era lavato il viso. In quel silenzioso scambio d’occhiate c’era di sicuro qualcosa che avrebbe dovuto capire, ma quel pensiero gli sfiorò la mente e svaní prima che lui potesse afferrarlo.

Rand non capisce, ma noi sì. Egwene e Nynaeve percepiscono quel che fa Moiraine e rabbrividiscono. Noi abbiamo avuto da un pezzo la conferma che Nynaeve possa attingere alla Vera Fonte, ma questo è successo subito dopo Shadar Logoth, quando in scena erano presenti solo Nynaeve, Moiraine e Lan. Evidentemente la Sapiente, sconvolta, non ne ha parlato con nessuno, ed Egwene, che si dimostra sempre pronta a capire le cose al volo, si rende conto che Nynaeve ha le sue stesse capacità e l’accetta prontamente, ma lasciando alla Sapiente la scelta su cosa dire agli altri.

Finita la quiete ci troviamo circondati da creature che sembrano uscite da un incubo, per fortuna Jordan non era molto interessato a scrivere horror e si è contenuto con questo genere di scene. Intanto Mat ci dimostra cosa sanno fare gli uomini dei Fiumi Gemelli con l’arco, nulla di sorprendente quindi in ciò che faranno Tam e gli altri in futuro.

Se gli alberi non avessero colpito tanto gli assalitori quanto gli esseri umani e se le creature, una diversa dall’altra, non avessero lottato anche fra di loro e contro gli alberi, oltre ad assalire il gruppetto, Rand era sicuro che sarebbero stati sopraffatti.

L’unione è fondamentale. Ogni qualvolta uno schieramento, di buoni o di cattivi ha poca importanza, non è compatto, fallisce nel suo scopo. Si tratta di uno dei motivi ricorrenti dell’opera, un po’ come quello sull’importanza delle informazioni, sulla difficoltà di reperire informazioni esatte e sulla necessità di agire pur sapendo meno di quel che servirebbe sapere. Come se alberi e altre bestiacce non bastassero, arrivano i vermi. Inevitabile pensare ai vermi di Dune creati da Frank Herbert. Ho visto molte ipotesi sul fatto che per gli Aiel Jordan si sarebbe ispirato ai Freemen, ma l’unica ispirazione proveniente dalla letteratura moderna che Jordan ha riconosciuto è quella di Tolkien (e qui abbiamo pure le Montagne di Dhoom). Però non è che la realtà non possa fornire spunti, dagli aborigeni australiani a popolazioni che vivono nei deserti africani fino ai nativi americani.

Trovato l’Uomo Verde, che è dove serve che sia (un po’ più vicino no? Lo so, sono incontentabile), questi dice

«Non si tratta di rendere onore, fratellino. Canteremo insieme le Canzoni, ricorderemo i Grandi Alberi e lo stedding, terremo a bada la Nostalgia.»

Che bello vedere la “parentela” fra Ogier e una specie di cui lui è l’ultimo rappresentante, peccato solo per l’estinzione della sua specie. Canzoni, Grandi Alberi, Nostalgia… un intero mondo in quattro parole. Ci sarebbe da parlare parecchio su uomini verdi, alberi della vita e archetipi, ma il condizionale vi ha già detto che non ho il tempo per farlo quindi passiamo oltre.

«Un Fratello dei Lupi! Sono tornati davvero i vecchi tempi?»

Chissà come mai Perrin è imbarazzato.

«Vesti bizzarre indossi, Figlio del Drago. La Ruota ha girato così lontano? Forse il Popolo del Drago torna al Primo Patto? Ma tu porti la spada. Non è il momento.»

Grazie, Staffilano! Se non fosse stato per Leigh Butler, e per la sua rilettura di The Wheel of Time, forse non avrei notato l’errore di traduzione anche se il brano italiano mi sembrava un po’ strano. Ma non controllo ogni volta che ho un dubbio, altrimenti non ne verrei più fuori: http://www.tor.com/2009/02/06/the-wheel-of-time-re-read-the-eye-of-the-world-part-7/.

Non che la Butler abbia scritto che in italiano c’è un errore di traduzione, semplicemente ha trascritto la frase originale:

“Strange clothes you wear, Child of the Dragon. Has the Wheel turned so far? Do the People of the Dragon return to the First Covenant? But you wear a sword. That is neither now nor then.”

Figlio del Drago, Popolo del Drago… ora è ovvio, anche l’Uomo Verde ha preso Rand per un Aiel, e gli Aiel non portano spade, né ora né allora.

50: Incontri all’Occhio

Finiti i convenevoli passiamo al motivo del viaggio.

L’Uomo Verde li portò nel cuore della foresta primaverile, davanti a un’arcata che si apriva nelle pendici di una collina. Era un semplice e alto arco di pietra bianca; sulla chiave di volta aveva un cerchio diviso in due da una linea sinuosa, metà scabro, metà liscio. L’antico simbolo Aes Sedai.

Yin e Yang. Se prima con la Zanna del Drago e la Fiamma di Tar Valon potevamo non averlo notato, ora non ci sono più dubbi, e la pace può esserci solo sotto questo simbolo. Se Saidin è contaminato il Tenebroso vince e gli uomini sono schiacciati dalla sua ombra.

L’Occhio, scopriamo, è saidin puro. L’idillio comunque dura poco visto che arrivano un paio di simpaticoni che

parevano ammuffiti anche all’aria aperta.

Sono Aginor e Balthamel, macinati per bene dalla Ruota.

«Alcuni di noi sono liberi. I sigilli s’indeboliscono, Aes Sedai. Come Ishamael, camminiamo di nuovo nel mondo, e presto gli altri verranno. Eravamo troppo vicini a questo mondo, nella prigionia, io e Balthamel, troppo vicini al macinio della Ruota; ma presto il Sommo Signore delle Tenebre sarà libero e ci darà nuova carne e il mondo sarà nostro ancora una volta. Stavolta per voi non ci sarà nessun Lews Therin Kinslayer, nessun Signore del Mattino, a salvarvi. Ora sappiamo chi è colui che cerchiamo e non ci serve altro.»

Conferma che Ishy passeggia come gli pare. Signore del Mattino, Colui che viene con l’Alba, Luce contro le Tenebre, con questo simbolismo si potrebbe andare avanti parecchio.

Balthamel viene fatto fuori dalle piante, ma mica ce ne liberiamo. No, ritornerà in Il signore del Caos come Aran’gar, alias Halima Saronov. Inizia qui il conto dei morti: l’Uomo Verde. E non mi interessa né che non è un essere umano né che lo abbiamo conosciuto solo per due capitoli, fa parte della mitologia di Randland, tutti i presenti sono sconvolti per la sua morte, all’epoca della prima lettura io ero sconvolta, quindi la sua morte conta eccome.

51: Contro l’Ombra

vide un lucido cordone, bianco come il sole scorto attraverso la piú candida delle nubi, più grosso del braccio d’un fabbro, più leggero dell’aria, che si allungava dietro Aginor e lo collegava a qualcosa al di là della conoscenza, qualcosa a portata della mano di Rand. Il cordone pulsava e a ogni pulsazione Aginor diveniva più forte

Aginor sta attingendo a saidin. Rand riesce a impossessarsi del collegamento e fa fuori il Reietto. Definitivamente? No, lui è Osan’gar, alias Corlan Dashiva. Questa storia che il Tenebroso è Signore della Morte e che può dare un nuovo corpo ai suoi seguaci è una vera scocciatura. Ma queste sono preoccupazioni future, ora Rand fa un viaggetto al Passo di Tarwin e ribalta le sorti dello scontro, prove generali per quando apparirà nel cielo di Falme al termine di La grande caccia. Fra uno scontro e l’altro c’è pure tempo per una chiacchierata con il Creatore:

«La Luce ti fulmini, Ba’alzamon! Deve finire!»

NON QUI.

Non era un pensiero di Rand, questo che gli faceva vibrare il cranio.

NON VI PRENDERÒ PARTE. SOLO IL PRESCELTO PUÒ FARE QUEL CHE VA FATTO, SE VORRÀ.

Il Prescelto è uno dei cliché più diffusi nel genere, Rand chiacchiera con il Creatore come Garion lo fa con la Profezia, e Jordan anni dopo sarebbe stato giustamente soprannominato Creatore dai suoi fan. La religione è quasi del tutto assente in La Ruota del Tempo, ma con le figlie che girano per casa perché la scuola non è ancora iniziata non riesco ad approfondire il punto. Fantasy e religione, mi sa che prima o poi dovrò parlarne.

Anche Ba’alzamon aveva un cordone ombelicale: nero, molto più grosso del suo

Ovviamente non è Ba’alzamon, il Tenebroso, ma Ishamael. Anni fa avevo supposto che il cordone di Ishy fosse nero per via del suo legame con il Tenebroso, ma mi sa che Ishy sta attingendo al Vero Potere e non all’Unico Potere, ammesso che nel 1990 Robert Jordan avesse già codificato la differenza almeno nella sua mente.

I due cordoni pulsavano fuori fase, uno al contrario dell’altro, e la luce resisteva a stento alle ondate di tenebra.

Vi ricorda niente? Luce contro tenebra, ed Egwene che spiega che i sigilli della prigione del Tenebroso vanno infranti nel momento in cui è la luce a prevalere. La circolarità fra L’Occhio del Mondo e Memoria di Luce è stupefacente. Rand, ovviamente vince, ma questa è solo una fase della lunga guerra perché non c’è

52: Né principio né fine

Stavolta l’effetto dell’aver incalanato, anche se questo era saidin puro e non corrotto, arriva all’istante, con Rand che perde temporaneamente la memoria e impiega un po’ a realizzare quel che è successo.

Rand si strinse nelle spalle. «Come vuoi. Ma è morto. Il Tenebroso è morto. L’ho ucciso io. L’ho bruciato, con…» In quel momento gli tornarono tutti i ricordi, lasciandolo a bocca aperta. L’Unico Potere, pensò. Ho usato l’Unico Potere. Nessun uomo può… Si umettò le labbra, a un tratto secche. Una folata di vento fece turbinare intorno a loro foglie cadute e strappate dai rami, ma non era più gelida del cuore di Rand. Le tre donne guardavano solo lui.

Uno degli elementi fondamentali all’origine della saga è stato l’interrogativo: cosa accadrebbe se qualcuno venisse da te a dirti che sei destinato a essere il salvatore del Mondo? Come potrebbe reagire una persona che si sentisse dire queste cose? Rand ancora non sa di essere il Drago, la sua autorealizzazione non è ancora completa. In questo momento gli è piovuto addosso solo il dramma che domina sul suo mondo da tremila anni: la contaminazione di saidin. Lui è destinato a impazzire. Rand, e con lui Egwene e Nynaeve, devono accettare una realtà talmente soverchiante da poter annientare qualunque persona dal carattere meno che forte. E, al di là di una piccola esitazione, tutti e tre trovano il modo di accettare la nuova realtà e di andare avanti. Quanto a Moiraine, lei aspettava solo che Rand facesse qualcosa di eclatante e riporta la nostra memoria su Bela e sul primo momento della fuga.

Scomparso l’Occhio del Mondo troviamo alcuni frammenti di cuendillar, un corno fatto a spirale – qualche tempo fa mi sono trovata a parlare (privatamente) di spirali nel fantasy – che reca la scritta

«La tomba non è sbarramento al mio richiamo.»,

ma visto che tornerà abbondantemente in futuro avremo altre occasioni di parlarne. Il terzo oggetto è una bandiera. Moiraine, che segretamente se la sta ridendo, riesce pure a uscirsene fuori con una tipica frase da Aes Sedai. Rand le chiede se è finita, e subito dopo aggiunge che È fatta, e lei afferma che

«Abbiamo portato a termine il compito per cui eravamo venuti» disse. «D’ora in poi, puoi vivere la tua vita come il Disegno la tesserà. Mangia e poi dormi, Rand al’Thor. Dormi e sogna casa tua.»

Compito di questo viaggio (e del romanzo) finito, certo, ma la vita Rand la vivrà come la tesserà il Disegno, non come vorrà viverla lui.

53: La Ruota gira

Loial Canta (la maiuscola non è casuale), la primavera torna (e intanto che sogniamo A Deam of Spring possiamo riunirci tutti e piangere per Liadon), Ingtar digrigna i denti per aver mancato una battaglia e Lan approva i miglioramenti con la spada di Rand. A pensarci bene, nelle sue capacità potrebbe avere un peso il fatto che lui è Lews Therin Telamon, anche se su dettagli come il toccare la Vera Fonte non ha ancora le idee chiare.

«Oh, non lo toccherò mai più. Nemmeno se dovessi mozzarmi la mano.»

Per caso c’era Sehmirage in ascolto?

Le ultime righe sono dedicate a Moiraine, per la prima volta punto di vista.

«Le Profezie si avvereranno» mormorò l’Aes Sedai. «E Drago è Risorto.»

Se quando ho letto per la prima volta queste parole avessi avuto a portata di mano La grande caccia lo avrei iniziato all’istante.

Glossario

No, non commento il glossario, non davvero, ma qui torna in soccorso la mia amica Leigh Butler per un dettaglio che avevo lasciato in sospeso i passato e per comodità riprendo le sue parole: http://www.tor.com/2015/05/05/the-wheel-of-time-reread-redux-the-eye-of-the-world-part-28/

this is also the cover of the infamous “extra person”, where if you look at the complete wraparound art of the cover (and also the art on the inside cover), you can count that there are nine people depicted in the party, where there are only eight in the story (including Nynaeve). This is because, we’ve been told, Jordan originally had a fourth boy from the Two Rivers coming along on the journey, and by the time Harriet had convinced Jordan that the fourth boy was completely extraneous and needed to be cut, the art had already been commissioned and it was too late to change it. Apparently the fourth boy was meant to be Dannil Lewin, who later becomes Perrin’s right hand man in TSR and onward, but personally I prefer my old friend Mike Hoye’s assertion that it was actually Harry Potter, because LOL.

In attesa, fra pochi giorni, di La grande caccia

So, an ending. Not the ending, for there are many endings in the Wheel of Time. And beginnings. And middles. And also, wind. Very windy in WOT.

Se per caso ve lo state chiedendo, i commenti della Butler sono disponibili gratuitamente sul blog di Tor, ma io ho comprato (a una cifra ridicola)  il primo ebook che li riunisce e intendo comprare gli altri quando arriverò ai rispettivi romanzi. Se qualcuno riesce a divertirmi e affascinarmi così come fa la Butler mi sembra giusto che ne abbia un guadagno.

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4 risposte a L’Occhio del Mondo di Robert Jordan. Dal capitolo 45 alla fine (ma c’è una fine?)

  1. Raffaello ha detto:

    …e siamo già arrivati alla fine. Come sempre sei più veloce di un jet a leggere i libri. Io sono appena a 400pag di Parole di luce, tu hai già finito L’occhio del mondo😉

    È stato un bel viaggio, mi hai riportato alla memoria tante cose che avevo dimenticato. Sarebbe bello avere il tempo di rileggermi Memoria di luce. La vedo dura.

    Detto questo, penso proprio che il Vero potere non fosse proprio nei piani di Jordan. Ci sono altre invenzioni che l’autore ha introdotto negli anni (il Golem ad esempio). Alcune sono riuscite, alcune mi hanno infastidito…ma che viaggio che è stato TWOT. Grazie per averci portato lungo la prima tappa!!

    • Stefania ha detto:

      Ciao Martina, anche la stanza delle necessità compare e scompare offrendo di volta in volta solo ciò che occorre.

      • Vero Stefania, e per fortuna che ho finito la rilettura di Harry Potter da poco tempo… La Rowling ha un po’ modificato la cosa: la stanza compare e scompare, a seconda delle necessità e il suo interno si modifica di conseguenza, ma l’accesso è sempre nella stessa zona. Partendo da un modello comune ciascun autore ha creato ciò che gli serviva di più per la propria storia.

    • I ritmi di lettura in questo caso sono dettati dal gruppo, non da me. Fosse per me… in genere Jordan oscilla fra una settimana e i 10 giorni, a seconda del tempo che ho a disposizione.
      Il tempo è proprio il mio problema principale, altrimenti leggerei, rileggerei e scriverei più di quanto già non faccia. Ero già stata sul punto di rileggere l’intera Ruota del Tempo appena finita Memoria di luce, ho aspettato solo perché ho dato la precedenza ad altre riletture. Ora, conoscendo la conclusione, voglio vedere quanti fili riuscirò a riallacciare.

      Credo che all’inizio Jordan non avesse ancora codificato molti aspetti della sua magia, probabilmente il bianco e il nero derivano dalla contrapposizione fra luce e oscurità, bene e male, ma ci sta anche immaginare una contrapposizione fra le due forme di Potere.
      Anch’io non amo tutto quello che c’è nella saga, non ho mai digerito il Popolo del Mare, giusto per citare l’elemento più eclatante, e man mano commenterò dove vedrò incongruenze o cose che non apprezzo, ma gli aspetti positivi superano quelli negativi in una tal misura che alla fine reputo l’intera saga un’opera straordinaria.

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