La Ruota del Tempo di Robert Jordan. Dal capitolo 37 al capitolo 41

Rilettura di La Ruota del Tempo di Robert Jordan. Attenzione: spoiler.

37: La lunga ricerca

Nynaeve, Moiraine e Lan vanno a salvare Perrin. L’episodio della percezione moneta, sparita e poi ricomparsa, permette di allineare il tempo di questa trama con il tempo di Egwene e Perrin. Nynaeve e Lan fanno a gara per vedere chi è più in gamba e chi rispetta di più le capacità dell’altro, strano modo di corteggiarsi. Nynaeve ritrova Bela e ha una sensazione inquietante:

E se nella fuga due dei loro cavalli avessero portato un carico doppio, alcuni Figli li avrebbero raggiunti, indipendentemente da quanto si fossero allontanati. E qualcuno di loro – Lan, Moraine, lei, i ragazzi – sarebbe morto. Ne era sicura, come se ascoltasse il vento. E questo pensiero le provocò un brivido di terrore, paura per quella certezza. Questa volta non c’entravano previsioni del tempo, raccolti, malattie. Perché Moiraine le aveva rivelato che anche lei era in grado di usare il Potere?

Le Sapienti, quelle in grado di adoperare l’Unico Potere (anche se non sanno cosa stanno facendo) sono in grado di ascoltare il vento e fare previsioni Meteo precisissime. In Nynaeve questa capacità cambia, e in alcuni casi le consente di prevedere guai.

38: Salvataggio

Salvataggio fase due, dal punto di vista di Perrin, e per fortuna  che la cavalleria è arrivata perché quello di ammazzare il prigioniero in una finta fuga organizzata proprio per avere la scusa per ammazzarlo è un trucco vecchio ma spesso efficace. Meno male che i Manti Bianchi si credono tanto puri.

I lupi, che non hanno infastidito Nynaeve perché evidentemente lei non puzza di sbagliato come i Manti Bianchi, collaborano al salvataggio. Nota su Byar: è un fanatico della specie peggiore, di quelli con cui non c’è speranza di ragionare.

Tutti i Manti Bianchi lo odiavano, ma la loro era un’emozione umana. Byar li voleva morti, ma non provava niente: in lui non c’era odio, non c’erano emozioni.

Quando Egwene, Perrin e Lan raggiungono Moiraine, lui vorrebbe tornare indietro a cercare Nynaeve, e arriva quasi sul punto di scontrarsi con Moiraine pur di farlo. Direi che è proprio innamorato.

In un momento di pausa Nynaeve guarisce Perrin, anche meglio di come pensava di poter fare:

«Sembri sorpreso» disse Nynaeve. Anche lei pareva stupita, e spaventata, forse. «La prossima volta, puoi andare da lei

Evidentemente ha usato l’Unico Potere per affrettare la guarigione, e in effetti lei ha già mischiato e mischierà ancora le due tecniche. Jordan non dice esplicitamente che è arrabbiata, forse non aveva ancora deciso di creare il suo blocco psicologico ma forse ha ritenuto la precisazione inutile, in fondo lei è certamente arrabbiata per come Byar ha conciato Perrin. Subito dopo nota gli occhi, e suppongo che il cambiamento sia davvero recente perché se gli occhi di Perrin fossero stati gialli quando lui era ancora prigioniero i Manti Bianchi avrebbero avuto un motivo in più per chiamarlo Amico delle Tenebre. Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, che valore hanno occhi da lupo? Moiraine non dice nulla, evidentemente perché pensa che non essendo un segreto suo dev’essere Perrin a decidere se parlarne, perciò è Lan a fornire privatamente a Perrin (e a noi) qualche spiegazione su quel che è avvenuto. Perché Lan si preoccupa per i ragazzi di Emond’s Field? Perché lui è cotto di Nynaeve, e quel che interessa a lei interessa anche a lui. Partiamo da Elyas:

«Il suo nome era Elyas. Elyas Machera.» Lan inspirò a fondo e Perrin gli scoccò un’occhiata penetrante. «Lo conosci?»

«L’ho conosciuto. Mi ha insegnato molte cose, sulla Macchia e su questa.» Toccò l’elsa della spada. «Era un Custode, prima che… prima che accadesse. L’Ajah Rossa…»

L’Aes Sedai a cui è ancora legato Elyas è una Verde, Rina Hafden, ma nella saga la vediamo ben poco.In compenso notiamo che le Rosse volevano domare Elyas. Lui non può toccare l’Unico Potere ma loro, nel dubbio, si erano fatte aggressive e lui ha tagliato la corda. A proposito di Rosse

«Ho sentito parlare dell’Ajah Rossa» disse Perrin.

«E gran parte di quel che hai udito è sbagliato, senza dubbio. Vedi, esistono delle… fazioni, all’interno di Tar Valon. Sono in disaccordo sul modo di combattere il Tenebroso. La meta è la stessa, ma le differenze… le differenze possono significare vite cambiate o troncate. Vite di uomini e di nazioni. Sta bene, Elyas?»

Prima di dire che il fine giustifica i mezzi bisognerebbe interrogarsi seriamente su fine e mezzi, ma le Rosse sono per aggredire prima e interrogarsi poi. Ma poi, devono proprio interrogarsi? In fondo la logica è campo delle Bianche. Ma cos’è accaduto a Perrin?

è una cosa antica, perduta molto tempo prima che si scoprisse l’esistenza del Tenebroso. Ma che ne dici della probabilità, fabbro? A volte il Disegno è casuale, ai nostri occhi almeno, ma quante erano le probabilità che tu incontrassi una persona che ti guidasse in questo e che tu fossi idoneo a seguire la sua strada? Il Disegno forma una Grande Grinza, quella che alcuni chiamano Merletto delle Epoche; e in essa voi ragazzi avete un ruolo di primo piano. Non credo che vi rimangano molte possibilità d’agire liberamente, ora. Siete stati prescelti, quindi?

Loial ci ha spiegato cos’è Perrin, anche se ancora non lo conosce: ta’veren.

«Oggigiorno molte cose si dissolvono e cadono a pezzi. Antiche barriere s’indeboliscono, antiche mura si polverizzano. Le barriere fra il presente e il passato, fra il presente e il futuro.» Il suo tono divenne sinistro. «Le mura della prigione del Tenebroso. La nostra può essere la fine di un’Epoca. Forse vedremo nascere una nuova Epoca, prima di morire. O forse siamo alla fine di tutte le Epoche, la fine del tempo stesso. La fine del mondo.»

Un po’ apocalittico, se non fosse che stiamo davvero andando verso l’apocalisse.

39: Il Disegno s’increspa

Torniamo a Rand, Mat è troppo impegnato con il suo tesssoro per poter fare qualsiasi cosa. Rand esce per andare a vedere Logain e, nel farlo, passa accanto a Lamgwin. Chi l’avrebbe detto, da un incontro così fugace, che l’avremmo rivisto e che sarebbe stato fondamentale per la fuga di Morgase? Già Basel Gill sembrava uno di quei personaggi che si incontrano una volta e mai più, Lamgwin poi…

Rand vede il mendicante di cui lo aveva avvisato Gill – Padan Fain, ovviamente, anche se lui non lo sa – e fugge. Vede da lontano Logain, che all’improvviso getta indietro la testa e ride. In quel momento Logain ha visto Rand e, essendo capace di distinguere i Ta’veren (cosa che verrà confermata fra qualche libro, spero che mi ricorderò di segnalarla quando ci arriverò), sa che Rand farà cose che lui nemmeno si è sognato.  A Rand invece basta un attimo di distrazione per cadere nel giardino di Elayne.

40 La Grinza si accentua

Elayne cura il Rand randagio e si dimostra padrona della situazione. Ha già un carattere forte, al punto che Gawyn parlando della gente dei Fiumi Gemelli dice che

Elayne dovrebbe scegliersi il marito laggiú: solo un uomo con la volontà di pietra riuscirebbe a non farsi calpestare da lei.

Marito no, ma l’amante proveniente dai Fiumi Gemelli se lo trova. La situazione precipita quando arriva Galadedrid Damodred, Galad per gli amici e per tutti quelli che odiano scrivere il suo nome completo. Volendo potrei anche shiamarlo Stannis, in fondo

«Galad fa sempre la cosa giusta» spiegò Gawyn «anche quando non dovrebbe.»

Se questo non è Stannis Baratheon non so proprio chi sia. In realtà George R.R. Martin deve ancora creare il suo personaggio, ricordo che L’Occhio del Mondo è del 1990, A Game of Thrones, in cui Stannis viene solo nominato, del 1996, e solo con A Clash of Kings, del 1999, il secondo dei fratelli Baratheon fa la sua comparsa in scena. Galad è più bello, ma per il resto…

«Galad non mente.»

«Mi piacerebbe che lo facesse almeno una volta» mormorò Ga­wyn a Rand. «Forse ci renderebbe piú facile la vita con lui.»

Ecco, appunto. Chi vorrebbe arrestare Rand è Tallanvor, altro personaggio che rivedremo. Lasciato il giardino insolitamente verde grazie alle cure di Elaida c’è l’udienza con Morgase. Elaida sferruzza come se l’udienza non fosse dagna della sua attenzione, ed è ovvio che questo solo gesto sottolinei l’importanza della donna. Si diverte pure a creare casino quando rivela che Rand porta una spada col marchio dell’airone. Stranamente

«La spada gli si adatta» disse Gareth Bryne.

La regina lo guardò, sorpresa. «Com’è possibile?»

«Non lo so, Morgase» rispose lentamente lui. «È davvero troppo giovane, eppure la spada si adatta a lui, e lui alla spada. Guarda i suoi occhi. Guarda il portamento. Lui e l’arma sembrano fatti l’uno per l’altra. È troppo giovane, ma la spada gli appartiene.»

Rand in effetti diventerà degno di quella spada, secondo me un po’ troppo in fretta anche se il suo maestro si chiama Lan. Anche la mia insegnante di karate è campionessa del Mondo, ma questo non significa che io abbia imparato a tirare un calcio Mae-geri senza ribaltarmi da sola. Uno basso, eh, mica ho la pretesa di tirarne uno alto. Comunque Rand non può fare a meno di interrogarsi sulla sua identità, fra la spada, Elaida che fa predizioni catastrofiche, Elayne che lo definisce un bel ragazzo e Gawyn che gli dice che somiglia a un Aiel. Per fortuna Morgase vuole bloccare quel sospetto che sta soffocando Caemlyn e l’Andor, decide di fidarsi di Rand e lo lascia andare. E mentre lui va via io riprendo le parole dette poco prima da Elaida:

«Il Tenebroso si muove, a Shayol Ghul» rispose l’Aes Sedai. «L’Ombra si proietta sul Disegno e il futuro è in equilibrio sulla punta d’uno spillo. Costui è pericoloso.»

All’improvviso Elayne si gettò in ginocchio davanti al trono.

«Madre, ti supplico di non fargli del male. Se ne sarebbe andato subito, se non l’avessi trattenuto. Voleva andarsene. Sono stata io a farlo restare. Non posso credere che sia un Amico del Tenebroso.»

Con un gesto Morgase la tranquillizzò, ma non distolse lo sguardo da Rand. «È una Predizione, Elaida? Stai leggendo il Disegno? Dici che il talento si manifesta in te quando meno te l’aspetti e che con uguale repentinità scompare. Se questa è una Predizione, ti ordino di dire chiaramente la verità, senza avvolgerla come al solito in tanto di quel mistero che nessuno capisce se hai detto di sí o di no. Parla. Cosa vedi?»

«Ecco cosa predico» rispose Elaida «e non posso usare maggiore chiarezza, lo giuro per la Luce. Da questo giorno l’Andor marcia verso la sofferenza e la discordia. L’Ombra non ha raggiunto ancora il massimo e non posso vedere se dopo la Luce verrà. Dove il mondo ha versato una lacrima, ne verserà migliaia. Questo predico.»

Una cappa di silenzio scese sulla sala, rotta solo da Morgase, che respirò come se fosse il suo ultimo respiro.

Elaida continuò a fissare Rand negli occhi. Parlò di nuovo, muovendo appena le labbra, con tono cosí basso che lui non l’avrebbe udita, a distanza maggiore d’un braccio. «Anche questa, è la mia Predizione. Sofferenza e discordia riguardano il mondo intero e costui si trova al centro. »

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