L’Occhio del Mondo di Robert Jordan. Dal capitolo 31 al capitolo 36

Rilettura di La Ruota del Tempo di Robert Jordan. Vi avviso, stavolta sono stata molto lunga. Spoiler in abbondanza.

31: Guadagnarsi la cena

Altro capitolo di transizione, con Rand e Mat che iniziano il loro viaggio da soli e il pugnale che inizia a far sentire pesantemente la sua influenza su Mat. Anche se qui non ce ne possiamo rendere conto abbiamo un problema di cronologia nel contadino che dona le sciarpe a Rand e Mat. La stessa scena verrà ripresa, in un flashback mal gestito, nel capitolo 33.

A un tratto si era tolto di tasca due lunghe sciarpe di lana e le aveva messe in mano ai due ragazzi. «Non è molto, ma prendetele. I miei figli ne hanno altre. Non mi avete mai visto, capito? Sono tempi duri.»

Dopo alcuni giorni di stenti, con poco cibo e nessun posto per dormire, mettono a frutto le lezioni di Thom e iniziano a esibirsi con flauto e giochi di prestigio nelle locanda. Da notare Rand, che soffre per la direzione presa dalla sua vita, per il fatto di sapere che Tam non è suo padre e che si chiede se riuscirà mai a tornare a casa, e l’incontro con la famiglia Grinwell. In Il Drago rinato ritroveremo Else come Novizia a Tar Valon, anche se si farà cacciare presto perché, come non è difficile immaginare da qui, è più interessata ai ragazzi che alle lezioni.

32: Quattro Re nell’Ombra

Ma quanto è angosciante questo capitolo? La zanna del drago come icona, ormai è evidente, significa guai, perciò si sa fin dall’inizio che ci saranno problemi, ma la sensazione claustrofobica provato da Rand, la convinzione di non avere via d’uscita…  Gode è sulle tracce dei due fin da Whitebridge, il che significa che la cautela, e anche la paranoia, di Rand e Mat, erano più che giustificate.

Gode ci fa un bel discorsettp sul Signore delle Tenebre che li ha segnati e che può costringerli a seguirlo e sul fatto che comanda la morte, giusto in caso non avessimo capito con chi abbiamo a che fare. Rand, in trappola, si rende conto che

Non c’era via d’uscita

e che

Bisognava trovarne una!

Boom! Fulmine. Quando avevo commentato il capitolo 15, Estranei e amici, avevo tralasciato una delle visioni di Min su Rand:

«La maggior parte delle volte vedo fulmini intorno a te: alcuni ti colpiscono, altri provengono da te. Non capisco cosa significhi, ma so una cosa. Tu e io ci incontreremo di nuovo.»

Un fulmine che proviene da Rand? Può essere una frase generica che indica l’utilizzo dell’Unico Potere, può essere un riferimento alle battaglie su vasta scala degli ultimi romanzi, ma può anche iniziare a riferirsi a questa scena.

Convinti di avere avuto solo fortuna Rand e Mat scappano.

33: Le tenebre in attesa

Rand e Mat sono sul carro di Hyarn Kinch, che ha dato loro un passaggio. Vediamo i tre chiacchierare un po’, fino a quando Mat non fa un commento troppo brusco e Kinch prosegue per la sua strada dopo averli fatti scendere. Vediamo la scena.

Mat annuí, con chiaro sollievo. Cercò di prendere una parte del fagotto di Rand, le bisacce e il mantello di Thom, ma lui non glieli lasciò. Si sentiva davvero in forze. Qualcuno ci sta dando la caccia? No, non ci danno la caccia, pensò mentre si avviavano di nuovo lungo la strada. Ci aspettano.

Quando erano fuggiti dal Carrettiere Danzante, la pioggia era continuata per tutta la notte, martellandoli con la stessa forza dei tuoni, sotto un cielo nero squarciato da fulmini.

Il primo di questi due paragrafi, la paura di Rand di essere catturato, è in diretta, il secondo paragrafo è un flashback, anche se Jordan non è riuscito a gestirlo bene e ci sono momenti in cui non si capisce quale sia la linea temporale.

Una delle forze di Rand e dei suoi amici è l’amicizia che li lega. Loro non si abbandonano mai, nemmeno quando uno fa una stupidata che potrebbe affossare tutti, o quando hanno o credono di avere ottime ragioni per diffidare l’uno dell’altro. I Reietti, quando appariranno, saranno sempre impegnati a cercare di prevalere l’uno sull’altro, e il diverso atteggiamento ne La Ruota del Tempo fa anche la differenza fra vincere o perdere.

Fra i vari incubi di Rand c’è anche una visione di Ba’alzamon che dice una frase dal doppio significato.

In un modo o nell’altro, ti trovo. Quel che ti protegge, ti rende anche vulnerabile.

Quello che i lettori percepiscono subito è che l’Unico Potere protegge Rand ma consente anche ai suoi nemici di trovarlo. Pensiamo a David Eddings nella Saga dei Belgariad, al suo usare la magia con cautela perché ogni magia provoca un “rumore” che può essere percepito da altri maghi. Però, come scopriremo, chi può adoperare l’Unico Potere può essere convertito al Tenebroso contro la sua volontà, e questa in effetti è una cosa che viene fatta a diversi personaggi. La capacità di incanalare, che protegge da molti pericoli, mette gli incanalatori sotto il pericolo di una conversione forzata.

A un certo punto, ma così tanto più avanti che chissà se mi ricorderò di segnalarlo (tredicesimo romanzo? quattordicesimo?), si parla delle scelte che ciascuno si trova davanti, scelte a volte difficili. Un incanalatore può combattere contro il tentativo di conversione forzata, ma se chi lo vuole convertire ha abbastanza tempo ed è abbastanza forte prima o poi riuscirà nel suo intento. Questo a meno che l’incanalatore non rinunci all’Unico Potere e opti per l’essere domato, o quietato, o come si dice per qualcuno che fa apposta a subire questo destino. Si può rinunciare alla protezione e perdere la vulnerabilità. Brutta scelta, perché nella saga si parla molto di come si senta vuoto chi non può più toccare l’unico Potere, ma pur sempre una scelta.

Perché il Tenebroso si prende la briga di provare a portarli più o meno volontariamente dalla sua parte invece di darsi da fare davvero ad ammazzare personaggi che in questo momento non sanno difendersi? Intanto perché è ancora prigioniero a Shayol Ghul, e direttamente può fare ben poco, e poi preferisce prima provare un’altra strada che, sbagliando i calcoli, gli sembra più promettente.

«Vivo o morto, ragazzo, sei mio. La tomba mi appartiene. Più facile da morto, ma meglio da vivo. Meglio per te, ragazzo. I vivi hanno maggior potere in molte cose.»

Nuovo accenno all’Occhio del Mondo, prima di scoprire che Mat ha problemi con gli occhi. La cosa è provvisoria, ma noi sappiamo bene che in Le torri di mezzanotte rinuncerà a un occhio per salvare Moiraine, cosa già intravista confusamente da Min. Ci sono accenni ai problemi futuri che vengono da lontano.

Andando avanti Rand e Perrin si imbattono in Alpert Mull, il tizio che gli ha donato la sciarpa nel capitolo 31.

Poi si tolse dalla tasca della giubba due lunghe sciarpe di lana, scure e pesanti. «Non è molto, ma prendetele. I miei figli ne hanno altre. Non mi avete mai visto, capito? Sono tempi duri.»

In quale linea temporale ci troviamo? Per fortuna poi Jordan è rinsavito e non ha più combinato casini di questo tipo.

Nella loro fuga Rand e Mat incontrano quel simpatico Amico delle Tenebre che è Paitr. Lo ritroveremo, sapete? Ne Il signore del Caos, quando propone a Morgase di aiutarla a fuggire dai Manti Bianchi. Prima di poter fare qualcosa però Paitr sarà impiccato dai Manti Bianchi come Amico delle Tenebre. La cosa bella è che il lettore pensa che sia stato impiccato perché i Manti Bianchi avevano scoperto che voleva aiutare Morgase, ma Paitr è un Amico delle Tenebre davvero, quindi una volta tanto hanno fatto la cosa giusta, anche se fra i loro scopi c’era pure l’intimidire Morgase. Rand continua a cambiare, a rendersi conto che il mondo è un posto molto più complicato di quanto non avesse sospettato in precedenza, e capisce quanto sia difficile fidarsi di qualcuno. Lo capisce anche troppo bene, visto che in molti casi non riuscirà a fidarsi di persone che davvero vogliono e possono aiutarlo, ma come dargli torto?

Rand scosse lentamente la testa. Dopo l’incontro con Gode, aveva capito che gli Amici del Tenebroso non portavano in fronte il segno della Zanna del Drago; ma, a parte l’abbigliamento, quel Paitr poteva benissimo essere uscito da Emond’s Field. Nessuno l’avrebbe guardato due volte. Almeno Gode era stato… diverso.

Dopo la fuga precipitosa dal villaggetto si spargono strane voci su quanto è accaduto, con il numero di Amici del Tenebroso che varia da uno a venti. Riecheggia la confusione sul numero di lupi e persone presenti alla cattura di Perrin ed Egwene da parte di Bornhald e Byar. Stabilire la verità è sempre difficile, anche da parte di chi è presente, e la paura aumenta sempre il numero dei nemici.

Nel villaggio c’era una sola locanda, non più grande della Fonte di Vino; sulla facciata c’era un’insegna appesa a una staffa, che cigolava ondeggiando al vento. L’uomo della regina. Era strano definire la Fonte di Vino come un posto piccolo; Rand ricordò quando la considerava l’edificio più grande che potesse esserci. Qualunque altra cosa più grande sarebbe stata un palazzo. Ma aveva visto tante cose, ora, e all’improvviso capí che niente sarebbe stato uguale, una volta tornato a casa. Se mai ci riuscirò, pensò.

Sempre a proposito del cambiamento dei personaggi, che era uno dei temi che più interessavano a Jordan. Qualche tempo dopo Rand ha la reazione dovuta al fulmine che ha ammazzato Gode e i suoi scagnozzi. In questo caso non fa fesserie, si limita a star male di brutto. Mentre lui sta male arriva un’altra Amica delle Tenebre: Mili Skane. Mat, incredibilmente considerando che è sotto l’effetto del pugnale di Shadar Logoth, fa la cosa giusta e salva entrambi. Poi si spinge sul punto di ucciderla.

«Mat, no!» gridò.

«Ha cercato di uccidermi, Rand. Avrebbe ucciso anche te. È un’Amica del Tenebroso.» Lo disse con un tono disgustato.

«Ma noi no» replicò Rand. La donna ansimò, come se solo allora avesse capito le intenzioni di Mat.

In questo momento Rand e Mat hanno ucciso solo qualche Trolloc. Per la verità Rand ha ucciso anche Gode e gli altri, ma ancora non ha capito di essere stato lui, quindi loro non contano. La decisione consapevole di uccidere qualcuno non è facile, ancora di più se è una donna, ma sull’uccidere donne parlerò in un’altra occasione. Però qualsiasi decisione ha le sue conseguenze, e risparmiare la vita a Mili Skane fa sì che lei torni in scena sotto le spoglie di Lady Shiaine. In un primo momento in La corona di spade, quando Mat la vede brevemente, e poi quando ammazza Jaichim Carridin e collabora con Daved Hanlon nel creare problemi a Elayne a Caemlyn.

Ma questo arriverà molto più avanti, quello che conta ora è che Rand e Mat fuggono di nuovo e incontrano un contadino che si presenta come Hyam Kinch, quello sul cui carro si trovavano all’inizio di questo capitolo. Va bene che il tempo è una Ruota, ma io non mi ci metto neppure a provare a mettere in fila gli avvenimenti di questa parte del viaggio.

34: L’ultimo villaggio

Riprendiamo ad andare avanti, anche se i timori di Mat sul non riuscire ad arrivare a Caemlyn dimostrano quanto la situazione sua e di Rand sia precaria. Vedono – senza essere visti – un Fade e si fanno dare un passaggio da Almen Bunt. Credevo che non lo avremmo più rivisto, e invece il buon Bunt compare in Le torri di mezzanotte. Prima le mele, è questo ciò a cui dà la priorità, e poi Merrilor, dove guida degli uomini a combattere nell’Ultima Battaglia. Rand e i suoi amici hanno toccato la vita davvero a tante persone.

Le chiacchiere di Bunt ci iniziano a fornire qualche informazione sulle persone che incontreremo a Caemlyn, prima fra tutti Elaida.

«Una Aes Sedai, vuoi dire?»

«E che altro? Una Aes Sedai che se ne sta nel palazzo come un ragno al centro della tela. Sono un buon suddito della regina, ma non mi sembra giusto. Ma non voglio dire che Elaida abbia troppa influenza sulla regina. No, non sono uno di quelli. E in quanto agli sciocchi che sostengono che l’Aes Sedai è la vera regina in tutto a parte il titolo…» Sputò nella notte. «Questo si meritano. Morgase non è una marionetta che si muove agli ordini di una strega di Tar Valon.»

Un’altra Aes Sedai. Se, anzi, quando fosse giunta a Caemlyn, Moiraine sarebbe andata da una sua consorella.

Moiraine da Elaida? Adesso l’idea è chiaramente assurda e dimostra quanto poco Rand conosca Moiraine, ma all’epoca non sapevamo nulla delle divisioni fra Ajah. Morgase una marionetta? Altra idea assurda, a meno che qualcuno non usi la Compulsione su di lei, cosa che in effetti Rahvin farà fra un paio di libri. Jordan inizia abbastanza presto ad assicurarci che la fine dei tempi significa guai seri. Quante volte la divinità cattiva che si sta risvegliando/liberando dal suo lungo sonno/prigionia si limita a mandare eserciti mostruosi? No, qui lo sconvolgimento è molto più generale, e non è riservato solo all’inverno innaturale che sta gelando tutto.

Questo tempo, i raccolti che non spuntano, le mucche che non danno piú latte, vitelli e agnelli che nascono morti o con due teste. Corvi sanguinari che non aspettano nemmeno che le creature muoiano. La gente è terrorizzata. Deve dare la colpa a qualcuno. La Zanna del Drago compare sulle porte. Creature strisciano nella notte. Stalle prendono fuoco. Gira gente, come quell’amico di Holdwin, che spaventa le persone.

E ancora non abbiamo visto niente. Pian piano il discorso si sposta sulla casa reale di Andor.

«Esatto. Sono un buon suddito e mi opporrò a chiunque voglia farle del male, ma ho ragione. Prendete lady Elayne e lord Gawyn, per esempio. Sarebbe un cambiamento che non danneggerebbe niente e che potrebbe fare del bene. Certo, so che abbiamo fatto sempre a questo modo, nell’Andor. L’Erede va a Tar Valon a studiare con le Aes Sedai, e il figlio maggiore con i Custodi. Credo nella tradizione, certo, ma guardate cosa ne abbiamo ottenuto, l’ultima volta. Luc è morto nella Macchia, prima ancora che fosse nominato Principe della Spada; e Tigraine è scomparsa, fuggita via o morta, al momento di salire sul trono. Ci turba tuttora, questa storia.

«Alcuni dicono che sia ancora viva, sapete, e che Morgase non sia la legittima regina. Maledetti sciocchi. Ricordo cosa accadde. Lo ricordo come se fosse ieri. Nessun Erede da mettere sul trono alla morte della vecchia regina, e ogni Casa di Andor a complottare e a combattere per la corona. E Taringail Damodred. Non si sarebbe creduto che aveva appena perso la moglie, tanto si accaniva a prevedere quale Casa avrebbe vinto in modo da risposarsi e diventare Principe Consorte nonostante tutto. Be’, ci è riuscito, anche se non so proprio perché Morgase l’abbia scelto… ah, nessun uomo conosce la mente di una donna, e una regina è donna due volte, sposata al marito e sposata alla terra. Comunque lui ottenne ciò che desiderava, anche se forse non nel modo che voleva.

«Portò Cairhien nel complotto, prima d’essere ucciso, e sapete come andò a finire. L’Albero fu abbattuto e gli Aiel dal velo nero sciamarono sopra le Mura del Drago. Be’, si guadagnò morte onorevole, dopo avere generato Elayne e Gawyn, cosí la faccenda è conclusa, immagino.»

Tigraine! Prima menzione della mamma di Rand anche se lui non lo sa. Taringail che complotta con Laman e provoca la guerra Aiel, avevo dimenticato il dettaglio. Comunque il ripasso di storia lo lascio a un’altra volta, ora non riesco a farlo. Noto solo i nomi Morgase, Elayne, Gawyn, e ancora non è stato citato Galad. Bella collezione di nomi arturiani, avete fatto caso che il nome al’Thor non ricorda solo il dio norreno Thor ma anche re Artù? E infatti prontamente arriva la citazione arturiana:

«La regina è sposata alla terra» disse Thom, mentre le palle descrivevano un cerchio «ma il Drago… il Drago è tutt’uno con la terra, e la terra è tutt’uno col Drago.»

Il re percatore è tutt’uno con la terra, e se lui sta male anche la terra sta male. Se Rand sta male… La citazione la fa Thom, che compare nel sogno subito dopo Tam. Qui Rand ha ben due padri putativi. Lo so che è sempre stato consapevole che Thom non è suo padre, come Harry Potter sapeva che Albus Silente non era suo padre, ma il ruolo è lo stesso.

Anche se in qualche momento abbiamo temuto di non farcela eccoci arrivati:

«Caemlyn, la più grande città del mondo!»

35: Caemlyn

Nel rileggere la descrizione della città sono ancora più addolorata per la sua distruzione in Memoria di luce. Città costruita dagli Ogier, ci dice Bunt, e se fino a ora avevano avuto una rapida menzione degli Ogier come di creature delle leggende, a breve ne incontreremo uno.

Se prima non avevo citato il trucco degli Amici delle Tenebre per ritrovare Rand, qui torna fuori:

«Quel che nascondi sotto il mantello è davvero ciò di cui Holdwin parlava?» disse il vecchio.

Bunt non li conosce, non ha motivo di fidarsi di loro, eppure pur sapendo che gente pericolosa li sta cercando li aiuta. Di atti di generosità gratuiti come questo i personaggi ne ricevono ben pochi, e Rand avrebbe fatto meglio a pensare di più a quest’episodio, alle cose sorprendenti che a volte possono fare le persone, e a indurirsi meno. Visto che la spada può essere un problema Rand decide di nasconderla. Io, all’epoca della prima lettura, non avevo capito che la differenza di prezzo era legata alla forza della fazione politica che rappresentava, sotto certi aspetti avevo la stessa ingenuità di Rand. Peccato vedere che la fazione più debole sia quella di Morgase, comunque sospetto che nella scelta di Rand abbia influito il suo essere ta’veren. Poco dopo lui e Mat arrivano alla locanda di Basel Gill, altro personaggio che all’inizio sembrava destinato a comparire in quest’unica fase della storia e che poi invece si rivela più importante. Gill dice una frase significativa:

«Crederò che sia morto quando vedrò il suo cadavere»

Legge fantasy anche lui? No, perché il sapere che senza cadavere quasi mai c’è il morto è da queste letture che deriva. Anche se pure lui non sa tutto:

«Caemlyn è l’ultimo posto della Terra dove mi aspetterei di vedere Thom, tranne forse Tar Valon.»

Che è esattamente il viaggio che il gruppo, Thom compreso, contava di fare: prima Caemlyn e poi Tar Valon. Thom li avrebbe mollati prima se non fosse stato per il Fade? Non credo, probabilmente l’effetto ta’veren non glie lo avrebbe consentito. La vicenda però ha preso tutta un’altra direzione, tanto è vero che Rand a Tar Valon ci arriverà solo molto tempo dopo. Potremmo dire che le circostanze lo hanno deviato. Adesso però sappiamo perché Thom è rimasto così a lungo con loro, al di là della pericolosità del viaggiare da solo di questi tempi e dell’impossibilità di staccarsi dal gruppo in seguito:

«Conosco Thom, ecco tutto. Si getterebbe subito in guai del genere, soprattutto per aiutare un paio di ragazzi della vostra età…» Lasciò perdere i ricordi e raddrizzò la schiena. «Ora… ah… non voglio fare accuse, badate bene, ma… ah… penso che nessuno di voi possa… ah… esattamente che tipo di problemi avete con Tar Valon, se non vi dispiace che lo domandi?»

Rand si sentí accapponare la pelle, rendendosi conto di quel che l’altro insinuava. L’Unico Potere. «No, niente del genere. Lo giuro. C’era perfino un’Aes Sedai che ci aiutava. Moiraine era…»

No, certo Rand, tu non hai mai incanalato né mai lo farai, vero? E non conta che tu non lo sappia, noi lo sappiamo e questo basta a Jordan per ridersela sotto i baffi. Thom, scopriamo, ha avuto dei guai con la regina. Mai fidarsi delle apparenze: spesso i personaggi si rivelano essere molto di più di quanto non si pensava a prima vista, e questo è vero anche nella realtà ed è una delle innumerevoli caratteristiche che rendono tanto affascinante questa saga:

«Fu poco dopo la morte di Taringail Damodred che si manifestarono le… le difficoltà a proposito di suo nipote. Alcuni sostenevano che Thom era, per cosí dire, piú vicino alla regina di quanto fosse giusto. Ma Morgase era una giovane vedova e a quel tempo lui era nel fiore degli anni. E la regina può fare quel che vuole, da come la vedo io. Solo, ha sempre avuto un brutto carattere, la nostra buona Morgase; e lui se ne andò senza una parola, quando seppe in quali guai si era cacciato suo nipote. Alla regina non piacque affatto. E non le piacque che Thom s’immischiasse nelle faccende delle Aes Sedai. Comunque, al ritorno, Thom si sfogò, certo. Con parole che non si dicono a una regina. Né a una donna con il carattere di Morgase. Elaida era contro di lui, perché Thom cercava di immischiarsi nella faccenda del nipote; e fra il brutto carattere della regina e l’animosità dell’Aes Sedai, Thom lasciò Caemlyn giusto in tempo per non finire in prigione, se non sotto la scure del boia. Per quanto ne so, l’editto è ancora valido.»

Bel caratterino il nostro Thom.

36: La Grinza nel Disegno

Parlando di Elaida

La gente dice che quella donna ha un sistema per in­tuire cos’è accaduto e cosa accadrà. Che riesce a capire cosa si vuole nascondere.

Sarà perché ha capacità profetiche che talvolta l’aiutano a capire quale direzione prenderanno le cose? Anche se, poi vedremo, prevedere una cosa e saper interpretare la previsione sono due cose ben diverse.

Gli scaffali contenevano di sicuro tre o quattrocento volumi, più di quanti ne avesse mai visti in un posto solo. Rilegati in tela e in pelle, con dorature sul dorso. Solo alcuni avevano la copertina di legno. Guardò i titoli, notando i libri che gli erano piaciuti. I viaggi di Jain Farstrider. I saggi di Willim di Maneches. Restò senza fiato, alla vista di una copia rilegata in pelle dei Viaggi fra il Popolo del Mare. Un libro che Tam aveva sempre desiderato leggere.

Chiedo un minuto di silenzio per condividere la gioia per essere appena entrati in una biblioteca. I Viaggi fra il Pololo del Mare io li eviterei, non sopporto proprio quel Popolo, Willim di Maneches non so chi sia e per qualche tempo mi sono chiesta se Jain Farstrider fosse Tam. Visto quante volte il libro viene citato nella saga a un certo punto diventa inevitabile pensare che prima o poi lo incontreremo. Per il momento Rand si limita a incontrare Barbalbero. Lo so, un Ogier non ha lo stesso aspetto di un Ent, però…

«Hh, ma vedo che siete davvero gente frettolosa», disse Barbalbero.

Pensavate di cavarvela senza almeno una citazione da J.R.R. Tolkien? Lo so che avevate riconosciuto subito il nome del personaggio, ma inserire una volta il nome dello scrittore nell’articolo aiuta nelle ricerche, e quindi a volte mi troverò a dire l’ovvio. Comunque Rand ha sentito parlare degli Ogier, ma fino a questo momento per lui erano solo delle leggende. Aragorn, che la sa lunga – ma lui è molto più maturo ed esperto di Rand, e pure di Éomer – è di tutt’altro avviso.

«Mezzuomini! Ma è soltanto un popolo di piccoli esseri di cui parlavano vecchie canzoni e leggende del Nord. Stiamo camminando in un mondo di favole, O su verdi praterie alla luce del sole?».

«E’ possibile fare ambedue le cose», disse Aragorn. «Poiché non siamo noi, bensì coloro che verranno dopo, a creare le leggende sui nostri tempi. Parli delle verdi praterie? E’ uno splendido argomento per una favola, anche se le calpesti alla luce del sole!».

Se Custodi e Trolloc sono veri, come ci ha detto Thom Merrilin quando si è presentato all’inizio del romanzo,

Storie meravigliose di popoli bizzarri e di terre bizzarre, dell’Uomo Verde, di Custodi e di Trolloc, di Ogier e di Aiel.

perché non anche Ogier, Aiel e l’Uomo Verde? La reazione di Rand alla vista di Loial non è proprio tranquilla.

«Solo pochissimi si ricordano di noi. Colpa nostra, immagino. Non siamo andati molto fra gli umani, da quando l’Ombra cadde sulle Vie. Ormai sono passate… ah, sei generazioni. Fu subito dopo le Guerre Trolloc.»

Le Vie ormai stanno comparendo abbastanza spesso, come il fucile di Cechov. Qui comunque noto una correzione fatta dallo stesso Jordan. Nella prima edizione di The Eye of The World, quella che poi è stata tradotta in italiano, Loial cita le Guerre Trolloc, l’invasione dei Trolloc dalla Macchia iniziata intorno all’anno 1000 secondo il Calendario Tomano (After Breaking, A.B., o, in italiano, d.F.) e durata 350 anni. Va bene che gli Ogier vivono a lungo, ma non esageriamo. Jordan ha corretto l’indicazione con the War of the Hundred Years, la Guerra dei Cento Anni, scoppiata dopo la morte di Hartur Hawkwing e combattuta fra il 994 e il 1117 degli Anni Liberi (Free Years, F.Y., o, in italiano, A.L.). Nota di calendario: Jordan ti odio!!! Va bene che è più realistico così, con i calendari che si susseguono gli uni agli altri, ma dovevi proprio complicarmi la vita a questo modo? Dopo aver lottato un po’ per la ricostruzione, cosa complicata anche dal fatto che le mie fonti sono in due lingue diverse, passo al Piano B: una cronologia costruita da altri, in un sito che mi ha chiarito un bel po’ di cose: http://www.encyclopaedia-wot.org/

 

Era Year Event
Second Age
Age of Legends
  War of the Shadow
The Strike at Shayol Ghul
The Eye of the World – Prologue
Breaking of the World
Third Age

After the
Breaking

98 AB Construction of the White Tower and Tar Valon begins
200 AB Compact of the Ten Nations forms
202 AB The White Tower and Tar Valon are completed
212 AB Caraighan Maconar born
335 AB Raolin Darksbane declares himself the Dragon Reborn
336 AB Raolin Darksbane dead/gentled?
373 AB Caraighan Maconar dies
1000 AB Trolloc Wars begin
1150 AB Rashima Kerenmosa is born
1251 AB Rashima Kerenmosa is raised to the Amyrlin Seat
1300 AB Yurian Stonebow declares himself the Dragon Reborn
1301 AB Rashima Kerenmosa dies
1308 AB Yurian Stonebow dead/gentled?
The Free
Years
13?? AB / FY 1 Trolloc Wars end
FY 351 Davian declares himself the Dragon Reborn
FY 920 Deane Aryman born
FY 939 Guaire Amalasan declares himself the Dragon Reborn
FY 939 � FY 943 War of the Second Dragon
FY 943 Guaire Amalasan dead/gentled?, Artur Hawkwing begins reign
FY 992 Artur Hawkwing sends armies across the Aryth Ocean
Deane Aryman raised to Amyrlin Seat
FY 994 Artur Hawkwing dies/War of the Hundred Years begins
FY 1084 Deane Aryman dies
New Era FY 1117 / 1 NE War of the Hundred Years ends
306 NE Whitecloaks hang the body of Serenia Latar
526 NE Corianin Nedeal dies
566 NE Aiel present Avendoraldera sapling to Cairhien
705 NE Cadsuane Melaidhrin born
859 NE Last stilling performed (for a while)
930 NE Novice Zarya Alkaese runs away from the White Tower
Verin Mathwin begins her project
953 NE Lan Mandragoran born
956 NE Moiraine Damodred born
957 NE The Whitecloak War
961 NE Merana Ambrey negotiates Fifth Treaty of Falme
968 NE The Travels of Jain Farstrider is published
971 NE Luc Mantear rides north to the Blight
972 NE Tigraine vanishes
Moiraine becomes a novice
Logain Ablar born
973 NE Tamra Ospenya succeeds Noane Masadim as Amyrlin Seat
975 NE Moiraine and Siuan raised to Accepted
late Spring 976 NE Beginning of the Aiel War
late 978 NE � Spring 979 NE New Spring: The Novel
late 978 NE King Laman killed/End of the Aiel War
Rand al’ThorMat Cauthon and Perrin Aybara born
Moiraine and Siuan raised to the shawl
early 979 NE Sierin Vayu succeeds Tamra Ospenya as Amyrlin Seat
Spring 979 NE Moiraine bonds Lan as her Warder
981 NE Egwene al’Vere born
Jain Farstrider disappears
984 NE Marith Jaen succeeds Sierin Vayu as Amyrlin Seat
988 NE Siuan Sanche succeeds Marith Jaen as Amyrlin Seat
991 NE Ravens spy on Emond’s Field
The Eye of the World – Earlier
997 NE Logain declares himself the Dragon Reborn
Late Spring – Mid Summer 998 NE The Eye of the World
Mid Summer – Late Fall 998 NE The Great Hunt
Winter – Late Spring 999 NE The Dragon Reborn
Late Spring – Mid Summer 999 NE The Shadow Rising
Late Summer – Early Fall 999 NE The Fires of Heaven
Early Fall 999 NE – Winter 1000 NE Lord of Chaos
Mid Winter 1000 NE A Crown of Swords
Late Winter 1000 NE The Path of Daggers
Late Winter 1000 NE Winter’s Heart
Late Winter � Early Spring 1000 NE Crossroads of Twilight
Spring 1000 NE Knife of Dreams
Late Spring � Early Summer 1000 NE The Gathering Storm
Late Spring � Early Summer 1000 NE Towers of Midnight
Early Summer – ? 1000 NE A Memory of Light

Insomma, la Guerra dei Cento Anni viene combattuta un migliaio di anni abbondanti dopo le Guerre Trolloc, che è tutto quello che mi interessava sapere in questo momento. A volte anche per un piccolo dettaglio so perdere un bel po’ di tempo e girare in tondo a lungo. Torniamo a Barbalbero:

«Sei un Ogier!» esclamò Rand. «Un momento. Sei generazioni? Dalle Guerre Trolloc, hai detto. Quanti anni hai?» Era una domanda scortese, ma Loial assunse un tono difensivo, non offeso.

«Novanta» rispose, freddo. «Fra soli dieci anni potrò prendere la parola, al Consesso. Sono convinto che gli Anziani avrebbero dovuto lasciarmi parlare, dal momento che decidevano se dovevo partire o no. Ma si preoccupano sempre se qualcuno, di qualsiasi età, va all’Esterno. Voi umani siete cosí frettolosi, cosí incostanti.»

Mentre ancora è in corso l’Entaconsulta riguardo alla partenza di Loial, lui parte e basta. Dopo solo un anno di discussioni. Troppo, davvero troppo frettoloso. Loial ci parla dei Boschetti, ma soprattutto ci parla del Disegno.

«Non sapevo che gli Ogier credessero nel Disegno.»

«Certo che ci crediamo. La Ruota del Tempo tesse il Disegno delle Epoche e le vite sono i fili che adopera. Nessuno può dire come il filo della propria esistenza, né di quella di un popolo, sarà intessuto nel Disegno. Abbiamo visto la Frattura del Mondo, e l’Esilio, e la Pietra, e la Nostalgia, e alla fine abbiamo riavuto lo stedding, prima che morissimo tutti. A volte penso che la ragione per cui gli esseri umani sono come sono, sta il fatto che i vostri fili sono cosí corti. Molto probabilmente perché fanno dei salti nella trama.»

A proposito di Disegni e trame, come non citare L’arazzo di Fionavar (The Fionavar Tapestry, erroneamente tradotto con Il mondo di Fionavar o La trilogia di Fionavar) di Guy Gavriel Kay? Sia Kay (1984) che Jordan (1990) sono partiti sulle orme di Tolkien cercando di donare nuova freschezza ad archetipi e a mitologie logorati dall’uso eccessivo da parte di mestieranti più o meno bravi. I risultati sono diversi proprio perché entrambi hanno seguito il loro percorso, ed entrambi sono straordinari. Prima o poi dovrò approfondire certi aspetti, il ciclo arturiano, la mitologia norrena, la caccia selvaggia… Quanto alla trama, le Parche avevano la simpatica abitudine di filare il filo della vita e di tessere magnifici tessuti, ma io sto divagando troppo.

Scopriamo che alla fine gli Ogier devono tornare negli stedding e riceviamo una bella lezione di storia.

«Be’, le cose cambiano, nel corso degli anni. Alcune, almeno.»

«Alcune? Metà delle città di cui ho letto non esistono più e quasi tutte le rimanenti hanno un nome diverso. Prendi Cairhien. Il vero nome di quella città è Al’cair’rahienallen, Collina dell’Alba Dorata. Non lo ricordano nemmeno, nonostante il simbolo del sole nascente sulle loro bandiere. E il boschetto della città… Dubito che sia stato curato, dalle Guerre Trolloc. Ora è soltanto un’altra foresta da cui ricavare legna da ardere. I Grandi Alberi sono scomparsi e nessuno se ne ricorda. E qui? Caemlyn è sempre Caemlyn, ma hanno lasciato che la città crescesse proprio sul boschetto. Siamo a meno d’un quarto di miglio dal suo centro… da quello che dovrebbe essere il suo centro. Non c’è rimasto nemmeno un albero. Sono stato anche a Tear e a Illian. Nomi diversi e niente ricordi. A Tear, al posto del boschetto c’è solo pascolo per i cavalli; e il boschetto di Illian è il Parco Reale, dove il re va a caccia di cervi e non entra nessuno senza il suo permesso. È cambiato tutto, Rand. Purtroppo credo che troverò la stessa situazione dovunque io vada. Tutti i boschetti scomparsi, svaniti tutti i ricordi, morti tutti i sogni.»

Sono contenta che Cairhien abbia cambiato nome, scrivere Al’cair’rahienallen è decisamente troppo complicato per i miei gusti. Cairhien è meno musicale ma più facile. A Caemlyn c’era un boschetto, eh? Con tanto di porta delle Vie se non sbaglio. L’unico dettaglio che non ricordo è perché quella porta non sia stata chiusa. Sigh!

Loial è il primo a vedere in Rand un Aiel, anche se a voler essere precisi solo il suo papà era un Aiel visto che sua mamma era l’andorana Tigraine. Visto che il suo aspetto è comunque quello di un Aiel, come ci viene detto più volte anche più avanti, si spiega poco il fatto che Moiraine abbia fatto domande per cercare di capire chi, fra Rand, Mat e Perrin, fosse nato fuori dai Fiumi Gemelli. Non poteva arrivarci da sola? Incoerenza di Jordan, che però il lettore non nota perché le indagini di Moiraine sono antecedenti alla scoperta che Rand sia così insolito. Rand ovviamente non può riconoscere la frase

«Finché la penombra è svanita, finché l’acqua è svanita, nell’Ombra con i denti snudati, urlando sfide con l’ultimo respiro, per sputare in viso a Colui che Acceca nel Giorno Finale.»

però gli rimane in mente visto che quando si ubriaca di Choedan Kal in La grande caccia la ripete. Bere fa male, non glie l’ha mai detto nessuno che l’Unico Potere è perfino più forte del whisky? Ora però smontiamo il dialogo successivo:

«Mi prendi in giro? A volte voi Aiel avete un’idea bizzarra del divertimento.»

Davvero, non so quante volte non sono riuscita a capire l’umorismo Aiel.

«Vedi? Tutto è cambiato e metà delle mie conoscenze sono inutili.»

Ah, la conoscenza sbagliata o inutile!

«Ah! Sí. Manetheren.» I ciuffi ricaddero. «Lì c’era un magnifico boschetto. Il tuo dolore mi canta nel cuore, Rand al’Thor. Forse non arriveremo in tempo.»

Forse non arriveremo in tempo??? Ma dove??? Qui abbiamo un altro errore di traduzione. Loial, che al momento non ha progettato di andare da nessuna parte con Rand, soffre per la distruzione di Manetheren e parla al passato.

“We could not come in time”

dice, cioè “non siamo riusciti a venire in tempo”. Manetheren è stato sì tradito dall’Amyrlin Seat Tetsuan, gelosa di Ellisande, ma se gli Ogier fossero riusciti ad arrivare in tempo probabilmente Aemon e i suoi si sarebbero salvati. Suppongo che il ritardo sia stato dovuto a un’Entaconsulta troppo lunga, ma questo non lo sapremo mai. Lo so, Entaconsulta non è il termine corretto, però rende l’idea alla perfezione. Rand, per la prima volta, si sfoga davvero, e la reazione di Loial, spiegazioni su spiegazioni, è esattamente una di quelle cose di cui Rand e lettori avevano bisogno.

«Vedi, la Ruota del Tempo tesse il Disegno delle Epoche e come fili adopera le vite. Ma il Disegno non è sempre fisso. Se una persona cerca di cambiare la direzione della propria vita e nel Disegno c’è posto, la Ruota continua a tessere e include la variazione. C’è sempre spazio per piccoli cambiamenti, ma a volte il Disegno non accetta un cambiamento importante, per quanto si provi. Hai capito?»

Rand annuí. «Potevo abitare alla fattoria o a Emond’s Field, e sarebbe stato un piccolo cambiamento. Ma se avessi voluto divenire re…»

Sì, scherza pure, aspetta solo di diventare re di Illian… C’è nient’altro, Robert, che ci vuoi farci sapere con qualche romanzo d’anticipo?

«Sì, giusto. Ma a volte la Ruota sceglie per te i cambiamenti. E a volte piega il filo o i fili della vita in modo tale che tutti quelli vicini sono costretti a ruotare intorno agli altri; questa azione influenza altri fili, e cosí via. La prima piegatura per formare la Grinza è ta’veren: non puoi fare niente per cambiarla, finché il Disegno non muta. La Grinza, detta ta’maral’ailen, può durare settimane, oppure anni. Può comprendere una sola città o perfino l’intero Disegno. Artur Hawkwing era ta’veren. E anche Lews Therin Kinslayer, immagino.»

Ta’veren. Adoro questo mondo e come i dettagli s’incastrano l’uno nell’altro.

«Però non vedo che cosa tutto questo abbia a che fare con me» disse Rand. «Sono un pastore, non un altro Artur Hawkwing. Né lo sono Mat e Perrin. Mi sembra… ridicolo.»

No, un altro Artur Hawkwing no, Lews Therin Telamon rinato sì. E con questo la tappa della settimana è finita. Però non so se e come riuscirò a pubblicare commenti settimana prossima.

Questa voce è stata pubblicata in citazioni, Guy Gavriel Kay, Robert Jordan rilettura e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a L’Occhio del Mondo di Robert Jordan. Dal capitolo 31 al capitolo 36

  1. Raffaello ha detto:

    Quanto ti stai divertendo nella rilettura di TWOT? Ti sei pentita della scelta di rimetterci il naso dentro o invece te la stai godendo?
    Anche io mi sto chiedendo se rileggere il ciclo o dedicarmi ad altre novità. Ora sto leggendo Parole di Luce del buon Sanderson. Solo 300pag finora, ma non male. Sanderson mi piace abbastanza, anche se non riesco mai a provare vera empatia con i suoi personaggi, li trovo tutto troppo complessati. Con Jordan è stato amore a prima vista, con Sanderson mi diverto, ma i suoi libri non stanno riuscendo a darmi quel che TWOT mi ha dato. Forse è solo la mia età che è ben diversa.

    • Tutt’e due, ovviamente. Pentita perché sto dedicanto alla rilettura un bel po’ di tempo e ogni tanto mi sento in colpa perché così non riesco a fare altre cose che avrei voluto fare, e me la sto godendo perché adoro questa saga.
      Visto che per tenere il ritmo della rilettura stabilito dal gruppo sto leggendo parecchi capitoli a settimana non nascondo gli spoiler come sto facendo con Le cronache del ghiaccio e del fuoco – dovrei anche riprendere a pubblicare quei commenti – perché è più rapido scrivere un testo in cui spiego tutto man mano che i vari episodi mi si parano davanti, e per fortuna ho gli ebook, così non fatico nemmeno con le trascrizioni del testo, ma il tempo che sto dedicando a Jordan è davvero tanto. Però davvero mi sto divertento.
      A me Sanderson piace tutto, mi sono divertita con ogni sua storia che ho letto, ma come ogni tanto ripeto nessun autore, nessun libro, può piacere a tutti. Per quanto mi giguarda Le cronache della Folgoluce potrebbero porsi – aspetto la pubblicazione di almeno un altro paio di libri prima di togliere il condizionale – allo stesso livello di La Ruota del Tempo e di Le cronache del ghiaccio e del fuoco.

      • Raffaello ha detto:

        Dando un’occhiata alla cronologia che hai trovato in rete deduco che Rand/Mat e Perrin all’inizio della storia hanno 20anni!…così grandi? Avevo pensato fossero 16-18enni. Probabilmente mi ricordavo male io o me l’ero figurato così.

        • Se non ricordo male io me li ero immaginati sui 18-20 anni, ma per alcune cose è difficile ricordare le mie impressioni della prima lettura senza essere condizionata da tutto qualto ho letto in seguito, nei romanzi come in vari siti. Sono ingenui, certo, ma se pensiamo all’ambiente chiuso e retrogrado in cui sono vissuti fino all’arrivo di Moiraine ci può stare, meglio così che i bambini di Martin che fanno cose impossibili per qualcuno della loro età.

  2. Simone Fileni ha detto:

    Non lapidatemi ma io preferisco lo stile di Sanderson negli ultimi 3 libri de La Ruota Del Tempo, Jordan si dilunga troppo spesso nella serie nelle descrizioni di uniformi, orli, merletti dei (tanti) personaggi femminili della saga e il loro lamentarsi in continuazione della (secondo loro) debolezza degli uomini.

  3. Raffaello ha detto:

    Ci mancherebbe che ti lapidiamo, Simone. Conosciamo bene o difetti di Jordan, ma io sono stato sempre malato del suo stile d scrittura, e le sue descrizioni, capaci di rendere vivo ogni ambiente come lo avessi davanti agli occhi, sono sempre state un “plus” per me, nonostante rallentassero il ritmo senza dubbio. Anzi, ti dirò che le sue descrizioni sono tra le cose che mi mancano di più e che cerco da tempo di ritrovare in qualche altro autore nel panorama fantasy attuale. Sanderson ha idee geniali e storie incredibili…ma il suo stile non mi esalta al 100%.

    • Anch’io ho sempre amato tantissimo la scrittura di Jordan. Una frase qua e là la potrei anche togliere, ma non più di tanto, e il suo stile più che prolisso, come dicono in molti, mi è sempre sembrato solo molto descrittivo. A lamentarsi della dobolezza degli uomini sono donne particolarmente forti, gli uomini d’altra parte dicono spesso di non capire le donne, o di non sapere come parlare alle donne. Probabilmente Jordan ha ripetuto qualche volta di troppo pensieri come questi, ma sono pensieri che riflettono le incomprensioni reali che ci sono nelle due metà del genere umano.
      Ogni tanto anch’io sottolineo qualche piccolo limite nella storia di Jordan, che siano ripetizioni o inconsistenze. Sicuramente se Jordan avesse potuto scriverla tutta prima e pubblicarla poi avrebbe limato un bel po’ di difetti, o precisato meglio cose che all’inizio non aveva ancora definito. So benissimo che la saga non è perfetta, ma nonostante i suoi limiti secondo me è grandiosa.
      Una cosa su cui insisto sempre, comunque, è che ciascuno ha diritto ad avere la propria opinione, se qualcosa non piace a chi mi legge non deve far finta di nulla perché piace a me. Io sono un’appassionata come lo sono coloro che leggono abitualmente il blog e la gran parte dei lettori occasionali, su alcune cose i nostri gusti coincidono, su altre no, e discutere il perché non può che arricchire tutti.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...