L’Occhio del Mondo di Robert Jordan: dal capitolo 14 al capitolo 18

Rilettura de La Ruota del Tempo di Robert Jordan, spoiler gratis per tutti i lettori.

14: Al Cervo e Leone

Baratheon e Lannister insieme, qui c’è aria di guai. Come, non sono Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin? Va bene, mi sono sbagliata, a volte vedere gli animali araldici fa strani effetti…

Rand e compagnia trovano posto nella locanda e vanno a fare un bagno. Mat dimostra di non saper tenere la bocca chiusa, suppongo perché avere nel gruppo qualcuno che in qualsiasi momento potrebbe involontariamente tradire tutta la Compagnia aumenta la tensione drammatica. Lan sembra un po’ più brusco, meno imperturbabile, rispetto agli altri romanzi, si irrita più facilmente. Suppongo che anche Jordan stesse man mano scoprendo i suoi personaggi.

Quando si uniscono agli altri Rand si trova a riflettere su Egwene.

Moiraine aveva detto che avrebbe comunque toccato la Vera Fonte, ma che non aveva controllo su di essa: questo significava che non era colpa sua. Ed era sempre Egwene.

Aprì la bocca per scusarsi, ma la ragazza non gli diede il tempo di parlare: s’irrigidì e gli diede le spalle. Imbronciato, Rand inghiottì le parole di scusa. E va bene, si disse. Se vuole così, non posso farci niente.

A quanto pare è ben imbevuto di pregiudizi sulle Aes Sedai, ma se non altro non incolpa nessuno per cose su cui non ci si può fare nulla. Egwene per lui è sempre Egwene, anche se è in grado di fare quella cosa terribile che è toccare l’Unico Potere. La cosa divertente è che lui stesso lo ha già toccato, anche se inconsapevolmente, e più avanti lo farà in modo deliberato e consapevole, anche con Saidin corrotto. Il suo modo di pensare cambia, e molto, e lascia non pochi strascichi nel suo animo. Quello che invece mi irrita è vedere l’inizio dei battibecchi scemi fra lui ed Egwene: se solo si fossero parlati, invece di trincerarsi dietro a uno stupido orgoglio, avrebbero entrambi evitato un bel po’ di guai.

Nel Ghealdan c’è stata una battaglia e ha vinto Logain.

Prima menzione per nome del falso Drago, quando ancora è preoccupante anche se lontano. Finite le chiacchiere vanno tutti a nanna, e sognano.

solo per un istante, la bocca e gli occhi divennero aperture spalancate in caverne infinite e fiammeggianti.

Se Jordan stava cercando di destare la mia attenzione con un’immagine forte c’è riuscito benissimo. Non che prima non l’avesse, ma bocca e occhi fiammeggianti? Non so se è un effetto collaterale dell’uso intensivo del Vero Potere, ma l’immagine per me è molto viva e mi fa paura.

«È davvero un sogno?» disse l’uomo. «Ma ha importanza?»

A volte no, non ha importanza, come scopriremo.

Volute di fumo si levavano dalla spalliera della sedia, fra le dita dell’uomo. E i suoi occhi lo fissavano con intensità, guizzavano tra le fiamme.

Rand si leccò le labbra e posò il calice senza assaggiare il vino. «Non ho tanta sete come credevo» disse.

Simpatico, fa il fumo con le dita! Mi domando cosa ci sia in quella coppa e perché fosse tanto ansioso di far bere Rand. Se si va nel paese delle fate, dice la tradizione, non bisogna mangiare né bere, altrimenti non si può più andar via. E Rand? Non si sveglierebbe più? Si sveglierebbe convertito all’Ombra? Cosa?

«Alcuni mi chiamano Ba’alzamon»

Piacere di averti conosciuto, ora però devo proprio andare.

«Ti aspetti gloria?» disse Ba’alzamon. «Potere? Ti hanno detto che l’Occhio del Mondo sarà al tuo servizio? Quale gloria e quale potere toccano a un burattino? Le stringhe che ti muovono sono state intessute da secoli. Tuo padre fu scelto dalla Torre Bianca, come uno stallone legato alla cavezza e condotto al suo compito. Tua madre non era altro che un animale da riproduzione, per i loro piani. E questi piani portano alla tua morte.»

Primo accenno all’Occhio del Mondo e anche ai veri genitori di Rand, ma ne parleremo più avanti. Però Ishy – Ishamael, che si spaccia per Ba’alzamon, il Tenebroso (Ishy è più facile da scrivere, ok?) sta dicendo bugie. La Torre Bianca non ha scelto il papà di Rand, anzi, non ne sapeva nulla, e se sua mamma è andata nel deserto perché Gitara Moroso le ha detto di andare, nemmeno la stessa Gitara sapeva perché ha detto quel che ha detto e che cosa ne sarebbe derivato.

L’Amyrlin Seat ti userà, finché non sarai consumato, proprio come furono usati Davian e Yurian Stonebow e Guaire Amalasan e Raolin Darksbane. Proprio come è usato Logain.

Bella collezione di falsi Draghi, ma quasi certamente non è vero che l’Amyrlin li ha usati. Userà Logain, ma con il suo consenso, e Rand lo userà ancora di più.

«Tu sei imprigionato…»

«Sciocco, non sono mai stato imprigionato!» I fuochi del suo viso ruggirono con un impeto tale che Rand indietreggiò, riparandosi con le mani. Il sudore sui palmi si asciugò per il calore. «Fui a fianco di Lews Therin Kinslayer, quando compì il misfatto che gli valse il soprannome. Fui io a dirgli di uccidere la propria moglie e i propri figli e tutta la propria stirpe e ogni persona che amava o da cui era amato. Fui io a dargli un momento di lucidità perché sapesse che cosa aveva fatto. Hai mai sentito un uomo urlare fino a perdere l’anima, verme? Poteva colpirmi, allora. Non avrebbe vinto, ma poteva tentare. Invece chiamò su di sé il suo prezioso Potere, tanto che la terra si aprì e sorse Montedrago a segnare la sua tomba.

«Mille anni dopo, mandai i Trolloc a depredare il Sud e per tre secoli essi devastarono il mondo. Quelle stolte e cieche le donne di Tar Valon dissero che ero stato infine sconfitto, ma il Secondo Patto, il Patto delle Dieci Nazioni, era infranto senza rimedio, e chi rimase a opporsi a me, allora? Io sussurrai nell’orecchio di Artur Hawkwing e la terra delle Aes Sedai morì in lungo e in largo. Io sussurrai di nuovo e il Gran Monarca mandò i suoi eserciti al di là dell’oceano Aryth e del Mare del Mondo, e con questo atto sancì due condanne. La condanna del suo sogno di una sola terra e di un solo popolo, e una condanna ancora da venire. Ero al suo capezzale, quando i consiglieri gli dissero che solo le Aes Sedai potevano salvargli la vita. Parlai, e lui ordinò d’impalare i consiglieri. Parlai, e l’ultimo ordine del Gran Monarca fu di distruggere Tar Valon.

Ishy è arrivato da Lews Therin subito dopo che lui ha compiuto la strage in casa propria, dire che gli era al fianco mentre la faceva è una forzatura, dire che glie l’ha suggerita lui una vera e propria bugia. Certo Lews Therin avrebbe potuto ammazzare Ishy e risparmiare un bel po’ di guai a tutti e invece ha preferito innalzare una montagna con vista panoramica su Tar Valon. De gustibus…

Guerre Trollok, ok, sono colpa di Ishy, e pure il fatto che Artur Hawkwing abbia litigato con le Aes Sedai – anche se pure quella fessa dell’Amyrlin dell’epoca ci ha messo del suo – quindi Seanchan, e avrei volentieri fatto a meno di loro. Quella frase, La condanna del suo sogno di una sola terra e di un solo popolo, e una condanna ancora da venire, mi ha preoccupata per un bel po’ di tempo, poi sono arrivati i Seanchan e mi ha preoccupata ancora di più. Finito il sogno Rand si sveglia, e a dimostrazione dei suoi pregiudizi decide che i suoi sogni non sono così brutti da spingerlo a chiedere l’aiuto di un’Aes Sedai.

15: Estranei e amici

Rand scopre che il sogno sui topi ha avuto spiacevoli riflessi nella realtà. Vorrebbe parlare con qualcuno, ma Thom è impegnato nel declamare la Grande Caccia al Corno, e chissà come mai nei fantasy molte leggende hanno la tendenza a diventare realtà. Perrin ha fatto più o meno lo stesso sogno di Rand e non vuole uscire, lui esce e s’imbatte in Min.

«Lei dice che vedo frammenti del Disegno.» Con una risatina Min scosse la testa. «Mi sembra un’esagerazione. Ma vedo delle cose, quando guardo la gente, e a volte ne capisco il significato. Guardo un uomo e una donna che non si sono mai scambiati neppure una parola e so che si sposeranno. E loro si sposano. Cose di questo genere. Lei voleva che ti guardassi. Te e tutti gli altri insieme.»

«Quando siete in gruppo? Scintille che turbinano intorno a te, migliaia di scintille; e una grossa ombra, più nera della notte. Così intensa che mi domando come mai nessun altro la scorga. Le scintille cercano di vincere l’ombra e l’ombra cerca d’inghiottire le scintille.» Scrollò le spalle. «Siete tutti legati insieme in qualcosa di pericoloso, ma non riesco a capirne di più.»

Min! Adoro le sue visioni, e adoro il fatto che lei, in mezzo a donne capaci di maneggiare quantità enormi di Unico Potere o a uomini che guidano eserciti (e magari pure che maneggiano quantità enormi di Unico Potere) non si senta minimamente inutile o inferiore. Dovrebbe essere un’intrusa, invece si inserisce fra gli altri alla perfezione. Scintille contro l’ombra? L’immagine rende bene, anche se non è precisa. All’Ultima Battaglia c’è un alternarsi di luce e oscurità, e la luce è più intensa rispetto alle semplici scintille. Forse perché ancora i nostri eroi non hanno raggiunto il loro potenziale? O è solo un’immagine a effetto?

«La ragazza? Anche lei ne fa parte. E il menestrello. Tutti voi. Tu sei innamorato della ragazza.» Lo fissò. «Me ne accorgo anche senza la seconda vista. Pure lei ti ama, ma non è per te, né tu sei per lei. Non nel modo che entrambi vorreste.»

«E questo cosa significherebbe?»

«Quando la guardo, vedo le stesse cose di quando guardo… lady Alys. Anche altre cose, che non capisco; ma so qual è il significato. Lei non rifiuterà.»

Conferma dell’infatuazione fra Rand ed Egwene, anche se poi entrambi s’innamoreranno di altre persone. Il rapporto che c’è fra loro è quello di alleati, di amici, e di leader delle rispettive forze della Luce. Lei, ovviamente, non rifiuta di diventare Aes Sedai.

«La guerra… ah… mastro Andra ha sette torri in rovina intorno alla testa, e un bimbo in culla che regge una spada, e…»

In un’intervista Jordan ha detto che le visioni di Min si riferiscono sempre al futuro e non al passato, ma almeno per questo primo libro non ne sono sicura. Le sette torri in rovina sono il suo presente come re non incoronato del Malkier, anche se vinta l’Ultima Battaglia lui potrà ricostruire il suo regno e quinti potrebbero essere il futuro. Il bimbo in culla con una spada però non può che essere lui subito prima che suo padre, l’ultimo sovrano del regno scomparso, lo facesse portare in salvo in modo che a tempo debito potesse vendicare la sua gente.

Le visioni più forti intorno al menestrello mostrano un uomo, non lui, che col fuoco fa giochi di prestigio, e la Torre Bianca, e questo non ha senso, per un uomo.

Suo nipote Owin poteva incanalare. Trovato dalle Rosse, è stato domato sul posto contravvenendo alla legge, che richiedeva che venisse portato alla Torre Bianca. È morto poco dopo. Potrebbe esserci anche un’allusione al fatto che Thom si innamorerà di un’Aes Sedai.

Le immagini più forti che vedo intorno al tipo robusto e ricciuto sono un lupo, una corona infranta, alberi che gli fioriscono intorno.

Sul lupo la risposta arriva entro pochi capitoli, la corona infranta è la corona dei sovrani della Saldaea (Saldaea, non Saldea come si ostina a scrivere Fanucci!), e ricordiamo che Faile è abbastanza in alto nella linea di successione della Saldaea dopo l’attuale sovrana Tenobia e suo padre Davram, gli alberi non ho idea di cosa siano.

E per l’altro… un’aquila rossa, un occhio sul piatto d’una bilancia, un pugnale con un rubino, un corno, una faccia che ride.

L’aquila rossa è il simbolo di Manetheren, della fine che avrebbe fatto un occhio di Mat ne avevo parlato anni fa con qualche romanzo d’anticipo, anche se non sapevo dove, quando o come sarebbe avvenuto, del pugnale e del corno non vale nemmeno la pena parlare, noto solo che quando, poco dopo, Rand glie ne parla, Mat è affascinato dal pugnale. La faccia che ride potrebbe essere un’allusione al fatto che Mat spesso ricopre il ruolo del trickster della mitologia.

Una spada che non è una spada, un’aurea corona di foglie d’alloro, un bastone da mendicante, tu che versi acqua sulla sabbia, una mano insanguinata e un ferro rovente, tre donne in piedi accanto a un catafalco dove tu sei disteso, roccia nera bagnata di sangue

Callandor, ovviamente, poi la corona dei re di Illian, meno ovvio il bastone da mendicante, forse un’allusione a quando in Presagi di tempesta si reca a Ebou Dar vestito poveramente per non farsi riconoscere, comunque anche Perrin avrà una visione di Rand in vesti da mendicante, magari rileggendo noto qualche dettaglio che mi è sfuggito. L’acqua sulla sabbia mi fa pensare agli Aiel, la mano insanguinata dovrebbe essere quella che perde, anche se non mi pare ci sia sangue in scena, il ferro rovente non so. Le tre donne sono la stessa Min, Elayne e Aviendha accanto al corpo di Rand, la roccia bagnata di sangue si trova a Shayol Ghul. Min promette che s’incontreranno di nuovo, per forza, sa che s’innamorerà di lui!

Rand esce e incontra qualcuno che pensava non avrebbe più rivisto:

L’uomo aveva gli occhi infossati e il viso smagrito e sporco, come se da giorni non mangiasse né dormisse

Padan Fain è così conciato perché è stato vincolato dal Tenebroso a inseguire Rand, quindi anche quando vorrebbe fermarsi non può farlo. Rand diffida di Moiraine, e la mancanza di fiducia, l’incapacità di donare fiducia a determinate persone, è una delle difficoltà che affliggono i personaggi. Più di una volta ho avuto voglia di prendere per le orecchie due di loro e di dirgli “Testoni, siete dalla stessa parte!” Però, visto che lo conosceva (superficialmente, oh se lo conosceva superficialmente!) da prima, crede di potersi fidare di Fain e tradisce il suo stesso gruppo:

Vieni con me al Cervo e Leone. Mi sono fermato lì, con alcuni amici.

C’è da stupirsi se poi Rand incontrerà un Fade nel corridoio? Alla scomparsa di Fain Rand incontra Mat. Non sta bene, è da quando si è alzato che ha mal di testa – anche se pure gli incubi che ha avuto potrebbero aver contribuito al mal di testa- è febbricitante, gli sembra di andare alla deriva. E in tutto questo in chi s’imbattono?

Figli della Luce. Manti Bianchi. Uomini che odiavano le Aes Sedai. Uomini che dicevano alla gente come vivere, mettendo nei guai chi si rifiutava di ubbidire. Se si potevano definire semplicemente ‘guai’ le fattorie bruciate e chissà cos’altro. Dovrei essere impaurito, pensò. O curioso. Qualche cosa, comunque. Invece li fissava passivamente.

Rand li fissa passivamente, e si comporta come si comporta, perché sta subendo il contraccolpo dell’aver attinto l’Unico Potere per far correre più veloce Bela qualche giorno prima, ma quando ci sono di mezzo fanatici convinti di conoscere la Verità è sempre meglio girare al largo. E invece cosa combina Mat? Uno stupido scherzo. Non poteva sapere delle condizioni di Rand, al momento neppure lui ha idea di cosa gli stia capitando, ma se non ci sono guai è solo perché arriva la guardia cittadina.

Tornati al Cervo e Leone scoprono che è arrivata anche Nynaeve, che si presenta come un personaggio davvero formidabile.

Pensi che una sciocchezza come un traghetto affondato possa fermarla?

In certi momenti fa la prepotente, crede di sapere tutto lei e che gli altri siano solo bambini incapaci di gestire le cose, ma quando decide di fare qualcosa è una vera forza della natura.

16: La Sapiente

Min ci dice subito che Nynaeve fa parte della storia. Io ho sempre preso per buone le affermazioni di Min, anche in prima lettura, il che ovviamente comportava il fatto che Nynaeve si dovesse unire alla Compagnia. Moiraine aveva parlato di un’altra donna capace di incanalare in Emond’s Field, e aveva detto che spesso quel genere di donne diventa una Sapiente. Bingo! Nynaeve futura Aes Sedai, qualcuno ne ha mai dubitato? Comunque se il pericolo che vede Min è aumentato non è solo perché è arrivata Nynaeve. Rand ha appena fatto due fesserie colossali: ha detto a Fain dove alloggia e ha litigato con i Manti Bianchi. Serve altro?

«Tu… hai seguito le nostre tracce?» esclamò Lan, genuinamente sorpreso per la prima volta stando a quanto Rand ricordava. «Comincio a diventare trascurato, allora.»

«Ne hai lasciate pochissime, ma sono brava a seguirle quanto qualsiasi uomo dei Fiumi Gemelli, meno forse solo di Tam al’Thor.» Esitò, poi aggiunse: «Fino alla sua morte, mio padre mi portava a caccia e mi ha insegnato quel che avrebbe insegnato ai figli maschi che non ha mai avuto.» Lanciò a Lan un’occhiata di sfida, ma lui si limitò ad annuire in segno d’approvazione.

«Se sei in grado di seguire una pista che ho cercato di cancellare, ti ha insegnato bene. Pochi ci riescono, anche nelle Marche di Confine.»

Nynaeve nascose il viso dietro la coppa. Rand sgranò gli occhi: era arrossita! Non l’aveva mai vista nemmeno sorpresa. Arrabbiata, sí; offesa, spesso; ma sempre padrona di sé. Eppure adesso aveva certamente le guance rosse e cercava di nasconderlo.

Nynaeve sarà anche brava a seguire le tracce – mi piace che faccia il nome di Tam, su di lui Jordan avrebbe potuto scrivere libri interi – ma qui ha avuto un aiuto in più. Da bambina Egwene si è ammalata e Nynaeve l’ha curata non solo con le medicine ma anche con l’Unico Potere, anche se non se ne è resa conto, e questo ha creato un legame particolare fra loro. Nynaeve può ritrovare Egwene.

Lan nota la sua competenza e lei arrossisce, primo segno che lui la vede come una persona in gamba e non come una seccatura e che lei apprezza le sue attenzioni. Appena oltre Thom prende le difese di Moiraine, anche se quel che gli interessa di più è la sua sicurezza personale. I legami fra i vari personaggi si evolvono, come si vede anche con  Egwene che cerca di tenere nascosti i capelli perché non sa come deve comportarsi, a chi dare la sua fedeltà. È presa fra il passato e i futuro, con Jordan i cambiamenti sono sempre graduali.

Gli Inquisitori partono dal presupposto della colpevolezza e conoscono una sola sentenza. Non vogliono scoprire la verità: sono convinti di conoscerla già. Con ferri roventi e tenaglie vogliono solo ottenere una confessione.

Avevo già detto che odio i fanatici e i portatori di Verità? La discussione prosegue, con tutto il gruppo o solo parte di esso, e alla fine Nynaeve nota come Rand sia cresciuto, e non solo perché porta una spada al fianco.

«Sei cresciuto davvero» sorrise Nynaeve, mettendolo per un attimo a disagio. «Un tempo non avresti messo in discussione dove andavo o che cosa facevo. Un tempo che risale solo a una settimana fa.»

La crescita dei personaggi era uno dei temi che interessavano di più a Jordan. Uno dei suoi soprannomi di quando era in Vietnam era Iceman, e Rand ci va molto vicino a diventarlo. La crescita di Rand gli consente, fra l’altro, di notar la lieve esitazione di Nynaeve quando si parla della sua nascita al di fuori dei Fiumi Gemelli. La profezia di Gitara Moroso inizia a fare capolino.

17 Osservatori e cacciatori

Quante canzoni ha inserito J.R.R. Tolkien ne Il signore degli anelli? No, grazie, non c’è bisogno che qualcuno si metta a contarle per dirmelo. Qui sembra quasi che voglia rendergli omaggio un’altra volta, anche se secondo me ne Il signore degli anelli le canzoni avevano una ragione d’essere maggiore che ne La Ruota del Tempo. Per fortuna poi Jordan ha cambiato idea e se non sbaglio non ne ha più messe. Dopo il ballo ci sono mister dissolvenza (il Fade) e la fuga, complicata dai fanatici in bianco. La scena dell’illusione di Moiraine, che appare gigantesca, può fare effetto alla prima lettura, ma tutto sommato mi sembra superflua. Avrebbe potuto trovare un altro sistema per uscire da Baerlon senza farsi notare così tanto visto che quello che più desidera è passare inosservata. Secondo me Jordan doveva definire ancora un bel po’ di cose sul funzionamento dell’Unico Potere.

18: La strada per Caemlyn

Ah, la cara vecchia icona con il Trolloc! Quanta paura faceva vederla all’inizio di un capitolo? Man mano si capisce il significato delle icone, il lupo indica Perrin, il sole i Manti Bianchi, la luna Lanfear… ma questa non ha mai lasciato dubbi. Guai, e guai grossi. Il gruppo scappa, inseguito da un bel po’ di Trolloc arrivati, anche se Moiraine non lo sa, attraverso le Vie. Ci sono la fuga, l’allusione alla Sette Torri, la battaglia, anche se creature mostruose che combattono con cappi e bastoni invece che con spade mi sembrano un po’ ridicole, e anche una frase che puzza di infodump. Quando i Trolloc iniziano ad avvicinarsi e Lan si separa provvisoriamente dagli altri per controllare la gravità della situazione dice a Moiraine

Tornerò il più presto possibile. Se fallisco, lo capirai.

Come se lei non sapesse che si accorgerebbe della morte di lui tramite il legame che li unisce. Probabilmente Jordan non aveva ancora deciso la forza del legame Aes Sedai-Custode, e l’effetto devastante sulla donna della morte dell’uomo, ma qui lo scrittore sta facendo parlare il personaggio direttamente al lettore e non al suo finto interlocutore, Moiraine. Se, al contrario, dopo che lui fosse andato via, lei avrebbe spiegato agli altri che se fosse accaduto qualcosa a Lan lei lo avrebbe saputo, l’affermazione avrebbe avuto molto più senso. Amo i romanzi di Jordan, anche se so benissimo che non sono perfetti. Con il tempo la sua capacità di scrittura è migliorata, e lui ha definito meglio il suo mondo. Se dopo qualche anno avesse potuto revisionarli tutti per uniformare meglio stile e costruzione di Randland e delle sue caratteristiche, avremmo avuto libri migliori. Ne sono perfettamente consapevole, ma anche così, anche se a volte qualche piccolo dettaglio mi lascia perplessa, abbiamo una storia straordinaria, una capacità d’immaginazione infinita e un omaggio a ciò che il genere umano può compiere che ogni volta è capace di commuovermi.

Tornando a cose più concrete abbiamo pure un errore di traduzione. A fine scontro

Tanto per cambiare, Mat era stato l’unico a essere disarcionato.

Tanto per cambiare? Perché, Mat era già stato disarcionato qualche altra volta e non me n’ero accorta? Qui è il traduttore che, visto che Mat è il casinista del gruppo, vuole dargli la colpa per tutti i problemi che capitano. Jordan ha scritto For a wonder, Mat was the only one who had been unhorsed. Per meraviglia, o meglio Per fortuna, Mat era stato l’unico a essere disarcionato, non Tanto per cambiare. A parte questo, Mat inizia presto a farsi impiccare, anche se in L’ascesa dell’Ombra gli riuscirà molto meglio.

Anche qui mi sembra strano il modo in cui Moiraine protegge il gruppo, anche se dimostra di cavarsela benissimo con Terra e Fuoco. Va bene, è superpotente, probabilmente nessun’altra sarebbe riuscita a fare quel che fa lei, ma un bel fuoco malefico no? BOOM, e via, come fa con Be’lal in Il Drago rinato. Anche se è proibito, le comunque già non dovrebbe esserne capace, una cosa proibita in più cosa volete che sia? Avete presente Indiana Jones in I predatori dell’Arca perduta? Il tizio fa tutta la sceneggiata con la spada per intimidirlo e lui gli spara. Fine della discussione.

Abbiamo anche un ritorno del sangue antico, con Mat che urla nella Old Tongue, l’Antica Lingua (a volte mi piacciono di più i termini inglesi, conseguenza dell’aver letto interviste su interviste, blog su blog e ben tre romanzi in inglese) ed Egwene che quasi lo capisce. La cosa importante è che i protagonisti stessi, Mat, Egwene, e anche gli altri, iniziano a rendersi conto che stanno cambiando, e che sono di più di quel che avevano creduto di essere fino a qualche istante prima. Non solo il mondo è più vasto di quel che avevano creduto, loro stessi hanno capacità che nemmeno sospettavano di avere, e una profondità molto maggiore.

L’accenno di Moiraine alle antiche storie incuriosisce Thom, forse inizia a vederla anche come una persona con cui si può parlare, se non altro per approfondire meglio la sua conoscenza del passato. Comunque, visto che i nemici sono troppi, non rimane che rifugiarsi nelle rovine dell’antica città di Aridhol, che tanti anni prima morì e guadagnò un altro nome.

«Quale nome?» domandò di nuovo Mat.

Mentre entravano nella città, Moiraine gli rispose. «Shadar Logoth» disse. «Ora la chiamano Shadar Logoth.»

Non so a voi, ma a me questa frase lapidaria fa pensare che stiano entrando Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende.

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2 risposte a L’Occhio del Mondo di Robert Jordan: dal capitolo 14 al capitolo 18

  1. Raffaello ha detto:

    Shadar Logoth. Ho sempre adorato i brividi che mi ha dato ogni singola scena ambientata in questa citta lungo l’intero ciclo di Jordan. Fosse stato per me, avrebbe dovuto inserirla in ogni libro, con una scusa o con un altra😛
    Io ho conosciuto per la prima volta The Wheel of Time grazie ad un videogioco (appunto chiamato così). Il livello ambientato a Shadar Logoth era da brividi dall’inizio alla fine (ogni volta che incontravo mashadar mi batteva il cuore a mille dalla paura). Dal mio incontro con quel videogioco (con protagonista Elayne) ho poi cominciato i libri e non posso negare che ogni volta che Shadar Logoth compariva durante la lettura, nella mia mente la vedevo come quella del videogioco.

    • Si, Shadar Logoth è davvero da brividi, e Mashadar è un’invenzione straordinaria. Io con i videogiochi sono sempre stata un vero impiastro perciò non guardo neanche quali videogiochi esistono, ma sono contenta che dal gioco tu sia passato alla lettura.

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