George R.R. Martin e gli articoli acchiappaconsensi

DSCN2107Se si parla di fantasy scrivere articoli su George R.R. Martin è un ottimo sistema per ottenere clic.

Se controllo la classifica degli articoli più letti sul mio blog nel 2016 su 9 posizioni (la classifica ne comprende 10, ma la prima, chissà perché, è sempre Home page / Archives) 5 riguardano Martin, 2 riguardano classifiche di fantasy, 1 Umberto Eco, e quasi tutti i contatti sono arrivati nella settimana successiva alla sua morte, e 1 il concorso Scrittori di classe della Conad, che vede il coinvolgimento di 8 scrittori per bambini importanti e chissà quante classi, con bambini, genitori e insegnanti curiosi di sapere di più sul progetto che li ha coinvolti.

Stesso controllo per il 2015: 6 articoli su Martin (Eco era ancora vivo, quindi il mio vecchio articolo non se lo filava nessuno), gli stessi 2 sulle classifiche fantasy e 1 sulla prima edizione del concorso Conad.

2014: 6 articoli su Martin, sempre quei 2 sulle classifiche e 1 su un autore per bambini, Hervé Tullet.

2013: 8 articoli su Martin e 1 sulle classifiche.

2012: 8 articoli su Martin e 1 su un dipinto, Il quarto stato di Giuseppe Pelizza da Volpedo.

2011: 2 soli articoli su Martin, tenete presente che la serie televisiva è stata trasmessa negli Stati Uniti da metà aprile e in Italia da metà novembre, quindi gli spettatori hanno avuto poco tempo per cercare gli articoli e far salire gli accessi, 3 su Licia Troisi, che stava iniziando la saga I regni di Nashira (e per una circostanza fortunata io ne ho dato la notizia in anteprima), 2 su Christopher Paolini, che stava concludendo Il ciclo dell’Eredità, 1 su Terry Goodkind e 1 su quelle che all’epoca erano novità di prossima pubblicazione.

2010: niente, il blog non era ancora nato.

Martin domina, lo sapevo e ne ho avuto la conferma qualche giorno fa, quando sono andata a fare un controllo. Lo scorso ottobre ho scritto, per la prima e ultima volta, un articolo dal titolo volutamente ambiguo: Nuovo libro per Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin. Per alcune righe prendevo deliberatamente tempo, in modo che nell’anteprima data da Google non si potesse leggere di quale libro stavo parlando e bisognasse entrare per forza nel blog. In molti lo hanno fatto. Da ottobre in poi un solo articolo nuovo è stato visualizzato di più, quello relativo al concorso Conad, e vi ho già spiegato perché secondo me quell’articolo è così guardato. Andando indietro, negli articoli pubblicati prima, per trovarne uno guardato di più devo tornare al mese di aprile dello stesso anno, e al pezzo dedicato alla prima edizione di Insieme per la scuola di Conad. Non è che di mezzo non abbia scritto articoli su Martin, dal primo Scrittori di classe a ora ho scritto ben 50 articoli nel cui titolo compare il nome George R.R. Martin, e 3 in cui il nome dello scrittore non compare ma che sono chiaramente su di lui visto che vi compare il nome della saga (uno per la verità si intitola Azor Ahai, voi conoscete un altro Azor Ahai?). Solo che quei titoli non erano studiati per acchiappare clic ma per informare i lettori abituali dell’argomento di cui avrei parlato (al netto delle divagazioni, voi sapete che ogni tanto le mie divagazioni sono più lunghe dell’articolo vero e proprio, anzi stavolta spezzo l’articolo in due così questo diventa un articolo a sé stante) e infatti non sono andati neanche lontanamente vicini a ottenere il numero di contatti raggiunto da Nuovo libro per Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin. Scrivere un articolo su Martin significa cercare di acchiappare più contatti? Dovrebbe dipende da come lo si scrive e da quali sono gli argomenti di cui ci si occupa normalmente, a quanto pare dipende anche dal titolo che si sceglie. Il mio articolo di domani per me è un articolo normale, su un libro che mi interessa, e che avrei scritto per FantasyMagazine se non fossi stata preceduta da Emanuele Manco. I clic? Quelli arriveranno con calma, e non saranno mai tanti, perché al di là di quell’esperimento riuscito non cerco di attirare lettori con frasi a effetto.

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