L’Occhio del Mondo di Robert Jordan. Dal capitolo 10 al capitolo 13

Rilettura de La Ruota del Tempo parte due, spoiler in abbondanza non solo da L’Occhio del Mondo ma da tutta la saga.

10: Commiato

Uno, due, tre… partenza! A Rand, Perrin e Mat, il terzetto cercato dai Trolloc, e alle loro guide, Moiraine e Lan, si aggiungono Egwene (su Bela! Chi l’avrebbe detto che una cavalla qualsiasi avrebbe fatto parlare così tanto di sé nella storia?) e Thom. Abbiamo un primo accenno al fatto che i lupi odiano i Trolloc, ed è ironico che a esserne temporaneamente spaventato sia proprio Perrin, mentre in cielo svolazza un Draghkar. Il mondo creato da Robert Jordan si prospetta sempre più simpatico.

11: La strada per Taren Ferry

Fuga. I nostri amici sono giovani, ingenui, immaturi, devono ancora affinare le loro capacità e conoscere il mondo e quindi scappano. E Jordan il suo mondo ce lo deve ancora far scoprire. Per tutta la fuga, nella prima lettura, la tensione è alta. Rand e Compagnia (la maiuscola non è casuale) scappano, e noi teniamo il fiato con loro come se fossimo a nostra volta inseguiti. Però intanto il buon vecchio Robert piazza dei dettagli nascosti, che si vedono solo in rilettura.

Con il cuore pieno di disperazione, incitò in silenzio Bela a correre veloce come il vento, e cercò di infonderle forza. Corri, ripeté di nuovo. La sua pelle formicolava e le sue ossa scricchiolavano come se fossero sul punto di spaccarsi. La Luce sia con te. Corri! la esortò. E Bela parve ascoltarlo.

Rand incita mentalmente Bela, e lei sembra ascoltarlo. Forse è casuale che la sua pelle formicoli, la corsa di Bela però è notevole, come nota pure Moiraine:

«Ha un gran cuore e la tenacia della gente dei Fiumi Gemelli. Per quanto sembri strano, forse è la meno stanca.»

O forse è stata aiutata da Rand, che per la prima volta nella sua vita incanala Saidin, la metà maschile della Vera Fonte. Le conseguenze le pagherà una settimana più tardi a Baerlon, quando farà l’idiota con i Manti Bianchi.

Noto anche che Jordan semina qua e là alcuni elementi che permettono di capire meglio il suo mondo. Il fiume visto come salvezza dai Trolloc, che non possono attraversarlo così come non lo possono fare i vampiri dei nostri miti. Jordan per un certo periodo è stato un lettore da 300 libri l’anno, e miti e leggende li conosceva bene e li sfruttava ogni volta che gli tornava comodo. E poi

«A me no, pastore. Non occorre, per il momento. E nemmeno a lei. Su di sé non può farlo.»

Moiraine non toglie la stanchezza a Lan perché lui comunque non ne avrebbe bisogno, anche senza il legame Aes Sedai/Custode, perché Lan è incredibilmente in gamba, oltre che abituato a viaggi di questo tipo, o è un primo accenno al fatto che i Custodi sono rafforzati dal legame con un’Aes Sedai? E su di sé non può farlo, che una magia di guarigione non agisca sul mago che la sta compiendo mi sembra abbastanza frequente ma è giusto notarlo.

Arrivati a Taren Ferry Rand fa una considerazione strana, del tipo che poi (mi pare) non ripeterà più, anche se è vero che in questo libro perde molta della sua ingenuità. Pensando agli abitanti del posto nota come

I pochi da lui incontrati avevano nomi bizzarri, come Cimadicolle e Barcadipietra.

In inglese i nomi sono Hilltop e Stoneboat. A me questi nomi danno una sensazione di familiarità, come se personaggi così potessero tranquillamente vivere a Hobbiville. Non sono i nomi usati da J.R.R. Tolkien, me li ricordano e basta. Che sia uno dei tanti omaggi velati al professore di Oxford?

12: La traversata del Taren

Stava vivendo l’avventura che desiderava, pensò Rand, e almeno per il momento non notava piccole cose come la nebbia, l’umidità, il freddo. Il modo di vedere le cose poteva cambiare se l’avventura si cercava o veniva imposta.

Vero, cambia la prospettiva, se si vuole essere in un posto i fastidi si percepiscono meno che se si vorrebbe essere altrove, ma parte dell’addestramento da Aes Sedai (e ancor più da Sapiente Aiel) consiste nel non percepire quel che non si vorrebbe percepire. Forse sono io che vedo prefigurazioni di ciò che avverrà in tutto, eppure…

Io mi sarei risparmiata lo show della compagnia che cerca di apparire minacciosa con Torralta, più che minacciosi i personaggi mi sembrano ridicoli, e tutta la scena inutile, ma tant’è… C’è una sola cosa interessante:

Thom Merrilin avanzò maestosamente d’un passo e protese la mano vuota, rigirandola; all’improvviso eseguí uno svolazzo e un pugnale gli comparve fra le dita; il menestrello si batté l’elsa sul palmo e con noncuranza iniziò a pulirsi le unghie.

Da Moiraine provenne una risatina di divertimento.

Sapendo che Moiraine e Thom si innamoreranno, e che la cosa avverrà principalmente fuori scena, mi sembra importante notare un primo segno che lei lo guarda in modo diverso da un semplice bagaglio che si deve portare dietro perché non ha scelta. Il gruppetto fa la traversata e Rand riflette su

Amici del Tenebroso! Come se Fade, Trolloc e Draghkar non fossero preoccupazioni sufficienti. Almeno un Trolloc si distingueva a prima vista.

Già, dettaglio importante. Si può rimanere nel campo del mito, e allora come nemici vanno bene Trolloc e Orchi, o ci si può accostare alla realtà, e allora le cose si fanno terribilmente complicate. Moiraine distrugge il traghetto e Rand

Con un brivido si strinse nel mantello

Ancora una volta percepisce l’Unico Potere. Quanti dettagli di questo tipo, che donano solidità al mondo ma che si notano solo in rilettura, sono nascosti in queste pagine?

«Non ci sono nemmeno dieci donne a Tar Valon in grado di farlo senza aiuto. E per giunta da un cavallo al galoppo.»

Caso mai avessimo avuto qualche dubbio sul fatto che Moiraine sia in gamba, anche per gli standard di Randland. E poi, quando i nostri amici finalmente riescono a rifiatare, parte l’infodump. Partirebbe, se non fosse che quel dialogo ha una sua precisa ragione d’essere e quindi, per quanto fornisca una serie di informazioni al lettore, non è davvero un infodump. Innanzitutto le informazioni che riceviamo non sono superflue, non lo sono per noi e non lo sono per Egwene. All’inizio abbiamo visto personaggi che non erano nemmeno ben sicuri di cosa fossero Aes sedai e Custodi, e che non sono mai andati oltre al villaggio accanto. Cosa diavolo possono saperne loro dell’Unico Potere? Leggende, storie dei menestrelli o di quei pochi libri, come I viaggi di Jain Farstrider, che abbiamo già intravisto poggiato sul tavolo della casa di Tam, certo non informazioni concrete, non quando le Aes Sedai fanno del loro meglio per ammantarsi di mistero per avere una maggiore autorità su coloro che le circondano e quando esistono gruppi organizzati, vedasi i Manti Bianchi, che gettano discredito su di loro. Se uno scrittore vuole dare un determinato tipo di informazioni senza cadere nell’infodump, nell’informazione-spazzatura, deve creare un personaggio per forza di cose ignorante e far dare a lui le informazioni, in modo da farle arrivare anche al lettore. È la situazione descritta da David Eddings ne Il codice rivano, quando elenca una serie di elementi necessari a scrivere un buon fantasy.

Il punto quattro è «eroe»: Sir Galahad, Sir Gawaine, Sir Lancillotto o Sir Parsifal. Galahad è santo, Gawaine è leale, Lancillotto è il campione dei pesi massimi del mondo e Parsifal è tonto, per lo meno all’inizio. Ho scelto Parsifal perché c’è da divertirsi di più Un eroe tonto è l’eroe perfetto, perché non ha la più pallida idea di ciò che sta succedendo e, nello spiegare le cose a lui, lo scrittore le spiega ai lettori. Non eccitatevi, non sto sminuendo Garion. È più innocente che stupido, nello stesso modo in cui lo era Parsifal. In realtà, è alquanto intelligente, ma è un ragazzo di campagna, non è stato tanto a contatto con il mondo. (Pag. 7)

Secondo me Jordan era uno scrittore infinitamente più bravo di Eddings, ma i commenti di Eddings (che nella maggior parte dei libri ho apprezzato) si adattano perfettamente alla situazione. Per Egwene le informazioni che Moiraine da’ sono importanti sia perché sono cose che lei ignora sia perché sono il preludio di quel che diventerà la sua vita. Moiraine credeva di avere più tempo a Emond’s Field, invece è stata costretta a rivelarsi e a fuggire, e questo è il primo momento di sosta in cui può iniziare a istruire la giovane. E lo fa, senza menare il can per l’aia. Il suo breve discorso, che ci fa capire un po’ meglio la situazione in cui si è trovato Lews Therin Telamon nel prologo anche se il Drago non viene espressamente nominato, pone le basi per una costruzione della magia grandiosa, che mi ha affascinata fin dal primo istante e che non ho mai smesso di amare. Da qui, se non da altre pagine, io sapevo che La Ruota del Tempo non sarebbe stata una semplice fotocopia de Il signore degli anelli.

«L’Unico Potere» diceva in quel momento Moiraine «proviene dalla Vera Fonte, la forza motrice della Creazione, quella cui il Creatore diede vita per far girare la Ruota del Tempo.» Alzò le mani davanti a sé e le spinse una contro l’altra. «Saidin, la metà maschile della Vera Fonte, e saidar, la metà femminile, lavorano una contro l’altra e insieme nello stesso tempo per provvedere a questa forza. Saidin…» sollevò una mano e la lasciò ricadere «è contaminata dal tocco del Tenebroso, come acqua coperta da un sottile velo d’olio rancido. L’acqua è sempre pura, ma nessuno può raggiungerla senza toccare anche la contaminazione. Solo saidar può essere usata senza pericolo.»

Wow! A parte il fatto che non ho mai imparato quale sia la metà maschile e quale quella femminile della Vera Fonte, e che ho sempre avuto fiducia nel fatto che i personaggi usassero la metà che gli competeva anche senza una mia diretta supervisione… wow!

«La Vera Fonte non si consuma, come la ruota di un mulino non consuma l’acqua del fiume. La Fonte è il fiume; le Aes Sedai sono la ruota.»

«E credi davvero che io possa imparare?»

Bella quest’immagine della Vera Fonte che non si consuma, e bello l’entusiasmo di Egwene. Lei vuole imparare, spera di poterlo fare, ed essere così pronta a fare un salto nel buio come quello che le si prospetta… È in gamba la ragazza, qualcosa mi dice che farà strada. Fa sorridere, subito dopo, vedere Thom che dice a Rand che ormai Egwene è fuori dalla sua portata, proprio lui che finirà con l’innamorarsi di Moiraine pur conoscendo il mondo come lo conosce. E poi di Aes Sedai che si sposano, nonostante le consuetudini contrarie, ne vedremo un po’.

«solo poche donne possono imparare ad attingere alla Vera Fonte e a usare il Potere. Alcune a livello superiore, altre a livello inferiore. Tu sei una delle pochissime che non hanno necessità d’imparare: ti verrà spontaneo attingere alla Fonte, che tu lo voglia o no. Ma senza l’insegnamento che potresti ricevere a Tar Valon, non imparerai mai a incanalare il Potere e rischieresti di non sopravvivere. Gli uomini con il talento innato di toccare saidin muoiono, se l’Ajah Rossa non li trova e non li doma…»

Thom emise un brontolio profondo.

Primo accenno al fatto che Egwene sarà fortissima, anche se non ne avevamo mai dubitato. Una volta che lei si è unita alla Compagnia, e che si è scoperta capace d’incalanare, le cose non potevano essere altrimenti. Notare il brontolio di Thom, che ha perso un nipote proprio a causa dell’Ajah Rossa.

Non aveva mai capito cosa fossero le Ajah. Secondo le storie, c’erano fazioni di Aes Sedai che pensavano soprattutto a complottare e litigare fra di loro; ma un punto era chiaro: le Ajah Rosse avevano il preciso dovere di prevenire un’altra Frattura del Mondo e per questo catturavano ogni uomo che anche solo sognasse di usare il Potere.

Ok, la storia delle Ajah è lunga, quanti libri servono per spiegarla? Per complottare complottano, per litigare litigano, ma a voler prevenire la Frattura non c’è il rischio di Domare il Drago e lasciare via libera a Colui-che-non-deve-essere-nominato? Lo so, avrei dovuto scrivere un altro nome innominabile, ma le mie bimbe sono appena diventate fan di Harry Potter, quindi in casa si parla abbastanza del maghetto e dei suoi amici. A proposito, conoscete un posto dove poter comprare golf e gonna di Grifondoro per una bambina di sette anni? L’anno prossimo il suo esercizio di pattinaggio sarà sulle musiche del film di Harry Potter, e a me piacerebbe vestirla come Hermione. Niente tunica, l’abbigliamento deve essere comodo.

Fine del messaggio personale, torniamo a Voldemort, alias Colui-che-non-deve-essere-nominato, alias tutti i supercattivi di cui è meglio non far il nome, Tenebroso compreso. The Dark One, il non-nome inglese mi piace molto. Shai’tan. Domare il Drago non gli darebbe via libera? Ma del resto la logica è campo delle Bianche, mica delle Rosse. Loro prima mettono una bomba nucleare e dopo pensano alle conseguenze, o forse cercano se c’è qualche superstite per far fuori pure lui.

in questa parte del mondo, potrebbero diventare Sapienti del villaggio.» L’Aes Sedai esitò, assorta. «Il sangue antico è forte, a Emond’s Field, e il sangue antico canta. Ti ho riconosciuta per quel che sei, dal primo momento in cui ti ho vista. Nessuna Aes Sedai può stare in presenza di una donna che può incanalare il Potere o che è vicina al cambiamento, senza intuirlo.

Primo accenno al fatto che Nynaeve potrebbe essere più di quello che era apparso in un primo momento e che ce la ritroveremo di nuovo di fronte. Moiraine non fa nomi, non sta a lei rivelare i segreti di un’altra, al di là del fatto che come a tutte le Aes Sedai non le piace rivelare nessun segreto se non può trarne vantaggio, ma sapere che le Sapienti spesso possono incanalare è un’informazione interessante. Notare anche che un’Aes Sedai può percepire un’incanalatrice, caratteristica che tornerà fuori diverse volte nella saga.

Quasi tutte quelle che vengono a Tar Valon devono studiare per molti mesi, prima di riuscire a fare quel che tu hai appena fatto. Puoi arrivare lontano. Forse perfino all’Amyrlin Seat, se studi duramente e se ti impegni a fondo.

Egwene è in gamba, non ne abbiamo mai dubitato. Ma considerando che Moiraine e Siuan Sanche sono amiche, coetanee e piuttosto giovani per essere delle Aes Sedai – non dimentichiamo che erano Ammesse all’epoca della nascita di Rand (secondo l’enciclopedia The Wheel of Time Companion Siuan è nata nel 957, è diventata Aes Sedai nel 978, poco dopo la battaglia delle Mura Lucenti, e la storia inizia nel 998, quindi Siuan ha 41 anni) e che un’Aes sedai può tranquillamente arrivare a 300 anni, non è un po’ eccessivo dire a una ragazza che potrebbe diventare Amyrlin? Qui a parlare non è Moiraine, ma Robert Jordan in persona che si diverte a prefigurare il futuro dei suoi personaggi. Fino a ora ha dato una spada con il marchio dell’airone a Rand, ha fatto dichiarare a Mat il suo interesse per le battaglie, ha mostrato la diffidenza ingiustificata di Perrin nei confronti dei lupi, ha destato in Moiraine l’interesse per Thom e ci ha detto che Egwene diventerà Amyrlin Seat. Il tutto senza dirci davvero cosa accadrà.

13: Scelte

Prima del nuovo capitolo c’è un’altra brutta cartina che mostra il nulla, siamo nell’intermezzo di un viaggio e non si può far altro che cavalcare, addestrarsi e parlare. Almeno costruiamo il mondo, cosa molto interessante, anche se mi domando se ogni volta che leggo un libro che mi piace devo dare un controllo sul testo originale per vedere se è stato tradotto correttamente. La sera Thom racconta storie, compresa quella di Asla la Saggia, peccato che in inglese ci sia scritto Anla the Wise Counselor. Qui ci perdiamo il fatto che la Saggia non sia una saggia comare che da’ consigli ai compaesani o una studiosa di qualche tipo, ma che nello specifico sia una consigliera, così come il fatto che il suo nome sia già venuto fuori nel quarto capitolo, quando Thom aveva attirato gli spettatori dichiarando che avrebbe raccontato, fra l’altro, I mille racconti di Anla, la consigliera saggia. Volete sapere chi è il modello per Anla? Ann Landers. Riprendo qualche riga su di lei da Wikipedia:

Esther Pauline “Eppie” Lederer, meglio conosciuta con lo pseudonimo di Ann Landers (04/07/1918 – 22/06/2002), è stata un’opinionista statunitense.

Iniziò la sua carriera scrivendo la colonna Ask An Landers nel 1955 poco dopo la morte della sua creatrice, Ruth Crowley. Lederer non solo scrisse la colonna per 47 anni, ma assunse pubblicamente il nome “Ann Landers” e con questo nome divenne la sostenitrice pubblica di molte opere di carità mediche, sia mediante le sue colonne che con apparizioni nei media. Nel 1977 il presidente Jimmy Carter la mise a capo di un comitato di consultazione sul cancro che durò sei anni.

Ok, i riferimenti alla cultura americana funzionano meglio per gli americani. Quando Jordan ha pubblicato L’Occhio del Mondo (era il 1990) la Landers scriveva la sua colonna già da 35 anni, quindi era un personaggio ben noto e identificabile, mentre io non avrei mai capito la sua identità se non avessi trovato la spiegazione in un blog, ma sbagliare a scrivere il nome in traduzione assicura ancora di più che il riferimento non sia colto. E scriverlo in due modi diversi all’interno dello stesso libro rende il libro meno solido. Quisquilie? Dubito che se ne siano accorti in molti, ma a me la cosa irrita. Mi dà un’impressione di superficialità nella cura del libro (non nell’opera di Jordan in sé) forse sbagliata, forse si tratta di una semplice svista isolata, ma l’impressione negativa rimane.

non permetterò che il Tenebroso metta le mani su di voi, a costo di distruggervi io stessa

Più chiara di così: “voi farete quello che dirò io altrimenti vi ucciderò”. Va bene, il “quello che dirò io” non sono semplici capricci ma azioni che portano il gruppo a contrastare il Tenebroso, ma con un protettore così c’è poco da stare tranquilli. Anche se Moiraine ha ragione: considerando quanto sono potenti e capaci, tutti e quattro (cinque, anche Thom fa la sua parte pur non essendo ta’veren e non potendo toccare l’Unico Potere), o stanno dalla parte della Luce o è meglio che siano morti. E poi visto che già diffidano di lei, Rand è ancora convinto che tutte le Aes Sedai siano amiche del Tenebroso, la paura è un modo buono come un altro per legarli a sé.

«I Cinque Poteri» iniziò lentamente Egwene. «Terra, Aria, Fuoco, Acqua e Spirito. Non mi sembra giusto che fossero gli uomini a conoscere meglio Terra e Fuoco, i Poteri più forti.»

Moiraine rise. «Credi, bambina? C’è una roccia così dura che aria e acqua non possano consumare? Un fuoco così forte che acqua e aria non possano estinguere?»

Andiamo avanti con le spiegazioni sul funzionamento dell’Unico Potere.  Ho scritto un articolo in proposito anni fa, perciò se vi interessa vi rimando lì: https://librolandia.wordpress.com/2014/11/08/robert-jordan-lunico-potere-e-gli-elementi/. Comunque… potevo non amare una magia legata agli Elementi? Non posso dire di essere un’esperta di filosofia antica o di alchimia, ma qualcosa ho letto e ritrovare gli Elementi in queste pagine non ha fatto altro che farmele amare ancora di più. Subito sotto Egwene sente il bisogno di una rassicurazione:

«Furono… furono loro che… che cercarono di liberare il Tenebroso e i Reietti, vero? Furono gli Aes Sedai maschi?» Trasse un respiro profondo e continuò d’un fiato. «Le donne non ne ebbero colpa. Furono gli uomini a impazzire e a distruggere il mondo.»

È normale, lei ha deciso di lasciare il mondo che conosceva per entrare in uno sconosciuto e molto più pericoloso. Ha paura, vuole essere rassicurata di non avere colpa, sapere che non farà del male. Una rassicurazione così totale come vorrebbe lei non può arrivare, il bene e il male sono legati all’individualità di ciascuno di noi, e quanto bene o quanto male facciamo dipende dalle nostre capacità e dalla nostra volontà. È vero che a impazzire, a provocare la Frattura, sono stati gli uomini, ma non abbiamo modo di sapere cosa sarebbe successo se le donne non li avessero abbandonati. Della differenza di Saidin e Saidar ho parlato qui https://librolandia.wordpress.com/2014/12/28/robert-jordan-la-vera-fonte-e-la-contaminazione-di-saidin/, mentre dell’imprigionamento del Tenebroso, narrato nel racconto The Strike at Shayol Ghul (per il quale trovate il link nell’articolo), ho parlato qui: https://librolandia.wordpress.com/2012/08/23/robert-jordan-imprigiona-il-tenebroso/.

Proseguendo nella conversazione e parlando di donne capaci di incanalare Moiraine dice che

«Certo, mai prima d’ora ce ne sono state due in un solo villaggio. L’antico sangue è davvero ancora forte, nei Fiumi Gemelli.»

L’allusione, ovviamente, è a Moiraine. Verin e Alanna in seguito troveranno altre ragazze con questa capacità, ma visto che sono più giovani di Egwene probabilmente in loro la capacità non è ancora percepibile nel breve periodo trascorso da Moiraine a Emond’s Field. Poco dopo l’Aes Sedai gira la testa verso Rand, che si sente osservato. Lui non lo sa, ma avendo la moneta di lei in tasca, lei sa sempre con una buona approssimazione dove si trovi lui. Arrivati a Baerlon il gruppo entra da una porta laterale, il cui guardiano parla di disordini nel Gealdan legati al falso Drago, e dice che in città ci sono i Manti Bianchi. Fra le varie chiacchiere vengono citati anche elementi importanti, il Popolo del Drago, anche se Moiraine minimizza affermando che «I nomi significano poco», e poi

«Il ciclo di Karaethon» rispose Thom, conciso.

Rand rimase sorpreso. Le Profezie del Drago.

Wow!. L’ho già scritto, vero? In quanti momenti Jordan con allusioni e accenni, ma rivelando davvero ben poco, mi ha fatto venire i brividi e ha risvegliato la mia aspettativa?

«Tear è il più grande porto sul mare delle Tempeste e la Pietra di Tear è il bastione che lo protegge. Si dice che la Pietra sia stata la prima fortezza costruita dopo la Frattura del Mondo; da quando esiste non è mai caduta, anche se più d’un esercito ha provato ad assalirla. Una delle Profezie dice che la Pietra di Tear non cadrà mai, finché non vi arriverà il Popolo del Drago. Un’altra dice che non cadrà finché la mano del Drago non impugnerà la spada che non può essere toccata.»

Lo sapete che L’Occhio del Mondo non sarebbe dovuto finire dov’è finito? Se non ricordo male i primi tre romanzi sarebbero dovuti essere un unico volume ma a Jordan è lievemente scappata la mano, ha scritto più del previsto e si è ritrovato a pubblicare tre libri. Perciò ciò di cui parla Thom si sarebbe dovuto verificare alla fine del libro in cui ne parla, non alla fine di Il Drago rinato, che non sarebbe nemmeno dovuto esistere come volume autonomo. È in gamba il menestrello, ma certo non è un buon profeta:

«La caduta della Pietra sarà una delle prove più significative della rinascita del Drago. Possa restare in piedi finché non sarò polvere!»

Subito dopo Rand fa una domanda fondamentale, anche se ancora non sappiamo cosa significhi:

«La spada che non può essere toccata?»

Ma ne parlerò più avanti. Noto solo che Una profezia che si verifichi facilmente non varrebbe molto, non credi?, e io adoro le profezie. E con questo vi do’ il Benvenuti a Baerlon, e vi rimando alla prossima puntata perché oggi ho già scritto fin troppo.

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4 risposte a L’Occhio del Mondo di Robert Jordan. Dal capitolo 10 al capitolo 13

  1. Matteo ha detto:

    Ho davvero le scatole girate. È parecchio che voglio leggere questa saga: dopo tanto fantasy “moderno” ho voglia di tornare a qualcosa di più classico ma che non resti ancorato alla tradizione per tutti i quattordici volumi, quindi da bravo collezionista mi sono procurato i volumi disponibili della Ruota, specialmente perché in sconto. Ora, però (o meglio, qualche settimana fa), scopro che Fanucci non ha intenzione di ristampare i volumi non disponibili, per cui il secondo e il terzo, e non solo, si trovano solo su eBay a 100€ ciascuno.
    Il commento non vuole aprire l’ennesima discussione sulle case editrici, per carità. Ma io non amo particolarmente gli eBook, eppure mi vedo l’intero ciclo in offerta a 1,99€, occasione ghiotta data la non reperibilità del cartaceo.
    Eppure il mio animo da “voglio guardare i libri sulla libreria di casa” si ribella.
    Ma ciò che conta è leggere, no?

    Temo che dovrò arrendermi, stavolta.

    • Anch’io preferisco il cartaceo, ma quando non ho scelta piuttosto che non leggere un libro che mi incuriosisce opto per l’ebook. specie se c’è un’offerta come quella attuale. Volendo puoi comprare in cartaceo ciò che è disponibile e comprare in ebook il resto in modo da poter completare la lettura. Al momento Fanucci non ha intenzione di ristampare La Ruota del Tempo ma secondo me prima o poi cambierà idea e quando lo farà tu potrai comprare i libri che ti mancano. Ad aspettare l’arrivo del cartaceo rischi di poter acquistare le ristampe ma di non trovare più in commercio quello che invece è disponibile ora.
      Lo so, a volte stare dietro agli editori è davvero complicato.

      • Matteo ha detto:

        Vero, sempre sperando che la nuova edizione non presenti veste grafica e formato differenti… Già ho L’Occhio del Mondo con la copertina interamente blu (prima edizione Fanucci o qualcosa del genere?) e gli altri volumi che ho acquistato in versione Tif extra. Ma almeno il primo volume ancora si trova e posso “sistemare”.
        Ci farò un pensiero per gli ultimi tre allora, dato che sono appena usciti e non sono difficili da reperire.

        • Dipende: se in centro c’è un buco dal quale si vede la copertina sottostante è una prima edizione, se il disegno in centro è stampato sullo stesso cartoncino della copertina blu è una seconda edizione. I cambi di grafica a me fanno impazzire. Al di là dell’effetto estetico nella mia libreria, prova a pensare di guardare un tavolo contenente un centinaio di libri cercandone uno in particolare, solo che nella tua mente c’è l’immagine della copertina vecchia e ora il libro ha tutto un altro aspetto. Un cambio di grafica a volte complica davvero tanto il mio lavoro.

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