Filippo Tuena: Manualetto pratico a uso dallo scrittore ignorante

Un mattino di maggio, alzandoti dal letto, la tua vita potrebbe cambiare in un istante e tu potresti non rendertene conto perché solitamente accade così: i grandi mutamenti all’inizio non sembrano rilevanti.

Il cielo primaverile è luminoso e devi aver fatto dei bei sogni la notte precedente perché davvero ti sembra che la primavera sia finalmente arrivata e la rondine che nidifica nel palazzo di fronte al tuo è tornata dopo un lungo inverno trascorso al sud e con essa sono tornati certi desideri di gioventù che avevi accantonato per molti anni e in questo mattino di maggio ti sembra d’aver commesso un errore ad accantonarli per così tanto tempo e ti accorgi che nulla è più necessario per te che mettere in pratica l’idea vaga e molto insinuante che ti ha sfiorato nel sonno e che è tornata balenando mentre ti facevi la barba davanti allo specchio e sentivi quel delizioso odore della crema da barba e il solletico del pennello che montava la schiuma sul tuo mento alzato.

Via, perché non provarci, ti dirai pensando anche a quel paio di amici o conoscenti che qualche tempo prima, non sai come, sono riusciti nel loro intento. Se ne sono stati capaci loro, ti chiedi, perché non dovresti esserne tu, che sei più intelligente, più colto, più convincente.

Così in questo mattino di maggio spruzzandoti un dopobarba freschissimo e che nell’occasione ti sembrerà ancora più fresco, avrai preso la tua decisione e vestendoti con abiti che credi possano migliorare il tuo aspetto ti sarai convinto che è davvero la decisione che andrebbe presa in un mattino come questo e saluterai tua moglie con maggiore affetto del solito, senza ovviamente metterla al corrente del miracolo che ti ha toccato perché ti sembra per adesso un segreto da custodire gelosamente e uscirai sentendoti un uomo diverso e disposto al cambiamento che effettivamente sta avvenendo dentro di te.

 

L’idea, come Filippo Tuena spiega un paio di pagine dopo, è quella di scrivere un libro ed effettivamente gli ha cambiato la vita visto che ora lui è uno scrittore. Non un autore da bestseller, non potrebbe mai scrivere come scrivono gli autori da bestseller, e si vede benissimo anche da queste due pagine. Ciò che ho trascritto qui sopra sono le due pagine iniziali di un libretto del 2010, Manualetto pratico a uso dello scrittore ignorante. Nato in parte per scherzo e portato a termine perché chi gli era vicino lo esortava ad andare avanti, il Manualetto racconta con tono ironico le avventure di uno scrittore alle prime armi, convinto delle proprie capacità ma troppo imbarazzato per volerlo ammettere anche a sé stesso, e in difficoltà davanti a questioni che ora non possono che far sorridere.

Non si tratta del libro più importante di Tuena, anche se per me ha un significato speciale perché Filippo ne ha fatto una presentazione in una libreria in centro a Milano e io sono andata ad ascoltare quel che aveva da dire. Lo conoscevo già personalmente, ero già stata ad altre presentazioni sue, ma quella sera è stata la mia prima uscita, totalmente da sola, dopo la nascita di Ilaria. Il senso di libertà che ho provato inforcando la bici, priva di ogni pensiero che non riguardasse esclusivamente me e quel che avevo voglia di fare, è difficile da spiegare, ma è stato decisamente concreto. E forte, visto che lo ricordo così bene anche a distanza di oltre sei anni.

Quella sera Filippo ha presentato, oltre al suo libro, due testi pubblicati dal suo stesso editore, Mattioli 1885. Di uno non ricordo più nulla, l’altro era Pagine di un diario veneziano di Valerio Zurlini, e ricordo di aver pensato, ascoltando Tuena parlare, che a mio marito sarebbe piaciuto molto. Gli è piaciuto molto, perché glie l’ho regalato e dopo la lettura lui mi ha confermato che la mia impressione era stata corretta.

 

Anche escludendo i saggi la sua bibliografia conta ormai un buon numero di titoli:

  • Lo sguardo della paura, 1991, vincitore del Premio Bagutta-Opera Prima;
  • Il volo dell’occasione, 1994;
  • Il diavolo a Milano, 1996;
  • Cacciatori di notte, 1997;
  • Tutti i sognatori, 1999, vincitore del Premio Grinzane Cavour;
  • La grande ombra, 2001;
  • La passione dell’error mio. Il carteggio di Michelangelo, 2002;
  • Quattro notturni, 2003;
  • Un preludio e sette scene per Giulio II e Michelangelo, 2003;
  • Le variazioni Reinach, 2005, vincitore del Premio Bagutta;
  • Ultimo parallelo, 2007, vincitore del Premio Viareggio;
  • Manualetto pratico a uso dello scrittore ignorante, 2010;
  • Stranieri alla terra, 2012;
  • Quanto lunghi i tuoi secoli (Archeologia personale), 2014;
  • Memoriali sul caso Schumann, 2015.

Non potrebbe mai scrivere come gli autori da bestseller, ho scritto più in su. Non potrebbe perché Tuena è un artigiano delle parole, nel senso migliore del termine: ci medita sopra e le usa con attenzione, considerando non solo ciò che dicono ma anche come lo dicono e come si rapportano alle altre parole e alle altre frasi e all’intero testo che gli sta vicino. La scrittura per lui è un’indagine, uno scavare in profondità all’interno dell’animo umano, tanto più significativo quanto più riesce a da avvicinarsi a un fondo che è, per sua stessa natura, irraggiungibile. Questo senza mai dimenticare la forma.

Uno scrittore che secondo me piacerebbe molto a un altro autore da me molto amato, Guy Gavriel Kay, se solo i libri di Tuena fossero tradotti in inglese. So che in autunno un suo racconto comparirà all’interno di una rivista, sia in italiano che tradotto. Qualcosa mi dice che una copia di quella rivista arriverà anche in Canada.

Oggi è il compleanno di Filippo Tuena, e nel fargli gli auguri ricordo quel cambiamento avvenuto in lui tanti anni fa che lo ha portata a diventare uno scrittore amato, se non dalla maggior parte dei lettori, da un piccolo gruppo di lettori con molta intensità:

 

Verrai travolto dal desiderio irrefrenabile d’essere altrove mentre sarai perduto in queste immagini e ti sembrerà che nonostante molti siano gli autori scadenti e i libri inutili e pochi i grandi autori e i libri necessari, forse varrebbe la pena di fare un altro tentativo, di giocare la sorte ancora una volta perché senti intimamente e profondamente che potresti far parte dei pochi e dei grandi, anzi sei certo di farne parte indipendentemente dai giudizi degli altri e ancora una volta ti sveglierai un mattino bellissimo con quest’idea fissa, con quest’ossessione dannata che ti danna ma ti costringe a procedere, con questa voglia di opporti alle avversità e che ti fa sentire vivo come mai avevi creduto di poterlo essere.

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2 risposte a Filippo Tuena: Manualetto pratico a uso dallo scrittore ignorante

  1. Matteo ha detto:

    Notevole come riesca a essere scorrevole e allo stesso tempo complesso, ma di una complessità piacevole e non retorica.

    Non ho mai letto niente di questo autore, ma ne ho sentito parlare bene non solo su questo blog. Credo che andrò a scorrermi un po’ le sue trame e mi annoterò qualcosa da provare.

    • Ha un suo modo di scrivere molto particolare, quasi musicale, tanto che man mano che si va avanti nella lettura ci si rende conto di aver assunto nella testa un ritmo particolare.
      Molti suoi libri sono fuori catalogo, cosa abbastanza frequente con gli autori non da bestseller. Prova a dare uno sguardo a La grande ombra, su Michelangelo Buonarroti, Le variazioni Reinach, su una famiglia di ricchi ebrei francesi sterminata ad Auschwitz, Ultimo parallelo, sulla spedizione di Scott in Antartide e a Memoriali sul caso Schumann, sugli ultimi anni di vita di Schumann, fra i libri che si riescono ancora a trovare sono le opere più unitarie e di maggiore importanza.

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