Elve Fortis de Hieronymis: I viaggi di Giac

Conoscete Flatlandia di Edwin A. Abbott? Io l’ho letto al Liceo, dietro suggerimento del professore di scienze. Il libro è decisamente misogino, con le creature di sesso femminile ridotte a semplici segmenti pericolosissimi e privi d’intelligenza, ma per il resto mi è piaciuto. Il protagonista è un quadrato che entra in contatto con realtà aventi un numero di dimensioni diverse da quella che lui aveva conosciuto fino a quel momento, e se al primo impatto può far sorridere i temi di cui parla, le riflessioni che propone, sono importanti.

Per certi versi I viaggi di Giac di Elve Fortis de Hieronymis mi ha ricordato Flatlandia. I viaggi di Giac è un libro per bambini in cui mi sono imbattuta perché me lo ha chiesto una cliente, e un rapido sguardo mi ha convinta all’acquisto.

Il protagonista è Giac-omino, un omino fatto di carta, e se il pretesto narrativo con cui Giac nasce viene subito dimenticato dal suo creatore proprio perché è un semplice pretesto, la sua storia è interessante. Fatto di carta di giornale, non poteva che avere un gran dialogo con ciò che si trova sulla carta, a partire dai punti, come il suo primo amico: Punto-Lino. Con lui visita Puntinia, un luogo dove, puntando lo sguardo nel punto centrale, si può vedere il punto d’incontro delle strade che collegano i vari punti della città. Non solo, il punto segnato in rosso nel punto più basso è il punto di ritrovo dei punti giovani, a mezzogiorno in punto. Il punto blu, invece, è il punto critico nelle ore di punta. A questo punto forse è meglio fare il punto della situazione: La città, dal punto di vista di un visitatore…

Avete capito.

Io sono passata dal discorso diretto presente nel libro a una narrazione in terza persona, ma il brano proviene, parola più, parola meno, da I viaggi di Giac. Non che tutto il libro sia scritto così, queste sono solo poche righe per ricordarci che i punti sono dei segni che facciamo sui fogli ma anche che “punto” è pure una parola. A Puntinia il lettore è invitato a realizzare disegni a puntini, a unire i puntini e ad ammirare opere di puntinisti e divisionisti. E poi ci sono Lineapoli, Roccatonda, Roccaquadra e Iridia, ciascuna località con le sue caratteristiche, i suoi giochi (con tanto di soluzione alla fine) e le sue opere d’arte. Davvero un libretto simpatico per aiutare i bambini a guardare le cose da un punto di vista diverso dal loro, a conoscere un po’ meglio ciò che ci circonda e i vari mezzi espressivi, e per farli divertire.

La quarta di copertina:

Giac è un omino di carta di giornale, ritagliato da un bambino e abbandonato su un tavolo in una giornata di pioggia, vicino a un libro aperto. L’omino fa amicizia con un punto di nome Lino che lo accompagna in mille avventure in un mondo di punti, linee, lettere, numeri e giochi, al centro di questo libro sorprendente che avvicina i piccoli lettori all’arte e alla creatività.

Sul sito dell’editore è possibile leggere l’inizio del libro: http://www.interlinea.com/lerane/schede_novita/Viaggi_Giac.htm

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