A proposito di Oscar Fantastica – 3

  1. La ricerca di nuovi lettori

La versione attualmente in commercio di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen (così come quelle di Cime tempestose di Emily Brontë e Anna Karenina di Lev Tolstoj) pubblicata da Sperling & Kupfer presenta in copertina un bollo tondo sormontato dalla scritta “I romanzi più amati da Tessa e Hardin” che indica l’appartenenza del libro alla collana I classici di After, arrivando anche a giocare con i colori di copertina dei romanzi di Anna Todd, mentre lo stesso libro pubblicato nel 2010 nella collana Oscar varia si riferiva chiaramente a Bella e Edward, i protagonisti della saga di Twilight, usando oltre le scritte una grafica ispirata ai romanzi di Stephenie Meyer.

Se c’è un legame fra due opere diverse l’editoria lo evidenzia, e se non c’è in qualche caso può crearlo. Si può creare nelle già citate Fantacollana o Collezione immaginario fantasy, non si può creare negli Oscar bestsellers che sono un contenitore troppo vasto, aperto a troppi generi, perché un lettore si vi possa riconoscere e decidere di leggere con regolarità tutti gli Oscar. Però, se un contenitore è troppo vasto, se ne può creare uno più piccolo come Oscar Fantastica. Anche se in questo caso “fantastico” non viene inteso come qualcosa “che non ha fondamento se non nella fantasia”, significato con cui generalmente usiamo il termine, ma come qualcosa di dotato di “forza immaginativa”, uso diverso ma altrettanto legittimo della stessa parola, come ci ricorda il dizionario Treccani: http://www.treccani.it/vocabolario/fantastico/.

Allora qual è il pubblico di riferimento di Oscar Fantastica? Quello di Lucca Comics & Games, manifestazione che già nel 2014 aveva fatto staccare 255.000 biglietti.

Romanzi, graphic novel, videogiochi, giochi di ruolo, da tavolo e di carte, cosplay, illustrazioni, film, serie televisive, musica, miniature, mostre, il tutto all’insegna di una contaminazione che moltiplica l’immaginario e che, anche grazie al Web, ha “fatto emergere un nuovo modello di empatia, fondata sul coinvolgimento emotivo del destinatario”, come spiega ancora Stefano Calabrese (pag. 97) in Anatomia del best seller. Il modello di riferimento per questo tipo di progetto, come ha notato Emanuele Manco, è quello portato avanti da Multiplayer, editore della maggior parte dei libri legati al mondo di Star Wars e di romanzi legati a videogiochi di vario genere, dalla fantascienza al fantasy, dall’horror all’avventura.

Un tentativo di coinvolgere i lettori “multimediali” Mondadori lo aveva già fatto fra il 2013 e il 2014, quando aveva mandato in libreria i Classici Chrysalide. La collana, sospesa dopo dodici titoli, riproponeva opere quali Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, La fattoria degli animali di George Orwell o Narciso e Boccadoro di Herman Hesse con una nuova veste grafica “dark”: immagini di copertina prevalentemente scure rischiarate solo da un paio di elementi di colore, taglio delle pagine nere e in fondo alcune pagine dedicate a “esclusivi contenuti extra, spunti e approfondimenti nella cultura contemporanea: film e serie TV, musica, arte, libri, fumetti e graphic novel”. Ora questo nuovo tentativo con opere contemporanee, e solo il tempo potrà dirci se la scommessa dell’editore è stata vincente.

Lo stesso giorno che i primi sei romanzi di Cassandra Clare sono passati a Oscar Fantastica la novità, Signora della mezzanotte, è stata pubblicata nella collana Chrysalide. Tre settimane più tardi un’altra novità, in questo caso appartenente alla collana Omnibus, Red Rising – Il canto proibito di Pierce Brown, è arrivata in libreria: http://www.fantasymagazine.it/25033/red-rising-il-canto-proibito.

Da questo libro è in corso di realizzazione un film. Quando, uscendo dalla sala, ho citato il romanzo di Brown notando che non è stato inserito in Oscar Fantastica la risposta è stata che “questo libro è una novità”. Scelta perfettamente comprensibile, tradizionalmente gli Oscar sono ristampe di libri in edizione economica, anche se fra i libri di prossima pubblicazione vi sono numerosi inediti. È perciò probabile che in casa editrice abbiano deciso di operare una distinzione fra i libri che possono attirare i lettori per la fama dell’autore o per la loro forza narrativa, con l’ingresso nella nuova collana solo al momento della pubblicazione in formato tascabile, e quelli che attirano il lettore di genere perché legati a uno specifico marchio, pubblicati direttamente in Oscar Fantastica.

  1. Le nuove versioni del materiale edito e il futuro

Il lavoro necessario a proporre nuovamente i libri già pubblicati è comunque maggiore di quanto non si potrebbe pensare a prima vista. Per Shadowhunters sono state riprese le vecchie immagini di copertina, su cui è stata inserita la grafica – logo e banda laterale, in questo caso rossi – della nuova collana, è stato reso più evidente il nome dell’autrice ed è stata aggiunta la dicitura The Mortal Instruments, che è il nome originale della saga. I due nomi, Shadowhunters e The Mortal Instruments, si trovano così a coesistere, con il primo – quello che ha fatto conoscere i libri in italiano – che è più grande e quindi prevalente rispetto all’altro, ma che non cancella quello scelto dall’autrice. Sulla costa si trovano anche il numero del volume all’interno della saga, dato fondamentale per tutti i nuovi lettori che troppo spesso gli editori trascurano, e le rune, presenti anche nella seconda e nella terza pagina di copertina.

Le rune, come ben sanno gli amanti della saga, sono fondamentali nella lotta degli Shadowhunters contro i demoni, e se gli amanti di Le cronache del ghiaccio e del fuoco hanno dichiarato di apprezzare l’inclusione degli stemmi delle nobili case di Westeros in alcune delle edizioni dei volumi di Martin, queste rune hanno per i fan di Cassandra Clare un’importanza ancora maggiore. La stessa autrice ha dedicato loro ampio spazio nel sito ufficiale: http://shadowhunters.com/about-shadowhunters/runes/.

Un impegno maggiore è stato profuso dall’editore per la riproposta dei libri di Martin. Quasi tutte le vecchie copertine erano oggettivamente brutte, gli stessi editor Mondadori hanno scherzato sul guerriero sadomaso con il mazzafrusto e sui crociati che non avevano alcun rapporto con la storia che intendevano rappresentare. Il primo elemento che salta all’occhio dell’appassionato è il cambio di titolo: la saga non è più Le cronache del ghiaccio e del fuoco ma Il trono di spade, con un chiaro riferimento alla serie televisiva, di cui riprende anche il font. La battuta, circolata in sala, che questo è un segno che la serie televisiva ha vinto, sottolinea come che la serie televisiva abbia realmente avuto una grossa influenza sulla saga letteraria, se non altro in termini di notorietà e di costruzione dell’immaginario. Ma siamo davvero sicuri che quest’influenza sia tutta negativa?

Se nuovi spettatori/lettori si sono accostati a un genere che in precedenza avevano sempre snobbato e hanno scoperto che quel genere può produrre anche opere interessanti, e se la notorietà ha portato alla nascita di studi critici e all’istituzione presso l’Università della Columbia Britannica di un corso dedicato alla nostra percezione del Medioevo interpretato dai romanzi di Martin, significa che la trasposizione televisiva ha in qualche modo nobilitato agli occhi di molte persone la saga letteraria.

Nonostante alcuni richiami – la spilla del Primo Cavaliere che compare su La regina dei draghi è l’elemento più evidente – le nuove copertine non ripropongono i volti degli attori o immagini iconiche dell’immaginario televisivo ma sono rielaborazioni originali di set fotografici creati per l’occasione. La scelta di Mondadori è stata quella di creare un nuovo immaginario, una nuova visione della storia che va ad affiancarsi a quelle preesistenti – oltre alla televisione parliamo del graphic novel, dei calendari e di innumerevoli immagini create per le più diverse occasioni – che vorrebbe incontrare i gusti di quegli appassionati che sono principalmente lettori più che spettatori e che, da quanto ci è stato riferito, sono state apprezzate dallo stesso Martin. Un altro miglioramento apportato per questa edizione riguarda la presenza in costa del numero d’ordine, che facilita la lettura della storia nella giusta sequenza ai nuovi lettori.

L’ultimo punto importante legato a questa saga riguarda il numero di libri pubblicati. Martin ha scritto cinque romanzi: A Game of Thrones, A Clash of Kings, A Storm of Swords, A Feast for Crows e A Dance with Dragons. Nel momento in cui ne ha iniziata la traduzione, nel 1999, Mondadori non poteva prevedere il successo della saga, e per ridurre il più possibile i rischi di una sempre possibile perdita economica ha scelto di suddividere i volumi in più parti. Primo, secondo e quarto romanzo sono stati pubblicati sotto forma di due diversi libri, terzo e quinto, più lunghi, si sono trasformati in ben tre libri. La versione in dodici volumi è stata pubblicata prima in versione rilegata, poi, a circa un anno di distanza, nella collana Oscar bestsellers, e ora nell’Oscar Fantastica.

Dall’autunno del 2011, quando Il trono di spade ha iniziato a essere trasmesso su Sky, in libreria hanno iniziato ad arrivare le versioni tie-in dei romanzi, intitolati indistintamente Il trono di spade. I titoli della vecchia suddivisione sono stati trasformati in sottotitoli, la copertina è costituita dalla locandina della relativa stagione della serie televisiva, con cui condivide anche il font, e la scansione in cinque libri corrisponde a quella stabilita da Martin. La collana è quella degli Oscar grandi bestseller, ed è questa la versione della saga destinata principalmente a quegli spettatori che, dopo aver seguito gli avvenimenti in televisione, vogliono sapere anche ciò che è narrato nei romanzi.

Nel 2012 è stata la volta dell’edizione deluxe, familiarmente definita “in pelle di drago”. Anche in questo caso la suddivisione è in cinque volumi ma la copertina è rigida e il disegno, semplice ed elegante, consiste nell’incisione dello stemma di una delle nobili case di Westeros. Quanto al titolo, ripropone la nuova denominazione Il trono di spade con il numero ordinale della serie Le cronache del ghiaccio e del fuoco. I titoli dei dodici libri più piccoli sono spariti.

Quando Martin pubblicherà The Winds of Winter Mondadori proseguirà la pubblicazione della saga in quattro collane, ciascuna con i suoi tempi. La prima edizione sarà quella rilegata della collana Omnibus, con il romanzo presumibilmente diviso in due o tre volumi a seconda della sua lunghezza. A distanza di un anno circa dall’Omnibus sarà la volta del tascabile corrispondente in Oscar Fantastica, quindi seguiranno, con tempi non specificati, le versioni integrali tie-in e deluxe. Mancano, da quest’elenco, le collane Oscar bestsellers e Flipback. Quest’ultima, di dimensioni molto contenute e da leggere in verticale, ha visto la pubblicazione del solo primo romanzo nel 2014, e quando io l’ho citata dicendo che “è morta”, dalla casa editrice hanno confermato la mia sentenza. Quanto agli Oscar bestsellers, anche se a chi già possiede tutta la serie in quella collana la cosa non farà piacere, la collana è stata sostituita da Oscar Fantastica.

Ricapitoliamo: ciascuna delle collane ha un suo pubblico di riferimento e una sua ragione d’essere. L’Omnibus è il formato della novità. La versione tie-in si rivolge principalmente ai lettori legati alla serie televisiva. L’edizione deluxe è quella da collezione, che oltre a essere letta deve fare la sua bella figura sullo scaffale. L’altra edizione è quella economica, e la sua caratteristica principale è la praticità. Per l’editore in questo caso non esiste nessuna valenza collezionistica. L’edizione tascabile in dodici libri – che i libri appartengano a Bestsellers o Fantastica le dimensioni sono le stesse – è quella che si legge in viaggio, sui mezzi pubblici, o in vacanza, o ancora distesi sul letto. In questo caso il libro deve essere leggero e poco ingombrante, non essere pesante da trasportare o scomodo da essere tenuto in mano, né deve spaventare potenziali nuovi lettori con la sua mole. Se per un lettore di fantasy infatti è normale avere in mano libri di 600 o più pagine, per la maggior parte degli altri lettori già 400 pagine corrispondono a un libro lungo.

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Per quanto ai lettori di vecchia data il contrasto fra le due grafiche che ci sarà nella sua libreria a partire dal prossimo libro potrà dare fastidio, per l’editore il desiderio di dare un nuovo aspetto più accattivante alla saga è stato prevalente su un eventuale desiderio di uniformità. L’edizione da collezione non è questa ma quella “in pelle di drago”, ed è quella che viene curata anche dal punto di vista della continuità visiva. Dei cambi di grafica, cosa piuttosto frequente nell’editoria, ho già parlato in passato: https://librolandia.wordpress.com/2013/07/18/caro-editore-ti-odio7/.

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  1. Uno sguardo al futuro

Un incontro in cui si parla di Martin però non si può esaurire con il solo discorso di un passaggio di collana. Si è parlato del futuro della saga, e qui i rappresentanti dell’editore hanno sottolineato come l’autore non abbia mai ammesso la possibilità che qualcuno che non fosse lui portasse avanti la sua narrazione. Niente ghostwriter per George, il che significa tempi di attesa lunghi e assolutamente non prevedibili, come ben sanno coloro che seguono la sua carriera da anni. Né l’editore né il traduttore avevano informazioni diverse rispetto a quanto sappiamo da internet, e cioè che Martin sta scrivendo al meglio delle sue capacità, più in fretta che può, e che non ha ancora finito. Il che non significa che non ci saranno altri libri ad arrivare nelle librerie.

Il progetto Wild Cards, arrivato nell’autunno del 2014 al nono titolo, Il castello di cristallo, è momentaneamente sospeso, e non si sa se e quando verrà ripreso. Le vendite dei precedenti volumi sono stati inferiori alle aspettative e, come ha fatto notare Matteo Patanè, la traduzione italiana è arrivata a quei volumi che, nei primi anni ’90, sono stati così poco graditi dai lettori americani da portare a una lunga interruzione della serie. Io stessa ho confermato di essermi divertita fino al settimo libro ma di essere stata così infastidita dall’ottavo da non aver mai iniziato a leggere il nono anche se l’ho comprato parecchio tempo fa.

Per un editore proseguire la pubblicazione di una serie che non ha incontrato il gradimento sperato con libri che, già in partenza, si prospettano come molto deboli, è un passaggio difficile. Meglio allora, dalla prospettiva di Mondadori, pubblicare la versione integrale di Dreamsongs, imponente selezione dell’opera di Martin giunta in italiano in modo incompleto e in un numero di libri molto elevato: http://www.fantasymagazine.it/24243/i-canti-del-sogno.

L’antologia I canti del sogno, la cui pubblicazione è iniziata in modo frammentario quando ancora quello di George R.R. Martin era un nome noto solo agli appassionati, verrà riproposta a breve in due volumi di ottocento pagine circa nel formato deluxe. Malgrado il titolo, lo stesso delle ultime due parziali raccolte italiane, questi libri conterranno tutti i testi, brani autobiografici compresi, selezionati dall’autore nel 2003. Sono questi gli unici libri nuovi – nel formato, in parte dei contenuti e nel modo in cui i contenuti sono stati assemblati – che arriveranno in libreria in tempi brevi. Da amante delle opere di Martin, però, non ho potuto evitare di portare all’attenzione dell’editore un paio di titoli.

Il primo è il graphic novel Doorways. Si tratta dell’adattamento della sceneggiatura scritta da Martin per una serie televisiva ideata nei primi anni ’90 e mai prodotta, il cui testo è contenuto all’interno del secondo volume di I canti del sogno, sia nel caso dell’edizione rilegata attualmente in commercio che in quella deluxe che sarà pubblicata a breve. Però, se il graphic novel si basa sulla versione definitiva della sceneggiatura, quella da cui era stato realizzato l’episodio pilota, l’antologia contiene la prima versione, e le differenze nella seconda metà della storia sono notevoli. Non sarebbe quindi una semplice ripetizione con una forma espressiva diversa ma una storia in parte inedita. L’altro è una nuova edizione di Il cavaliere dei Sette Regni, antologia di tre racconti lunghi che, negli Stati Uniti, è stata riccamente illustrata da Gary Gianni.

Un precedente per una riedizione di lusso del libro c’è già. Nel 2007 Mondadori aveva pubblicato Il drago di ghiaccio, l’unico libro per ragazzi scritto da Martin. Se in inglese il romanzo era stato illustrato da Yvonne Gilbert, per la traduzione, che ha visto la pubblicazione dell’edizione tascabile nel 2009, l’editore aveva scelto di far realizzare nuovi disegni, apprezzato pubblicamente dallo stesso Martin, da Luca Enoch. Nel 2014 negli Stati Uniti era stata pubblicata una nuova edizione illustrata da Luis Royo e in questo caso, vista la bellezza delle illustrazioni dell’artista spagnolo e la fama dello scrittore americano, lo scorso anno nelle librerie italiane è arrivata anche la nuova edizione con le illustrazioni di Royo. Quando ho citato A Knight of the Seven Kingdoms e le sue illustrazioni a rispondermi è stato Altieri che, estraendo dalla borsa proprio una copia di quel libro, mi ha chiesto se mi stavo riferendo a quel volume. Se è vero che a volte un gesto vale più di mille parole ci sono buone probabilità (non una certezza) che anche Il cavaliere dei Sette Regni avrà una nuova edizione in un futuro non troppo lontano.

Avrei voluto suggerire anche la traduzione dell’ultimo romanzo di Guy Gavriel Kay, Children of Eath and Sky, che sto leggendo proprio in questo momento, ma purtroppo la conversazione ha preso altre strade e non ne ho avuto la possibilità.

Conclusioni

In Mondadori stanno lavorando. È presto per sapere se Oscar Fantastica avrà successo, quello che è certo è che dietro a queste pubblicazioni c’è un progetto basato su considerazioni di mercato, sui meccanismi che fanno funzionare il mondo dell’editoria e su un reale desiderio di entrare in contatto diretto con il proprio pubblico, anche attraverso pagine web che verranno realizzate a breve, per ampliare il numero dei lettori. La finalità per l’editore è economica, ma se il lettore trova in commercio opere che incontrano i suoi gusti il guadagno è per entrambi.

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4 risposte a A proposito di Oscar Fantastica – 3

  1. Jimi Paradise ha detto:

    Ottima analisi! Anch’io confido molto in Oscar Fantastica e le fatto i migliori auguri. A suo tempo avevo fatto un appello sui cicli incompiuti, chissà se troveranno posto in questa nuova collana fantastica?
    http://operaspaziale.blogspot.it/2015/07/lappello-di-os-completiamo-i-cicli.html

    • Dubito che riprenderanno a pubblicare i cicli incompiuti, a meno di avere un ottimo motivo per farlo, che non è la richiesta di una manciata di lettori. Fra il 2011 e il 2012 Fanucci aveva pubblicato i primi due volumi della serie Maze Runner, poi si era fermata perché non vendevano. Poi è arrivato il film e ora di romanzi disponibili in italiano ce ne sono parecchi, i primi per un certo periodo hanno venduto bene e comunque le vendite non sono mai calate fino al livello di prima del film. Cinema e televisione in genere rilanciano i libri, un passaggio televisivo in determinate trasmissioni, la vittoria in qualche premio (no, la vittoria nei premi di fantasy e/o fantascienza in Italia non conta nulla), le nostre richieste ne dubito, anche se io continuo a farle in qualche specifico caso.

  2. Simone Fileni ha detto:

    Ora che la serie di Martin vende tanto pensi che le versioni spezzettate (saranno sicuramente 3 vista la lunghezza dichiarata) usciranno sempre a distanza di un anno? In questo caso le versioni integrali usciranno dopo 3 anni!

    • Penso anch’io che The Winds of Winter verrà suddiviso in tre parti nella traduzione italiana. Sui tempi mi baso su quanto hanno già fatto in passato, con A Dance with Dragons pubblicato il 12 luglio e I guerrieri del ghiaccio il 30 (mi pare) ottobre. Con una suddivisione in tre metteranno i traduttori a lavorare in tempi stretti su vari tronconi del romanzo, perciò la prima parte uscirà nel giro di qualche mese (tre? quattro?) dalla pubblicazione dell’edizione originale. La seconda parte sarà disponibile dopo sei mesi e la terza dopo altri sei, in modo da avere tutto il romanzo pubblicato nel giro di un anno.
      I volumi dell’edizione tascabile spezzettata saranno pubblicati a un anno di distanza – settimana più, settimana meno – dal corrispondente libro rilegato, perciò contemporaneamente alla pubblicazione in rilegato del quindicesimo volume ci sarà quella del tascabile del tredicesimo.
      La versione integrale non uscirà contemporaneamente all’edizione tascabile spezzettata, altrimenti questa versione venderebbe davvero poco, perciò probabilmente arriverà in libreria contemporaneamente al quindicesimo libro in formato tascabile, vale a dire un anno dopo il corrispondente rilegato e due anni dopo l’inizio della pubblicazione in italiano. Però la mia non è una certezza, solo un’ipotesi basata su quanto ho già visto accadere in passato.

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