Rick Riordan: Percy Jackson racconta gli dei greci

Se volete conoscere la mitologia greca in ogni sua variante il libro che fa per voi è I miti greci di Robert Graves. Ogni singolo autore greco si sentiva libero di proporre la sua interpretazione dei miti, se ne aveva voglia, il che significa che una stessa vicenda può svolgersi in modi diversi e concludersi in modi diversi. La guerra di Troia la vincono sempre i greci, ma Enea può fuggire dalla città in fiamme e fondare Roma o essere catturato e non conquistare nessuna gloria.

Graves racconta tutte le varianti e analizza attentamente tutti i testi a sua disposizione. Interessante? Per un filologo senza dubbio, per qualcuno curioso di conoscere in linea generale quei miti però il libro è decisamente pesante. Molto meglio, se si ha una vaga curiosità, L’universo, gli dèi e gli uomini di Jean-Pierre Vernant, molto meno approfondito ma anche molto più scorrevole.

Esistono moltissimi altri libri sulla mitologia greca, qualcuno l’ho letto anch’io, ma questi mi sembrano i migliori per i due tipi di pubblico (oltre che facili da trovare in libreria). E poi c’è Percy Jackson racconta gli dei greci di Rick Riordan, libro che ho appena terminato.

Voi sapete chi è Percy Jackson? Spiegazione breve: Percy vive nella New York contemporanea ed è figlio del dio del mare Poseidone e di una donna mortale, il che tecnicamente lo rende un eroe al pari dei vari Ercole, Teseo, Giasone e compagnia bella. Il personaggio è stato creato da Rick Riordan, un professore di scuola media amante della mitologia, e ovviamente nei libri incentrati su di lui vive un bel po’ di avventure rischiando parecchie volte la pelle. Di questa saga parlo in modo un po’ più approfondito in un’antologia saggistica intitolata Il fantastico nella letteratura per ragazzi, che dovrebbe arrivare in libreria a breve: https://librolandia.wordpress.com/2016/02/06/la-narrativa-fantasy-per-ragazzi-a-novegro/.

In Percy Jackson racconta gli dei greci Riordan sceglie di far raccontare la mitologia al suo protagonista. Le conseguenze sono che il tono è assolutamente irriverente, così come nei romanzi che compongono la saga, e che Percy parla degli dei con una certa familiarità, per esempio si riferisce a Poseidone indicandolo come suo padre. Chissà come mai…

Un esempio di questo modo di interpretare la mitologia? Questo è un passaggio che riguarda una dea con cui Percy ha un rapporto un po’ particolare visto che è la mamma di Annabeth: Atena. Tutti sappiamo che la dea è nata uscendo, già armata, dalla testa di Giove, giusto?

Uscì con un balzo dalla fronte, e davanti agli occhi di tutti crebbe fino a diventare una dea adulta vestita di grigio e con un’armatura da battaglia, un elmo di bronzo e tanto di scudo e spada.

Dove si fosse procurata quell’abbigliamento non lo so. Probabilmente l’aveva creato con la magia, o forse come snack Zeus si mangiava abiti e armi. Comunque sia, la dea fece la sua bella entrata.

– Ciao a tutti – disse serafica. – Io sono Atena, dea della guerra e della saggezza.

Demetra svenne. Era ne fu scandalizzata: suo marito aveva appena partorito una figlia dalla fronte e lei era assolutamente sicura che non fosse sua.

Ares, il dio della guerra, intervenne: – Tu non puoi occuparti di guerra. Quello è il mio lavoro!

– Ho detto guerra e saggezza – puntualizzò Atena. – Sorveglierò i combattimenti che richiedono pianificazione, astuzia e un’intelligenza superiore. Tu puoi sempre occuparti di quegli aspetti stupidi, cruenti e maschili della guerra.

– Oh, allora va bene – disse Ares. Poi però corrugò la fronte. – Aspetta un attimo… cosa?

Pagine 250-251

La domanda di Ares non ottiene una risposta perché Efesto si mette a ricucire la ferita di Zeus e tutti passano ai festeggiamenti per accogliere la nuova dea. Ares non ci fa un figurone, chissà perché (se volete una risposta dovete leggervi Il ladro di fulmini), ma l’idea di Zeus che mangia abiti e armi per fornire tutto l’occorrente alla figlia non ancora nata la poteva avere solo Riordan. Il quale, fra una battuta e l’altra, parla anche di cose serie.

Ho già citato gli eroi. Sono i figli nati dall’unione fra dèi e mortali, e in genere i mortali non avevano molta voce in capitolo per decidere se volevano queste unioni oppure no. Gli dèi erano insistenti, potenti ed erano capaci di cambiare forma. Zeus, per esempio, per sedurre Callisto, una delle ninfe vergini che seguivano Artemide, ha preso l’aspetto della stessa Artemide in modo da convincere Callisto ad allontanarsi dalle sue compagne, e solo dopo ha rivelato la sua vera identità.

E così, ancora una volta, Zeus dimostrò di essere un individuo divinamente schifoso. Già, ovvio che potrebbe sentirmi e arrabbiarsi. Non sarebbe certo la prima volta che mi capita. Ma, dico, chiamiamo le cose con il loro nome.

Se la vera Artemide fosse stata a portata d’orecchio, sarebbe arrivata di corsa ad aiutare Callisto. Purtroppo la fanciulla era sola. E Zeus poté fare i suoi porci comodi.

Dopodiché, Callisto si vergognava troppo per dire qualcosa. Temeva che, in qualche modo, fosse stata colpa sua. Suggerimento per le ragazze: se venite assalite da un bastardo, non è mai colpa vostra. Spargete la voce.

Pagina 380

Lo ripeto: se venite assalite da un bastardo, non è mai colpa vostra. E se un libro fantasy può trasmettere un messaggio così forse sarebbe ora che chi snobba il genere a priori provasse un po’ a chiedersi cos’è che sta snobbando. In queste pagine gli esempi di persone potenti (dèi) che fanno quello che gli pare, lasciando che siano le persone comuni (esseri umani o ninfe) a pagarne le conseguenze, non si contano per quanti sono.

Rick Riordan dimostra ancora una volta di essere un abilissimo narratore di storie – poco importa che le storie narrate in questo libro non le abbia inventate lui, anche per le storie già note c’è modo e modo di narrarle – di saper divertire e di essere capace di andare in profondità. Bravo!

Edit: a proposito dei messaggi contenuti nella saga di Riordan (oltre al divertimento, aspetto che non va mai trascurato) alla pentalogia Percy Jackson e gli eroi dell’Olimpo ho dedicato il testo Essere dei mezzosangue è pericoloso, ma non si corre il rischio di annoiarsi contenuto nell’antologia saggistica Il Fantastico nella Letteratura per ragazzihttp://www.runaeditrice.it/index.php/component/virtuemart/view/productdetails/virtuemart_product_id/90/virtuemart_category_id/9.html.

Questa voce è stata pubblicata in citazioni, fantasy e realtà, impressioni di lettura, miti e leggende e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

5 risposte a Rick Riordan: Percy Jackson racconta gli dei greci

  1. Raffaello ha detto:

    Parlando di Graves, ho visto di recente che hanno ripubblicato “il vello d’oro”. Hai avuto modo di leggere questo libro? Mi affascina l’idea di leggere una versione romanzata della leggenda di Giasone, ma allo stesso tempo ho timore di trovarmi tra le mani un saggio più che un romanzo. Tu ne sai qualcosa?

  2. Matteo ha detto:

    Mi permetto di consigliare, a proposito di mitologia greca, Nella Terra del Mito di Dario e Lia Del Corno (Mondadori). Un saggio breve, dal tono leggero, che racconta le origini di diversi miti e divinità seguendo un itinerario su e giù per la Grecia. Completo ma “veloce”.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...