Children of Earth and Sky di Guy Gavriel Kay da oggi disponibile in Canada e Stati Uniti

Oggi in Canada e negli Stati Uniti è il giorno della pubblicazione di Children of Earth and Sky di Guy Gavriel Kay. I lettori inglesi dovranno aspettare ancora due giorni per poter acquistare il libro. E quelli italiani? Loro forse non lo leggeranno mai, anche se lo scorso 1 aprile io avevo pubblicato la notizia che il libro sarebbe stato tradotto in tempi brevi. Avevo pure indicato il nome del presunto editore italiano, Mondadori, un editore a cui fino a ora ho suggerito solo tre volte di pubblicare i romanzi di Kay. Volendo una mancata traduzione per me non è un problema, io il romanzo lo leggerò comunque non appena mi arriverà, ma preferirei davvero che nelle nostre librerie arrivassero opere di qualità e non libri che sembrano fatti con lo stampino per inseguire la moda del momento.

Per la prima volta nella mia vita qualche giorno fa ho fatto il preordine di un libro non ancora pubblicato quindi è solo questione di giorni, i tempi di spedizione – no, non ho chiesto la spedizione rapida, per quanto io voglia leggere il libro sono capace di aspettare qualche giorno in più – prima di immergermi in questa nuova storia. Anche se l’articolo che avevo pubblicato quasi un mese e mezzo fa su FantasyMagazine era un pesce d’aprile la maggior parte delle cose che avevo scritto erano vere, quindi inizio con il riproporvi la parte seria prima di andare avanti.

Nonostante un successo nel World Fantasy Award e un apprezzamento in patria tale da farlo ammettere nel 2014 nell’Order of Canada, in Italia Guy Gavriel Kay è stato tradotto poco, con notevole ritardo e con titoli che hanno poca attinenza con quelli originali.

Tigana, pubblicato nel 1990, è stato tradotto nel 1992 come Il paese delle due lune, mentre i tre romanzi che compongono la Trilogia di Fionavar, The Summer Tree (1984), The Wandering Fire (1986) e The Darkest Road (1986), sono diventati rispettivamente La strada dei re (1993), La via del fuoco (1993) e Il sentiero della notte (1994). I romanzi successivi, A Song for Arbonne (1992), The Lions of Al-Rassan (1995), Sailing to Sarantium (1998), Lord of Emperors (2000), The Last Light of the Sun (2004) e Ysabel (2007) non sono mai stati tradotti, così come River of Stars, datato 2013. Fa eccezione, in questo lungo silenzio degli editori italiani, La rinascita di Shan Tai (2012), traduzione di Under Heaven (2010) pubblicata da Fanucci ma finita presto, almeno nella versione cartacea, fuori catalogo.

Children of Earth and Sky è ambientato nello stesso universo immaginario di The Lions of Al-Rassan, Sailing to Sarantium, Lord of Emperors e The Last Light of the Sun, ma è un romanzo totalmente autonomo. Il primo romanzo è ambientato un una terra ispirata alla Spagna medievale e alla cacciata dei mori, con uno dei personaggi ispirato a El Cid (XI secolo d.C.). Il secondo e il terzo, che hanno in comune buona parte dei personaggi e che quindi costituiscono una duologia, sono ambientati in una città che ricorda la Bisanzio di Giustiniano – siamo quindi nel VI secolo – e che ha diversi personaggi chiaramente modellati sulla base proprio di Giustiniano e della sua corte. L’ultimo si richiama alle invasioni vichinghe al tempo di Alfredo il Grande, con una collocazione geografico-storica nell’Inghilterra del IX secolo. Una scelta di narrare di luoghi e personaggi che non sono esattamente quelli reali ma solamente ispirati a loro nata da considerazioni etiche, dal non voler attribuire a nessuno azioni o parole scaturite invece dalla fantasia dell’autore della storia.
Se vi interessa sapere il perché della scelta dell’autore di scrivere fantasy e non romanzi storici ne ho già parlato all’epoca della traduzione di La rinascita di Shen Tai: http://www.fantasymagazine.it/16768/la-fantasy-storica-di-guy-gavriel-kay.

Il mondo di Children of Earth and Sky appartiene anche ad alcune altre storie narrate dallo scrittore canadese, le religioni Jaddita e Asharita sono familiari ai suoi lettori come lo sono le religioni cristiana e musulmana, ma le località in cui si svolge la storia e l’epoca cambiano ancora una volta perché Kay ama esplorare tempi e luoghi diversi, senza rischiare di cadere nella piatta ripetizione di ciò che ha già narrato. Il che significa che chi, come me, conosce gli altri romanzi, si divertirà a trovare i riferimenti presenti in queste pagine, ma gli altri non si perderanno nulla.

Gentile e Giovanni Bellini, La predica di San Marco ad Alessandria d’Egitto. Milano, Pinacoteca di Brera. (Edit: non ho la minima idea del perché l’immagine appaia deformata, più stretta del dovuto, quando io nella fase di caricamento dell’immagine la vedo con le proporzioni corrette. La lascio come testimonianza della visita di Gentile in paesi sotto il dominio musulmano).

La trama di quest’ultimo romanzo parla di Saressa, una ricca città stato famosa per i suoi canali e la sua laguna, e di un artista che parte da lì per recarsi nel pericoloso Est, su richiesta del califfo, per eseguire un suo ritratto. Per me già con queste poche parole il collegamento con Venezia, che fa capolino dietro al fittizio nome di Saressa, è stato immediato, e proprio da Venezia è partito nel 1479 il pittore Gentile Bellini, figlio maggiore di Jacopo e fratello del più famoso Giovanni Bellini, per una missione diplomatica che comprendeva anche la realizzazione del ritratto del sultano Mehemet II. Un romanzo quindi che ha radici ben solide nel nostro Paese, ma che presenta anche un conflitto storico drammaticamente attuale visto che gli infiniti scontri fra cristiani e musulmani del XV secolo – ricordo solo la presa di Costantinopoli da parte di Mehemet II nel 1453, evento che trova la sua controparte in Children of Earth and Sky, l’assedio di Belgrado del 1456, la presa di Scutari del 1478, la presa di Otranto del 1480 e il successivo vano assedio di Rodi – stanno trovando una drammatica attualizzazione nei più recenti fatti di cronaca. Fra i protagonisti del romanzo vi sono anche una giovane donna proveniente da una città di pirati in cerca di vendetta, ed è su di lei che è incentrato il brano pubblicato sul blog di Tor Books (http://www.tor.com/2016/03/10/excerpts-children-of-earth-and-sky-guy-gavriel-kay/), una seconda donna che fingendosi moglie di un medico agisce come spia, il figlio minore di un commerciante incerto sul suo destino e un ragazzo che si addestra per diventare un soldato del miglior corpo di fanteria del califfo, in preparazione di quella guerra che tutti sanno che sta per scoppiare.

Non ci sono solo personaggi e situazioni che riconosco in questo romanzo, c’è un intero mondo da scoprire. E, se il romanzo si mantiene all’altezza dei precedenti (avendo letto le prime recensioni da questo punto di vista potrei quasi scommetterci a scatola chiusa), è un mondo vivo, convincente e affascinante. In passato sono stata affascinata così tanto dalle storie di Kay da  leggere qualche saggio di storia, o un libro di poesie cinesi, per conoscere la realtà celata dietro a quelle vicende che amavo. E la realtà mi ha fatto capire meglio la finzione e me l’ha fatta amare ancora di più.

Uno dei personaggi, Danica, è un(a) pirata. Voi conoscevate i pirati uscocchi? Io onestamente no, le mie conoscenze di storia sono frammentarie, ci sono epoche e luoghi che conosco abbastanza e altri di cui so ben poco, e se con l’arte non ho problemi i pirati non sono mai stati al centro delle mie attenzioni. Questa è la prima parte della voce Uscocchi scritta da Giuseppe Praga per l’enciclopedia Treccani (http://www.treccani.it/enciclopedia/uscocchi_(Enciclopedia_Italiana)/):

Dopo che nel sec. XIV e XV tutti gli stati balcanici furono ridotti sotto i Turchi […] si andarono costituendo nuclei di transfughi, detti Uscocchi (dal serbo-croato uskok, transfuga) […]. Il primo notevole stanziamento si formò nel castello di Clissa. Snidati di qui nel 1537, ripararono a Segna, nel canale della Morlacca, luogo aspro e opportuno per assalti di sorpresa per mare e per terra. Per quanto nominalmente stipendiati dall’Austria, traevano principale sostentamento dalle razzie e dalla pirateria. Il loro numero, originariamente di due o tre centinaia, crebbe nella seconda metà del sec. XVI sino a 2000 […]. In breve l’Adriatico ne fu tutto infestato, e oggetto di assalto divennero non solo le carovane e le navi turche, ma quelle di Ragusa, del pontefice e di Venezia stessa. La repubblica […], dopo avere inutilmente cercato di risolvere la situazione per via diplomatica alle corti di Graz e di Praga, si indusse a prendere energiche misure di polizia. Il 14 marzo 1592 nominò un “provveditore contra Uscocchi” nella persona di Almorò Tiepolo, che bloccò la costa austriaca e iniziò una caccia spietata contro i pirati.

Il modo in cui gli uscocchi sono entrati nel romanzo, la nascita stessa del romanzo, sono stati spiegati da Kay in un interessante articolo: http://www.hodderscape.co.uk/children-of-earth-and-sky-origin-story/?utm_content=ChildrenofEarthandSky%2CHodder%2CHodderscape%2CGuyGavrielKay&utm_source=twitter&utm_campaign=Falcon&utm_medium=Hodderscape.

(Edit: Kay ha pubblicato un altro interessante brano in cui parla della nascita di Children of Earth and Sky e del tema che lo anima: http://whatever.scalzi.com/2016/05/12/the-big-idea-guy-gavriel-kay-3/).

Dubrovnik

Confesso: sono di parte. Quasi tutto quello che scrive Kay per me è interessante. A volte ho problemi a capire le battute o le poesie e, come potete immaginare, non mi interessano i suoi tweet sul calcio, ma il resto, i romanzi, le riflessioni, le interviste, sì, quindi questo non è il primo e non sarà l’ultimo invito a leggere ciò che scrive.

Avevo pensato di tradurre parti delle recensioni pubblicate fino a questo momento, poi ho deciso di lasciar stare. Per tradurre serve tempo, e non so quanto senso abbia visto che chi vuole leggere il libro per il momento lo deve fare in lingua, e quindi è perfettamente in grado di capire anche le recensioni. Io ne ho linkate parecchie, suppongo troppe per chi non è un appassionato come me, ma vi consiglio di leggere almeno la prima. Credo che faccia capire abbastanza bene perché ho così tanta voglia di leggere questo libro:

http://blogcritics.org/book-review-children-of-earth-and-sky-fantasy-by-guy-gavriel-kay/

http://www.chicagotribune.com/lifestyles/books/ct-prj-science-fiction-roundup-guy-gavriel-kay-20160427-story.html

http://www.rtbookreviews.com/book-review/children-earth-and-sky

https://historicalnovelsociety.org/reviews/children-of-earth-and-sky/

http://www.barnesandnoble.com/blog/sci-fi-fantasy/children-of-earth-and-sky-is-an-epic-story-about-why-stories-matter/

http://thewertzone.blogspot.it/2016/03/children-of-earth-and-sky-by-guy.html?spref=tw

http://fantasyhotlist.blogspot.it/2016/04/children-of-earth-and-sky.html

http://publishersweekly.com/978-0-451-47296-0

http://sfandfreviews.blogspot.it/2016/04/guy-gavriel-kay-children-of-earth-and.html

Un paio di interviste:

http://io9.gizmodo.com/guy-gavriel-kay-shares-his-secrets-for-turning-real-lif-1773635178

http://www.sffworld.com/2016/03/guy-gavriel-kay-interview-and-children-of-earth-and-sky-cover-reveal/

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2 risposte a Children of Earth and Sky di Guy Gavriel Kay da oggi disponibile in Canada e Stati Uniti

  1. Matteo ha detto:

    Articolo davvero interessante, grazie.
    Purtroppo non fa che aumentare la mia voglia di leggere Kay, ma voglio ancora perfezionare l’inglese prima di lanciarmi nell’avventura.

    Ci vuole una petizione per farlo tradurre, che diamine.

    • Il mio scopo è proprio questo: spingere i lettori a leggerlo. Io non sono brava con le petizioni online, non ho mai partecipato a nessuna di loro e non saprei organizzarla. Però se un libro mi piace non mi faccio problemi a dirlo, magari anche più volte, invitando i miei lettori a provare a scoprirlo. Magari a furia di parlarne – e a furia di proporre la traduzione agli editori quando mi capita di parlare con qualcuno di loro – il nome di Kay diventa abbastanza noto anche in Italia qualche editore finirà con l’ascoltarmi.
      Per la lettura in lingua dipende dal tuo livello, se riesci a leggere abbastanza agevolmente gli articoli di internet puoi provare con un romanzo. Per esperienza personale posso dirti che anche se all’inizio sembra difficile dopo un po’ le cose migliorano sia perché ti ambienti nella storia sia perché ti abitui al modo di scrivere dell’autore e impari le parole che usa più spesso. Magari puoi provare prima con un romanzo che hai già letto in italiano e che ami: se riesci a leggerlo, se ti diverti con la lettura in lingua, puoi provare con qualcosa che non conosci.

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