Filippo Tuena: Tutti i sognatori

Da tempo maturavo la decisione di scrivere un romanzo ambientato a Roma durante l’occupazione tedesca. Volevo raccontare piccole storie, così come le avevo ascoltate dai miei, e ricreare nel lettore la passione che mi prendeva quando mamma o papà parlavano di quel periodo. Credo che la mia vena di narratore sia nata proprio in quei momenti: mentre ascoltavo racconti del tempo di guerra.

Forse, io sono i racconti che ho ascoltato da bambino.

 

Queste righe sono una parte della Nota dell’autore scritta da Filippo Tuena per una delle sue prime opere, Tutti i sognatori. La storia, che parla di persone comuni e del loro tentativo di sopravvivere in un periodo difficile, si basa su fatti reali, eventi di cui tutti dovremmo aver letto qualcosa anche se, almeno per certi aspetti, sfuma nel sogno. Del resto, ha scritto ancora Tuena,

 

Credo, come gli antichi, che i sogni abbiano una forza che noi non riusciamo a cogliere appieno e che ci sfugge e che, proprio sfuggendoci, dimostra la sua potenza.

 

Forse il sogno assume un’importanza ancora maggiore nelle opere successive, quelle in cui lo spazio per l’invenzione narrativa è sempre più ridotto, con lo scrittore che si pone al margine della vicenda reale per narrarla. Del resto se un artista molto amato da Tuena, Michelangelo Buonarroti, per spiegare una delle sue visioni architettoniche più importanti, la scala della Biblioteca Laurenziana di Firenze, presentava il suo progetto come un sogno, non c’è da stupirsi se Tuena sogna la vita reale. O quello che la vita reale sarebbe potuta essere.

Secondo la presentazione, estremamente sintetica, pubblicata dall’autore su un sito non più aggiornato, si tratta di un libro di transizione. È una lettera d’amore a Roma ritratta nel periodo dell’occupazione nazista. È anche un libro sull’impossibilità della neutralità e sul desiderio del cambiamento. Super Grinzane-Cavour per la Narrativa Italiana.

Che sia un libro di transizione, per chi conosce la successiva produzione di Tuena e sa che in seguito ha preferito raccontare le storie di personaggi che per qualche motivo lo avevano colpito, piuttosto che inventare storie ambientate in un contesto reale, è evidente. Di transizione però non significa di scarsa qualità, e infatti il libro narra una storia intensa scritta da un autore che sceglie con attenzione tutte le parole che scrive. Il risultato, come sempre, è notevole.

La sinossi:

Roma, 1943. Una famiglia borghese di origine elvetica assiste da una privilegiata posizione di neutralità agli sviluppi della guerra in corso. Tuttavia, con l’occupazione tedesca della città, appare evidente che ormai ogni abitante di Roma è inevitabilmente coinvolto in una guerra che giorno dopo giorno assume aspetti sempre più confusi e drammatici. Su questo sfondo storico, accuratamente ricostruito e magistralmente reinventato da Filippo Tuena, si svolgono le vicende di Luca e Maria; lui abile e giovane antiquario che arriverà a sostenere una lotta solitaria contro chi sta distruggendo il suo mondo, l’altra che evade in una dimensione di sogno dove la morte non può arrivare.

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