Megan Lindholm: Vicine di casa

Linda Mason era di nuovo a piede libero.
Erano le tre del mattino, e il sonno se n’era andato. Sarah aveva vagato per la cucina in vestaglia, messo il bollitore sul fuoco e frugato nella credenza fino a trovare la scatola di bustine di tè “rilassante agli aromi celestiali”. Aveva posato una tazza su un piattino e messo la bustina nella teiera da uno quando sentì qualcuno chiamare il suo nome da fuori, nel buio. «Sarah! Sarah Wilkins! Sbrigati! È ora di andare.»
Il cuore le balzò in petto e rimase sospeso a battere all’impazzata. Sarah non riconosceva quella voce stridula, ma il baldanzoso tono di sfida era allarmante. Non voleva guardare fuori dalla finestra. Per un attimo, sentì di avere di nuovo otto anni. Non guardare sotto il letto, non aprire l’armadio di notte. Se non guardi, è possibile che non ci sia niente. L’uomo nero di Schrödinger. Ricordò a se stessa che era più vicina ai sessantotto che agli otto e tirò la tenda di lato.

Basse volute di nebbia ammantavano la strada, presagio dell’autunno nel Pacific Northwest. I suoi occhi si abituarono al buio e vide in strada quella vecchia pazza di Linda, in piedi fuori dal cancello di ferro che delimitava il cortile di Sarah. Indossava una tuta rosa e un paio di pantofole flosce. Aveva una mazza da baseball di alluminio tra le mani e uno zaino di Hello Kitty sulle spalle. Gli ultimi due oggetti, Sarah ne era quasi certa, appartenevano a sua nipote. Il figlio di Linda e la moglie vivevano con l’anziana donna. Sarah compativa la nuora, incastrata nel ruolo di badante per la vecchia madre eccentrica di Robbie. Molti dicevano che Linda avesse l’Alzheimer, ma “matta come un cavallo” era una definizione altrettanto calzante.

Ma è davvero pazza Linda? E perché dice a Sarah che è ora di andare?

Con questo brano inizia Vicine di casa di Megan Lindholm, scrittrice molto più nota con lo pseudonimo di Robin Hobb. Si tratta di uno dei racconti contenuti nell’antologia La principessa e la regina e altre storie di donne pericolose, curata da George R.R. Martin e Gardner Dozois. Avevo già commentato l’antologia a suo tempo, parlando sia della suddivisione italiana in due volumi (https://librolandia.wordpress.com/2015/01/08/in-libreria-le-prime-donne-pericolose-di-george-r-r-martin-e-gardner-dozois/) che dei singoli racconti (https://librolandia.wordpress.com/2015/02/18/george-r-r-martin-e-gardner-dozois-la-principessa-e-la-regina-e-altre-storie-di-donne-pericolose/), ma visto che è passato oltre un anno da quegli articoli, e che con tutti i libri che vengono pubblicati che cercano di ottenere un po’ della nostra attenzione qualsiasi cosa non proprio recentissima ha ottime probabilità di essere dimenticata, vi ripropongo l’inizio del racconto più bello dell’antologia. Comunque un’ottima antologia, al cui interno compaiono autori che rispondono ai nomi di George R.R. Martin, Joe Abercrombie, Megan Abbott, Cecilia Holland, Melinda Snodgrass, Jim Butcher, Carrie Vaughn, Joe Lansdale e Lawrence Block, e non è detto che i racconti più belli siano quelli degli autori più famosi. Se volete scoprire qualche scrittore che ancora non conoscete questo libro mi sembra un ottimo posto da dove partire.

L’introduzione di Dozois e l’inizio del racconto di Martin: http://leggere.librimondadori.it/gardner-dozois-la-principessa-e-la-regina/.

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