Robert Jordan: Artur Hawkwing

Fra la moltitudine di libri che sto leggendo – per la verità in questo caso con molta calma – c’è anche The Wheel of Time Companion, firmato da Robert Jordan, Harriet McDougal, Alan Romanczuk e Maria Simons. Si tratta di un’enciclopedia, oltre 800 pagine quasi prive di illustrazioni, con le voci relative a “people, places and history” di La Ruota del Tempo poste in ordine alfabetico. Il libro, di cui dubito verrà mai fatta un’edizione italiana (ma sarei felice di scoprire di essere in errore), è certamente noiosissimo per chi non ama la saga, ma per chi vuole sapere tutto e anche di più è una miniera ricca d’informazioni interessanti. Ci sono cose mai narrate nei libri, prese dagli appunti personali di Jordan che, come ogni scrittore che si rispetti, sa sempre più di quanto narra perché se la narrazione deve essere fluida e non può soffermarsi troppo su elementi poco significativi per la trama (o su troppi di questi elementi), l’autore deve avere solide basi su cui costruire la sua storia. Ci sono fatti noti ma finalmente riuniti insieme invece di essere sparpagliati per migliaia di pagine, cosa che a livello narrativo può essere d’effetto ma che può richiedere al lettore una notevole fatica nella ricostruzione di determinati avvenimenti. Io avrei voluto qualcosa di più a livello di fonti usate da Jordan, così come una piccola parte del materiale che ha lasciato per poter fare il confronto fra l’idea e il risultato finale, ma non si può avere tutto. Quella che ho tradotto qui sotto è una delle voci dell’enciclopedia, scelta con un paio di criteri piuttosto semplici: è breve, quindi non ho impiegato molto per la traduzione, ed è di un personaggio noto, che una certa attenzione la merita. Spoiler fino a Memoria di luce compreso.

Artur Hawkwing. Re leggendario che unificò tutte le terre a ovest della Dorsale del Mondo, e la cui morte scatenò la Guerra dei Cento Anni. Il suo stemma era un falco d’oro in volo. Nato con il nome di Artur Paendrag Tanreall, ricevette questo nome per la rapidità con cui muoveva le sue armate [ricordo, per chi non conosce l’inglese, che hawk significa falco e wing significa ala]. Era alto circa 6’2’’ [misura che secondo un convertitore che ho trovato su internet oscilla fra 1 metro e 87 centimetri e 1 metro e 90 centimetri], e aveva un naso aquilino e occhi scuri e profondi. Era ta’veren, il più forte prima di Rand. Portava sempre con se Justice, la sua grande spada. La sua voce era profonda e potente, una voce abituata a impartire ordini. Hawkwing prese come consigliere Jalvin Moerad, che in realtà era Ishamael sotto mentite spoglie. Moerad, opportunisticamente, si avvantaggiò dei tentativi di manipolazione di Bonwhin, l’Amyrlin della Torre Bianca dell’epoca, facendo sì che Hawkwing si rivoltasse contro le Aes Sedai, cosa che lo spinse a condurre contro di loro un assedio durato vent’anni. Sempre dietro consiglio di Moerad, Hawkwind inviò suo figlio, Luthair Paendrag, verso Seanchan al comando di un’armata, e una figlia, anch’essa al comando di un’armata, a Shara, per consolidare il suo impero. Morì maledicendo le Aes Sedai e piangendo per la perdita del figlio e della figlia. Hawkwing condusse gli Eroi del Corno, sia a Falme che nell’Ultima Battaglia, dopo che il Corno di Valere fu suonato.

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3 risposte a Robert Jordan: Artur Hawkwing

  1. Raffaello ha detto:

    Chissà che Fanucci invece ci stupisca e pubblichi questo libro. Sarebbe una splendida sorpresa.

    PS: Ho sempre amato la capacità di Jordan di creare dei nomi fantasticamente evocativi. Secondo me lui è stato tra i migliori. I suoi nomi mi han sempre fatto impazzire!! Artur Paendrag Tanreall è solo uno dei tanti esempi. Vogliamo parlare di Lews Therin Telamon o Elan Morin Tedronai…e tanti altri! Basta leggerli per sentirsi parte di un arazzo in un salone medievale.😛

    • Simone Fileni ha detto:

      Considerando che ha sospeso a tempo indeterminato la pubblicazione degli ultimi 3 volumi della nuova edizione non mi farei tante speranze.

      • Proprio il fatto che Fanucci ultimamente non si sia preoccupata di mantenere in commercio l’intera saga, insieme al fatto che le vendite siano regolarmente calate con ciascun nuovo romanzo, mi fa essere pessimista. Però in questo caso sarei più felice di sbagliarmi che di rivelarmi una buona profeta.

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