Scrittori di classe 2: arrivati i nuovi libri

Avevo già parlato dell’iniziativa Scrittori di classe, commentando la presentazione di Silvana De Mari qui: https://librolandia.wordpress.com/2016/01/20/scrittori-di-classe-2/. Ora i libri sono arrivati, si tratta di Nel labirinto dei quadri di Stefano Bordiglioni, Alla ricerca di Bi di Tim Bruno, Sulle ali della libertà di Silvana De Mari, In piedi sui pedali di Luigi Garlando, Il fantasma sei tu di Beatrice Masini, Il coraggio di Milo di Luisa Mattia, La musica del Ginkgo di Roberto Piumini e Un bullo… 100 libri! di Guido Sgardoli.

Oltre a titoli e autori il sito ha pubblicato i temi, gli incipit e le tracce guida su cui hanno lavorato le classi che hanno partecipato al progetto e gli scrittori che hanno dato una forma definitiva alle storie. Questi quindi i libri nati dalla collaborazione fra bambini e autori:

Nel labirinto dei quadri di Stefano Bordiglioni

Amicizia    per le classi della primaria

Juliane e Marco si ritrovarono improvvisamente catapultati dentro alla scena del quadro che stavano osservando. Non sapevano come potesse essere successa una cosa del genere, però sapevano chi era il colpevole di tutto ciò: lo strano custode di quella stanza del museo.
“Avete detto che i quadri non vi dicono niente, vi ho sentiti” disse loro il custode, che adesso vedevano piccolo e lontano, quasi un fantasma nel cielo. “Ebbene ora scoprirete che i quadri parlano. Eccome! Se volete uscire dal labirinto in cui vi ho rinchiusi, sarete costretti a parlare coi personaggi dei quadri. Fra loro ci saranno veri amici che vi aiuteranno e falsi amici che cercheranno di mettervi fuori strada. Dovete ascoltare bene tutti e cercare di capire quali sono i veri amici e quali no. Solo così troverete la porta, l’unica porta che vi permetterà di passare di quadro in quadro, fino all’uscita…”
“Di quadro in quadro?! Ma che sta dicendo? Ci faccia uscire!” esclamò Juliane.
“Ma chi è lei e quanti quadri dovremmo attraversare?” chiese invece Marco.
Quella strana e inquietante situazione spaventava un po’ i due bambini, che però cercavano coraggiosamente di controllare la loro paura.
“Io sono il custode dei quadri, e anche un mago” rispose l’uomo. “Se saprete riconoscere i veri amici, le porte saranno solo sette. Io vi aspetterò all’uscita del labirinto”.
La figura del custode scomparve e i due bambini si ritrovarono soli dentro il quadro. Per la prima volta si guardarono intorno…

Traccia guida

In quale quadro saranno stati imprigionati Juliane e Marco? Quanti altri quadri attraverseranno? In questi quadri parleranno solo con persone o anche con animali e cose? In quale modo riusciranno a riconoscere i veri amici dai falsi amici? Ripenseranno magari alla loro stessa amicizia, ai loro amici, a chi li ha delusi e chi no? Saranno sempre bravi e fortunati nel trovare la porta per passare oltre oppure no? E in quel caso, finiranno in un altro quadro oppure torneranno indietro, al precedente? Come finirà il loro viaggio? Che cosa avranno imparato?

Alla ricerca di Bi di Tim Bruno

Ambiente    per le classi della primaria

Eli e Bi sembravano vicine, ma il confine del campo di fiori già le separava: di qui il giallo, dall’altra parte i colori verdi e bruni della brughiera.
“Che cosa stai facendo, sorella Bi?” chiese Eli in tono allarmato.
Bi non rispose; sospesa nell’aria fissava il mondo sotto le sue zampe in uno stato ipnotico.
“Non possiamo superare il confine del campo di ranuncoli. Torna subito indietro”.
Bi alzò lo sguardo, come se si fosse ripresa dalle vertigini, e guardò l’orizzonte.
“Non ti sei mai chiesta che cosa ci sia oltre le colline, Eli?” chiese poi.
“Ancora con le tue stupide fantasie… tra poco sarà il tramonto; dobbiamo rientrare subito all’alveare”.
Bi sembrò ignorare le parole della sorella e con pochi battiti d’ali si allontanò ancora di un poco.
“Fermati!” intimò Eli, volando lei stessa al confine del campo di ranuncoli.
“Io vado, Eli” disse Bi senza guardarla.
“Sarai bandita per sempre dall’alveare!”
“No… tu sei la mia supersorella; non lo dirai alla regina”.
Ci fu un lungo silenzio, rotto solo dalla brezza leggera che soffiava tra gli steli e dal ronzio sottile delle loro ali.
“Addio, Eli” sussurrò Bi e senza più voltarsi si lasciò prendere dal vento, diventando sempre più piccola.
Eli volò avanti e indietro lungo il confine del campo di ranuncoli, sconvolta. Poi si girò e puntò decisa verso l’alveare.
“Lo dirò alla regina” si disse mentre il suo cuoricino pulsava così forte che sembrava voler saltar fuori dalla cuticola. “Sarà bandita per sempre! Dovrà mendicare il cibo ai confini dei territori e morirà al primo freddo, come una mosca. Stupida ape ribelle’!
Eli si fermò.
“Bi…” sussurrò “io non voglio che soffra”.
Esitò indecisa, ronzando sospesa sopra un fiore di papavero che iniziava a chiudere i petali al crepuscolo. Infine prese la sua decisione.

Traccia guida

Se voi foste Eli, un’ape operaia giudiziosa, fedele alla regina e ligia ai doveri dell’alveare, che cosa fareste? Volereste fino all’alveare per denunciare il tradimento di Bi, condannandola all’esilio? Oppure mentireste? Potreste dire che la povera sorella ape è rimasta impigliata nella tela di un grosso ragno, tesa tra due lunghe spighe di gramigna. O infine… varchereste voi stessi il confine del campo di ranuncoli e volereste alla ricerca di Bi? Non è forse vero che gli amici sono coloro che non ci lasciano fare cose stupide… da soli?

Sulle ali della libertà di Silvana De Mari

Viaggio    per le classi della secondaria

Sono nata a Genova, in una città illuminata dalla Provvidenza e immersa nel suono delle campane. Il 29 maggio del 1453, fu il mio ultimo giorno in quella amata quiete. Mio zio  mi fece chiamare con urgenza e a un’ora insolita:  le sei del mattino. Dovetti vestirmi malamente, in tutta fretta, condurmi al suo cospetto con i capelli che ancora portavano il disordine della notte.
“Ho una felice notizia per voi, Isabella” mi disse con tono lieto. “Ho concluso il vostro matrimonio. Andrete sposa a tale Adalberto  signore di Macinaggio.  Adalberto pare che vi abbia visto nella cattedrale in preghiera quando è stato qui a luglio e vi vuole anche senza dote.  Una fortuna insperata. Non sprecate tempo a ringraziarmi e andate a preparare le vostre cose. La vostra nave parte tra due ore”.
“Io desidero prendere i voti” dissi con voce ferma. Ne ero certa da sempre.
“Non dipende da voi. Dipende da me ed io desidero che andiate sposa. Ho bisogno  del porto di Macinaggio, è uno scalo per la Provenza.  E poi nei conventi ci si sveglia alle quattro. Sono posti scomodi”.
“Signore Zio” osai ancora, “sono troppo giovane per andare sposa. E inoltre la Corsica è un luogo di selvatica, arretrata barbarie,  selve impenetrabili, privo di timor di Dio. Anche i marinai più rozzi ed esperti ne parlano con sgomento.”
“Avete quattordici anni, basteranno. Non sono timorati di Dio? Li convertirete. Arriverete domenica al più tardi, in tempo per la messa”.
“Il viaggio è un pericolo. I pirati saraceni imperversano sempre più rapaci. Potrebbero rapirmi. Non ci avete pensato?”.
“Certo che ci ho pensato, non sono certo uno sprovveduto. Il contratto matrimoniale mi dà i benefici del porto di Macinaggio anche se la nave si perde e voi con lei. Se i Barbareschi vi rapiscono potrete convertire anche loro. Ora, andate a prepararvi, dovrete partire con gli abiti che portate e niente altro.”.
La nave salpò e io con lei. A Macinaggio ci arrivai cinque anni dopo, in effetti di domenica…

Traccia guida

La storia si svolge in un’epoca religiosa e violenta. I pirati barbareschi flagellano le coste del Mediterraneo. Isabella è stata promessa in sposa a un uomo che non ricorda di avere mai visto, ma che la ama. Se volete cimentarvi sono necessarie una piccola ricerca di geografia e una veloce ricerca di storia, e poi un bel po’ di acqua salata, vento nelle vele, gabbiani, disperazione e speranza, paura e coraggio. Attenzione alla data.

In piedi sui pedali di Luigi Garlando

Sport    per le classi della secondaria

“La maglia gialla questa mattina non ha preso il via” annunciò la televisione, appena il nonno l’accese. Così. Dieci parole che mi si piantarono nel cuore come coltelli, una dopo l’altra, e che non mi tirerò mai via.
La maglia gialla era mio fratello Uccio.
“Valerio, perché Uccio non è partito?” mi chiese Tobia, il mio miglior amico.
Anche Bianca mi puntò addosso due occhi a forma di punto interrogativo, ma io più che alzare le spalle non sapevo fare. Perché non era partito?
Se mio fratello avesse respinto gli attacchi in quella tappa terribile, piena di salite, avrebbe portato la maglia gialla del primato fino a Parigi, avrebbe vinto il Tour a soli 21 anni e noi tutti lo avremmo raggiunto sui Campi Elisi per festeggiare. Una favola!
E invece la televisione mostrò le immagini di Uccio che saliva su un’auto della polizia francese e spiegava che era stato sospeso dalla corsa dopo un controllo anti-doping.
In un attimo, la vita della mia famiglia slittò come un tubolare sull’asfalto bagnato e si capovolse: dalla favola all’incubo.
Sapevo che i giornali avrebbero trasformato Uccio, il fratello che adoravo, in un mostro. E poi papà, che non aveva mai amato il ciclismo, dopo questa storia, sicuramente mi avrebbe impedito di fare ancora le gare. Neppure nonno Tino, che ha corso un giro d’Italia, avrebbe potuto aiutarmi.

Traccia guida

Uccio, stella nascente, riuscirà a dimostrare la sua innocenza o dovrà smettere? Valerio riuscirà a realizzare i suoi sogni sportivi? Come cambieranno i rapporti di Valerio con Uccio, con la famiglia, con gli amici (Tobia e Bianca i più stretti), con la gente del paese in collina?

Il fantasma sei tu di Beatrice Masini

Intercultura    per le classi della secondaria

“Welcome” dice l’uomo marrone aprendo la porta. Sono in un ingresso con il pavimento a scacchi bianchi e neri. Davanti a loro sale una scala. Porte di qua, porte di là. Una signora coi capelli di un grazioso color biancoviola le viene incontro. “How do you do, my dear?”
Emilia sgrana gli occhi. Pensava che certe frasi ormai ci fossero solo nei libri di scuola. Loro non li usano nemmeno, a scuola, i libri. Fanno conversazione e basta. Miss Paine è australiana, però. E giovane. E questi signori sono anziani e inglesissimi. Adesso le offriranno di sicuro…
“Tea, my dear?” Appunto. Emilia sorride e annuisce. In inglese è brava, ma un conto è rispondere alle domande della Miss, un conto è rispondere con lo stesso tono sicuro a quelle parole semplici di cortesia che però sembrano tagliate nel cristallo.
A parte questo, sono gentilissimi. Lui è tutto di tweed, anche la faccia. Lei ha un golfino azzurro, le perle, e scarpe ragionevoli da persona a cui piace camminare. Un gatto color crema scende le scale strusciandosi contro la balaustra. “Hi, Moll” dice la signora. Una coppia anziana e un gatto. Emilia non poteva desiderare di meglio. Vacanza-studio in Inghilterra? D’accordo. Ma in college no. E niente famiglie numerose con bambini a cui fare da babysitter, niente ragazzine ostili o ficcanaso. Lezioni private di grammatica e conversazione, e ospiti tranquilli. Quindi va tutto bene.
La signora Russell sparisce in cucina.
“This way” dice il signor Russell. E la precede in salotto. Camino, poltrone verdi, divano blu, bei quadri di paesaggi e di facce antiche.
E poi Emilia trasalisce. Da una delle poltrone si alza un ragazzo coi capelli di un biondo quasi bianco, gli occhi trasparenti. Alto, sottile, elegantissimo nell’abito scuro con la camicia candida e la cravatta. Le sorride, si fa avanti, le tende la mano. “I’m James” dice. “How do you do?”
Ancora. Emilia esita, poi la buona educazione ha la meglio. Stringe quella mano, e un brivido la avvolge.

Traccia guida

La vacanza-studio in Inghilterra di Emilia, organizzata per essere tranquillissima e senza sorprese, prende subito una piega inaspettata. Chi è James? Il nipote dei signori Russell? Un vicino di casa? O viene da molto, molto lontano? E come mai Emilia ha tanto bisogno di isolamento? James riuscirà a trovare un modo per comunicare con lei? Chiunque egli sia, sarà capace di attirarla fuori dalla sua solitudine?
NB: Il fatto che James sia inglese, ed Emilia no, segna fin da subito il passo dei loro scambi. È possibile capirsi parlando lingue diverse? Si dà lo stesso significato, lo stesso peso alle parole? Chi farà uso di questa traccia è invitato non solo a cercare di esprimersi per iscritto in un’altra lingua (a piccole dosi), ma anche a dare conto di un altro modo di pensare e vedere il mondo. Una bella sfida. Buona fortuna.

Il coraggio di Milo di Luisa Mattia

Diversità    per le classi della secondaria

Erano usciti insieme in canoa, Milo e Valentina, i gemelli-goccia-d’acqua e poi…Valentina era sparita. Un attimo c’era e un attimo dopo non c’era più traccia né di lei né della sua canoa. “Dai, non fare la scema!”, aveva strillato Milo, pensando che si fosse nascosta dietro una roccia, per fargli uno scherzo. Ma niente. Allora, s’era messo a pagaiare come un forsennato fino alla caletta e aveva arrancato, trascinando la sua gamba secca, lungo le scale che portavano alla villa.
“Valentina s’è persa”, aveva detto, quasi senza fiato.
“L’hai persa”, lo aveva corretto il padre, mentre saliva precipitosamente su una barca e chiamava aiuto per cercare sua figlia.
Milo ci aveva provato a seguirlo ma lui gli aveva fatto segno di no, che non ce lo voleva.
“Che vieni a fare? Hai già fatto il danno… e poi saresti solo d’intralcio…”, aveva mormorato.
Non lo voleva. Come sempre.

Traccia guida

Valentina e Milo sono due gemelli quattordicenni, uniti da un legame profondo ma anche molto diversi di carattere. Il padre preferisce Valentina e ripudia Milo, ragazzo introverso e fisicamente debole: dalla nascita, ha una gamba “secca” che gli impedisce di camminare fluidamente e che lo rende un figlio “difettoso”, inadeguato alle aspettative del padre.
La storia comincia con la scomparsa di Valentina.
Cosa le è successo? Milo decide di andare a cercare sua sorella, nonostante le sue insicurezze, nonostante la gamba “secca” e la scarsa fiducia che suo padre ripone in lui. Forse potrebbe cominciare ripercorrendo il tragitto fatto in canoa? Soprattutto, Milo scoprirà di essere capace di coraggio e di iniziativa? E suo padre cambierà idea su di lui?

La musica del Ginkgo di Roberto Piumini

Musica    per le classi della primaria

Maria Sole (Sole) Tommaso (Tommi) Massimo (Massi) e Claudia (Clà) nell’ombra settembrina del ginkobiloba, scelto due anni fa, in seconda, come “albero del consiglio”.
“Avete notato? Da un paio di giorni la maestra si gratta la testa…”
“Forse ha preso i pidocchi. Nelle prime c’è l’epidemia. La maestra di prima B ha cambiato il titolo d’un famoso film in “Il pedicolo è il mio mestiere”…
“Niente pidocchi… Io lo so perché Serena si gratta la testa”.
“Come fai a saperlo?”
“Mia mamma è amica sua, un giorno hanno parlato, e io ho sentito”.
“Diccelo, Tommi! Perché si gratta?”
“Perché i genitori, il dirigente, tutti quanti, vogliono che quest’anno la nostra quarta faccia un’attività musicale. Dicono che è l’unica classe che non ha fatto niente di musicale”.
“Ma perché si gratta?”
“Ha detto anche questo a tua mamma?”
“Sì”.
“Dai, Tommi, diccelo!”
“Perché non sa cosa fare. Metà di noi non ascolta musica, e quelli che l’ascoltano hanno gusti tutti diversi. Solo Pietro suona uno strumento, e pure malvolentieri”.
“Ecco perché ci ha dato quel testo sulla musica, l’altro giorno!”
“Va bene, ma lei è maestra, saprà come fare… E noi siamo una classe di belle teste, lo dicono tutti”.
“E c’è il maestro Giovanni che suona, di musica ne sa parecchio!”
“Ed è anche molto gentile”.
“Sì, però intanto Serena si gratta e spettina tutta, lei sempre così pettinata!”
“È vero. Mi fa tenerezza, quando la guardo…”

 

Traccia guida

Che fare? Come? Chi? Quale musica? Da suonare? Da cantare? Da danzare? Tutto insieme? La musica che c’è? La propria? Quella degli altri? Quella dei posti del mondo? Antica? Nuova? Quella delle storie? Delle memorie? Delle vite? Degli eventi? Delle feste? Dei dolori? Quella che sta nei bambini? Quella che si crea? Da soli? Con altri? Con le parole? Quali parole?

Un bullo… 100 libri! di Guido Sgardoli

Paura    per le classi della primaria

La creatura mi insegue.
È un misto tra Frankenstein e uno zombie. E in mano ha un coltellaccio da macellaio.
“Tanto ti piglio!” ringhia. “Lo sai che ti piglio!”
Io corro, ma è come stare sopra un tapis roulant, di quelli da palestra: corri, corri e non arrivi mai da nessuna parte.
All’improvviso il mostro è sopra di me. Sta per uccidermi. Addio, mondo crudele!
“Voi due! Che state combinando?”, la voce è quella della maestra Gianna. “Non si corre nel corridoio!”
Il mostro, Gabriele Tardini della V° B, si ferma. In mano non ha un coltello, ma un righello.
Anch’io mi fermo, addosso alla maestra.
“Mi avete capito?”, ammonisce lei col dito alzato.
Per questa volta me la sono cavata. Ma la prossima?
Gabriele mi perseguita.
Andare a scuola, ormai, è diventato un problema.

Traccia guida

Luca non sa perché Gabriele ce l’abbia proprio con lui e ogni giorno va a scuola con una sensazione di paura. Ma non vuole passare per una spia e dirlo alla maestra.
Qual è la soluzione? Luca troverà dentro di sé il coraggio necessario a chiudere i conti con il bullo?

I libri non sono in vendita, si possono trovare solo alla Conad. Come? Così:

1 BOLLINO ogni 15 € di spesa

1 LIBRO con 8 BOLLINI oppure con 300 punti miPREMIO

1 COFANETTO con 1 BOLLINO oppure con 50 punti miPREMIO

1 GIOCO «Raccontami una Storia» con 8 BOLLINI + € 3,90
oppure GRATIS solo con 800 punti miPREMIO

REGOLAMENTO
Dal 29 marzo al 22 maggio 2016* facendo la spesa con Carta Insieme o Carta Insieme Più Conad Card** nei punti vendita ad insegne Conad che espongono il materiale pubblicitario, riceverai alla cassa 1 bollino «Scrittori di Classe 2» ogni 15 euro di spesa (scontrino unico)***. Inoltre, potrai accelerare la raccolta acquistando i prodotti evidenziati a scaffale che danno diritto a bollini aggiuntivi, nel numero indicato in corrispondenza di ciascun prodotto. Incolla i bollini sulla scheda di raccolta: completala con il numero di bollini necessari per il premio scelto, corrispondendo il contributo di spesa se previsto, e potrai ritirare il premio direttamente presso il punto vendita. I premi devono essere prenotati o ritirati entro il 5 giugno 2016*. Dopo tale data, i bollini non avranno più alcuna validità e non sarà più possibile richiedere il premio.
Entro il 5 giugno 2016* potrai inoltre ritirare i premi utilizzando i punti accumulati nell’ambito di altre iniziative promozionali sulla tua Carta Insieme o Carta Insieme Più Conad Card nelle quantità indicate per ciascun premio. Non sarà possibile utilizzare insieme bollini e punti per la richiesta di un premio né sarà possibile convertire punti in bollini o viceversa.

*Nei giorni e negli orari di apertura di ciascun punto vendita.

**Ad esclusione dei punti vendita facenti capo alla cooperativa Commercianti Indipendenti Associati: in questi punti vendita tutti i clienti potranno partecipare all’iniziativa.

***Sono esclusi quotidiani e periodici (in ottemperanza alle LL. 416/81 e 108/99), farmaci da banco o automedicazione, farmaci non soggetti a prescrizione medica (in ottemperanza all’Art. 5 comma 2 L. 4 agosto 2006 n. 248) ed eventuali altri beni/servizi specificatamente individuati e indicati come esclusi presso ciascun punto vendita.

Il sito ufficiale dell’iniziativa: http://www.insiemeperlascuola.it/sdc2/index.php

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