Oriana Fallaci: Il sesso inutile

Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire, specialmente sui giornali, un argomento a parte: come lo sport, la politica e il bollettino meteorologico.

Così scriveva nel 1961 Oriana Fallaci nella premessa di Il sesso inutile. Però, superata la perplessità iniziale dovuta alla richiesta del suo editore di realizzare un reportage sulle donne, e dopo aver visto un’amica in lacrime definire il loro – il nostro, io non ci sono nella conversazione fra la Fallaci e la sua amica ma ne condivido comunque il sesso e mi sono scoperta a superare le stesse perplessità della giornalista – “un sesso inutile” ci ha pensato sopra e soprattutto ha ripensato al primo impulso, quello di ritenere quel reportage una cosa inutile, ed è partita per il suo viaggio intorno al mondo. Questo perché

i problemi fondamentali degli uomini nascono da questioni economiche, razziali, sociali, ma i problemi fondamentali delle donne nascono anche e soprattutto da questo: il fatto d’essere donne. Non alludo solo a una certa differenza anatomica. Alludo ai tabù che accompagnano quella differenza anatomica e condizionano la vita delle donne nel mondo.

Tabù e condizionamenti, cose che in molti, soprattutto (ma non solo) uomini, non vedono. Un viaggio intorno al mondo che diventa un viaggio intorno alla donna, e tante e diversissime sono le donne incontrate dalla Fallaci in luoghi diversi e appartenenti a culture diverse. Quello che viene fuori dal viaggio è

la marcia delle donne intorno a una cupa, stupidissima infelicità.

Un giorno di festa è inutile se si limita a una manciata di chiacchiere ben condite di retorica, ma perché le cose possano cambiare bisogna in primo luogo rendersi conto che ci sono cose che devono essere cambiate.

La quarta di copertina del libro:

“Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire, specialmente sui giornali, un argomento a parte: come lo sport, la politica e il bollettino meteorologico.” Così Oriana Fallaci nella premessa a Il sesso inutile, il primo libro che pubblica con Rizzoli, nel 1961. L’anno precedente, inviata de “L’Europeo”, è in Oriente per un’inchiesta sulla condizione delle donne. A Karachi assiste al matrimonio di una sposa bambina; in Malesia conosce le matriarche che vivono nella giungla; a Hong Kong le cinesi non hanno più i piedi fasciati ma le Intoccabili abitano ancora sulle barche, senza mai scendere a terra; a Kyoto affronta il mistero delle geishe. Il viaggio si conclude a New York, dove il progresso ha reso più facile la vita delle donne costringendole a confrontarsi con “un mondo di uomini deboli, incatenati a una schiavitù di cui non sanno liberarsi”. Un reportage memorabile, capace di restituirci un mondo oggi non sempre avvicinabile, colto con decenni di anticipo dallo sguardo profondo, sicuro e lungimirante di una grande scrittrice.

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