Le migliori opere fantasy secondo Reddit – 2

31) Anthony Ryan, L’ombra del corvo

Saga composta da Il canto del sangue, Il signore della torre e La regina del fuoco. Storia di formazione con annessi problemi politici, religiosi, malattie e guerra. Devo ancora leggere il secondo libro, già acquistato e in attesa del suo turno nella mia lunghissima coda di lettura. I commenti al primo romanzo si trovano qui: https://librolandia.wordpress.com/2014/07/15/anthony-ryan-il-canto-del-sangue/.

 

32) Raymond E. Feist, La saga di Riftwar

Saga lunghissima tradotta soli in minima parte. In Italiano sono arrivati la prima trilogia, Il signore della magia, L’incantesimo di Silverthorn e Scontro a Sethanon, e un’altra trilogia che non è la diretta continuazione ma si colloca parecchio tempo (e parecchie saghe) dopo nella linea temporale del mondo di Midkemia: L’artiglio del falco d’argento, Il re delle volpi e Scontro a Sethanon. Come sempre quando la mia lettura è vecchia (anteriore al 2011 per il blog, al 2006 per FantasyMagazine) non ho un testo scritto da linkarvi, ricordo solo che il mondo era complesso e ben costruito ma che io mi sono annoiata. FantasyMagazine ha invece pubblicato una recensione molto positiva di Il signore della magia: http://www.fantasymagazine.it/5413/il-signore-della-magia.

 

33) Peter V. Brett, Il ciclo dei demoni

Saga composta da cinque libri di cui però solo uno, Il guardiano dei demoni, è stato tradotto in italiano. Il libro è fuori catalogo, questa comunque è la quarta di copertina:

Quando cala il crepuscolo, il mondo soggiace al potere dei Corelings, terribili demoni che emergono dalle viscere della terra portando morte e distruzione. Gli anni passano e i villaggi sono sempre più deserti; in quella distesa fredda e desolata che è ormai il mondo, sempre più deboli sono le possibilità di scacciare l’incubo dei voraci Corelings: sembra che niente possa sconfiggerli e salvare l’umanità. L’unica speranza sono tre bambini, Arlen, Leesha e Rojer, isolati nei loro sperduti villaggi e protetti da magiche barriere. Un lungo viaggio li attende, tra territori sconosciuti e impervi, infestati dal male, incontro all’unica persona che potrà aiutarli: un misterioso, impavido guardiano della notte. Perché Arlen, Leesha e Rojer sanno che a paralizzare l’umanità non sono i demoni, ma la paura. “Il guardiano dei demoni” è la storia di tre ragazzi in viaggio tra pericoli indicibili, una sfida coraggiosa contro le forze che imprigionano l’umanità.

Un estratto: http://www.newtoncompton.com/libro/il-guardiano-dei-demoni/il-guardiano-dei-demoni_estratto.pdf?view

 

34) Peter S. Beagle, L’ultimo unicorno

Favola incentrata su un unicorno e sul suo lungo viaggio per scoprire se davvero lei (perché è una femmina) è rimasta l’ultimo esemplare della sua specie. Nel suo cammino incontrerà compagni di viaggio abbastanza particolari e seguirà un percorso di formazione poetico e sorprendente. In genere non amo i libri i cui protagonisti sono degli animali, questo romanzo è stata una piacevolissima sorpresa. I miei commenti: https://librolandia.wordpress.com/2015/08/08/peter-s-beagle-lultimo-unicorno/.

 

35) Brent Weeks, La saga del portatore di luce

Di questa saga in italiano è stata pubblicata solo la prima metà dei primo romanzo, Il portatore di luce – parte prima. Gargoyle, l’editore che ne ha acquistato i diritti, era in crisi e nella tarda primavera del 2015 ha fatto qualcosa che in passato non aveva fatto: ha pubblicato alcuni mezzi romanzi nel tentativo di guadagnare di più dalle poche copie dei libri che vendeva. Dal silenzio assoluto che domina dalle parti di Gargoyle sospetto che questo tentativo non abbia dato buoni risultati e che l’editore sia fallito. Quando leggo lamentele di lettori che scrivono che si pubblicano sempre le stesse cose e che gli editori non hanno il coraggio di pubblicare cose nuove il mio pensiero corre subito a Gargoyle. Nel suo catalogo c’erano, fra gli altri, alcuni titoli di George R.R. Martin, Il battello del delirio, In fondo il buio (ma mantenere il vecchio titolo La luce morente no?) e l’inedito – per l’Italia – The Armageddon Rag, è stato Gargoyle a portare per primo in Italia Joe Abercrobie e ha tradotto opere di Jo Walton (Un altro mondo ha vinto sia il Nebula che l’Hugo, ma quanti lo hanno comprato?), Graham Joyce (Vita di Tara ha vinto il British Fantasy Award), Vonda N. McIntyre (il suo The Moon and the Sun ha battuto A Game of Thrones nel premio Hugo del 1997), Ursula K. Le Guin, Dan Simmons, Richard K. Morgan, John Scalzi e N.K. Jemisin. R. Scott Bakker e Jim Butcher sono rimasti fra i loro progetti mai dati alle stampe. Perché? Perché i libri di Gargoyle non vendevano abbastanza. Prima di lamentarvi che gli editori non propongono nulla di nuovo, chiedetevi se voi spendete i vostri soldi per questi libri consentendo all’editore di continuare a sopravvivere.

Va bene, fine dei commenti sull’editoria e sui lettori in Italia, io ho letto il primo mezzo libro e mi sa che finirò con il comprare tutta la serie in inglese, cosa che ho già fatto in passato quando un editore mi ha mollata a metà di una storia che mi piaceva. I miei commenti su Il portatore di luce: https://librolandia.wordpress.com/2015/07/29/brent-weeks-il-prisma-nero-prima-parte/.

 

36) Jim Butcher, Codex Alera

Anche in questo caso la traduzione della saga si è fermata il primo volume, ma almeno stavolta si è trattato di un romanzo intero: Le furie di Calderon. La storia prosegue con Academ’s Fury, Cursor’s Fury, Captain’s Fury, Princep’s Fury e First Lord’s Fury. Il libro mi è piaciuto, ma non sono sicura che andrò avanti. I miei commenti: https://librolandia.wordpress.com/2015/08/19/jim-butcher-le-furie-di-calderon/.

 

37) C.S. Friedman, Il Sole Nero

Serie ormai fuori catalogo composta da Il cavaliere del Sole Nero, L’oceano del Sole Nero e La corona nascosta.

La quarta di copertina del primo libro:

Le Creature del Buio avevano derubato il potere alla maga ma un adepto, un guerriero e un apprendista che l’amava, erano pronti a condurla fino nelle terre più remote e ostili di Erna per restituirglielo.

 

38) Margaret Weis e Tracy Hickman, Dragonlance

Serie lunghissima composta da non so quante saghe più piccole nata dal gioco di ruolo Dungeon & Dragons. I primi volumi, I draghi del crepuscolo d’autunno, I draghi della notte d’inverno e I draghi dell’alba di primavera, sono gli unici che ho letto, una trentina di anni fa, e mi sono bastati. Saper creare delle avventure entusiasmanti non significa anche saper scrivere. Per un elenco dei titoli vi rimando alla pagina di Wikipedia dedicata alla Weis: https://it.wikipedia.org/wiki/Margaret_Weis#Dragonlance.

La quarta di copertina di I draghi del crepuscolo d’autunno:

Dopo il ritorno dei draghi di Takhisis, gli abitanti del mondo di Krynn disperano di poter trovare la pace, ma anche nell’oscurità delle tenebre brilla l’esile bagliore della fiamma della speranza. Un pugno di eroi stringe un’alleanza per sconfiggere i draghi malvagi: la Regina delle Tenebre, cavalieri, barbari, gnomi, elfi intraprendono dunque la perigliosa ricerca della leggendaria Dragonlance. Riusciranno nell’impresa?

 

39) Guy Gavriel Kay, The Sarantine Mosaic

Duologia mai tradotta in italiano composta da Sailing to Sarantium e Lord of Emperors. La storia è ambientata nello stesso mondo in cui Kay aveva già ambientato The Lions of Al Rassan e in cui ambienterà The Last Light of the Sun, ma è come dire che l’imperatore Costantino, El Cid e Alfredo il Grande sono tutti vissuti sulla Terra. Di fatto Kay studia alcuni periodi storici e li usa per rendere più vivo il suo mondo, sentendosi libero di cambiare tutto quello che vuole cambiare. Ho parlato della fantasy storica di Kay qui: https://librolandia.wordpress.com/2012/07/18/guy-gavriel-kay-e-la-fantasy-storica/. Quanto a questi romanzi, sono ambientati in una terra che ricorda molto – ma non è – l’impero bizantino al tempo di Costantino. In genere Kay scrive romanzi autoconclusivi, se questa volta si è comportato in modo diverso è perché per Crispin, il protagonista principale, le cose sono molto cambiate da un libro all’altro. Cambiano gli eventi e alcuni personaggi ma soprattutto la focalizzazione, è il tipo di storia stessa a essere diversa, con eventi che hanno un impatto più ampio.

Alcuni commenti su Sailing to Sarantium: https://librolandia.wordpress.com/2014/06/03/guy-gavriel-kay-sailing-to-sarantium/. Alcuni commenti su Lord of Emperors: https://librolandia.wordpress.com/2014/06/21/guy-gavriel-kay-lord-of-emperors/. Analisi spoilerosa di Lord of Emperors: https://librolandia.wordpress.com/2014/06/21/guy-gavriel-kay-lord-of-emperors/.

Un estratto di Sailing to Sarantium: http://www.brightweavings.com/passages/sailing.htm

 

40) Robin Hobb, I mercanti di Borgomago

Trilogia magicamente diventata, nella traduzione italiana, una saga in cinque volumi: La nave della magia, La nave in fuga, La nave dei pirati, La nave della pazzia, La nave del destino. La sopravvivenza in una terra difficile, navi senzienti, problemi familiari e politici, pirateria sono fra gli elementi che compongono questi libri. Alcuni commenti su La nave dei pirati: https://librolandia.wordpress.com/2011/07/29/la-nave-dei-pirati-di-robin-hobb/.

La quarta di copertina di La nave della magia:

Non lontano dai Sei Ducati sorge la città di Borgomago, grande centro di scambi commerciali e patria di una nobiltà mercantile famosa per le navi viventi, rari vascelli ricavati da un legno magico, in grado di sviluppare una forma di autoconsapevolezza. Gli antichi mercanti di Borgomago, le cui ricchezze sono state consumate dalle guerre combattute al Nord e dagli assalti dei pirati al Sud, sono ora sotto la minaccia di una nuova classe di mercanti, arroganti e senza scrupoli. L’unica speranza della famiglia dei Vestrit per tornare alla prosperità è la Vivacia, una nave che allevano da tre generazioni.

 

41) Neil Gaiman, Sandman

Serie di graphic novel che prima o poi dovrò decidermi a cercare per leggerli. La quarta di copertina del primo Sandman:

In “Preludi e notturni”, il primo ciclo di storie di Sandman, un occultista tenta di catturare la Morte per ottenere la vita eterna, ma per sbaglio ne evoca il fratello più giovane, Sogno. Dopo 70 anni di crudele prigionia e una fuga rocambolesca, il Re dei Sogni, conosciuto anche come Morfeo, inizia un viaggio per recuperare alcuni oggetti magici legati ai suoi mistici poteri. Durante questa incredibile avventura Morfeo incontrerà Lucifero, John Constantine e un pazzo decisamente pericoloso. Alla fine del volume, troverete “Il battito delle sue ali”, con l’esordio di Death, una dolcissima ragazza che, prima o poi, tutti dovremo conoscere.

 

42) J.R.R. Tolkien, Il Silmarillion

La Bibbia di Tolkien. Davvero certi passaggi, vedi a esempio La musica degli Ainur, mi fanno pensare alla Bibbia, anche se queste storie contengono molto di più. Qualcosa come millenni di storia della Terra di Mezzo con momenti epici e drammatici, amore e vendetta, meschinità ed eroismi, episodi sconosciuti e altri che sono stati fondamentali nel rendere la Terra di Mezzo quella che conosciamo. La quarta di copertina:

“Il Silmarillion”, iniziato nel 1917 e la cui elaborazione è stata proseguita da Tolkien fino alla morte, rappresenta il tronco da cui si sono diramate tutte le sue successive opere narrative. “Opera prima”, dunque, essa costituisce il repertorio mitico di Tolkien, quello da cui è derivata la filiazione delle sue favole: “Lo Hobbit”, “Il Signore degli Anelli”, “Il cacciatore di Draghi”. “Il Silmarillion”, che comprende cinque racconti legati come i capitoli di un’unica storia sacra, narra la parabola di una caduta: dalla “musica degli inizi”, il momento cosmogonico, alla guerra di Elfi e Uomini contro l’Avversario. L’ultimo dei racconti costituisce l’antecedente immediato del “Signore degli Anelli”.

Un estratto: http://www.rcslibri.it/wp-content/uploads/2016/01/13/205948/3046025-9788845272400_abstract.pdf

 

43) Guy Gavriel Kay, The Lions of Al-Rassan

Citavo El Cid? Bene, qui non c’è, ma solo perché questo è un fantasy storico e non un romanzo storico vero e proprio. Chi conosce Rodrigo Díaz conte di Vivar non faticherà a ritrovarlo in Rodrigo Belmonte, anche se le differenze sono molte. Al Rassan non è la Spagna, eppure… Il libro che amo di più. La recensione: https://librolandia.wordpress.com/2015/02/19/guy-gavriel-kay-the-lions-of-al-rassan-2/.

Un estratto: http://www.brightweavings.com/passages/lions.htm

 

44) Lev Grossman, Il mago

Di Grossman ho letto un solo racconto, La ragazza nello specchio, contenuto nell’antologia La ragazza nello specchio e nuove storie di donne pericolose curata da George R.R. Martin e Gardner Dozois: https://librolandia.wordpress.com/2015/09/30/george-r-r-martin-e-gardner-dozois-la-ragazza-nello-specchio-e-nuove-storie-di-donne-pericolose-2/. Non credo che leggerò Il mago, ma mai dire mai. La quarta di copertina:

Quentin Coldwater ha diciassette anni, la mente di un genio e molte, troppe inquietudini. Da cui si libera solo volando a Fillory, magico mondo di libri per ragazzi tra le cui pagine riesce a sentire il sapore sconosciuto della felicità. Come non gli succede nella vita reale – almeno finché non viene scelto dalla prestigiosa università per maghi di Brakebills, che sorge nascosta da un incantesimo sulle rive dell’Hudson. A Brakebills la magia è una cosa seria, e tra lezioni di stregoneria, emozionanti partite al gioco del welters, primi amori e nuove amicizie, Quentin ne impara i segreti, al punto da credere di poter cambiare la realtà con un tocco di bacchetta. Ma la magia ha i suoi lati oscuri: e Quentin lo capirà a sue spese ritrovandosi proprio nella “sua” Fillory, magicamente reale, per scoprire che anche lì, come nel nostro mondo, i colori del bene e del male sono pericolosamente sfumati. E che la magia non può più nulla quando arriva il momento di entrare nella vita vera, e affrontare la struggente fatica di crescere.

 

45) Neil Gaiman, Nessun dove

Letto davvero troppi anni fa. Urban fantasy misterioso, ambientato in una Londra nascosta, che a tratti mi aveva lasciata perplessa ma che complessivamente mi era piaciuto.

La quarta di copertina:

Richard è un giovane uomo d’affari, per un atto di generosità si trova catapultato lontano da una vita tranquilla e gettato in un universo che è al tempo stesso stranamente familiare e incredibilmente bizzarro. Qui incontra una ragazza di nome Porta e le persone che vogliono ucciderla. Poi un angelo che vive in un salone illuminato dalle candele, e un signore che abita sui tetti. Dovrà attraversare un ponte nella notte sulla via di Knighdbridge, dove vive il Popolo delle Fogne; c’è la Bestia nel labirinto, e si scoprono pericoli e piaceri che superano la fantasia più sfrenata. Richard troverà uno strano desiderio che lo attende.

 

46) William Goldman, La principessa sposa

Più famoso del libro è il film, basato su una sceneggiatura dello stesso Goldman, che in italiano si intitola La storia fantastica. All’epoca della lettura avevo trovato il libro un po’ troppo contorto e dispersivo, e troppo diverso da quel film che io amavo. Alcuni commenti sul film: https://librolandia.wordpress.com/2015/10/17/ingo-montoya-la-storia-fantastica-e-la-vendetta/.

La quarta di copertina:

Un celebre sceneggiatore è disperatamente a caccia di una copia del romanzo chiave della propria infanzia. Quel romanzo gli aveva spalancato orizzonti impensati, rivelato uno strumento strepitoso: la lettura. Darebbe un occhio pur di trovarlo, vorrebbe regalarlo al figlio viziato e annoiato, sperando che il prodigio si ripeta. Quando ne agguanta una copia, si rende conto che molti capitoli noiosi erano stati tagliati dalla sapiente lettura ad alta voce del padre. Decide di riscriverlo. Togliere lungaggini e divagazioni. Rendere scintillante la “parte buona”. La magia si realizza. Il risultato è straordinario. Si parte da una cotta clamorosa, un amore eterno tra un garzone di stalla e la sua splendida padrona, che sembra naufragare a causa di una disgrazia marittima. C’è poi il di lei fidanzamento con un principe freddo e calcolatore. Poi c’è un rapimento, un lungo inseguimento, molte sfide: il ritmo cresce, l’atmosfera si arroventa. Il trucco della riscrittura arricchito da brillanti “fuori campo” dell’autore – l’incanto di personaggi teneri o diabolici, i dialoghi perfetti, fanno crescere il romanzo a livelli stellari. Disfide, cimenti, odio e veleni, certo. Ma anche vera passione, musica, nostalgia.

 

47) Robin Hobb, Trilogia dell’uomo ambrato

Trilogia composta da Il risveglio dell’assassino, La furia dell’assassino e Il destino dell’assassino. Seguito di La trilogia dei Lungavista, ho già a casa i libri ma li devo ancora leggere. Ne ho sentito parlare molto bene. La quarta di copertina di Il risveglio dell’assassino:

Dopo aver aiutato il suo re Veritas a liberare i Sei Ducati dalla minaccia dei pirati, Fitz Chevalier rinuncia al suo passato di assassino di corte e al suo nome e si ritira in un lontano eremo insieme al suo lupo Occhi-di-notte e a Ticcio, il ragazzo affidatogli da Stornella. Presto però riceve la visita di Umbra, l’uomo che gli ha insegnato la via per diventare assassino, e che gli chiede di istruire nell’Arte l’erede al trono dei Sei Ducati, il principe Devoto. Seppur combattuto, Tom rifiuta. Ma il mondo del passato irrompe ancora nella sua vita: il giovane principe Dutiful è scomparso alla vigilia di un matrimonio fondamentale per la sua dinastia, e sarà lui a doverlo ritrovare, anche se la sua missione sembra una vera follia.

 

48) Andrzej Sapkowski, Saga di Geralt di Rivia

Saga composta da due raccolte di racconti, Il guardiano degli innocenti e La spada del destino, e sei romanzi, Il sangue degli elfi, Il tempo della guerra, Il battesimo del fuoco, La Torre della Rondine, La Signora del Lago e Sezon burz, quest’ultimo ovviamente non ancora tradotto. Parte come uno sword and sorcery, con uno strigo che svolge il suo lavoro di cacciatore di mostri, e poi si allarga alla politica, alle guerre che abbracciano interi continenti e ai conflitti razziali, senza dimenticare riferimenti a fiabe, miti e leggende e riflessioni serie. Per me è altalenante, con parti meravigliose e altre noiose se non incomprensibili. La politica di Sapkowski non fa per me, in genere mi ci perdo, in compenso amo il suo modo di andare avanti e indietro nel tempo e di mostrare le vicende dei protagonisti attraverso lo sguardo di personaggi marginali. Peccato che a volte quello che accade mi irriti profondamente, e che a volte mi abbia anche disgustata. Limiti? Sì, tanti, questa non è esattamente la saga che fa per me, ci sono troppe parti che non riesco a digerire, eppure nel complesso la lettura è piacevole, quasi sempre scorrevole e a tratti davvero coinvolgente. E di tanto in tanto guardare le cose da punti di vista insoliti fa bene.

Alcuni commenti su Il guardiano degli innocenti: https://librolandia.wordpress.com/2011/05/04/andrzej-sapkowski-il-guardiano-degli-innocenti/

La recensione di FantasyMagazine: http://www.fantasymagazine.it/11046/the-last-wish

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49) Matthew Stover, Acts of Caine

Serie mai tradotta in italiano.

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50) Joe Abercrombie, Il sapore della vendetta

La quarta di copertina:

Primavera in Styria. E vuol dire guerra. C’erano stati diciannove anni di sangue. Lo spietato Granduca Orso è in lotta con l’Alleanza degli Otto, e insieme hanno macchiato di rosso la terra bianca. Mentre gli eserciti avanzano, le teste rotolano e le città sono in fiamme, dietro le quinte bancari, preti e forze antiche e oscure giocano una partita mortale per scegliere chi sarà fatto re. La guerra potrebbe essere un inferno, ma per Monza Murcatto, la Serpe di Talins, la mercenaria più celebre e temuta alle dipendenze del Duca Orso, è un modo dannatamente buono per fare soldi. Le sue vittorie, però, l’hanno resa troppo famosa, per i gusti del suo committente. Tradita, abbattuta in battaglia e lasciata a morire, la ricompensa di Murcatto è un mucchio di ossa rotte e una fame ardente di vendetta. A qualunque costo, sette uomini dovranno morire. Tra i suoi alleati: l’ubriacone meno affidabile della Styria, il prigioniero più pericoloso, un assassino ossessionato dai numeri e un barbaro che vuole solo fare la cosa giusta. Il numero dei suoi nemici è almeno la metà della nazione. E tutto questo prima che l’uomo più pericoloso del mondo venga mandato a cercarla e a finire il lavoro che il Duca Orso ha iniziato… Primavera in Styria. E vuol dire vendetta.

La recensione di FantasyMagazine: http://www.fantasymagazine.it/21160/il-sapore-della-vendetta.

 

51) Stephen Donaldson, Le cronache di Thomas Covenant l’incredulo

Serie che ha fatto la storia della fantasy moderna, ricordo che il primo volume, La conquista dello scettro, è del 1977, lo stesso anno in cui Terry Brooks ha pubblicato La spada di Shannara. Protagonista un vero e proprio antieroe, reietto nel nostro mondo perché lebbroso, e finito per circostanze non chiare nella Landa, una terra dove lui è l’eroe predestinato. La prima trilogia prosegue con La caduta dei giganti e L’assedio della Rocca, la seconda è composta da Il sole ferito, L’albero magico e L’oro bianco, una terza trilogia non è mai stata tradotta. La prima volta che ho provato a leggere la saga ho abbandonato La conquista dello scettro ben prima della metà, la seconda sono faticosamente arrivata alla sua conclusione, ma davvero leggere è stato un tormento. Il protagonista, Thomas, mi sta antipatico, e per quanto mi riguarda la lebbra è l’ultimo dei suoi problemi. Ci sono azioni che semplicemente non si compiono, e visto che lui non la pensa così io non sento il bisogno di trascorrere altro tempo in sua compagnia. La quarta di copertina di La conquista dello scettro:

Aveva deciso di chiamarsi Thomas Covenant l'”Incredulo”, perché osava non credere in quello sconosciuto mondo parallelo nel quale si era improvvisamente ritrovato. Ma la Landa lo attraeva. Era affetto dalla lebbra, prima, e ora si sentiva più in salute che mai. Per motivi indipendenti da lui, era diventato un vagabondo, sudicio e reietto, mentre adesso era onorato come la reincarnazione dell’eroe più valoroso della Landa, Berek Halfhand, e armato del mistico potere dell’Oro Bianco, che da solo era in grado di proteggere i Signori della Landa dal malvagio Lorf Foul. Ma come servirsi di quel potere?

 

52) Susan Cooper, Il risveglio delle tenebre

Saga composta da Sopra il mare e sotto la terra, Uno spicchio di tenebra, Stregaverde, Il re grigio e L’albero d’argento. Prima o poi dovrò provare a leggerla, compare in troppe classifiche. La quarta di copertina:

Una vacanza in Cornovaglia con il misterioso prozio Merriman Lyon si trasforma ben presto, per i fratelli Drew, in una sconvolgente avventura alla ricerca del sacro Graal. Ma il calice perduto fin dai tempi di re Artù è solo il primo dei quattro Oggetti del Potere necessari ai Vetusti, una stirpe al di là del Tempo, per vincere la lotta contro le forze Tenebra. Toccherà a Will Stanton continuare la ricerca e scoprire di essere l’ultimo dei Vetusti. Passo dopo passo, con l’aiuto di Merriman, suo maestro, Will prenderà coscienza dei suoi poteri, combatterà faccia a faccia con il Cavaliere Nero, capirà la forza dell’unione e dell’amicizia. E insieme al Pendragon, l’erede di Artù, e ai fratelli Drew, andrà alla conquista della Spada di cristallo fra le montagne incantate del Galles. Riuniti in un unico volume, i cinque romanzi del ciclo “II risveglio delle Tenebre” immergono il lettore in un magico mondo fantasy. Età di lettura: da 12 anni.

 

53) Joe Abercrombie, The Heroes

Romanzo crudo che descrive tre giorni di guerra e di intrighi attraverso gli occhi di numerosi punti di vista appartenenti a fazioni diverse. Scritto molto bene, ma per me  troppo violento. Le mie impressioni: https://librolandia.wordpress.com/2013/04/17/joe-abercrombie-the-heroes/

 

54) Tad Williams, Il ciclo delle spade

Saga di fantasy epico composta da Il trono del drago, La pietra dell’addio e La torre dell’angelo verde (prima e seconda parte). L’unica serie che per errore ho iniziato dal secondo volume, perciò la mia impressione – datata, dovrei proprio rileggere questi libri – ne è stata un po’ falsata, con la trama che iniziava nel bel mezzo di una crisi. No, l’inizio è lento, anche troppo penso, anche se io l’ho visto a posteriori, ma non dobbiamo dimenticare che questi libri risalgono agli anni fra il 1988 e il 1993, quando si sentiva un po’ meno la necessità di iniziare in media res e di correre tutto il tempo come dannati. Nonostante questo a un certo punto nel secondo romanzo (ricordo, il primo che ho letto) è successo qualcosa e io sono stata agganciata come un pesce all’amo e non sono quasi pià riuscita a interrompere la lettura. Ottima saga, anche se non so come abbia agito su di lei il trascorrere del tempo. La quarta di copertina di Il trono del drago:

Il regno di Osten Ard è in grave pericolo: il sovrano legittimo, il mitico Gran Monarca uccisore del drago Shurakai, è in punto di morte e sul paese si abbatte la guerra. Infatti il Signore delle Tempeste, che regna sul magico popolo dei Sithi (imparentati con gli elfi), tenta di riconquistare il regno che una volta gli era appartenuto, e per far questo non esita ad allearsi a un umano di sangue reale. Soggiogati dalla magia del Sithi, e dall’odio, i pretendenti si scagliano l’uno contro l’altro in una lotta mortale, finché la terra stessa non inizia a morire. Ma c’è ancora un gruppo di fedelissimi, la Lega della Pergamena, che si rende conto del pericolo da cui è minacciato Osten Ard; e proprio a uno dei suoi membri, il giovane Simon, viene affidato il compito di cercare la soluzione dell’antichissimo enigma che permetterà di scongiurare il cataclisma. Ma la ricerca è lunga e densa di pericoli, e Simon dovrà battersi contro nemici umani e talora mostruosi, alcuni dei quali usciti direttamente dal mondo degli incubi…

 

55) Garth Nix, Abhorsen

Terzo libro della saga Old Kingdoms dopo Sabriel e Lirael, con l’intera saga che compare più in basso perché evidentemente nessuno si è accorto della duplicazione dell’opera. Di Sabriel parlerò più in giù. La quarta di copertina:

“Sull’isola circondata dal fiume sorgeva la Casa di Abhorsen, il cui dovere per diritto di nascita consisteva nel presidiare il confine tra il Mondo dei Vivi e il Regno dei Morti. L’Abhorsen adoperava le campane dei negromanti e la Libera Magia, ma non era né negromante né stregone. L’Abhorsen respingeva da dove erano venuti i Morti penetrati nel Mondo dei Vivi…” Liberatosi dalla prigione sotterranea in cui era stato rinchiuso, Orannis il Distruttore è pronto a scatenare i suoi terribili poteri. Soltanto Lirael, l’apprendista Abhorsen, ha la possibilità di fermare la distruzione che Orannis si appresta a causare. Ma Lirael sa soltanto che si deve mettere in viaggio…

 

56) Neil Gaiman, I ragazzi di Anansi

Ho faticato con American Gods, qualcosa mi dice che non leggerò mai I ragazzi di Anansi. La quarta di copertina:

Quando il papà di “Ciccio Charlie” dava un nomignolo a qualcosa, quel nomignolo rimaneva. Come quando chiamò Ciccio Charlie “Ciccio Charlie”, appunto. Anche adesso, vent’anni dopo Charlie Nancy non riesce a liberarsi di questo fastidioso appellativo, uno dei tanti imbarazzanti “doni” che il padre gli ha fatto prima di cadere stecchito su un palco di karaoke, segnando così l’inizio del disfacimento della vita del povero Ciccio. Mr. Nancy ha lasciato a Ciccio Charlie delle “eredità”, come l’estraneo alto e di bell’aspetto che compare alla porta di Charlie e che si scopre essere il fratello che lui non ha mai conosciuto. Un fratello completamente diverso da Charlie che gli insegnerà a lasciarsi andare e a divertirsi, proprio come faceva il caro papà.

 

57) Elizabeth Moon, La saga di Paksenarrion

Trilogia composta da La figlia del pastore, La spada di Fin Panir e Il giuramento della spada. Fantasy militare, con l’addestramento di Paks che in parte ricalca quello dei Marine, corpo di cui ha fatto parte la Moon. Ho letto La figlia della spada troppo tempo fa per ricordare più di una generica impressione di libro carino ma non eccezionale, il secondo e il terzo romanzo sono stati tradotti a una tale distanza di tempo dal primo da farmelo dimenticare, e a quel punto andare avanti non mi interessava più.

 

58) Guy Gavriel Kay, La trilogia di Fionavar

Trilogia composta da La strada dei re, La via del fuoco e Il sentiero della notte. Fantasy epico, con Oscuro Signore imprigionato sotto una montagna e una Compagnia che deve impedire che ritorni al potere, ma non pensate che sia l’ennesima fotocopia di J.R.R. Tolkien. Kay ha lavorato sul materiale di Tolkien perché ha aiutato Christopher Tolkien a trasformare in un testo pubblicabile, Il Silmarillion, l’enorme quantità di materiale rimasto inedito e spesso frammentario alla morte del professore di Oxford. Questa saga parte da Tolkien e va all’indietro, verso quei midi da cui ha attinto lo stesso Tolkien, e li ricombina in modo nuovo creando qualcosa di straordinario. Ci sono scene che, anche dopo un’infinità di letture, continuano a farmi piangere. L’unico link che piazzo è quello dedicato a commenti sparsi sul primo romanzo, gli altri testi che ho dedicato a questa trilogia contengono troppi spoiler: https://librolandia.wordpress.com/2014/03/20/intorno-a-la-strada-dei-re-di-guy-gavriel-kay/

Un estratto di The Summer Tree, il primo romanzo in versione originale: http://www.brightweavings.com/passages/summertree1.htm

 

59) Brent Weeks, La trilogia dell’angelo della notte

Trilogia composta da La via delle tenebre, Il tempo delle tenebre e Oltre le tenebre. L’unico (mezzo) romanzo di Weeks che ho letto, Il prisma nero, mi è piaciuto, quindi prima o poi leggerò certamente questa trilogia (che ho già comprato). La quarta di copertina:

Per Azoth, cresciuto nei sobborghi di Cenaria, una città da incubo controllata da criminali, la sopravvivenza è un premio da conquistare, giorno dopo giorno. Per questo, quando incontra casualmente Durzo Blint, il sicario più richiesto e temuto, il ragazzo è affascinato dal suo carisma: Durzo non è un semplice assassino, ma una vera e propria leggenda, un artista dell’omicidio circondato da un’aura di invincibilità. Deciso a percorrere fino in fondo la via delle tenebre, per diventare altrettanto temuto e invincibile, Azoth sceglie di diventare suo apprendista. Dovrà impegnarsi al massimo ed essere disposto a mettere in gioco tutto, anche la sua stessa identità, rinascendo come Kylar Stern, uno spietato assassino che si muove tra rischiosi intrighi e incantesimi, coltivando il suo oscuro talento per la morte…

L’inizio del primo romanzo: http://www.newtoncompton.com/libro/langelo-della-notte-la-via-delle-tenebre/langelo-della-notte-la-via-delle-tenebre_estratto.pdf?view

.

60) Brian McClellan, The Powder mage

Serie mai tradotta in italiano.

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6 risposte a Le migliori opere fantasy secondo Reddit – 2

  1. Raffaello ha detto:

    La trilogia di Tad Williams non ha retto molto bene all’età…o quantomeno alla mia età! Lessi il primo libro secoli fa (da ragazzino…forse a 10-11anni) poi non fui capace di trovare i seguiti e quindi lessi il secondo è il terzo quando furono pubblicati da Armenia molti anni dopo. I ricordi meravigliosi che avevo del primo libro, si scontrarono con la mia età più matura quando presi in mano i due seguiti. Saga da leggere da ragazzini, altrimenti ti delude!

    • Secondo me noi ormai abbiamo il problema di aver letto troppo, perciò certe storie non hanno più nulla di originale anche se magari sono state proprio loro a creare quel tipo di storie che abbiamo letto in abbondanza. È una cosa che ho già percepito con altri libri, non abbiamo più l’ingenuità o la freschezza che avevano i lettori al tempo della loro pubblicazione.

      • francescoco ha detto:

        condivido il tuo pensiero Martina, anche se io invece di “troppo” userei “tanto”, perché leggere non è mai troppo🙂

      • Raffaello ha detto:

        Senza dubbio, Martina. Ahimè il tempo non si può riportare indietro…e siamo sempre alla ricerca di qualcosa in più,,,o qualcosa che abbiamo perso, magari proprio quella stessa emozione di 20anni fa. By the way….alcuni autori riescono ancora a darcela!!!🙂 nulla è perduto, “Siamo ancora liberi di solcare il mare” dicevano in Q (gran libro che consiglio a tutti voi)

        • Siamo persone più complesse, e le nostre letture sono cambiate con noi, per questo a volte è difficile provare le emozioni di un tempo con i libri letti tanti anni fa. C’è il filtro di tutto quello che abbiamo vissuto, di quello che abbiamo letto, che è difficile da superare. Quanto, parecchio tempo fa, ho commentato La pietra magica di Brisingamen di Alan Garner o La principessa Alanna di Tamora Pierce, mi sono resa conto di questo problema e l’ho sottolineato: letti nel XXI secolo questi libri sono semplici, e ci sembra di conoscere già le storie che narrano, ma è solo perché abbiamo già letto quello che altri autori hanno scritto dopo di loro, e che magari hanno scritto proprio perché loro da giovani avevano letto Garner o la Pierce. A volte ricordarsi di questo filtro ci aiuta ad apprezzare comunque le opere classiche, ma è abbastanza difficile amarle come le avremmo amate se le avessimo lette da adolescenti, senza tutte le storie (libri ma anche film, serie televisive, cartoni animati, fumetti…) che ormai sono presenti nel nostro immaginario.

          “Q” a cui ti riferisci, lo scrivo per lettori che potrebbero essere incuriositi dal tuo commento, è un romanzo di Luther Blissett. Si tratta di un romanzo storico ambientato all’epoca della Riforma protestante. La maggior parte delle persone che lo hanno letto lo ama. A me invece, al di là dell’ultima cinquantina di pagine, non è piaciuto. Non mi è piaciuto lo stile, con frasi troppo brevi composte quasi sempre da soggetto-verbo-complemento. Avrei voluto qualche subordinata, un modo di narrare diverso. Quelle frasi mi stavano bene nelle scene d’azione perché le rendevano incalzanti, nei momenti più tranquilli invece mi sembravano terribilmente povere, non mi comunicavano nulla.

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