Le migliori opere fantasy secondo Reddit – 1

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Nuova classifica dei libri (o saghe) fantasy più amati di sempre. Questa è stata stilata da Reddit con il semplice sistema di chiedere ai suoi 52.851 iscritti di indicare le loro cinque opere preferite e di combinare le risposte per stilare la classifica delle migliori 105 posizioni. Perché un numero insolito come 105 e non un più comune 100? Non ne ho idea. Probabilmente adesso qualche dato è un po’ cambiato, dato che io ho visto la classifica oltre un mese fa. Il tempo della scrittura però è stato più lungo del previsto, perciò vi propongo il mio articolo – anzi, i miei tre articoli perché il testo è così lungo che ho deciso di suddividerlo in tre parti – solo ora.

Ovvio che in una classifica di questo tipo la notorietà ha una certa importanza: un libro famoso prenderà comunque più voti di un libro semisconosciuto, anche se il libro semisconosciuto è scritto molto meglio di quello famoso. Ci sono comunque assenti eccellenti, i primi nomi che mi vengono in mente sono quelli di Terry Brooks, Marion Zimmer Bradley e Michael Ende, mentre la presenza del polacco Sapkowski e del russo Luk’janenko in classifica dice chiaramente che sono stati considerato anche autori non di lingua inglese.

Non tutte queste opere sono state tradotte in italiano, di alcune saghe non è stato tradotto neppure un volume, altre sono state tradotte solo in parte, perciò il lettore medio italiano conosce per forza meno opere rispetto al lettore medio inglese o americano. Io, che non riesco a resistere alla tentazione di controllare cosa e quanto ho letto, come sempre considero come letta una saga se ne ho letto almeno un libro (sono i titoli sottolineati), perché se non sono andata avanti è stato per scelta e almeno un’opportunità all’autore l’ho data.

Questo è quello che è venuto fuori:

 

1) George R.R. Martin, Le cronache del ghiaccio e del fuoco

Saga lunghissima composta – per ora – da cinque volumi, ma lo scrittore deve ancora pubblicare gli ultimi due. I titoli sono A Game of Thrones (Il trono di spade, Il grande inverno), A Clash of Kings (Il regno dei lupi, La regina dei draghi), A Storm of Swords (Tempesta di spade, I fiumi della guerra, Il portale delle tenebre), A Feast for Crows (Il dominio della regina, L’ombra della profezia) e A Dance with Dragons (I guerrieri del ghiaccio, I fuochi di Valyria, La danza dei draghi). Legati a questo mondo ci sono anche Il cavaliere dei Sette Regni, Il mondo del ghiaccio e del fuoco e alcuni racconti.

Se avete problemi a districarvi con i titoli e le varie edizioni della saga potete consultare questa guida: https://librolandia.wordpress.com/2013/05/02/il-trono-di-spade-di-george-r-r-martin-i-romanzi/.

Su Martin ho scritto moltissimo, un articolo introduttivo alla saga, privo di spoiler e che si sofferma solo sullo stile e su alcuni motivi della saga, lo potete leggere qui (dopo qualche commento sulla serie televisiva Il trono di spade che, all’epoca in cui scrivevo, stava per iniziare): https://librolandia.wordpress.com/2011/03/04/george-r-r-martin-e-le-cronache-del-ghiaccio-e-del-fuoco/. Se volete leggere qualcosa di più potete acquistare il primo numero di Effemme (http://www.delosstore.it/ebook/44604/effemme-1/), che contiene ben sette articoli dedicati a Martin e al suo mondo.

Intrighi, tradimenti, guerre, cavalieri, animali fantastici, elementi magici che all’inizio scarseggiano ma che con il procedere della saga aumentano sempre più, personaggi credibili tratteggiati in varie sfumature di grigio, misteri, svolte impreviste, violenza, sesso… Sono innumerevoli gli elementi che compongono la saga di Martin e che la rendono affascinante, ma non è una lettura adatta a tutti e certo non è fantasy per bambini. Il problema principale? Martin non ha ancora finito di scrivere, The Winds of Winter, sesto romanzo della saga, verrà pubblicato chissà quando, certamente dopo che la serie televisiva avrà rivelato parte degli eventi che vi avvengono, e per A Dream of Spring probabilmente ci toccherà aspettare le calende greche. Che non esistono.

Le prime pagine del romanzo: http://leggere.librimondadori.it/george-r-r-martin-il-trono-di-spade-1-il-trono-di-spade-il-grande-inverno/.

 

2) J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli

Credo di essere riuscita a non scrivere un solo articolo su questo romanzo anche se scrivo su FantasyMagazine dalla fine del 2006 e ho inaugurato questo blog all’inizio del 2011. Spesso indicato come trilogia, ma i tre libri che lo compongono, La compagnia dell’Anello, Le due torri e Il ritorno del re, non sono opere autonome ma semplicemente tre parti di un unico romanzo pubblicato a puntate perché dopo la Seconda Guerra Mondiale in Inghilterra c’era ancora il razionamento della carta.

Epica allo stato puro, il fantasy come lo conosciamo è nato da qui. Non che non si scrivesse fantasy prima, ma, che lo si ami o lo si odi, il genere ora non può prescindere dal romanzo di Tolkien. Ci sono le canzoni, certo, e a chi cerca solo avventura possono dare fastidio perché rallentano il ritmo, e il ritmo non è quello di un romanzo contemporaneo. Eppure, se ci si prende il tempo per assaporarlo, per percorrere con calma i sentieri della Terra di Mezzo, è un libro meraviglioso. Come per le opere successive di cui non ho scritto commenti posto la quarta di copertina:

“Il Signore degli anelli” è un romanzo d’eccezione, al di fuori del tempo. E’ un libro d’avventure in luoghi remoti e terribili, episodi di inesauribile allegria, segreti paurosi che si svelano a poco a poco, draghi crudeli e alberi che camminano, città d’argento e di diamante poco lontane da necropoli tenebrose in cui dimorano esseri che spaventano solo al nominarli, urti giganteschi di eserciti luminosi e oscuri. Tutto questo in un mondo immaginario ma ricostruito con cura meticolosa, e in effetti assolutamente verosimile, perché dietro i suoi simboli si nasconde una realtà che dura oltre e malgrado la storia: la lotta, senza tregua, fra il bene e il male.

Un estratto: http://www.rcslibri.it/wp-content/uploads/2016/02/22/205622/3315953-9788845270741_abstract.pdf

 

3) Patrick Rothfuss, Le cronache dell’assassino del re

Presunta trilogia composta, almeno per ora, da Il nome del vento e La paura del saggio. Scrivo presunta perché secondo Rothfuss la storia dovrebbe finire con il terzo libro, provvisoriamente intitolato The Doors of Stone, ma io non gli credo. Secondo me deve scrivere ancora troppe cose per rimanere in un unico volume. Appartenente a questo mondo Rothfuss ha pubblicato anche lo spin off The Slow Regard of Silent Things, che un collega ha definito “strano”. Non so se lo leggerò se non verrà tradotto, temo che il mio inglese non sia abbastanza buono visto che Auri dà il nome alle cose e poi le chiama a quel modo. Mi sa che mi perderei troppo. Della nascita de Le cronache dell’assassino del re ho parlato in questo articolo: https://librolandia.wordpress.com/2011/05/25/patrick-rothfuss-da-il-nome-del-vento-a-the-wise-mans-fear/.

I miei commenti su La paura del saggio: https://librolandia.wordpress.com/2011/11/09/patrick-rothfuss-la-paura-del-saggo/.

Storia di crescita inserita in una cornice. La cornice è il tempo attuale, con un Kvothe famoso che aspetta solo di morire, e la narrazione che ripercorre la sua brillante formazione. Per molti tratti non brilla di originalità, ma si legge in un soffio (tranne Felurian, lei la strozzerei anche a distanza di anni). Magia, combattimenti, musica, una specie di storia d’amore terribilmente complicata… Anche questa saga è da leggere.

 

4) Steven Erikson, Il libro Malazan dei caduti

Saga epica composta da I giardini della luna, La dimora fantasma, Memorie di ghiaccio, La casa delle catene, Maree di mezzanotte, I cacciatori di ossa, Venti di morte, I segugi dell’ombra, Dust of Dreams e The Crippled God, con gli ultimi due che devono ancora essere tradotti. E poi ci esistono, al momento solo in inglese, altri romanzi ambientati in questo mondo, alcuni scritto da Ian Cameron Esslemont, il co-creatore.

Saga grandiosa e complicatissima il cui principale limite, per me, è che nella lettura mi annoiavo parecchio. I momenti in cui mi sono divertita sono stati troppo pochi per pensare di avventurarmi oltre il terzo romanzo, ma visto che fra i miei lettori abituali ci sono alcuni forti estimatori di Erikson magari qualcuno di loro potrebbe spiegarvi perché, a suo giudizio, questa saga vada letta. La quarta di copertina di I giardini della luna:

Un diffuso malcontento regna nell’Impero di Malazan, teatro di un’estenuante guerra e di cruente lotte intestine. Persino le legioni imperiali, sottoposte a continui massacri, desiderano ardentemente una tregua. Ma il dominio dell’imperatrice Laseen, sostenuta dai suoi temibili sicari, rimane assoluto e incontrastato, e i suoi eserciti continuano la conquista delle città ancora libere dal giogo imperiale. E proprio quando sembra vicina la capitolazione dell’ultima città a resistere, si mettono in moto poteri oscuri al di là di ogni immaginazione e gli dei stessi dovranno schierarsi nell’imminente lotta.

La recensione di FantasyMagazine: http://www.fantasymagazine.it/5427/i-giardini-della-luna.

 

5) Robert Jordan, La Ruota del Tempo

Saga epica di dimensioni davvero monumentali: Nuova primavera (prequel), L’Occhio del Mondo, La grande caccia, Il Drago rinato, L’ascesa dell’ombra, I fuochi del cielo, Il signore del Caos, La corona di spade, Il sentiero dei pugnali, Il cuore dell’inverno, Crocevia del crepuscolo, La lama dei sogni, Presagi di tempesta, Le torri di mezzanotte, Memoria di luce. Gli ultimi tre romanzi sono stati scritti da Brandon Sanderson dopo la morte di Jordan, sulla base degli appunti scritti da Jordan stesso durante gli ultimi due anni di vita. Dopo Martin è l’autore su cui ho scritto di più, avevo pure iniziato una rilettura che ho provvisoriamente accantonato per mancanza di tempo. Qualche commento sull’elenco dei libri: https://librolandia.wordpress.com/2015/06/16/robert-jordan-la-ruota-del-tempo-i-libri/.

Un approfondimento senza particolari spoiler su La Ruota del Tempo diviso in tre parti: https://librolandia.wordpress.com/2014/02/26/robert-jordan-la-ruota-del-tempo1/, https://librolandia.wordpress.com/2014/02/27/robert-jordan-la-ruota-del-tempo2/ e https://librolandia.wordpress.com/2014/02/28/robert-jordan-la-ruota-del-tempo3/. Altri approfondimenti li potete trovare facilmente nel blog cliccando sul nome dello scrittore nell’elenco delle categorie. E a proposito dello scrittore questa è la sua biografia: https://librolandia.wordpress.com/2012/09/25/robert-jordan-la-biografia/.

Fantasy epico dicevo. All’inizio molto tolkieniano per scelta deliberata dell’autore, che ha creato un mondo in qualche modo familiare per poi scompaginare le carte in tavola. Oscuro Signore, pacifico villaggio, compagnia e via dicendo… e poi ci sono una magia notevole, un bel po’ di personaggi che devono imparare a convivere con situazioni che non gli piacciono, duelli, guerre, intrighi, culture decisamente insolite, un mondo che è protagonista tanto quanto i personaggi che lo abitano.

 

6) Brandon Sanderson, Le cronache della folgoluce

Saga prevista in dieci volumi, di cui però l’autore al momento ne ha pubblicati solo due: La via dei re e Parole di luce. Il terzo romanzo, provvisoriamente intitolato Oathbringer, dovrebbe essere pubblicato nel 2017.

Un commento fatto mentre stavo leggendo La via dei re: https://librolandia.wordpress.com/2012/03/04/brandon-sanderson-e-le-cronache-della-folgoluce/. Le impressioni a fine lettura: https://librolandia.wordpress.com/2012/04/14/brandon-sanderson-la-via-dei-re/. Un commento scritto durante la lettura di Parole di luce: https://librolandia.wordpress.com/2014/12/03/leggendo-parole-di-luce-di-brandon-sanderson/

Un commento a fine lettura: https://librolandia.wordpress.com/2014/12/14/brandon-sanderson-parole-di-luce/.

Un mondo davvero insolito, un pericolo incombente ma che dobbiamo ancora capire bene, una storia che procede avanti nel futuro ma che torna anche nel passato per dirigersi verso il presente, personaggi straordinari, duelli mozzafiato… Insomma, un’altra saga da leggere assolutamente.

 

7) Scott Lynch, I bastardi galantuomini

Saga che al momento conta tre titoli in inglese (ma l’autore ha previsto di scriverne almeno altri quattro), di cui solo due tradotti in italiano e ormai fuori catalogo. I titoli sono Gli inganni di Locke Lamora, I pirati dell’oceano rosso e The Republic of Thieves.

Il mio commento sul primo libro: https://librolandia.wordpress.com/2014/08/06/scott-lynch-gli-inganni-di-locke-lamora/.

Questa è la prima saga dal focus abbastanza ristretto. Niente più mondo in pericolo e nemmeno guerre capaci di devastare interi continenti ma una storia avventurosa di un gruppo di ladri che vuole mettere a segno furti per il proprio tornaconto personale.

 

8) Terry Pratchett, Mondo Disco

Saga lunghissima tradotta solo in parte. Per i titoli vi rimando all’articolo di Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Mondo_Disco. Questo invece (in inglese) è il sito dell’autore: http://www.terrypratchettbooks.com/.

Io ho letto un solo romanzo, A me le guardie!, ben prima di aprire il blog, quindi non ho scritto nessun commento Però ricordo che in oltre 350 pagine mi sono divertita solo su un paio di frasi. Quelli di Pratchett sono romanzi umoristici, e più passa il tempo più mi rendo conto che i romanzi umoristici non fanno per me. La recensione di A me le guardie! pubblicata da FantasyMagazine: http://www.fantasymagazine.it/5457/a-me-le-guardie.
9) Jim Butcher, The Dresden Files

Saga che negli Stati Uniti ha riscosso un successo enorme ma che da noi non è mai arrivata. Per la verità Gargoyle Editore aveva previsto di pubblicare Cold Days, quattordicesimo romanzo della saga, qualche tempo fa, ma visto che sono mesi che Gargoyle non dà più segni di vita temo che l’editore sia fallito e che The Dresden Files non arriverà mai in Italia. L’unico testo appartenente a questa saga arrivato in Italia è La conchiglia esplosiva, bel racconto contenuto nel libro La principessa e la regina e altre storie di donne pericolose curato da George R.R. Martin e Gardner Dozois di cui ho parlato qui: https://librolandia.wordpress.com/2015/02/18/george-r-r-martin-e-gardner-dozois-la-principessa-e-la-regina-e-altre-storie-di-donne-pericolose/. Il sito dell’autore: http://www.jim-butcher.com/books/dresden.

 

10) J.R. Rowling, Saga di Harry Potter

Saga composta da Harry Potter e la pietra filosofale, Harry Potter e la camera dei segreti, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, Harry Potter e il Calice di fuoco, Harry Potter e l’Ordine della Fenice, Harry Potter e il Principe Mezzosangue, Harry Potter e i doni della Morte, a cui vanno aggiunti i tre libretti Gli animali fantastici: dove trovarli, Il quidditch attraverso i secoli e Le fiabe di Beda il Bardo.

Storia di crescita di un personaggio che vive in parte nel nostro mondo e in parte in un mondo magico, a cui accede prendendo il treno al binario 9 e 3/4. Sto rileggendo i romanzi in questo periodo, al momento ho scritto commenti solo per La pietra filosofale: https://librolandia.wordpress.com/2015/06/24/j-k-rowling-harry-potter-e-la-pietra-filosofale-2/, La camera dei segreti: https://librolandia.wordpress.com/2015/07/30/j-k-rowling-harry-potter-e-la-camera-dei-segreti/, Il prigioniero di Azkaban: https://librolandia.wordpress.com/2015/08/22/j-k-rowling-harry-potter-e-il-prigioniero-di-azkaban/ e Il calice di fuoco: https://librolandia.wordpress.com/2016/02/13/j-k-rowling-harry-potter-e-il-calice-di-fuoco/. Chi conosce molto bene i romanzi della Rowling è Marina Lenti, e questo è uno dei suoi libri: https://librolandia.wordpress.com/2013/02/23/la-metafisica-di-harry-potter-di-marina-lenti/. Della saga della Rowling parla anche Silvana De Mari nel saggio L’ultimo nemico che sarà sconfitto è la morte. Joanne Kathleen Rowling e l’eptalogia di Harry Potter contenuta in Il Fantastico nella letteratura per ragazzi. Luci e ombre di 10 serie di successohttp://www.runaeditrice.it/index.php/component/virtuemart/view/productdetails/virtuemart_product_id/90/virtuemart_category_id/9.html.

 

11) Joe Abercrombie, La prima legge

Trilogia composta da Il richiamo delle spade, Non prima che siano impiccati e L’ultima ragione dei re. Ultima ratio regum.

Fantasy crudo, che mostra tutti gli aspetti più brutali della guerra, non per niente su Twitter Abercrombie ha scelto di firmarsi LordGrimdark. Io non ho letto i libri, che al momento sono introvabili. Questa è la quarta di copertina di Il richiamo delle spade:

Logen Novedita, il famigerato guerriero, ha infine esaurito la sua fortuna. Si è fatto un nemico di troppo e ora ha davanti a sé un futuro solitario e cupo, in cui da un momento all’altro potrebbe ritrovarsi a guardare la morte in faccia per l’ultima volta. Ma saranno proprio i morti a offrirgli un’ultima opportunità, perché qualcuno, là fuori, ha ancora dei progetti per il Sanguinario. Il Capitano Jezal dan Luthar, modello di egoismo e vanità, ha in mente poco altro che banali sogni di gloria, da far avverare in duello a colpi di spada. Ma la guerra è alle porte, gli eserciti si mobilitano e sui campi di battaglia del gelido Nord si combatte con regole terribilmente cruente. L’Inquisitore Glokta, carnefice storpio, sarebbe contento di veder tornare i resti del Capitano Jezal in una cassa, ma d’altro canto lui odia chiunque non sia stato ridotto nelle sue condizioni. Confessione dopo confessione, senza lasciar spazio a nessun sentimento se non al rancore, elimina i traditori in seno all’Alleanza, ma la sua ultima scia di cadaveri potrebbe condurlo dritto al cuore corrotto del governo. Se soltanto potesse sopravvivere abbastanza a lungo da poterla seguire…

La recensione di Il richiamo delle spade pubblicata da FantasyMagazine: http://www.fantasymagazine.it/18626/il-richiamo-delle-spade.

L’inizio del romanzo: http://www.fantasymagazine.it/18787/il-richiamo-delle-spade

 

12) Brandon Sanderson, La trilogia di Mistborn

Composta da L’ultimo impero, Il pozzo dell’ascensione e Il campione delle ere. In questo mondo sono ambientati, 300 anni dopo gli eventi di questa trilogia, La legge delle Lande e due romanzi non ancora tradotti in italiano, Shadows of Self e The Bands of Mourning.

Ho parlato di Sanderson in un vecchio articolo (per la verità su Sanderson ho scritto parecchio) che comprende anche le recensioni di L’ultimo impero e Il pozzo dell’ascensione: https://librolandia.wordpress.com/2011/02/04/137/.

Il primo romanzo è per certi versi un fantasy epico tradizionale, con una compagnia che deve abbattere l’Oscuro Signore. Peccato solo che l’Oscuro Signore mille anni prima, quando ha preso il potere, sembrava l’eroe destinato a combattere l’Oscuro Signore, non a diventarlo lui. Qualcosa non torna… ma cosa potremmo aspettarci in un mondo di piante marroni in cui la cenere cade dal cielo?

Sanderson ha ribaltato i cliché dell’epica fantasy per costruire un primo romanzo notevole, con una magia originale, bei personaggi e scene d’azione mozzafiato. Di tanto in tanto si perde un po’, rallenta troppo il ritmo, ma tempo qualche pagina e il problema si risolve. Il secondo romanzo parte là dove era finito il primo, ma cambia tutto. È una diretta conseguenza di quanto già narrato, ma visto che la situazione è cambiata cambiano anche problemi e obiettivi. R questo si ripete anche con il terzo romanzo. Insomma, i libri vanno letti in fila per capirli, ma se un lettore si volesse fermare dopo il primo o il secondo romanzo avrebbe comunque una storia completa.

 

 

13) Stephen King, La torre nera

Serie composta da sette romanzi: L’ultimo cavaliere, La chiamata dei tre, Terre desolate, La sfera nel buio, I lupi del Calla, La canzone di Susannah e La torre nera, a cui si aggiungono La leggenda del vento e qualche racconto, ma mi hanno detto che in molte altre opere di King ci sono riferimenti a questa storia. Io ho letto solo il primo romanzo, e mi sono abbastanza annoiata, ma da quel che ho sentito la storia (un misto di fantasy, horror e western) e lo stile cambiano radicalmente dal secondo romanzo e diventano davvero belli. Non so se darò alla storia una seconda opportunità, questa è la quarta di copertina di L’ultimo cavaliere:

Una saga fantastica, ambientata in un mondo di sinistre atmosfere e macabre minacce, che appare come lo specchio oscuro di quello reale. Qui, in uno sconfinato paesaggio apocalittico, l’eterno, epico scontro fra il bene e il male s’incarna in uno dei più evocativi paesaggi concepiti dall’autore: Roland di Gilead, l’ultimo cavaliere, leggendaria figura di eroe solitario sulle tracce di un enigmatico uomo in nero, verso una misteriosa Torre proibita.

 

 

14) Mark Lawrence, La trilogia dei fulmini

Trilogia composta da Il principe dei fulmini, Il re dei fulmini e L’imperatore dei fulmini, anche se va detto che non è chiaro come l’editore italiano sia riuscito a passare dall’inglese thorn all’italiano fulmini. Ne ho sentito parlare bene, l’unico mio dubbio è che sospetto che la storia sia un po’ troppo cruda per i miei gusti. Ho comprato l’ebook, prima o poi mi cimenterò nella lettura. La quarta di copertina:

In un mondo da incubo dove la violenza è all’ordine del giorno e l’unica legge possibile è quella del più forte, il principe Honorius Jorg Ancrath ha coltivato l’ira e meditato vendetta, fuggendo dal palazzo reale e mettendosi a capo di una spietata banda di fuorilegge. Dopo anni di incursioni e razzie nei villaggi del regno, per Jorg è finalmente giunto il momento di diventare re. Ma dovrà chiudere una volta per tutte i conti con gli orrori della sua infanzia, e sconfiggere una schiera di oscuri nemici i cui poteri superano ogni immaginazione… Riuscirà a governare in un mondo dominato da oscuri incantesimi e dilaniato dalle lotte intestine, a cominciare da quella con il proprio padre?

La recensione di Il principe dei fulmini pubblicata da FantasyMagazine: http://www.fantasymagazine.it/19080/il-principe-dei-fulmini.

Un estratto dal primo romanzo: http://www.newtoncompton.com/libro/il-principe-dei-fulmini/il-principe-dei-fulmini_estratto.pdf?view
15) Robin Hobb, La trilogia dei Lungavista

Trilogia composta da L’apprendista assassino, L’assassino di corte e Il viaggio dell’assassino, ma in questo mondo la scrittrice ha ambientato numerosi altri romanzi. Non ho mai scritto in modo dettagliato di questi romanzi perché li ho letti una sola volta, anni prima di iniziare a scrivere per FantasyMagazine. Una rapida carrellata sulle opere della Hobb la potete trovare qui: https://librolandia.wordpress.com/2015/08/04/guida-alla-lettura-robin-hobb/.

La storia si concentra su intrighi di corte e un misterioso nemico esterno, il tutto ambientato in un mondo fantastico, dove la magia è spesso più percepita come possibilità che realmente operante, e un legame troppo forte con gli animali è qualcosa di sospetto. La quarta di copertina di L’apprendista assassino:

In un mondo pervaso da una magia sottile e inquietante, un’umanità fatta di servi e signori cerca di sopravvivere tra gli intrighi di corte e le minacce di misteriosi pirati, che manipolano le loro vittime privandole di ogni forma di raziocinio e sentimento. In mezzo a questi pericoli si aggira il giovane Fitz, un bastardo di stirpe reale, la cui sola consolazione è un magico e tenero legame empatico con gli animali. Accolto a corte, il giovane deve imparare nuove arti: l’uso delle armi, la scrittura, l’etichetta e l’abilità di uccidere nell’ombra. Crescendo, affronta la solitudine che l’essere allevato per un mestiere crudele comporta, ma riesce a sviluppare i suoi poteri, eredità del sangue della stirpe dei Lungavista. Il primo incarico, ai danni della futura sposa dell’erede al trono, mette a dura prova la sua lealtà, ma gli svela anche i suoi veri amici e i suoi alleati: chi nella famiglia reale intende servirsi di lui come un’arma, e chi invece sa che in lui è riposta la chiave del futuro del regno Sospeso nella magia del mito e del romanzo cavalleresco, L’apprendista assassino racconta un universo drammatico in cui la lotta fra il Bene e il Male non è mai una prevedibile guerra tra opposti inconciliabili ma scontro umano tra fato e necessità, tra libera scelta e destino, tra personaggi la cui esistenza è sempre, inevitabilmente, imprevedibile.

 

 

16) J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit

Come per Il signore degli anelli non ne ho (ancora) scritto. Lo Hobbit nasce come storia per bambini, cosa evidente già a partire dal tono del racconto, eppure l’ho amato fin dal primo istante in una lettura, compiuta a 18 anni, che mi ha fatto scoprire il genere fantasy. La quarta di copertina:

Pubblicato per la prima volta nel 1937, Lo Hobbit è per i lettori di tutto il mondo il primo capitolo del Signore degli Anelli, uno dei massimi cicli narrativi del XX secolo. Protagonisti della vicenda sono, per l’appunto, gli hobbit, piccoli esseri “dolci come il miele e resistenti come le radici di alberi secolari”, che vivono con semplicità e saggezza in un idillico scenario di campagna: la Contea. La placida esistenza degli hobbit viene turbata quando il mago Gandalf e tredici nani si presentano alla porta dell’ignaro Bilbo Baggins e lo trascinano in una pericolosa avventura. Lo scopo è la riconquista di un leggendario tesoro, custodito da Smaug, un grande e temibile drago. Bilbo, riluttante, si imbarca nell’impresa, inconsapevole che lungo il cammino s’imbatterà in una strana creatura di nome Gollum.

Un estratto: http://www.rcslibri.it/wp-content/uploads/2016/02/22/211389/3315123-9788845268342_abstract.pdf

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17) Glen Cook, The Black Company

Serie mai tradotta in italiano.

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19) Philip Pullman, Queste oscure materie

Trilogia composta da La bussola d’oro, La lama sottile e Il cannocchiale d’ambra, a cui vanno ad aggiungersi alcuni volumetti più piccoli, non tutti tradotti in italiano. All’epoca della lettura, quasi trent’anni fa, mi ero divertita solo a tratti, tanto è vero che non sono mai andata avanti. Recentemente però ho comprato l’ebook, vai a sapere che un giorno non gli dia una seconda possibilità. La quarta di copertina:

Lyra, ragazzina impetuosa, appassionata, onestissima e ingenua bugiarda, vive al Jordan College di Oxford. Oxford non è lontana da Londra, e Londra è in Inghilterra. Ma il mondo di Lyra è ben diverso dal nostro. Oltre l’Oceano c’è l’America, ma lo stato più importante di quel continente si chiama Nuova Francia; giganteschi orsi corazzati regnano sull’Artico; lo studio della natura viene chiamato teologia sperimentale. E soprattutto ogni essere umano ha il suo daimon: un compagno, una parte di sé di sesso opposto al proprio, grazie al quale nessuno deve temere la solitudine. Nel nostro universo vive Will, orgoglioso, sensibile, leale e coraggioso, ma sfuggente come un gatto: i due ragazzi, provenienti da mondi diversi, si incontrano, si scontrano e diventano amici per la pelle. Will è in possesso della lama sottile, un misterioso coltello che permette il passaggio tra i mondi. Lyra però è al centro di un’antica profezia delle streghe e la Chiesa ha decretato la sua morte. Will e Lyra sono coscienti di avere un compito importante da svolgere, ma non sanno quale sia: perché la profezia si avveri non dovranno obbedire a un destino predefinito, ma essere liberi di scegliere Nelle pagine di Pullman, che si è sempre dichiarato agnostico e contrario alle forme di organizzazione religiosa, rivive sotto forma di contrasto la libertà della ricerca scientifica e l’osservanza di principi immutabili stabiliti dall’alto” .

 

 

20) Ursula K. Le Guin, La saga di Earthsea

Alla trilogia originaria, Il mago, Le tombe di Atuan, Il signore del draghi, noti a volte anche con altri titoli, dopo parecchi anni la Le Guin ha aggiunto altri romanzi e racconti: L’isola del drago, I venti di Terramare e Leggende di Terramare (e anche qui, a volte Earthsea diventa Terramare). Anche questa è una lettura vecchia che dovrei riprendere dall’inizio, ma il tempo è quello che è.

Storia di formazione in un arcipelago fantasy. La quarta di copertina:

Nel mondo incantato di Terramare, fatto di arcipelaghi e di acque sconfinate, un ragazzo si mette in viaggio verso l’isola di Roke e la sua Scuola di maghi, dove apprenderà le parole per sconfiggere creature favolose, guarire i malati, governare gli elementi, piegare gli uomini e la natura al proprio volere. “Sparviere” è il soprannome con cui lo conoscono al villaggio, Ged il nome segreto da rivelare solo agli amici fidati. E di amici Ged ne avrà certo bisogno, per superare indenne il lungo, avventuroso apprendistato che lo condurrà all’estremo limite del mondo, ai margini dell’Oceano Aperto, dove dovrà misurarsi con l’Ombra e con la parte più oscura della propria anima. Solo quando Ged sarà diventato un potente mago, Signore del Draghi, potrà affrontare le forze dell’oscurità che minacciano di sopraffare Terramare e riportare la magia in una terra che ne ha disperato bisogno.

 

21) Neil Gaiman, American Gods

Romanzo on the road con i vecchi dei, non più venerati, che lottano per non scomparire in un mondo dominato da nuovi idoli. Romanzo premiatissimo, a me non ha entusiasmato: https://librolandia.wordpress.com/2015/01/29/neil-gaiman-american-gods/.

La quarta di copertina:

Appena uscito dopo tre anni in carcere, Shadow fa conoscenza con un enigmatico Mister Wednesday che gli offre di lavorare per lui. Rimasto senza risorse né famiglia, Shadow finisce per accettare. Ma ci metterà ancora qualche tempo per capire chi sia davvero il suo boss: Odino, la somma divinità del pantheon nordico, arrivato in America con una nave di vichinghi e che ora tira a campare come può. Come lo slavo Chernobog, ridotto a vivere della pensione maturata negli anni di lavoro al macello di Chicago, come l’africano Anansi, come la celtica Easter e la mediterranea Bilquis che batte i marciapiedi di Hollywood, come tutte le divinità maggiori o minori, dimenticate in un mondo che venera altri dèi, più belli e nuovi. E’ per muovere battaglia contro di loro che Wednesday ha arruolato Shadow, e per reclutare i compagni di lotta i due si metteranno ‘on the road’ attraversando in lungo e in largo l’America più profonda. Fino al giorno della battaglia finale, uno scontro di proporzioni epiche per conquistare l’anima stessa dell’America…

Un estratto: http://leggere.librimondadori.it/neil-gaiman-american-gods/

 

 

21) C.S. Lewis, Le cronache dei Narnia

Serie di sette romanzi: Il nipote del mago, Il leone, la strega e l’armadio, Il cavallo e il ragazzo, Il principe Caspian, Il viaggio del veliero, La sedia d’argento, L’ultima battaglia. Fino a ora ne sono sempre stata lontana per due motivi: la consapevolezza che si tratta di una serie per ragazzi, e io in genere preferisco libri più adulti, e quella della presenza di una morale cristiana, cosa che di solito mi fa fuggire a gambe levate. Però a una lettura delle prime pagine non sembra male, e comunque questa serie è ritenuta uno dei classici del genere, perciò prima o poi un’opportunità glie la offrirò. La quarta di copertina:

Viaggi fino alla fine del mondo, creature fantastiche, epiche battaglie tra il bene e il male: cosa avrebbe potuto aspettarsi di più un lettore? Scritto nel 1949 da C.S. Lewis, “Il leone, la strega e l’armadio” inaugurò la serie dei sette volumi che sarebbero divenuti celebri come “Le Cronache di Narnia”. Un capolavoro che trascende il genere fantasy, ormai riconosciuto tra i classici della letteratura inglese del Novecento. C.S. Lewis lo scrisse con la dichiarata intenzione di rivolgersi ai bambini, ma non solo a loro. Era convinto, infatti, che “un libro non merita di essere letto a dieci anni se non merita di essere letto anche a cinquanta”. Un’incredibile girandola di personaggi (fauni, ninfe, streghe, animali parlanti, eroici guerrieri), per il ritmo incalzante dell’avventura, ma anche per l’insolito spessore che tradisce l’immensa cultura di un autentico scrittore, noto medievalista dell’Università di Oxford, capace di attingere dalla vasta letteratura inglese quanto dalle allegorie dantesche. La presente edizione offre al pubblico italiano il testo integrale delle “Cronache di Narnia” in un unico volume, con una traduzione completamente aggiornata e con un breve saggio in appendice, inedito in Italia, in cui Lewis stesso spiega cosa significhi per lui “scrivere per i bambini”.

Di questa saga ha parlato Paolo Gulisano nel saggio Un giorno sarai abbastanza vecchio per ricominciare a leggere le fiabe. Clive Staples Lewis e l’eptalogia di Narnia contenuto in Il Fantastico nella Letteratura per ragazzi. Luci e ombre di 10 serie di successohttps://librolandia.wordpress.com/libri/.

 

22) David Gemmell, La saga dei Drenai

Di Gemmell ho letto tutto quanto è stato tradotto in italiano tranne l’ultimo libro della Trilogia di Troia, peccato che lo abbia fatto troppi anni fa per poterne scrivere sul blog dicendo cose sensate e non banalità. In linea di massima è un autore che mi piace molto, le eccezioni, i libri che non mi sono piaciuti, sono appunto delle eccezioni. I suoi personaggi sono ben caratterizzati, come esseri umani sono pieni di debolezze e scheletri nell’armadio, ma quando si mettono in moto possono diventare inarrestabili. La prospettiva in genere è umana con guerre o razzie di banditi che sconvolgono la vita di persone comuni, anche se di tanto in tanto non mancano figure negative molto potenti. La magia, quando c’è, è limitata a condizioni particolari: è uno degli elementi della storia, non quello che la porta avanti. Una mia breve guida su Gemmell: https://librolandia.wordpress.com/2015/08/02/guida-alla-lettura-david-gemmell/.

La quarta di copertina di La leggenda dei Drenai:

Le fertili e inviolate terre dei Drenai sono minacciate da un’orda sconfinata di Nadir, i guerrieri nomadi del Nord guidati dall’ambizioso Ulric, signore della guerra della tribù delle Teste di Lupo. I tentativi di negoziare la pace da parte di Abalayn, signore dei Drenai, hanno fallito e ora tra l’esercito degli invasori e le ricchezze dell’impero resta solo un ultimo baluardo: le sei muraglie inespugnabili della fortezza di Dros Delnoch. A difenderla le guarnigioni agguerrite ma stanche guidate dal nipote di Abalayn, il gan Orrin, la cui inettitudine rischia però di compromettere la resistenza all’assedio. Il conte Delnar, saggio custode dell’impero prossimo alla morte, sa che solo con l’aiuto dei monaci guerrieri dell’ordine dei Trenta e di Druss, il leggendario eroe della battaglia del Passo di Skeln, i Drenai possono sperare di respingere il nemico invasore. In questo scontro epico e sanguinoso, la disperata lotta di un popolo pronto a tutto per difendere la propria libertà, solo l’eroismo e il coraggio potranno prevalere sulle forze del male. Un impero favoloso costretto a fronteggiare nemici irriducibili, l’inizio di un’epopea che sarà cantata dai bardi e i cui leggendari giorni non potranno essere dimenticati.

 

23) Richard Adams, La collina dei conigli

Non sono una fan dei libri i cui protagonisti sono degli animali, perciò per tanto tempo ho ignorato questo romanzo. Però ho letto su di lui un bellissimo articolo di Rita Ricci pubblicato sul secondo numero di Effemme (http://www.delosstore.it/ebook/44631/effemme-2/) e recentemente ho comprato l’ebook. Prima o poi… La quarta di copertina:

Timido Quintilio è un profeta e sa che una terribile minaccia sta per abbattersi sulla sua gente. Ma quando tenta di mettere in guardia il suo popolo, non viene creduto. In compagnia di un gruppo di fidi compagni, intraprende allora un viaggio alla conquista della libertà e di una nuova possibilità di vita. E se questo è lo scopo, che importa che Quintilio e i suoi amici siano conigli? Un romanzo epico con cui la letteratura contemporanea ricrea la sua “Iliade” e la sua “Odissea”.

Un estratto: http://www.rcslibri.it/wp-content/uploads/2015/11/21/295187/3410077-9788817084178_abstract.pdf

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24) Michael J. Sullivan, The Riyria Revelations

Serie mai tradotta in italiano.

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25) R. Scott Bakker, The Prince of Nothing

Serie mai tradotta in italiano.

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26) David Eddings, La saga dei Belgariad

Serie composta da cinque romanzi: Il segno della profezia, La regina della magia, La valle di Aldur, Il castello incantato, La fine del gioco. A questa serie vanno aggiunti i cinque romanzi dei Mallorean, un vero e proprio seguito, Belgarath il mago e Polgara la maga, due prequel al di là della cornice che racchiude la storia vera e propria e che è ambientata dopo l’ultimo romanzo dei Mallorean, e Il codice rivano, che di fatto sono i materiali di lavoro su cui i coniugi Eddings hanno iniziato a progettare la saga. L’idea di base è quella solita del fantasy epico: un Oscuro Signore che si sta risvegliando, un eroe predestinato e che non ha idea di quel che dovrà affrontare che deve fermarlo, una Compagnia e una Cerca. Quello che è originale è lo stile brillante di Eddings, le continue battute che rendono la storia più leggera e divertente da leggere pur quando ci sono pericoli mortali. Ho letto i libri troppi anni fa, quando ancora non avevo un blog. Questo è un articolo che ho scritto in occasione della morte di Eddings per ricordare la sua opera: http://www.fantasymagazine.it/10467/e-morto-david-eddings. La quarta di copertina del primo volume:

Nella notte dei tempi il Dio Aldur rubò una pietra alle stelle e ne fece un gioiello prezioso, il Globo. Il potere del gioiello era grande e l’avido Dio Torak lo volle per sé perché attraverso di esso avrebbe avuto il dominio sull’occidente. Ma quando tese la mano per toccarlo, il Globo lo divorò con le sue fiamme. Ora Torak giace nel sonno senza fine della sofferenza e la pietra del potere non è più in suo possesso. Ma Zedar l’Apostata, discepolo prediletto, prepara il suo ritorno. Le sue trame segrete si intrecciano come i fili di una ragnatela e il giovane Garion, la cui vita trascorre serena in una fattoria dell’ovest, scoprirà il peso del proprio destino.

Un estratto da Il segno della profezia: http://www.terrediconfine.eu/il-segno-della-profezia/

 

27) Guy Gavriel Kay, Il paese delle due lune

Spesso mi riferisco a questo romanzo con il suo titolo originale: Tigana, e non è un caso. Tigana è il nome del paese dei protagonisti, e il nome del paese, la sua identità, sono al centro del romanzo, perciò cambiargli il nome, chiamarlo in un altro modo, per me è assurdo. Del romanzo ho parlato in diverse occasioni e certamente parlerò ancora in futuro. Questo è il libro che mi ha fatto scoprire Kay, ed è un libro che amo profondamente. Fra i tanti commenti ve ne segnalo uno privo di spoiler (almeno fino a un certo punto, ma prima di iniziare a fare spoiler avviso chiaramente che parlerò del libro più in dettaglio perciò potete fermarvi senza problemi): https://librolandia.wordpress.com/2014/10/16/guy-gavriel-kay-tigana/. Qui invece gli spoiler abbondano in tutto il testo: https://librolandia.wordpress.com/2015/11/24/guy-gavriel-kay-tigana-come-una-spada-nellanima/. L’inizio del romanzo: http://www.terrediconfine.eu/il-paese-delle-due-lune/.

 

28) Gene Wolfe, Il libro del Nuovo Sole

Saga composta da cinque romanzi: L’ombra del torturatore, L’artiglio del conciliatore, La spada del littore, La cittadella dell’autarca e Urth del nuovo sole. Inizia come una storia di formazione ma, da quel che ho letto, il protagonista diventerà ben più di quello che si poteva sospettare all’inizio. Anche se questa saga è ritenuta un’opera fondamentale per il genere, io durante la lettura mi sono annoiata molto e non intendo andare avanti. I miei commenti: https://librolandia.wordpress.com/2013/02/03/gene-wolfe-lombra-del-torturatore/.

 

29) Roger Zelazny, Le cronache di Ambra

Altra saga fondamentale composta in questo caso da due cicli di cinque romanzi ciascuno: Nove principi in Ambra, Le armi di Avalon, Il segno dell’unicorno, La mano di Oberon, Le coorti del caos, Ritorno ad Ambra, Il sangue di Ambra, Il segno del caos, Il cavaliere delle ombre e Il principe del caos. Di Zelazny io ho letto solo il romanzo di fantascienza Io, l’immortale, e non mi ha entusiasmato, ma prima o poi vorrei provare a leggere Ambra. Peccato solo che questi libri siano fuori catalogo… La quarta di copertina del primo volume:

Ambra costituisce l’unico mondo reale del quale tutti gli altri, Terra compresa, sono solo le ombre. Qui è in atto l’eterna lotta tra Bene e Male, Ordine e Caos, Luce e tenebre, e i Principi di Ambra possono passare attraverso i mondi e sperimentare la vita in altre realtà. Come un uomo in preda all’amnesia, Corwin si trova in un ospedale della Terra, privo di ricordi e di identità. Con i suoi fratelli e sorelle, Corwin fa parte della famiglia reale di Ambra, i cui membri sono continuamente in lotta fra loro per impadronirsi del trono più ambito tra tutti gli universi conosciuti. Corwin cercherà di tornare ad Ambra per richiedere il proprio trono, ma il suo sentiero è bloccato e controllato da strutture paurose.

 

30) Susanna Clarke, Jonathan Strange e il signor Norrell

Romanzo ottocentesco, e non solo per l’ambientazione al tempo della guerra fra l’Inghilterra e Napoleone – in un mondo alternativo però, perché qui la magia funziona davvero. Ottocentesco è proprio il modo di scrivere, denso, attento ai dettagli, e se a tratti è affascinante in altri diventa pesante. Durante la lettura io mi sono divertita solo a tratti. Questa è la recensione di FantasyMagazine: http://www.fantasymagazine.it/5468/jonathan-strange-e-mr-norrell.

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20 risposte a Le migliori opere fantasy secondo Reddit – 1

  1. Simone Fileni ha detto:

    Martin al primo posto non lo avrei messo davvero, per me fin troppo sopravvalutato, da lettore della saga da ben prima che uscisse la serie tv trovo la storia si, appassionante ma non il suo modo di scriverla, quando descrive all’inverosimile i banchetti e la tavole imbandite, prolissità eccessiva, la lentezza del quinto volume, oddio… se non li leggi di fila tantissime cose si dimenticano. Per Rothfuss ho entrambi i libri usciti finora e li trovo (soprattutto il secondo) troppo lunghi e prolissi per una storia incentrata su un solo personaggio (P.S. Spero che Denna muoia male). Terramare mi ha un po’ confuso perché credevo che fossero libri nuovi, io ho la vecchia trilogia col nome Earthsea con i titoli tradotti fedelmente, Il Mago Di Earthsea, Le Tombe Di Atuan e La Spiaggia Più Lontana (Il Signore Dei Draghi???). Per La Torre Nera vedi Martin; possibile che di King a parte la mia e la tua opinione trovo solo elogi, il Re, L’Altissimo, il Sommo, ecc…?
    Per quanto riguarda Malazan, che considero la saga più appassionante che abbia mai letto se vorrai riprenderla in futuro ti consiglio di leggerla non con troppa distanza tra un libro e l’altro, (molte cose vengono riprese anche dopo 4 volumi) sono tre storyline inizialmente separate che confluiscono più avanti.

    • A me Martin piace. Non lo avrei messo al primo posto perché io in cima metterei Kay, ma secondo me scrive bene e non è un primo posto immotivato, anche se è ovvio che la classifica è molto legata alla fama dei singoli autori. Non lo trovo prolisso, ma d’altra parte io non trovo prolisso neppure Robert Jordan…
      Anche secondo me Rothfuss è troppo in alto, i suoi romanzi non sono male ma almeno al momento non hanno portato nulla di nuovo al genere, scorrono semplicemente che è una meraviglia (tranne le parti con Felurian). Quanto a Denna, se sparisse non ne sentirei la mancanza.
      Quella dei titoli tradotti in modo diverso o letteralmente inventati è una lunga storia, con troppe persone che non hanno riconosciuto un libro e lo hanno comprato più volte o che hanno fatto fatica a capire cosa dovevano leggere. A volte quando devo ricostruire una saga per un articolo impiego davvero tanto per capire la giusta sequenza e distinguere i doppioni.
      I pochi libri di King che ho letto per lo più si leggono bene, è molto bravo a coinvolgere il lettore, ma visto che io non amo l’horror con lui ci sono sempre andata molto cauta. E quando va a cozzare contro cose di cui sono convinta, vedi la postfazone di 22/11/63 mi irrita pure. Ciascuno di noi ha i suoi gusti, King è riuscito a raggiungere quelli di un gran numero di persone che lo amano, io riconosco la sua importanza ma raramente sono stata davvero coinvolta da lui. Molte persone trovano difficile criticare, se critichi un autore che ti può leggere, o che ha numerosi fan che ti possono leggere, rischi di trovarti sotto accusa per il solo fatto che non hai amato quella particolare opera, perciò è più semplice elogiare, o stare zitti, che stroncare.
      Malazan… continuate a elogiarla, ma come ho scritto altrove è come una torta. Può essere stata realizzata dal miglio pasticcere del mondo ed essere squisita, ma a me le torte non piacciono e quindi non mi sogno minimamente di mangiarne una. Lo stile di Erikson, in quei due libri che ho letto, mi ha annoiata, e questo va al di là della complessità della trama e del mondo di cui scrive. Visto che leggo per divertimento non ha senso leggere qualcosa che mi annoia, anche se chi ama questa saga la ama davvero. Almeno su quest’autore i nostri gusti non coincidono.

  2. Daniele ha detto:

    So che non hai tempo, ma io te lo consiglio lo stesso: recupera quando puoi Queste Oscure Materie e la Saga di Terramare. Meritano davvero 🙂
    Lascerei da parte invece Narnia: troppo infantile, e la morale è insopportabile.

    • Di Queste oscure materie ho comprato l’ebook, non ne ho un ricordo esaltante ma sono passati tanti anni e i miei gusti sono in parte cambiati, magari prima o poi gli darò un’altra possibilità. Il guaio è che con tutto quello che vorrei leggere non so mai quando il “poi” diventerà “ora”. Terramare la devo comprare, all’epoca l’avevo presa in biblioteca, ma visto che sicuramente non la leggerò ora (e che a differenza di Queste oscure materie non mi sono imbattuta in un’offerta) per l’acquisto aspetto.
      Le due caratteristiche di Narnia che citi sono quelle che mi hanno sempre fatta esitare, ma una piccola parte di me mi dice insistentemente che dovrei quanto meno leggere un libro degli autori classici del genere, e Lewis senza dubbio rientra fra loro. Però non ho fatto acquisti e non ho fretta, i miei tempi a volte sono davvero lunghi.

  3. Mattyss ha detto:

    Nelle prime 6 posizioni c’è praticamente il meglio del fantasy, attuale e meno attuale. A parte questo io avrei messo Erikson decisamente più su perchè per me la sua saga è la migliore degli ultimi 40 anni, inoltre avrei messo Jordan sopra il signore degli anelli. Io lo preferisco, LoTr è epico ma risente di una scrittura che a me spesso ha annoiato parecchio: infatti non l’ho ancora finito!

    • Mattyss ha detto:

      Mi piacerebbe davvero che qualche autore traducesse Cook, abbiamo troppi potenziali grandi autori non presi in considerazione in italia

    • Io spesso trovo più interessanti le posizioni basse di classifica perché in quelle alte tendono a ripetersi gli stessi nomi: autori importanti, in genere validi, ma capaci di superare gli altri proprio per via della oro fama che fa sì che davvero tante persone li votino.
      Il signore degli anelli ha ormai un bel po’ di anni ed è stato scritto da un filologo e linguista, il che significa da un lato che le sue passioni sono confluite nell’opera che ha scritto, e sono passioni che richiedono un certo impegno intellettuale, e dall’altro che il modo di scrivere in questi decenni è molto cambiato, e ora quel modo di portare avanti la storia più apparire un po’ datato. Per me Il signore degli anelli è perfetto così com’è, ma molti romanzi sono scritti in modo da catturare di più l’attenzione e i sentimenti del lettore.
      C’è un bellissimo brano scritto da Umberto Eco nel suo Postille a “Il nome della rosa” intitolato Costruire il lettore, che parla del rapporto fra il lettore e il testo. Eco si chiede “Cosa vuol dire pensare a un lettore capace di superare lo scoglio penitenziale delle prime cento pagine? Significa esattamente scrivere cento pagine allo scopo di costruire un lettore adatto per quelle che seguiranno”. Io amo la scultura Medievale e anche Il nome della rosa, ma la descrizione del portale della chiesa ha su di me un effetto soporifero come poche altre cose che ho letto. Poche righe più sotto Eco prosegue spiegando che “La differenza è se mai tra il test oche vuole produrre un lettore nuovo e quello che cerca di andare incontro ai desideri dei lettori tali quali li si trova già per la strada. In questo secondo caso abbiamo il libro scritto, costruito secondo un formulario buono per prodotti serializzati, L’autore fa una sorta di analisi di mercato, e si adegua”.
      Tolkien non si è adeguato, e se non si è adeguato negli anni fra li 1937 e il 1949, a maggior ragione il suo voler costruire il lettore della sua storia si sente ora.

      • Della serie di Cook avevo già sentito parlare bene, ma visti gli anni passati dalla usa pubblicazione originaria dubito che qualcuno ora la prenderà in considerazione. Il problema italiano è legato alle basse vendite dei libri, autori che noi consideriamo importanti come Rothfuss, Erikson o Sanderson non è che vendano così tanto, gli editori ci pensano bene prima di investire i loro soldi sui libri da pubblicare. Proprio per le scarse vendite molte saghe, come quella di Scott Lynch che qui si trova in settima posizione, sono state sospese.

  4. francescoco ha detto:

    Cara Martina permettimi di consigliarti, anche se forse giù lo avevo fatto, la Collina dei Conigli, che ti assicuro é un libro splendido, commovente ed appassionante da far leggere anche alle tue figlie. la CdC è uno dei pochi che io ogni due o tre anni rileggo, e mi coinvolge sempre.
    Di questa lista a parte G G K e Zelazny li ho tutti, anche se Lawrence ancora non l’ho letto (ed anche alcuni libri delle altre saghe) .
    Poi, quando puoi, ci fai una TUA classifica? bastano i primi 20 o 30, non occorrono 105 🙂

    • L’ebook di La collina dei conigli è già nel lettore, prima o poi mi deciderò a leggere il libro. Del resto dico di non amare i libri aventi per protagonisti degli animali, e L’ultimo unicorno di Peter Beagle mi è piaciuto molto. Purtroppo, come avrai notato anche tu, i libri che mi interessano sono davvero molti e il mio tempo non è infinito.
      Davvero serve una mia classifica? Quello che mi piace lo sapete, non mi faccio problemi a dirlo, e chi vuole spulciare un po’ nella mia libreria non ha che da andare qui: http://www.anobii.com/01727bcaffb881566a/books

      • francescoco ha detto:

        io penso di aver capito il tuo podio, primo G G Kay, secondo Robert Jordan e terzo il buon vecchio Zio, ma poi??? dai, sono sicuro che anche a molti altri tuoi lettori interessa!!

        • Kay al primo posto è fuori di dubbio, mentre non ho una reale preferenza fra Jordan e Martin. Potrei metterli secondi pari. e poi ci sono Sanderson, la De Mari, Tolkien, Turtledove, Katherine Neville (Il segreto del millennio è uno dei romanzi che ho letto più volte, Il fuoco è certamente inferiore, me ne rendo conto benissimo, ma su di me ha avuto l’effetto della droga, non riuscivo a smettere di leggerlo nemmeno in rilettura. Mi sa che sarò costretta a leggere gli altri libri della Neville in inglese), alcune cose di Maron Zimmer Bradley, Gemmell, la prima tetralogia della Kerr, quanto meno l’unica trilogia di Mercedes Lackey tradotta in italiano, Rothfuss, Eddings, Ende, Jeff Smith (Bone è un graphic novel, ma per me fa lo stesso)… sicuramente sto dimenticando qualcuno. Merlino di Michel Rio mi era piaciuto moltissimo, ma non l’ho mai riletto. L’ultima lettura di la pietra del vecchio pescatore di Pat O’Shea risale a troppi anni fa. Filippo Tuena entra marginalmente nel fantastico, in un romanzo ci sono i lupi mannari e in un’altro alcuni fantasmi, ma le sue opere migliori sono altre. Amo Asimov, ma è fantascienza. E come la mettiamo con la saga di Dune? Per me è fantascienza, ma se siamo un po’ elastici ci sono elementi non esattamente tecnologici o scientifici. Sapkowski da qualche parte devo piazzarlo… stilare una classifica è un lavoro davvero complicato. Ah, poi ci sono pure Rowling, Riordan e Stroud. Devo considerare anche i saggi che ho trovato affascinanti? Per esempio Marina Lenti per me scrive benissimo, io davvero vorrei saper scrivere come lei. Ok, a volte sono davvero caotica. Ti basta questo guazzabuglio di nomi?

  5. Carnivoro ha detto:

    Bella classifica… personalmente non avrei messo per primo GRRM ma Tolkien perché, ha innovato il genere ed il signore degli anelli è di una bellezza incredibile. Al secondo posto metterei una grande innovatrice ossia, J.K. Rowling con Harry Potter. Sono veramente legato a questa saga e trovo che il mondo che ha creato e la scorrevolezza della scrittura la rendano unica. Le cronache del ghiaccio e del fuoco le ho amate tantissimo, non vedo l’ora di leggere gli altri romanzi ma non voglio entrare in altre questioni dove hai già parlato in altri tuoi articoli. Ultimamente ho un po’ abbandonato la lettura, colpa dello studio eccessivo che mi ha tolto le forze 😀 nel tempo libero mi sto dedicando alle serie tv (maratona The Walking Dead ahahah) ma appena inizio ci sono molti libri da leggere e che ho già comprato: finire la ruota del tempo, finire mistborn, le cronache della folgoluce, ciclo di malazan e poi basta ahahah penso che possa bastare per i prossimi 5 anni 😄 Però mi attirano molto la saga di Belgariad e Mallorean, quella di Rothfuss e la Torre Nera di King. le cronache di Narnia ho letto il primo libro, il nipote del mago, e l’ho trovato orribile ma molti continuano a consigliarmela dicendomi che il primo è il più brutto. Vedremo magari una seconda possibilità le la darò, ma la vedo durissima!!!

    • Io amo Il signore degli anelli, ed è abbastanza difficile che una singola opera possa avere sul genere l’impatto che ha avuto il romanzo di Tolkien. Però non mi dispiace vedere che non è al primo posto in classifica, e non perché chi lo ha superato è Martin. Non avrei avuto nulla da ridire nemmeno se al primo posto ci fosse stato Erikson, che non mi piace, e Martin fosse stato quarto. Semplicemente sono stanca di vedere un’apprezzamento per Tolkien così forte da diventare, a volte, fanatismo e cecità verso tutto il resto, come se dopo di lui nessun altro autore sia stato capace di scrivere qualcosa di significativo.
      A meno di farla noi non troveremo mai una classifica che rispecchi perfettamente i nostri gusti. Nella maggior parte dei casi avremmo fatto piccole oscillazioni di posizione, ma sicuramente tutti abbiamo opere che riteniamo meravigliose che non compaiono nella classifica e opere che troviamo terribili che invece compaiono. Io noto il dettaglio, magari scrivo anche un commento in proposito, poi passo oltre: ciascuno di noi ha i suoi gusti (e questa classifica è la somma del gusto di un bel po’ di persone) ed è giusto che sia così.

      Io per problemi di tempo non guardo quasi la televisione, giusto Europei e Mondiali di pattinaggio artistico e i dvd di Il trono di spade, e ultimamente questi li guardo più per il desiderio di sapere tutto sul mondo di Martin che perché mi piaccia davvero ciò che stanno facendo Benioff e Weiss. Con lo studio ho finito da un pezzo, almeno con lo studio obbligato, cosa ben diversa dai seggi che leggo perché voglio informarmi su un dato argomento. In compenso fra lavoro e famiglia so bene anch’io cosa significhi avere poco tempo per le proprie passioni. Però dubito che con i libri che hai già comprato tu sia a posto per prossimi cinque anni: sicuramente verrà pubblicato qualche libro a cui proprio non puoi resistere e ti incasinerai ancora di più…
      Io vorrei rileggere tutte le opere che hai citato (anche se di Eddings sono più attratta da Elene e Mallorean), o provare a leggere ciò che non ho letto (vedi Narnia), mentre non so se dare una seconda possibilità a King. Come sempre il problema è trovare il tempo.

  6. Alberto ha detto:

    Ciao Martina, da poco ho scoperto il tuo blog, ma sono felice di aver trovato una donna a cui piace il/la fantasy e non il paranormal romance (vedi Twilight e cloni vari). Purtroppo ho poco tempo da dedicare alla lettura, diciamo mezz’ora al giorno in pausa pranzo (di media), quindi capirai anche tu che devo scegliere con cura i libri da inserire nel kobo, non posso sprecare il mio tempo con libri che non mi piacciono. Grazie quindi al tuo blog e alle tue classifiche ho scoperto autori nuovi e ho ricevuto conferme su diverse saghe che seguivo da tempo, ma che non avevo il coraggio di iniziare vista la lunghezza.
    Al momento sto leggendo Sanderson – il conciliatore e devo dire che mi sta piacendo, credo che continuerò con la saga di Mistburn.
    Sto anche valutando la possibilità di iniziare a leggere qualche libro in inglese, mi frena un po’ il fatto che conosco l’inglese tecnico, ma leggere un romanzo è un’altra storia. Pensavo di partire con la saga di Harry Potter: i primi libri dovrebbero essere piuttosto semplici e permettermi di prendere un po’ di confidenza con la lingua. Cosa ne pensi?
    Continuerò a seguirti e ah, ti ho aggiunta agli amici di anobii per prendere spunto dalla tua biblioteca, spero non ti dispiaccia.
    Buona lettura,
    Alberto

    • Ciao Alberto. Come hai visto anche tu i romanzi d’amore non mi attraggono, anche se qualcuno ho finito con il leggerlo pure io, e proprio non capisco la mania moderna di innamorarsi di qualcuno che non è umano. Avevo letto qualche urban fantasy (la Marion Zimmer Bradley di Spirito di luce e qualche altra cosa sua, ma poi avevo lasciato stare per noia) prima che scoppiasse la moda del genere e stabilito che non mi interessava. No, a me piace l’epica, o l’avventura, o i conflitti culturali o religiosi, o il seguire la crescita di uno o più personaggi… insomma tutt’altro da quello che si trova nei paranormal romance. Poi se in un fantasy c’è una storia d’amore mi sta bene, ma la storia non dev’essere tutta lì.
      Twilight è una serie per adolescenti, il genere è letto più dalle ragazzine o dalle donne che sono cresciute con quelle letture. La traduzione di Twilight è del 2006, perciò una giovane donna che ha letto il libro all’epoca ha avuto tempo di crescere e di passare ai paranormal per adulti, anche se il fenomeno è in calo (sostituito dalle 50 sfumature, lasciamo stare…).
      Il rischio d’imbattersi in un libro brutto c’è sempre, per quanto un romanzo possa essere apprezzato ci sarà sempre qualcuno che non sopporta lo stile dell’autore, o la storia che narra. Però trovare qualcuno che ha gusti simili ai tuoi, con cui scambiarti opinioni, secondo me è il modo migliore per ridurre il rischio di prendere un libro che non ti piace. Ovvio che se tu vuoi lasciare le tue impressioni nei tuoi commenti a un libro di cui parlo anch’io le tue parole sono molto gradite, anche se è il mio blog e sono io a scrivere gli articoli ciascuno può dire la sua. Più opinioni ci sono e più è facile per gli altri lettori orientarsi, al di là del fatto che più volte ho avuto piacevoli conversazioni con persone conosciute proprio tramite il blog.
      Io ho sempre letto Harry Potter solo in italiano, perciò non so quanto sia difficile l’inglese della Rowling. Però so che lei inventa molti vocaboli, non proprio l’ideale per qualcuno che non è abituato a leggerla in lingua. Il fatto che leggi già libri tecnici significa che non dovresti avere troppi problemi: nel giro di qualche pagina dovresti adattarti allo stile dell’autore e procedere in modo sempre più spedito. Davvero, la fatica diminuisce man mano che vai avanti, fino a diventare quasi inesistente.
      Secondo me ti conviene prendere come prima cosa un libro che possiedi e che ami. Lo leggi in inglese, vedi quanto capisci, al limite puoi confrontare un singolo passaggio con l’edizione tradotta… Io dopo aver smesso di leggere i libri a livelli ho comprato Lo Hobbit, non proprio la scelta più intelligente considerando che si tratta della lingua inglese degli anni ’30, comunque dopo aver letto poco più di 120 pagine mi sono resa conto che se pur faticosamente stavo andando avanti e capivo quello che leggevo e sono passata a leggere libri che non conoscevo. Ottima scelta, molti dei più bei romanzi di questi ultimi anni li ho letti proprio in inglese.

      • Alberto ha detto:

        Wow, che velocità nel rispondere!
        Grazie per i consigli, compatibilmente con il mio tempo libero, cercherò di lasciare qualche commento qui sul tuo blog. Potrebbe venirne fuori qualche discussione interessante e qualcuno potrebbe anche trarne beneficio in effetti.
        Per quanto riguarda la lettura in inglese, di Harry Potter possiedo tutti i libri sia in italiano che in inglese: dove non arriva il dizionario del kobo arriverà la versione in italico linguaggio 😉
        La lettura in inglese è un grande passo per me, più che altro psicologico suppongo, ma potrebbe aprire un mondo di nuove possibilità; è da troppo tempo che rimando, è ora di iniziare. Prima però ci sarebbe un certo Guy Gavriel Kay da esaminare: il paese delle due lune è già pronto sul lettore (assieme a mille altri libri a dire il vero).

        • La velocità nella risposta dipende da una serie di fattori notevole: i turni del lavoro, che sono decisamente strani e perciò mi può capitare di essere a casa – o non esserci – in qualunque momento, dal fatto di avere le figlie sane (e quinndi a scuola e non accanto a me a distrarmi) o a letto a dormire, dal fatto di non essere impegnata nella scrittura di nessun articolo urgente… A volte prima di una risposta può passare anche una settimana (sempre che non mi dimentico completamente di rispondere).
          Visto che hai già Harry Potter nelle due lingue prova, se anche il termine che in italiano è diventato “babbano” non lo trovi su nessun dizionario d’inglese, visto che conosci già la storia dal contesto capisci ugualmente cosa stanno dicendo. E, al limite, fai un confronto con il libro in italiano.
          Hai ragione, è un passo psicologico da compiere, e devi vincere una certa pigrizia che porta a scegliere il libro più semplice. Anch’io spesso esito prima di iniziare un libro in inglese, anche se ormai ne ho letti tanti. Un giorno che sai di avere un po’ di tempo a disposizione ti metti lì con calma e provi, all’inizio sarà faticoso ma poi le cose andranno sempre meglio. Però avendo un Kay non ancora letto in italiano io so da cosa partirei. Cosa dici, sono un po’ insistente? 😉

  7. Michele ha detto:

    Ho letto di sfuggita alcune pagine del blog: complimenti!
    Mi sembra abbiamo gusti simili in fatto di libri. Per questo motivo mi permetto di segnalarti i libri di Raymond Feist (il primo è “il signore della magia”) che a me sono piaciuti e di cui non mi pare tu abbia scritto.
    E magari anche il libro “player one” di Ernest Cline (un must per i nostalgici degli anni ottanta)

    • Grazie.
      Non ho parlato di quei due libri per ottimi motivi. Non ho mai letto Player One di Cline, anche se già da un pezzo me lo ha consigliato Emanuele Manco. Forse prima o poi lo leggerò, il problema è trovare il tempo.
      Quanto a Il signore della magia l’ho letto un bel po’ di anni fa. Troppi anni fa per ricordarmelo bene e fare commenti sensati, e visto che avevo preso il libro in prestito dalla biblioteca non posso nemmeno prenderlo dalla mia libreria, consultare qualche pagina e magari fare qui una citazione o due. Però non mi aveva entusiasmata. Ottima costruzione del mondo ma per qualche motivo non sono riuscita a legare con i personaggi e per la maggior parte del tempo la lettura è stata faticosa. Per questo non l’ho mai riletto e non sono mai andata avanti con la saga.

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