Primo Levi: Perché si scrive?

Probabilmente prima o poi tornerò su L’altrui mestiere di Primo Levi. I testi che contiene sono molto diversi fra loro, non tutti mi sono piaciuti o mi hanno interessata, ma nel complesso è un ottimo libro. Levi scriveva bene, senza fronzoli o giri di parole, aveva una mente acuta ed era molto curioso. Io ho già fatto qualche commento su due brani, Ex chimico e Dello scrivere oscuro, ma fra quelli che mi sono piaciuti di più ci sono anche Il pugno di Renzo, I padroni del destino, Lo scriba, A un giovane lettore ed Eclissi dei profeti. Al momenti mi limito a riportare i punti del brano Perché si scrive? (pagine 31-34):

1) Perché se ne sente l’impulso o il bisogno.

2) Per divertire o divertirsi.

3) Per insegnare qualcosa a qualcuno.

4) Per migliorare il mondo.

5) Per far conoscere le proprie idee.

6) Per liberarsi di un’angoscia.

7) Per diventare famosi.

8) Per diventare ricchi.

9) Per abitudine.

Le spiegazioni su questi motivi, se vi interessano, dovete andare a cercarle nel libro. Io noto che sono nove, non la più canonica cifra tonda dieci, e questo mi fa piacere. A volte per arrivare a una cifra tonda negli elenchi si forzano un po’ le cose, se invece quella che abbiamo è una cifra a caso significa che l’autore credeva davvero in quello che stava dicendo e solo in quello, e non seguiva nessuna convenzione letteraria.

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