Incipit

La strega Rossella ha una scopa volante

che quando lei vola decolla all’istante

e se le giornate son tiepide e belle

riesce a volare fino alle stelle.

Si tratta, citate a memoria, delle prime righe di La strega Rossella, scritto da Julia Donaldson e illustrato da Alex Scheffler. I due autori insieme hanno realizzato numerosi libri per bambini, il più famoso dei quali è Il gruffalò. Prima o poi dovrò parlarvi di loro, i disegni sono meravigliosi e le storie in rima sono facili da ricordare, divertenti e colpiscono molto la fantasia dei bimbi piccoli. Sono mesi che non prendo più in mano La strega Rossella eppure quelle righe – e, per essere onesta, anche qualcun’altra – mi sono rimaste in mente. Sono facili da ricordare, ok, ma danno anche il tono del libro. Rossella non è una strega che fa paura, non potrebbe proprio con un inizio così brioso e con l’immagine bellissima di una scopa capace di portarla fino alle stelle, ma solo quando le giornate sono tiepide e belle, cioè danno un’idea di calore affettuoso in cui è piacevole immergersi.

 

Le ho riproposte ora perché mi sono imbattuta in un bell’articolo sugli incipit dei libri. Per anni io ho raccolto in un quaderno gli incipit di tutti i libri che leggevo, già prima di leggere Era una notte buia e tempestosa… 1430 modi per iniziare un romanzo curato da Giacomo Papi e Federica Presutto. Ho smesso perché il quaderno, compilato ben prima che i PC ci rendessero la vita molto più semplice con tutti i generi di catalogazione, era diventato ingestibile. Però una certa curiosità è rimasta, tanto è vero che anni fa avevo pensato di scrivere un articolo sugli incipit dei romanzi di una famosa saga – e non vi dirò quale perché prima o poi potrei davvero decidermi a scrivere quell’articolo – e nel periodo in cui ho iniziato a scrivere su questo blog ho iniziato a postare incipit, discendo solo la settimana successiva a quale libro appartenevano e sfruttando questo piccolo gioco per parlare un po’ di libri, seguendo solo l’impulso del momento nel saltare da un libro all’altro. L’articolo, scritto da quello stesso Giacomo Papi che ho citato più in su e che evidentemente come me non riesce a staccarsi dagli incipit e ogni tanto ci deve tornare sopra, si trova a questo link: http://www.ilpost.it/2016/01/19/inizio-dei-libri/.

Nelle sue Postille a “Il nome della rosa” Umberto Eco ha scritto “Si può dire “Era una bella mattina di fine novembre” senza sentirsi Snoopy?” Ecco, io so, e lo sapevo da prima di leggerlo in quest’articolo, che la frase Era una notte buia e tempestosa era nata ben prima del famoso bracchetto, ma posso citarla, anche solo come titolo di un libro, senza mettervi un’immagine di Snoopy? Comunque wikipedia m’informa che il barone Edward George Earle Bulwer-Lytton, vissuto fra il 1803 e il 1873, oltre a iniziare il romanzo Paul Clifford (1830) con la frase Era una notte buia e tempestosa ha coniato anche l’espressione La penna è più potente della spada. Alcune frasi sono davvero capaci di entrare nel nostro immaginario e nel nostro linguaggio.

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