Scrittori di Classe 2

Leggere ci salva la vita. Aumenta la nostra capacità esperienziale perché alle situazioni che abbiamo veramente vissuto, aggiungiamo quelle che abbiamo sognato attraverso le pagine di un libro. Abbiamo imparato il coraggio con Ismaele, inseguendo una balena bianca, abbiamo imparato cos’è la tenerezza e abbiamo imparato cos’è il dolore guardando la madre di Cecilia mettere la sua bambina sul carro dei morti. Dispersi nel fondo di una trincea durante la prima guerra mondiale un gruppo di soldati inglesi fondò un club di lettura dedicato a Jean Austin: salvarono le loro menti leggendo e rileggendo i suoi libri, la trincea si annullava e loro si ritrovavano per qualche ora a camminare nelle campagne inglesi con Elisabeth Barret. Disperso nel campo di sterminio di Aushwitz Primo Levi ricupera la sua umanità negata raccontando nel suo smozzicato francese il Canto di Ulisse a un compagno alsaziano.

Queste parole non sono mie ma di Silvana De Mari, le potete trovare sul suo sito: http://www.silvanademari.com/scrittori.htm. Se io scrivo, e se voi mi leggete, è perché a tutti noi piace leggere. Ci divertiamo, ci distraiamo, impariamo, ci coccoliamo, sogniamo, ci emozioniamo, ci facciamo del bene. La De Mari prosegue:

Leggere aumenta la nostra resilienza. La parola “resilienza” nasce dall’ingegneria, indica qualcosa che fonde il concetto di resistenza a quello di flessibilità. I resilienti sono gli invincibili. La narrazione crea una nuova realtà nella nostra mente, che ci permette di riposare dalla quotidianità, crea un’area temporale durante la quale lo stress si interrompe, il nostro cervello crea nuovi neurotrasmettitori.
Leggere aumenta il numero di sinapsi nel nostro cervello, diminuisce e allontana il rischio di sviluppare una demenza.

E poi ci ricorda che leggiamo poco. Non noi, altrimenti non saremmo qui, ma gli italiani in generale leggono poco, come non mancano di ribadire articoli che periodicamente vengono pubblicati dai giornali.

Il bambino impara che è bello leggere osservando la mamma e il nonno che leggono. In una casa dove nessuno lo fa, perché dovrebbe desiderare farlo lui?
La televisione distrae dalla lettura; quando è arrivata, l’Europa settentrionale era solidamente alfabetizzata e ha retto il colpo, non benissimo, ma lo ha retto, l’Italia era un paese ad alfabetizzazione recente e ha cominciato a perdere lettori.
E quindi resilienza. Capacità di resistere al pericoloso fenomeno della frammentazione: sempre distratta nell’immediatezza dei mezzi elettronici la mente perde capacità di concentrazione. Sempre bombardata dal sensazionalismo la mentre perde la capacità di stabilire dove è il vero e dove è il falso e un popolo che ha perso la sua capacità di leggere perde la sua capacità di pensare, e quindi di essere libero.

Io sto tagliando alcune parti, il mio consiglio è di andare a leggere il testo nella sua forma integrale. Perché la De Mari ha scritto queste parole? Al di là del fatto che, come spiega il risvolto di copertina di Il drago come realtà, ha iniziato a lavorare come medico chirurgo, ma “da quando le è venuto il dubbio che i mali dell’anima siano devastanti quanto quelli del corpo, si occupa di psicoterapia”, e spesso scrive testi su internet per cercare di aiutare le persone a vedere la felicità in quello che le circonda. Parla anche di libri, e non potrebbe essere diversamente sia perché lei è una scrittrice sia perché è (giustamente) convinta che i libri facciano parte della felicità. Se un essere umano non legge, non conosce storie, gli manca una parte fondamentale della vita. E allora

Noi dobbiamo portare la lettura alla gente, è il nostro dovere etico, la nostra missione.
E i lettori non li andiamo a prendere dove sono, li andiamo a prendere dove non sono.
Non andiamo in biblioteca e ai festival della letteratura, alle fiere del libro, perché lì si incontrano “già lettori”: persone già appassionate nella lettura, persone che già leggevano e che comunque leggerebbero anche senza questi incontri.

Lo scorso anno Silvana ha partecipato al progetto Scrittori di Classe, di cui vi avevo già parlato: https://librolandia.wordpress.com/2015/04/08/insieme-per-la-scuola-otto-scrittori-per-ragazzi-alla-conad/. Perché?

Perché

In questo progetto i lettori li andiamo a cercare nei supermercati, perché lì ci sono tutti, quelli che frequentano le biblioteche e i festival della letteratura e quelli che mai ci metterebbero piede.
Insieme con altri sette scrittori per ragazzi abbiamo accettato di andare nei supermercati. Il progetto per “istigare” i bambini a leggere, a diventare lettori piuttosto che guardatori di qualche cosa, passa dalla scrittura, la loro. Noi abbiamo elaborato gli incipit, i ragazzi di tutte le scuole che hanno scelto di partecipare, scrivono la trama. Otto di queste trame, una per ogni incipit, la migliore, vince: su questa trama lo scrittore che ha elaborato l’incipit scrive un libro.
Tutti i ragazzi, quindi, lavorando in gruppo, diventano autori di una trama. Questo rende necessaria la comprensione delle dinamiche narrative. È sufficiente questo, aver scritto un’unica trama, per diventare “raccontatori di storie”. Chi ha scritto anche un’unica trama, chi ha discusso con i compagni di classe la struttura di un’unica storia, comincia a leggere in maniera particolarmente “attiva”, nel senso che quando legge usa molte capacità cognitive, non solo il seguire la storia. L’analisi del personaggio, della storia diventa istintiva.

Il progetto ha avuto una seconda edizione. Gli audiolibri della prima edizione sono ascoltabili gratuitamente a questo link: http://www.insiemeperlascuola.it/sdc2/audiolibri.php. Nel momento in cui scrivo non sono ancora ascoltabili tutti, ma quelli che mancano saranno caricati nei prossimi giorni. Si libri sono Storia di Codarotta di Tim Bruno, Il mistero dipinto di Vanna Cercenà, La nuova dinastia di Silvana De Mari, Corri, Malik, corri di Luigi Garlando, Talenti da fiaba di Beatrice Masini, Naran e Oyuna di Roberto Piumini, Tre desideri molto smart di Manuela Salvi e Uno scambio fatale di Guido Sgardoli.

I temi di quest’anno sono ambiente, amicizia, musica, paura, diversità, intercultura, sport e viaggio, gli autori che scriveranno le storie inventate dai bambini Beatrice Masini, Guido Sgardoli, Luigi Garlando, Luisa Mattia, Roberto Piumini, Silvana De Mari, Stefano Bordiglioni e Tim Bruno. Sul sito ufficiale potete trovare la descrizione del progetto e gli incipit da cui sono partiti i bambini: http://www.insiemeperlascuola.it/sdc2/index.php. I libri arriveranno in un futuro non troppo lontano.

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3 risposte a Scrittori di Classe 2

  1. daniele ha detto:

    Queste sono cose belle! La De Mari è forte! La magia delle storie a prescindere dal genere…Conta solo quanta magia una storia ha in sè e quanta ne può o vuole vedere chi la sta esplorando in quel momento.
    Leggendo storie ci si immedesima e si rafforza la capacità di empatia. Non è la ragione, ma l’empatia che ci separa dalla barbarie. E ho l’impressione che molte cose della nostra vita quotidiana lavorino contro l’empatia…

  2. Raffaello ha detto:

    Meno bello è realizzare una volta di più quanto sia arretrata la nostra nazione di illetterati. Pensare a quanto ti può dare la lettura e quanto è snobbata in Italia è deprimente.

  3. Pingback: Scrittori di classe 2: arrivati i nuovi libri | librolandia

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