Jonathan Crary: 24/7. Il capitalismo all’assalto del sonno

Come è noto a chiunque abbia vissuto sulla costa occidentale del Nord America, i volatili delle più varie specie annualmente compiono, su quel versante della piattaforma continentale, vaste migrazioni stagionali, spostandosi su tragitti di lunghezza variabile, da nord a sud e viceversa. Fra gli altri, il passero dalla corona bianca, che in autunno scende dall’Alaska fino al Messico settentrionale, per poi fare ritorno a nord in primavera. Questa particolare specie possiede una capacità decisamente insolita che la distingue dalla maggioranza degli altri uccelli, quella di rimanere in stato di veglia per una intera settimana durante la migrazione. Grazie a questo comportamento stagionale, di notte il passero dalla corona bianca è in grado di volare seguendo la rotta, mentre di giorno può dedicarsi alla ricerca del cibo, senza alcun bisogno di riposarsi. Nell’ultimo lustro, il dipartimento della Difesa americano ha investito notevoli somme nello studio di queste singolari creature. Molti ricercatori in varie università, in particolare quella di Madison, nel Wisconsin, grazie ai finanziamenti governativi hanno analizzato l’attività cerebrale di questi volatili durante i loro lunghi periodi di insonnia, sperando di ricavarne conoscenze applicabili agli esseri umani. Scopo della ricerca è scoprire in che modo dia possibile un’astensione completa dal sonno e al contempo un funzionamento produttivo ed efficiente. Il primo obiettivo sarebbe niente meno che la creazione di un nuovo prototipo di soldato libero dal bisogno di dormire, per cui la ricerca sul passero dalla corona bianca non è che una parte del più ampio tentativo in atto da parte delle forze armate di ottenere una forma di controllo, per quanto limitato, sul sonno umano. Seguendo l’iniziativa dell’Agenzia per le ricerche avanzate del Pentagono (la DARPA), i ricercatori di varie accademie stanno attualmente conducendo test sperimentali su una varietà di tecniche antisonno, che spaziano dagli interventi neurochimici alla terapia genica alla stimolazione magnetica transcranica. Si intende mettere a punto nel breve termine un metodo che consenta ai soldati in azione un’astensione dal sonno della durata minima di una settimane e, a lungo termine, di quindici giorni, senza con ciò pregiudicare i livelli di prestazione mentale e fisica. I mezzi oggi in uso per procurarsi uno stato di insonnia efficiente comportano invariabilmente sintomi collaterali dannosi sul piano sia cognitivo che psichico (a cominciare da una diminuzione dei livelli di vigilanza mentale). Se ne è avuto ampio riscontro nell’utilizzo assai diffuso di anfetamine in quasi tutti i conflitti bellici del XX secolo e, in quelli più recenti, di sostanze come il Provogil. La ricerca scientifica attuale non ha più come obiettivo solo la stimolazione di uno stato di veglia, quanto piuttosto la riduzione del sonno come bisogno naturale del corpo umano.

 

Ok, non conoscevo il passero dalla corona bianca. Quando per necessità mi trovo a dormire poco – orario serale al lavoro, e figlie da portare a scuola il mattino successivo – io sento gli effetti della mancanza di sonno. Come qualcuno di voi ricorderà meno di un mese fa sono crollata, per diverse sere sono andata a dormire presto, come quando da bambina mia mamma mi spediva a letto subito dopo Carosello.

Il libro di cui ho trascritto le pagine iniziali è 24/7. Il capitalismo all’assalto del sonno di Jonathan Crary. Al momento ne ho letto solo poche pagine, e non so se mai lo leggerò tutto perché il tempo per leggere tutto quello che in qualche modo mi incuriosisce proprio non c’è. Questo libro in particolare l’ho notato perché lavoro in una libreria, e quindi è abbastanza frequente che il mio sguardo sia attirato da uno dei numerosissimi libri che abbiamo esposto da qualche parte, e perché lavoro in una libreria che sta aperta sette giorni su sette, festivi compresi, quasi sempre fino a mezzanotte. Questo libro mi tocca da vicino, perciò non potevo non notarlo. Mi stupisce solo che ho impiegato così tanto a farlo, anche se si trova su un banco su cui metto le mani davvero di rado. Questa la quarta di copertina:

Aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, è il mantra del capitalismo contemporaneo, l’ideale perverso di una vita senza pause, attivata in qualsiasi momento del giorno o della notte, in una sorta di condizione di veglia globale. Viviamo in un non tempo interminabile che erode ogni separazione tra un intenso e ubiquo consumismo e le strategie di controllo e sorveglianza. Sembra impossibile non lavorare, mangiare, giocare, chattare o twittare lungo l’intero arco della giornata, non c’è momento della vita che sia realmente libero. Con la sua presenza ossessiva, il mercato dissolve ogni forma di comunità e di espressione politica, invadendo il tessuto della vita quotidiana.

24/7 è una riflessione teorica brillante, che combina riferimenti filosofici, esperimenti scientifico-militari, analisi di film e opere d’arte, per dare forma a un’antropologia critica della contemporaneità.

Niente tempo per dormire, bisogna lavorare a tutte le ore, produrre, consumare ed essere sempre connessi. Per me questo è uno scenario da brivido. Comunque non sono arrivata alla parte in cui tutto dev’essere aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Io a lavorare in certi orari metterei quelle persone che dicono che bisognerebbe essere sempre aperti, quanto a me preferisco dormire. Dormire, già. Quasi tre anni fa ho letto un bellissimo romanzo breve di Nancy Kress sull’argomento, Mendicanti in Spagna: https://librolandia.wordpress.com/2012/03/10/nancy-kress-mendicanti-in-spagna/.

La storia della Kress è già abbastanza inquietante, attraverso la manipolazione genetica vengono fatti nascere bambini che non hanno bisogno di dormire, e le conseguenze sono qualcosa che era difficile prevedere all’inizio e che ha tutte le potenzialità per minare la società così come la conosciamo noi. La Kress però non ha pensato a un impiego militare di un’eventuale mancanza di sonno, a dimostrazione che la realtà può essere ancora più inquietante dell’immaginazione di uno scrittore di talento. A un impiego militare non avevo pensato neppure io, la guerra come sistema più semplice per far andare le cose come desiderato da un ristretto gruppo di persone non è esattamente in cima ai miei pensieri, ma quello di cosa può significare per le persone comuni un mondo attivo sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro, è un problema che sento vicino già da un po’. Chissà se e quando riuscirò a trovare il tempo per leggere questo libro, in fondo io ho bisogno di dormire ed è giusto che sia così.

Un brano un po’ più lungo di quello che ho trascritto io: http://www.einaudi.it/var/einaudi/contenuto/extra/978880621835PCA.pdf.

Un estratto di Mendicanti in Spagna: http://www.fantascienza.com/6846/mendicanti-in-Spagna.

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