La regina dei draghi di George R.R. Martin. Capitolo 26: Sansa

La battaglia per Approdo del re sta iniziando. Dopo averlo preannunciato un bel po’ di pagine fa finalmente George R.R. Martin è arrivato allo scontro principale di A Clash of Kings (Il regno dei lupi e La regina dei draghi). Uno degli elementi di forza delle sue storie è che lui cerca continue variazioni, anche fra gli elementi che in qualche modo si ripetono. Una battaglia è sempre una battaglia, no? E quindi letta la prima rischieremmo di annoiarci con le altre.

Per la verità molto dipende da come sono narrate, gran parte di Memoria di luce, quattordicesimo romanzo di La Ruota del Tempo firmato da Robert Jordan e Brandon Sanderson è un’immensa battaglia, e non mi sono mai annoiata.

I lettori hanno letto dello scontro fra le forze guidate da Tywin Lannister e quelle guidate da Roose Bolton ne Il grande inverno attraverso gli occhi di Tyrion Lannister. Scene concitate, pericolo, ma risoluzione dello scontro in un solo capitolo. Gli spettatori di Il trono di spade quello scontro non l’hanno visto perché per risparmiare soldi David Benioff e D.B. Weiss hanno fatto prendere una botta in testa a Tyrion subito prima della battaglia e quando il Folletto si è risvegliato era tutto finito. Per loro una soluzione pratica, ma lo spettatore perde parte della caratterizzazione di Tyrion.

Sempre in Il grande inverno c’era stato lo scontro al Bosco dei sussurri, anche lui risolto in un solo capitolo e udito da Catelyn più che visto, e lì a dominare erano le suggestioni. Le battaglie di Robb, quelle combattute in Il regno dei lupi e La regina dei draghi, non le abbiamo viste: dato che Robb non è un punto di vista avremmo bisogno che al suo fianco ci sia qualcuno che lo è. Ad Approdo del Re però di punti di vista ne abbamo in abbondanza, Sansa dietro le mura, al sicuro almeno fino a quando le mura reggono, Tyrion impegnato in modo molto più attivo visto che come sostituto del Primo cavaliere è lui che dà gli ordini, e Davos fuori dalle mura, in prima linea e impegnato nel tentativo di entrare. Questa battaglia l’hanno fatta vedere anche Benioff e Weiss, anzi gli hanno dedicato l’intero episodio nove della seconda stagione, a sottolineare la sua importanza.

Iniziamo con calma, con Sansa, e con il cuore in tumulto visto che i personaggi simpatici sono su entrambi i fronti. Se Martin, con i suoi personaggi caratterizzati da sfumature di grigio, ci ricorda che nessuno è completamente buono e nessuno completamente malvagio (tranne Joffrey e il bastardo di Bolton) e che spesso la ragione cambia a seconda del punto di vista, lo stesso conflitto ce lo mostra in un conflitto vero, in cui davvero non sappiamo per chi tifare.

Sansa prega, non sembra abbia altro da fare. Joffrey fa lo spaccone, non sembra sia capace di fare altro. Quando lo scontro inizia le donne si riuniscono al cospetto della regina, la quale non sembra sia molto ottimista e certo non si aspetta l’arrivo di nessun vero cavaliere.

Capitolo di ambientazione in cui di fatto accade ben poco, per entrare nel vivo dovremo aspettare il punto di vista di Davos.

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