La regina dei draghi di George R.R. Martin. Capitolo 25: Theon

Quando ho visto questa foto non ho resistito e ho dovuto riproporvela. Game of Thrones, la serie televisiva realizzata da David Benioff e D.B. Weiss, pur con tutti i suoi limiti (e lo scrivo sapendo che quest’anno ha vinto l’Emmy come miglior serie drammatica), è diventata un fenomeno di costume e sputa fuori nei luoghi e nei modi più impensati. Fra l’altro esistono finte copertine di presunti libri autobiografici scritti dai personaggi della serie e Theon… in effetti lui qualche scelta non proprio azzeccata l’ha fatta.

Non ho mai amato Theon Greyjoy. Già nel primo capitolo di Il trono di spade, quando trova tutto divertente e prende a calci la testa mozzata del Guardiano della notte che ha disertato, si vedono la sua arroganza e la sua superficialità. E man mano che la storia va avanti le cose non fanno che peggiorare. Il modo in cui tratta le donne, il tradimento nei confronti di Robb e la presa di Grande Inverno… Trovare un capitolo con il suo nome scritto in cima non è il miglior modo per rendermi felice. Eppure George R.R. Martin è sempre stato capace di rendere interessanti anche i capitoli di Theon, pure se a volte avrei voluto strozzare il personaggio.

Theon ha un incubo, non riesce a togliersi dalla testa Bran, Rickon e quello che è accaduto al mulino. Martin ci ha presi in giro, facendoci credere che i due giovani Stark fossero stati uccisi mentre a morire è stata una famiglia innocente, vittima del bisogno di Theon di far credere a tutti di avere il controllo della situazione. Il destino di Bran e Rickon lo scopriremo solo più avanti, quello che conta qui è che la presa di Theon su coloro che ha conquistato non è salda come lui vorrebbe, e che anche nel suo animo è tormentato da dubbi e sensi di colpa. La pasticciata decapitazione di Farlen, il maestro dei canili, è solo uno dei tanti segni di come tutto gli sfugga di mano. Eddard Stark non aveva mai avuto bisogno di più di un colpo per decapitare un uomo, ma il limite di Eddard era la sua incapacità di gestire gli intrighi e il suo concedere troppa fiducia a persone che non la meritavano, sulle sue capacità come condottiero e come governatore di un territorio non ci sono dubbi.

Per certi versi svegliarsi è un sollievo, anche se Asha con il suo arrivo non gli porta quel che lui aveva sperato. Malgrado i successi iniziali, dovuti principalmente all’effetto sorpresa e al fatto che molti uomini sono andati a sud con Robb, la guerra non sta andando come avrebbero sperato i Greyjoy. Ser Rodrik Cassel è un guerriero esperto e si sta riprendendo il territorio governato dagli Stark, mentre Asha gli fa notare che un audace colpo di mano non fa vincere la guerra se poi il successo viene gestito male. In assenza degli aiuti da parte della sua famiglia Theon può fare affidamento solo su Reek.

Il capitolo si chiude quasi come era iniziato, con un incubo. Re Robert con il ventre squarciato, e noi sappiamo che è stato ucciso da un cinghiale che lo ha letteralmente aperto in due, Ned senza testa, chissà come mai, e poi molti altri cadaveri di gente che sappiamo che è morta. Compresa Lyanna con l’abito sporco di sangue, a ricordarci che R+L=J (e no, non significa Renly + Loras = Jaime, come ho visto scrivere scherzosamente da qualcuno).

Sotto la foto spoiler da La regina dei draghi.

David Benioff e D.B. Weiss si sono trovati a dover operare numerosi cambiamenti alla trama di Le cronache del ghiaccio e del fuoco per rientrare nei limiti di tempo e di costi che avevano. In genere hanno semplificato la trama, cosa che capisco anche se spesso le loro scelte non mi piacciono (e più sono andati avanti meno mi sono piaciuti, ma per ora lasciamo stare). In questo caso hanno tagliato la battaglia di Grande Inverno facendo tradire Theon dai suoi stessi uomini. Quello che hanno mantenuto è stata l’esecuzione pasticciata, anche se in questo caso la vittima è stata ser Rodrik Cassel.

Sotto la foto spoiler da I fiumi della guerra.

Il capitolo si chiude con l’incubo di Theon. Alcuni fatti sono noti dal passato, vedi le morti di Robert e Ned, altre sono indizi, come il sangue che inzuppa l’abito di Lyanna e che fa pensare una volta di più che sia morta per emorragia post parto, anche perché tanto per cambiare porta una corona di rose blu. Blu come blu è la rosa che Rhaegar le dona dopo aver vinto il torneo di Harrenhal e blu sono le rose che si trovano sul suo letto di morte. Ma non potrebbe esserci anche un’anticipazione del futuro? In fondo il sogno non inizia come un incubo. Al principio c’erano vino e carne arrostita, ci dice Martin, e se anche il banchetto offerto da lord Frey per le nozze di Edmure presentava cibi tutt’altro che invitanti e non sembrava una festa, il fatto che quella che sarebbe dovuta essere una festa diventa un mattatoio lo vediamo già qui. E alla fine nella sala entrano Robb Stark e Vento grigio, e “uomo e lupo entrambi sanguinavano da cento orribili ferite” (pag. 319). Non solo la visione di Dany nella Casa degli Eterni, pure l’incubo di Theon ci parla delle Nozze Rosse. Io avevo fatto in tempo a dimenticare questi dettagli visto che fra la prima lettura di La regina dei draghi (ottobre 2001) e la prima di I fiumi della guerra (ottobre 2002) è trascorso un anno, ma Martin i suoi indizi li ha forniti. E qualcosa mi deve essere rimasto nella mente, anche se a livello inconscio, perché già alla partenza di Robb da Delta delle Acque avevo capito che le cose sarebbero finite male, anche se non avevo capito quanto male.

Sotto la foto spoiler da I guerrieri del ghiaccio.

Ho odiato Theon per anni, ma certo non immaginavo quello che gli avrebbe fatto il bastardo di Bolton. Per me quell’essere immondo continua a chiamarsi così, bastardo di Bolton, e non ha alcuna importanza il fatto che ora sia stato legittimato grazie agli intrighi di personaggi che detesto.

Visto quello che ha passato Theon mi fa pena, e devo riconoscergli che aveva le sue ragioni per voler dimostrare al padre e agli uomini di ferro il suo valore (o quello che lui credeva fosse il suo valore), ma continuo a trovarlo antipatico. Degno di commiserazione, certo, il suo è il punto di vista più forte dell’intero A Dance with Dragons per la drammaticità della storia e spero che le cose possano risoversi in modo positivo (anche se ho letto un suo capitolo in The Winds of Winter e ho seri dubbi che le cose possano andare bene), ma continuo a sopportalo poco. Ha sofferto tanto, più di quanto chiunque meriterebbe, ma le sofferenze ingiuste non possono ripagare il male fatto, e a meno di vedere determinati cambiamenti nella sua personalità il massimo che Theon potrà suscitare in me sarà compassione, non simpatia.

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