Robert Jordan e il The Wheel of Time Companion

Otto anni fa, il 16 settembre del 2007, moriva Robert Jordan. Per quanto dolorosa non è stata una morte a sorpresa, oltre due anni prima gli era stata diagnosticata una malattia gravissima dall’esito spesso fatale, in particolare nella forma contratta da lui. In quel paio d’anni Robert ha dimostrato una forza d’animo straordinaria sia nel confortare chi gli scriveva avendo problemi simili sia nello sminuire, almeno in pubblico, la gravità della malattia e dichiarandosi sempre ottimista per il futuro. Del resto una persona pessimista non sarebbe riuscita a sopravvivere, guidando in salvo tutti coloro che erano con lui, per 40 miglia in una giungla infestata dai Viet Cong, a caricarsi sulle spalle e portare in salvo dalla prima linea un compagno ferito e a distruggere un missile tracciante prima che il missile stesso distruggesse l’elicottero su cui lui si trovava lui.

La grandezza dell’uomo si vede nei suoi commenti sul blog, http://www.dragonmount.com/forums/blog/4-robert-jordans-blog/, ma anche nella saga che ci ha lasciato, La Ruota del Tempo. Ne ho parlato davvero tante volte, la saga è grandiosa e oltre a essere molto coinvolgente da leggere mostra, nell’ultimo libro in particolare, cosa possano fare gli esseri umani se davvero lo desiderano. Una storia, la lettura dei quattordici romanzi, per me durata oltre vent’anni, ma che per molti aspetti mi accompagnerà per sempre.

La storia è finita, completata negli ultimi tre romanzi da Brandon Sanderson sulla base degli appunti lasciati da Jordan prima della morte. In ogni momento in cui le forze lo sostenevano, infatti, Robert si è preoccupato di lasciare alla moglie, Harriet Popham Rigney (più nota in ambiente editoriale come Harriet McDougal dal nome del primo marito), più materiale possibile in modo che se lui non ce l’avesse fatta qualcun altro avrebbe potuto completare la saga. Robert – il cui vero nome era James Oliver Rigney, Jr., amava così tanto i suoi lettori da volere che loro avessero comunque la conclusione, anche se non fosse stato lui a scrivere le ultime parole. E anche questa è una misura della grandezza dell’uomo.

La storia, iniziata con L’Occhio del Mondo nel 1990 (1992 in Italia), si è conclusa nel 2013 con Memoria di luce, e oltre alla gioia e alla meraviglia donatami dalla straordinaria conclusione mi ha lasciato anche il dispiacere di sapere che non avremo più storie ambientate in Randland perché il Creatore è scomparso. Già così qualche trama minore sfuma un po’ troppo sullo sfondo, qualche personaggio appare utilizzato troppo poco, probabilmente perché Jordan non aveva lasciato su di lui abbastanza materiale e Sanderson non sapeva che ruolo dovesse ricoprire il personaggio nell’Ultima Battaglia. Un difetto percepibile ma minore, se contestualizzato fra tutte le altre cose comprese in questi straordinari romanzi.

Ora, giustamente, Sanderson si sta occupando solo dei suoi progetti, e lo avrebbe fatto anche se Robert avesse lasciato abbastanza materiale per poter scrivere gli altri due prequel e i tre romanzi outrigger, ambientati dopo Tarmon Gai’don, che aveva in mente. C’è però un’ultima cosa che deve essere pubblicata, e speriamo che Fanucci la traduca e la porti anche in Italia (altrimenti la leggo in inglese come ho fatto con The World of Robert Jordan’s The Wheel of Time, scritto con Teresa Patterson, ma in italiano è più semplice). Si tratta dell’enciclopedia The Wheel of Time Companion, firmata, oltre che da Robert e da Harriet, da Alan Romanczuk e da Maria Simons, assistenti di lunga data di Jordan.

Chris Lough di Tor Books, che ha già avuto la possibilità leggerlo, ha spiegato che del Companion ha amato soprattutto la possibilità di esplorare le storie minori, quelle che completano il mondo ma che non hanno avuto la possibilità di entrare nei romanzi, come il trattamento riservato da Mazrim Taim ai Fiumi Gemelli, la tragedia che ha spinto Serafelle a diventare un’Aes Sedai e la formazione di un’Amyrlin da parte di Cadsuane. L’articolo di Chris Lough si trova qui: http://www.tor.com/2015/09/15/is-there-any-room-in-epic-fantasy-for-the-small-story/, ma il blog di Tor è pieni di anteprime e informazioni sul Companion, dall’introduzione ad alcune voci come la forza nell’Unico Potere, il Bastone dei Giuramenti, la biografia delle Amyrlin Seat conosciute e quella di personaggi come Elayne, Mazrim Taim e Serafelle. L’elenco degli articoli lo potete trovare qui: http://www.tor.com/tag/the-wheel-of-time-companion/.

Non vedo l’ora di poter leggere il libro, perché Non c’è inizio né fine al girare della Ruota del Tempo.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in anteprima, prossimamente in libreria, Robert Jordan e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

4 risposte a Robert Jordan e il The Wheel of Time Companion

  1. DybalaJuve ha detto:

    speriamo davvero che fanucci lo pubblichi ma secondo me ci faranno penare come la ristampa degli ultimi tre -.-‘ ma che tu sappia ci sono appunti sugli outrigger e i prequel che voleva fare?! ci sarà la possibilità di vederli in futuro?! perché quello che ci insegna la saga di Millennium è che basta un post-it per pretendere di farci un libro 😀 😀 😀

    • Purtroppo spesso le ristampe, non solo Fanucci, hanno tempi biblici.
      Per quanto riguarda gli outrigger non c’è nessuna possibilità di vederli in futuro. Il primo a parlare è stato Sanderson, con la dichiarazione che il suo lavoro su The Wheel of Time finiva con A Memory of Light. In tempi più recenti ci sono state dichiarazioni di Harriet, la quale ha spiegato da un lato che non c’è materiale su cui poter lavorare, perché Robert ha lasciato scritta solo una frase, e dall’altro che anche se avesse avuto a disposizione degli appunti dettagliati non avrebbe fatto scrivere le storie. Per la trama principale infatti Robert aveva sempre detto di voler donare la conclusione ai lettori, ha lavorato duramente per lasciare gli appunti proprio perché la storia avesse la fine anche a costo di farla scrivere da qualcun altro, ma non ha mai detto di voler vedere pubblicati anche i romanzi outrigger. La saga sta in piedi così, non è un’opera monca come se ci fossimo fermati a La lama dei sogni. I lettori hanno la storia che Robert voleva donargli, e Harriet non vuole speculare sulla memoria del marito. Outrigger e prequel non vedranno mai la luce, anche se io spero che nell’enciclopedia ci siano anche le poche informazioni lasciate in proposito da Robert.
      Per Millennium c’è una questione di diritti d’autore un po’ scottante. Larsson non andava d’accordo con padre e fratello, di fatto per anni non ha parlato con loro, ma a livello legale sono loro i suoi eredi e non la donna con cui ha vissuto gli ultimi trent’anni perché lei era solo la sua compagna e non sua moglie. Non solo lei non ha visto un centesimo di diritti d’autore, ma ha pure dovuto subire la beffa di vedere quei soldi finire nelle tasche di persone con cui la coppia non aveva più alcun rapporto. A lei però è rimasto in computer con gli appunti di lui, visto che era nella casa comune. Comprensibile che si sia rivolta a uno scrittore professionista per trasformare gli appunti in romanzo e cercare di guadagnare qualcosa anche lei.

      • DybalaJuve ha detto:

        tutto chiaro, grazie mille per il commento!!! sto finendo la saga che trovo straordinaria mi mancano gli ultimi 4 ma ora sto leggendo Nuova Primavera!!! comunque per la storia di Larsson gli appunti gli avevano il fratello e il padre, infatti, Lagercrantz ringrazia loro nel libro. La compagna ha protestato molto per questa cosa e infatti non c’ha guadagnato nulla!!!

        • Gli ultimi romanzi sono davvero straordinari. Solo nel quattordicesimo rimane un po’ di dispiacere per qualche personaggio che fa davvero troppo poco, specie considerando la sua importanza nei volumi precedenti. In quei casi sospetto che Sanderson non avesse abbastanza materiale su cui lavorare e che quindi li abbia lasciati un po’ in disparte.
          Per i diritti di Larsson so che c’era di mezzo una causa fra la compagna e il padre e il fratello, e da quel che avevo letto il computer con gli appunti lo aveva lei. La cosa ha senso: se Larsson aveva rotto i rapporti con la famiglia d’origine non aveva motivo per lasciare i suoi appunti da loro invece che nella casa in cui viveva. Non ho letto i ringraziamenti, non amo i thriller e quindi ho toccato il libro quel tanto che bastava per esporlo in negozio e darlo a chi me lo chiedeva, ma non l’ho aperto neppure per un istante. Dai ringraziamenti che mi dici mi viene il sospetto che la causa l’abbiano vinta loro e che la compagna abbia dovuto rinunciare a tutto, e se è davvero così è un bell’esempio di leggi del cavolo anche in un paese come la Svezia.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...